La storia e le motivazioni di FORCES

FORCES fu fondata nel 1995 da Raymond Sasso, un italoamericano nato a New York e residente a San Francisco, California.

Era chiaro già da allora che l’accelerazione del proibizionismo negli USA non si sarebbe fermata, e che altre categorie di persone oltre ai fumatori sarebbero state il bersaglio dei nuovi proibizionisti che, a differenza dei vecchi proibizionisti anti-alcol, non si basavano su principii morali o religiosi, ma principalmente su pseudo-scienza usata per giustificare una crociata solo apparentemente salutista.

Che la crociata non fosse poi per la salute ma per le enormi quantità di fondi stanziati dal governo, e fondi privati elargiti dalle case farmaceutiche, poco importava. La realtà era comunque una sola: il controllo sociale, finora fermamente respinto, veniva finalmente accettato se ammantato con un camice sanitario. I portali delle casse dello stato erano finalmente spalancati e il magico Apriti Sesamo era la parola "anti-tabacco".

Differentemente da altre organizzazioni a difesa dei diritti dei fumatori, FORCES ebbe nel suo statuto fin dall’inizio la proibizione di ricevere denaro dai produttori di sigarette e altri tabacchi. Ciò fu deciso certamente non perché si pensava che il denaro del tabacco fosse "sporco", ma perché era chiaro che gli antifumo ci avrebbero subito accusato di corruzione, mentre i lori fondi, provenienti dall’industria farmaceutica, sarebbero stati invece "puliti"…

Le risorse di FORCES finora provengono solo dalle donazioni dei soci, e dal lavoro volontario non pagato dei suoi attivisti.

Dopo circa otto mesi dalla prima pubblicazione del sito FORCES (USA) sull’Internet, FORCES Canada fu fondata da Gian Turci, un italo-canadese residente a Vancouver e che presentemente vive in Italia. Il tandem USA-Canada cominciò ad attirare l’attenzione del cartello anti-tabacco perché, non essendo FORCES finanziata dai produttori di tabacco, il cartello non aveva la scusa per denigrarci agli occhi dell’opinione pubblica. Ma ciò che irritava (e ancora irrita) gli antifumo fu la decisione di FORCES di mettere a disposizione del pubblico un’enorme biblioteca scientifica a supporto delle affermazioni che la dannosità del tabacco è ampiamente fraudolenta.

Fino allora, infatti, la difesa del fumo era esclusivamente basata sul sacrosanto diritto di scelta personale. Tale importante argomento però venne ridotto a fattore secondario con la creazione di due importanti frodi:

  • I pericoli del fumo passivo.
  • I costi sociali dei fumatori che, teoricamente, si ammalano di più dei non fumatori, e che quindi costano di più alla comunità.

La realtà però è proprio l’opposto, in quanto i pericoli del fumo passivo sono inesistenti perché assolutamente non provati, e anche perché il fumatore contribuisce alla società assai più del non fumatore tramite le tasse che paga sul tabacco. Per esempio, i fumatori italiani contribuiscono 14.000 miliardi di lire all'anno all'erario di stato in sole tasse indirette, ed un equivalente ammontare in tasse dirette; i fumatori americani contribuiscono ben oltre 110.000 miliardi. Cifre da capogiro, che dovrebbero indurre rispetto e cortesia per il fumatore, invece che disprezzo da parte di quelli che però godono dei nostri contributi! Infine, se è vero che il fumatore vive qualche anno di meno, ciò significa che egli attinge a benefici sociali (come pensioni e cassa malattie) meno del non fumatore dopo avere contribuito agli stessi in eguale misura. Quando FORCES cominciò ad esporre gli studi che esoneravano il fumo (e che erano stati insabbiati), e a dimostrare le falsificazioni scientifiche e statistiche di altri studi che selettivamente ignoravano i lati positivi e mettevano in risalto solo i negativi, il cartello antifumo si rese conto che FORCES era diventata un potenziale pericolo.

E’ importante considerare che in molte nazioni la falsificazione, "libera interpretazione", o la distorsione di studi che sono usati come base per decisioni governative costituisce reato penale. Molti dei cosiddetti "scienziati" (anche chiamati "studiosi", o "esperti") antifumo hanno invero commesso tale reato, ma finora godono della protezione politica emanata sia dalla potenza delle case farmaceutiche, sia da quei politici che si sono ormai compromessi con l’agenda antifumo a tal punto da non poter più tornare indietro nonostante qualsiasi evidenza sia messa di fronte a loro.

