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Le lotte per la libertà sono sempre
state difficili; la lotta per la libertà dello stile di vita è,
incredibilmente, una delle lotte più difficili dei nostri tempi. I
nemici sono tanti: quelli corporativi, come l’industria farmaceutica;
quelli di stato, come i ministeri della salute, che spesso sono comunque stretti
"partner" con l’industria farmaceutica; coloro che odiano il
fumo, che ingenuamente sostengono i divieti e le proibizioni pensando
che i nazionalsalutisti si fermino con le sigarette.
Ma non è tutto; esistono anche troppi
media politicamente corretti, o pavidi di un potente manipolo di gruppi ad
interesse particolare che, ben finanziati, sono riusciti a rendere l’argomento
salute (e fumo in particolare) un tabù incredibilmente stretto e
politicamente delicato. Siamo arrivati al punto, affermiamo senza esitazione, che è
più facile difendere le posizioni degli stupratori e dei vari Bin Laden che quelle dei fumatori.
La propaganda antifumo
ha convinto persino molti fumatori che fumare è ignobile, malato,
pericoloso, ed
è un assalto alle libertà altrui; che chi fuma uccide se stesso e gli
altri; che pure mangiare e bere siano un pericolo;
che vivere al di fuori dei dogmi imposti da certi (troppi) medici sia
una cosa implicitamente immorale; che solo lo stato sia
effettivamente capace di tutelarci da
noi stessi e dalle industrie che diventano bersaglio della propaganda
salutista.
Il prezzo che lo stato chiede per questa "tutela" è molto alto: la
tua libertà individuale -- un pezzo alla volta.
- Se pensi che la libertà di vita
personale tua e dei tuoi figli valga meno del costo di una stecca di sigarette
all’anno,
allora non iscriverti a FORCES.
- Se credi che la tua dignità non meriti, in una settimana, il tempo che dedichi alla
partita di calcio il sabato pomeriggio, allora non dedicare tempo a FORCES.
- Se consideri te stesso così poco da essere
lieto quando lo stato ti forza
a fare le scelte
di vita che vuole; se credi che le menzogne ti facciano
bene alla salute, e se ritieni sia giusto che lo stato e i media ti
impongano che comportamento permettere nel tuo ufficio o nel tuo locale
o anche nella tua famiglia, allora non
diffondere il messaggio di FORCES.
- Infine, se accetti
il marciume delle istituzioni perché "ti da fastidio" che il tuo collega fumi in ufficio,
per favore non iscriverti a FORCES.
Altrimenti,
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del tuo aiuto.
Contrariamente a quanto dice la nostra
opposizione diffamatrice, purtroppo non siamo sponsorizzati dalle
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salutisti, noi non pontifichiamo e non abbiamo sempre la "verità
corretta" in tasca.
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FORCES Italiana
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