La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

Le lotte per la libertà sono sempre state difficili; la lotta per la libertà dello stile di vita è, incredibilmente, una delle lotte più difficili dei nostri tempi. I nemici sono tanti: quelli corporativi, come l’industria farmaceutica; quelli di stato, come i ministeri della salute, che spesso sono comunque stretti "partner" con l’industria farmaceutica; coloro che odiano il fumo, che ingenuamente sostengono i divieti e le proibizioni pensando che i nazionalsalutisti si fermino con le sigarette.

Ma non è tutto; esistono anche troppi media politicamente corretti, o pavidi di un potente manipolo di gruppi ad interesse particolare che, ben finanziati, sono riusciti a rendere l’argomento salute (e fumo in particolare) un tabù incredibilmente stretto e politicamente delicato. Siamo arrivati al punto, affermiamo senza esitazione, che è più facile difendere le posizioni degli stupratori e dei vari Bin Laden che quelle dei fumatori. La propaganda antifumo ha convinto persino molti fumatori che fumare è ignobile, malato, pericoloso, ed è un assalto alle libertà altrui; che chi fuma uccide se stesso e gli altri; che pure mangiare e bere siano un pericolo; che vivere al di fuori dei dogmi imposti da certi (troppi) medici sia una cosa implicitamente immorale; che solo lo stato sia effettivamente capace di tutelarci da noi stessi e dalle industrie che diventano bersaglio della propaganda salutista. Il prezzo che lo stato chiede per questa "tutela" è molto alto: la tua libertà individuale -- un pezzo alla volta.

  • Se pensi che la libertà di vita personale tua e dei tuoi figli valga meno del costo di una stecca di sigarette all’anno, allora non iscriverti a FORCES.
  • Se credi che la tua dignità non meriti, in una settimana, il tempo che dedichi alla partita di calcio il sabato pomeriggio, allora non dedicare tempo a FORCES.
  • Se consideri te stesso così poco da essere lieto quando lo stato ti forza a fare le scelte di vita che vuole; se credi che le menzogne ti facciano bene alla salute, e se ritieni sia giusto che lo stato e i media ti impongano che comportamento permettere nel tuo ufficio o nel tuo locale o anche nella tua famiglia, allora non diffondere il messaggio di FORCES.
  • Infine, se accetti il marciume delle istituzioni perché "ti da fastidio" che il tuo collega fumi in ufficio, per favore non iscriverti a FORCES.

Altrimenti, abbiamo bisogno del tuo aiuto.

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