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8 MARZO: LE CASE FARMACEUTICHE REGALANO UNA NUOVA LIBERTÀ ALLE DONNE

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9 Marzo 2004 - Otto marzo, la nostra festa, il giorno in cui il mondo maschilista si lava la coscienza  facendo finta di avere seppellito il periodo buio della schiavitù delle donne. Le case farmaceutiche non potevano certo dimenticarsi delle donne ed ecco pronta la nuova pillola contraccettiva che si presenta sotto forma di  cerotto transdermico, un enorme vantaggio per le distratte e un nuovo simbolo di disinibizione per quelle donne che amano dimostrare al mondo intero di avere definitivamente separato la sessualità dalla procreazione. Sarà un nuovo fenomeno di moda, non si ostenterà più  l’ultimo modello di automobile, di cellulare, la protesi al silicone, ma il cerotto contraccettivo bene in vista specialmente d’estate sulle trippette denudate. Oltre ad essere un oggetto bello da mostrare, non fa ingrassare e  non peggiora la cellulite. Leggo su “Il Resto del Carlino” di domenica 7 marzo 2004. “…Naomi Campbell e alcune se colleghe niente male lo hanno indossato in bella vista sulle passerelle delle collezioni per l’estate prossima”, un nuovo accessorio alla moda da ostentare, peccato che le modelle siano state pagate profumatamente per mettersi un cerotto, lo stesso trattamento non sarà certo riservato alle ragazzette della porta accanto. Posso immaginare l’approccio delle pagnottelle dei quartieri napoletani, mentre mostreranno lo status symbol dell’estate 2004 al guaglioncello di turno e potranno recitare: “Guarda con me vai tranquillo tengo lo stesso cerotto di Naomi Gambebell”, l’unica cosa in comune con Naomi Campell sarà sicuramente il cerotto contraccettivo, il ragazzo potrà approfittare della situazione saltando addosso alla offerente incurante di AIDS o di sifilide, oppure se più scafato potrà strapparle il cerotto dal pancino e fissarglielo bene bene sulla bocca.

Il cerotto miracoloso sarà un sollievo anche per le mamme: “…vedere la creatura incerottata darà loro una certezza. Quello che finora l’interrogatorio della benedetta figliola o, peggio, il controllo clandestino del blister della sua pillola non dava” Brave le mamme moderne, quelle che nel 1968 gridavano slogan del tipo “Io sono mia” “Il corpo è mio e me lo gestisco io” facevano i falò in piazza coi loro reggiseni, considerati in quegli anni strumenti di tortura  della cultura maschilista, eccole oggi alle prese con palestre, diete, lifting, massaggi per potere mantenere il loro corpo giovane e attraente (chi vogliono attirare? Lo sguardo dell’unico maschio buono è il maschio morto?). Vedere queste donne ex emancipate abbigliate come ragazzine quindicenni che cercano di imitare le modelle, ma riescono solo a sembrare degli spaventapasseri non fa neppure ridere ma solo compassione. Queste mamme moderne, indaffarate come sono a  sembrare giovani, non possono certo trovare il tempo di spiegare alle loro creature l’importanza di una vita affettiva e di una sessualità gratificante e consapevole, resta giusto loro il tempo di incerottare la creatura prima di sbatterla in strada.

Ringraziamo le case farmaceutiche e la loro magnanimità, hanno investito tante energie per regalare a noi donne la libertà di sconvolgere il nostro delicato equilibrio ormonale in cambio  della separazione del piacere sessuale dalla procreazione. Nel 1971, a vent’anni dall’invenzione della pillola contraccettiva, l’antropologa (femminista) Margaret Mead affermò: “Si tratta di una invenzione dovuta a soli uomini, perché erano straordinariamente restii a sperimentare con il proprio corpo e straordinariamente disposti a farlo, invece, con i corpi femminili”. Care ragazze, non sconvolgete il vostro equilibrio ormonale, invitate le vostre madri alla sobrietà, invitate il vostro ragazzo ad  indossare il preservativo e ringraziate chi ha inventato la lavatrice, la lavastoviglie, il frigorifero, l’aspirapolvere,  hanno veramente cambiato la vita alle donne.

Affettuosamente.

Zia Maria

 
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