IL 1999: UN ANNO DI CONFRONTO

Editoriale 4 Gennaio 1999

Cari lettori,

dopo l'intervallo delle vacanze natalizie, eccoci a riprendere la lotta contro la propaganda anti-tabacco.

Prevediamo che il 1999 sara` un anno di grandi confronti anche in Italia. Non bisogna dimenticare che, secondo la tabella di marcia imposta nella politica interna degli Stati Uniti, entro il 2000 il fumo sara` "eliminato" da ogni locale pubblico negli USA. Per quanto riguarda il resto del mondo, lo strumento politico anti-fumo degli USA, l'Organizzazione Mondiale della Sanita`, prevede di "far fare al fumo la fine del vaiolo" entro l'anno 2010.

C'e` quindi da aspettarsi che anche la tollerante Italia sara` soggetta a pressioni politiche esterne e alla propaganda e falsificazione scientifica a cui e` gia` stato oggetto il nordeuropa.

La nostra organizzazione intende crescere rapidamente in Italia e sfidare gli anti-fumo a provare la solidita` della montagna di menzogne politiche e scientifiche che sono prodotte ormai a livello giornaliero dagli americani e dai loro fantocci europei. Ci aspettiamo di essere dapprima ignorati o falsamente accusati di essere pagati dai produttori di sigarette -- almeno, questo e` cio` che gli antifumo in altri Paesi fanno regolarmente quando li sfidiamo a sostanziare cio` che affermano. Si noti pero` che gli "anti" non accettano mai la nostra sfida.

Abbiamo detto che l'Italia e` un Paese tollerante e diciamo ora che intendiamo lottare per mantenerlo tale. Ma finora non abbiamo messo in luce il fatto che l'Italia e` anche un Paese molto influenzabile da abitudini, mode e tendenze provenienti dall'estero. Per ragioni che vanno assai indietro nel tempo, gli italiani pensano sempre di essere "indietro" rispetto ad altri "Paesi piu` avanzati", e per questa ragione tendono a imitarli, giustificando questa rassegnata tendenza con l'immancabile frase: "verra` anche qui". Avendo vissuto meta` della mia vita in uno di questi "Paesi piu` avanzati", posso assicurare e provare a chiunque che questo "avanzamento" e` inestistente... a meno che non si consideri "avanzamento" la violenza, la fede nella coercizione, l'intrusione dello stato nella vita privata dei cittadini, la soppressione delle liberta` civili, l'ignoranza a livello epidemico, e cosi` via.

L'importazione della propaganda antifumo non e` eccezione alla mania italiana di imitare l'estero. I sinistri sintomi della mentalita` proibizionista cominciano ad essere alquanto evidenti anche qui. Ogni giorno, in piu` uffici e luoghi pubblici si vieta di fumare. Il segnale orario di Raiuno ora porta lo slogan: "ancora una tirata e la salute se ne e` andata".

Naturalmente alla Rai non si vedono altri slogan del tipo: "ancora un distillato e il tuo fegato e` scoppiato" contro l'alcol, o: "ancora una guidata e la tua vita se ne e` andata" contro gli incidenti stradali, o anche: "respira giu` in citta` e la salute se ne va", contro le terribili emissioni inquinanti di autoveicoli pubblici e privati che da soli scaricano nell'atmosfera del nostro Paese milioni di tonnellate di spazzatura l'anno, senza contare trasporti pesanti, aerei e industrie. Quanto sopra e` causa assai piu` plausibile di malattie respiratorie che il fumo primario o passivo.

La strategia di focalizzarsi sul fumo come causa di malattia mentre vengono ignorate cause ben piu` gravi e` tipicamente "made in USA". Tale focalizzazione distrae l'opinione pubblica da reali mali fisici e sociali, giustifica un incrementato prelievo fiscale e provvede un capro espiatorio (il fumatore) contro il quale accanirsi ed apparire "progressisti" allo stesso tempo.

La cosiddetta "pubblicita`-progresso" come autodefinita dai simpatizzanti del proibizionismo e` in realta` una regressione. Non c'e` infatti progresso nella proibizione e nell'intolleranza, specialmente quando tali attitudini sono basate su frodi sia scientifiche che politiche.

Possiamo approvare o disapprovare l'uso del tabacco e dell'alcol come individui, ma l'uso di queste sostanze e` una scelta di vita e di comportamento personale, quindi un diritto la cui implementazione non puo` essere soggetta a permessi o divieti.

Al dila` del fattore ideologico, le giustificazioni usate a sostegno di tali divieti non sono accettabili neppure sulle basi su cui affermano di essere fondate, in quanto tali basi sono semplicemente false. Le giustificazioni della proibizione si basano principalmente su tre fattori:

  • Danno fisico al fumatore
  • Danno che il fumatore fa agli altri (fumo passivo)
  • Costo sociale del fumatore