FORCES quindi portava avanti due distinti argomenti: la santità della scelta e libertà personale, e la dimostrazione delle manipolazioni scientifiche volte a giustificare un’agenda proibizionista. Quest’onestà politica e intellettuale attirò molte persone comuni ed anche ricercatori, medici, scienziati non ancora venduti all’agenda anti-tabacco, scrittori, giornalisti - e molte di queste persone non erano nemmeno fumatori.

Presto, altre sedi di FORCES furono create: Los Angeles, California, New York, Virginia, Nuova Zelanda furono seguite da Canada, Minnesota, Manitoba, Olanda, e ora anche Italia. Una sede in Gran Bretagna è in via di realizzazione.

Sfortunatamente, mentre FORCES si espandeva, l’industria delle sigarette americana concludeva nel 1998 un accordo ("The Master Settlement") con i suoi aguzzini. Quest’accordo, soprannominato poi "Deal of Shame" (l’Accordo della Vergogna) stabiliva che i produttori di sigarette dovevano versare 260 miliardi di dollari (520.000 miliardi di lire) nei seguenti 25 anni allo stato americano per "compensare" i "danni" procurati alla salute dei fumatori e per "educare" grandi e piccini sui "terribili" pericoli del fumo. Naturalmente, pagamenti di tali dimensioni sono possibili solo con drastici aumenti del costo delle sigarette; il prezzo di un pacchetto in California, per esempio, eccede ora le 11.000 lire, stimolando, tra l'altro un enorma contrabbando.

L’accordo si trasformò immediatamente in una colossale mangiatoia di stato, dove una buona parte del denaro viene oggi spesa per la produzione di scienza rottame a sostegno di una propaganda persecutoria – e il tutto, ironicamente, viene pagato dalle stesse vittime di quella propaganda - i fumatori - mentre i produttori di sigarette non spendono neppure un centesimo di tasca loro. Il novello socio-capitalismo Clintoniano, anche chiamato "sinestra", ha trovato una nuova abbietta forma di espressione.

A giudicare da recenti comportamenti, uno dei taciti accordi tra gli antifumo e le case produttrici fu che le organizzazioni a difesa dei fumatori da esse finanziate dovevano essere "lasciate andare", o comunque istruite a non procedere con una lotta efficace. Tali organizzazioni sono ora infatti ridotte al mantenimento di relazioni pubbliche che sono letteralmente un sospiro in un uragano di propaganda antifumo, mentre poco credibili ma ben pagati public relations executives incravattati di tutto punto danno solo l’impressione di lottare per i diritti dei fumatori, in modo che i fumatori stessi non sfoghino le loro frustrazioni in potenzialmente pericolose (sebbene giustificate) rivolte. Con la forza, quindi, l’industria antifumo riesce di nuovo a controllare il pubblico – questa volta attraverso la stessa industria del tabacco!

I rapporti tra FORCES e i gruppi a difesa dei fumatori finanziati dai produttori svanirono rapidamente nell'indifferenza quando FORCES iniziò un’azione legale contro gli "Attorney General" degli stati americani in solido con l’industria del tabacco sulla base di incostituzionalità dell’Accordo della Vergogna. La costituzione americana, infatti, stabilisce che non si possa tassare una categoria di cittadini senza che quella categoria sia parte integrante della decisione di tassare, e ciò fu proprio quello che accadde nonostante ripetute richieste di partecipazione all’accordo da parte di molti gruppi rappresentanti i fumatori.

Ma perché, vi chiederete, FORCES si preoccupa così tanto di esporre questa politica che è "tutta americana"? In fin dei conti siamo in Italia, e non succederà mai qui… perbacco, con tutte le persone che fumano… e poi, noi siamo italiani! Questo è ciò che pensavano anche i canadesi, neozelandesi, francesi, inglesi, indiani, e così via, e adesso la discriminazione disegnata dal modello americano è arrivata a casa loro.

