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31 Maggio 2004 -
Qui in
campagna ci si alza presto anche il sabato mattina, per fare cosa???
Boh chiedetelo ai miei genitori. Con gli occhi mezzi chiusi mi siedo
in giardino, il tepore del sole di maggio mi accarezza la pelle mentre
le mie narici aspirano il delicato dolce profumo delle acacie in
fiore. Vorrei continuare ad oziare tutta la mattina, ma no, non si
può, non è decoroso mostrarsi in disordine, mi fiondo sotto la doccia,
vesto i miei jeans, la maglietta, le scarpe da ginnastica e scendo in
paese per il rito del quotidiano del sabato. Mi siedo in giardino, con
una mano accarezzo a turno il cane e il gatto e con l’altra sfoglio
“La repubblica”. Guerre, torture, no, non voglio svegliarmi
dall’idillio di questa giornata di sole, giro velocemente le pagine,
sobbalzo, il cane e il gatto in perfetta sincronia mi fissano con un
espressione che Re Salomone tradurrebbe nelle parole: “Stupido bipede,
datti una calmata che ti conviene”. Un’intera pagina occupata da
parole vuote come il fumo, si tratta dell’appello dell’ex Ministro
Veronesi alle donne, le mette in guardia contro i tumori polmonari
causati dalle sigarette. Perché mi turbo, io, che non sono mai
riuscita, nonostante svariati tentativi, a fumami una sigaretta!
Guardo l’elenco
delle donne che si sono già unite al questo movimento, sto per
scoppiare a piangere, l’elenco di attricette in cerca di fortuna,
attrici sul viale del tramonto, giornaliste di belle speranze,
scribacchine, donne di cultura che hanno aderito a questo progetto
sembra non finire mai. Tutte li a fare da corona al progetto
umanitario di salvare le donne dal pericolo del fumo, donne che hanno
dalla vita riconoscimenti pubblici, appoggiano il regime di quegli
scienziati che nemmeno cent’anni fa dimostravano con metodi
scientifici la naturale inferiorità psico fisica della donna.
Care donne di
successo, fate un ripasso, se l’amore per il potere non vi ha
totalmente annebbiato la memoria, pensate alle precorritrici del
femminismo: Virginia Wolf, Simone de Beauvoir, Sibilla Aleramo, vi
dicono niente questi nomi? Dovreste averli bene impressi nella
memoria, non sono solo i nomi di tre accanite fumatrici, ma è anche
grazie a queste donne se anche noi possiamo mostrare di avere anche un
cervello e non solo un corpo vuoto finalizzato alla riproduzione della
specie umana. Ero molto giovane negli anni ’70, ma abbastanza grande
per abbracciare il movimento femminista, quello puro, quello che si
batteva per la parità salariale tra uomo e donna, per consentire alle
donne di disegnare il loro progetto di vita come meglio credevano, che
lottava contro la scienza maschilista. Avete cancellato tutto con un
colpo di spugna, o meglio con le vostre labbra e i vostri seni al
silicone, e adesso vi vendete ai santoni della medicina maschile.
Brave, non vi siete
chieste che cosa si sarebbe potuto fare coi soldi spesi per
propagandare il vostro demenziale movimento? Aveste potuto aiutare le
donne di un villaggio sperduto dell’Eritrea a non morire, loro e i
loro figli, di fame e di sete, per esempio, ve lo siete chiesto? Il
vrooooommmm della moto del mio uomo mi toglie dai cattivi
pensieri, si, sono ancora femminista, ma ho un sano bisogno di… un
compagno. Indosso il giubbotto di goretex rosso, quasi quasi non mi
metto neppure il casco, no, potrebbero saltarmi via le lenti a
contatto, salto sulla sella, aspiro a pieni polmoni il buon odore di
carburante e olio di ricino che escono dallo scappamento della Yamaha
rossa (lei è una rossa naturale) imbocchiamo l’autostrada diretti al
mare, velocità 250 km orari, così sfuggiamo ai controlli della
polizia. Voi donnette malate di donnitudine che pensate al fumo che vi
fa venire le rughe e il cancro ai polmoni (ma forse sono peggio le
rughe) programmate il prossimo impianto di silicone mentre io me ne
scappo ai 250 km all’ora abbracciata al mio uomo con l’animo gonfio di
vaffanculo a voi, ai salutisti e alla polizia
stradale. vrooooommmm …
Velenosamente, vostra
Zia Maria
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