Differentemente da altri movimenti basati su fattori idealistici o reali, il movimento antifumo rende bene in quanto:

  • Permette al non fumatore intollerante di togliersi i fumatori dai piedi: "Tu sei una persona decente solo quando non fumi". Questo goal a corto termine impedisce al non fumatore dalla corta visione di vedere il pericoloso precedente sociale costituito dal permettere allo stato di interferire nelle nostre scelte personali usando scienza fasulla come pretesto.
  • Permette alla medicina di coprire 50 anni di fallimenti in ricerca e cure sul cancro e altre malattie mortali. "Biasimiamo cibo, alcol, fumo, onde elettromagnetiche, e chi più ne ha, più ne metta. Così tutti i creduloni dei media e della strada se la prenderanno l'uno con l'altro mentre noi continuiamo a intascare laute parcelle," sembrano ghignare le grandi associazioni mediche.
  • Permette allo stato di incrementare le tasse.
  • Permette di condizionare il comportamento dell’individuo fin dalle scuole elementari.
  • Permette a politici inetti di dare l’impressione che facciano "qualcosa di buono" per il pubblico.
  • Permette alle case farmaceutiche di fare un nuovo tipo di marketing indiretto dei loro inutili metodi di cessazione attraverso il finanziamento e la diffusione di scienza rottame da parte di entità private e governative che implicano l’acquisto dei prodotti farmaceutici per smettere di fumare.
  • Permette a scienziati corrotti di salire su un carrozzone che da’ loro denaro, fama e influenza senza dover lavorare sodo per acquisirle.
  • Permette a enti come l’Organizzazione Mondiale della Sanità di essere uno strumento di controllo e di influenza da parte degli USA e delle multinazionali farmaceutiche negli affari interni e nella cultura di altri Paesi.
  • Permette al fumatore di continuare a fumare mentre giustifica il suo indotto senso di colpa biasimando i produttori di tabacco, e/o una dipendenza fisica (tabagismo) che in realtà non esiste.
  • Permette agli antifumo di garantirsi l’impiego assicurando l’esistenza di una nuova generazione di giovani fumatori che non aspettano altro che la proibizione di fumare per fare proprio l’opposto.
  • Permette infine ai produttori di tabacco di incrementare smisuratamente i profitti sulle sigarette. Si ricordi che un pacchetto di sigarette da 20 costa al produttore meno di 650 lire tutto incluso.

Questi sono solo alcuni dei vantaggi dell’anti-tabacco. L’antifumo può essere quindi definito come un’impresa a irresponsabilità illimitata, socialmente parassitica, ma molto redditizia – e tutto a spese del fumatore. E’ quindi illogico pensare che, con tutti questi vantaggi, l'isterismo antifumo (anti-alcol, anti-grasso…) in Italia resti confinato nei presenti moderati limiti.

Quanto sopra è ciò che la nostra organizzazione continua a dimostrare ai suoi lettori. Oggigiorno, FORCES International ha un gran numero di visitatori (un milione di hits al mese), e questo numero continua a crescere. La ristrutturazione del nostro sito multilinguale si è resa necessaria già tre volte in cinque anni per sostenere il carico telematico generato da così tante visite.

FORCES è stata responsabile di un cambio di attitudine verso i fumatori da parte di coloro che non sono ancora corrotti, ma solo male informati da una stampa a sua volta male informata ma anche irresponsabile, e assai più preoccupata con il sensazionalismo salutista che con la verità scientifica e le libertà personali della popolazione.

FORCES ha messo in luce una realtà che pochi avevano visto prima: se si apre la porta al proibizionismo, anche se solo una fessura, esso la spalancherà brutalmente e senza alcun riguardo pere altre libertà. Già i corpulenti, i bevitori, i vegetariani e coloro che indossano profumi sono diventati bersagli dei salutisti assieme ai fumatori. Invero, la guerra al fumo trascende il fumo stesso e non ha nulla a che fare con la salute.

Leggete FORCES. Non siamo al soldo di nessuno, se non a quello dell’onestà e della verità – anche se ciò, oggigiorno, sembra troppo bello per essere vero. Non vi chiediamo di credere a ciò che leggete. Noi ve lo dimostriamo. E coloro che non fumano (ma bevono, mangiano, si profumano…), e che sono contenti di vedere nuovi cartelli "no smoking", dovrebbero soffermarsi a pensare a quando verrà il loro turno; essi, infatti, sono già il bersaglio dei salutisti. E' solo questione di tempo.