DANNO FISICO AL FUMATORE - I mali attribuiti all'uso diretto del tabacco sono esagerati in modo esasperato e basati su modelli statistici che assurdamente attribuscono al fumo mali come infiammazioni alle emorroidi, schizofrenia, ossa rotte, calvizie, cateratte, eccetera -- perfino di creare prole con comportamento criminale. Cliccare qui per una lista il piu` completa possibile di tutti i mali associati al fumo secondo i ciarlatani anti-tabacco. Mali piu` "credibili", come per esempio malattie cardiache, sono attribuiti al fumo da associazioni puramente statistiche che partono da ipotesi tendenziose contro il fumo stesso. Tali statistiche sono poi presentate al pubblico e alle autorita` come conclusioni scientifiche indisputabili. In altre parole, gli "studi" non sono svolti per stabilire SE il fumo fa male al cuore, bensi` si parte dall'ipotesi non confermata che il fumo FA male al cuore e si lavora a ritroso per manipolare dati in modo da provare taale ipotesi. Ciononostante, L'EVIDENZA SCIENTIFICA NON RIESCE A PROVARE TALI CONCLUSIONI -- inclusi quegli studi (la maggioranza) che NON SONO STATI FINANZIATI DAI PRODUTTORI DI TABACCO. Quanto sopra si applica a TUTTI i mali attribuiti al fumo, cancro polmonare incluso, in quanto la causalita` diretta non e` MAI STATA STABILITA IN ALCUNA DELLE ATTRIBUZIONI, nonostante le affermazioni, talvolta anche autorevoli, di coloro che, o per motivi politici o per mancanza di verifica obiettiva, sostengono il contratrio.

DANNO CHE IL FUMATORE FA AGLI ALTRI - Questo e` il cavallo di battaglia dei proibizionisti e ironicamente e` la piu` grande fandonia scientifica mai concepita contro il tabacco. Le concentrazioni di inquinanti nel fumo passivo sono cosi` infinitesimalmente piccole che spesso devono essere calcolate teoricamente perche` e` impossibile misurarle direttamente. Cliccare qui e qui per avere un'idea del numero di sigarette che un fumatore dovrebbe fumarvi attorno in una camera ermetizzata per farvi danno. Le emissioni del fumo passivo sono immensamente inferiori alla concentrazione degli inquinanti esistenti nell'atmosfera di ogni citta` -- atmosfera che e` pompata all'interno degli edifici dagli impianti di condizionamento (o anche semplicemente aprendo la finestra) senza l'obiezione di nessuno. Cliccare invece qui per vedere come l'Organizzazione Mondiale della Sanita` ha cercato di sopprimere i risultati del piu` granda studio sul fumo passivo di tutti i tempi -- risultati che non sono riusciti a provare chi il fumo passivo causa cancro. Sia chiaro: NON ESISTE CAUSALITA` STABILITA COMPROVANTE ALCUNO DEI DANNI ATTRIBUITI AL FUMO PASSIVO DALLA PROPAGANDA, tranne vaghe, conflittuali e discutibili associazioni statistiche provenienti da "studi" finanziati da forze che hanno un forte interesse economico e politico alla eliminazione del fumo. Di tutti gli studi mai fatti sul fumo passivo nessuno, tranne uno assai minore, ha mai indicato una rilevanza statistica che attribuisca al fumo certe malattie. Si tratta quindi soltanto di materiale propagandistico creato per provare l'improvabile e forzare la volonta` politca dello stato su una   minoranza della popolazione mentre si gabba tutti con allarmismi infondati. Sia noto che l'anno scorso persino una corte federale americana ha stabilito che la classificazione da parte della Environmental Protection Agency del fumo passivo come carcirogeno era basata su scienza "politica" e ha annullato tale classificazione.

COSTO SOCIALE DEL FUMATORE - Basandosi sui danni fisici attribuiti all'uso diretto del tabacco (vedi sopra), altri modelli statistici sono stati creati per "dimostrare" che il fumatore costa alla societa` quando, ammalandosi, egli necessita di cure mediche. Ma essendo l'attribuzione dei mali fisici corrotta in primo luogo, ne deriva che il calcolo dei costi sia anche corrotto. Anche questo argomento e` stato nullificato da molte fonti indipendenti, come il Congressional Research Service degli Stati Uniti stessi -- tra moltissimi altri. Tale documentazione e` stata "insabbiata" dagli antifumo americani per arrivare alla conclusione del recente "accordo" con i produttori di sigarette che costera` ai fumatori americani oltre 350 mila miliardi di lire nei prossimi venti anni, pari a circa 48 miliardi al giorno. Ne consegue che il 20-25% della popolazione USA sara' forzata a contribuire sproporzionatamente all'entrata fiscale americana con il pretesto dei costi sociali. Si noti che almeno 13.600 miliardi saranno dirottati nelle tasche degli avvocati che hanno preseguito i produttori di sigarette.

FORCES intende esporre questi fatti agli italiani per prevenire l'instaurazione di una mentalita` discriminatoria e l'istituzionalizzazione della sanita` come veicolo di controllo del comportamento del cittadino. Assurdo? Non tanto. Per la prima volta nella storia dell'umanita`, il comportamento del cittadino e` stato classificato come potenziale malattia dal Center for Disease Control degli Stati Uniti. Cio` significa che qualsiasi comportamento che sia considerato indesiderabile dall'establishment politico e/o medico americano puo` essere ora legittimamente visto come un'epidemia e come tale l'intervento delle autorita` sanitarie per correggere il "problema" puņ essere giustificato. Fumare, bere e mangiare "troppo" -- persino lavorare "troppo" -- sono gia` stati categorizzati come comportamenti compulsivi e richiedenti quindi un intervento sanitario. Non ridete -- e non pensate che qui non succedera`. Tutto cominciņ con la guerra al fumo, che non rappresenta una coscienza sanitaria, ma un'inclinazione ideologica alla repressione e al controllo sociale, nonche` una politica finanziariamente predatoria e contraria alle liberta` civili. E coloro che copiano questo modello sono destinati ad arrivare alle stesse conclusioni -- e conseguenze.

Con l'inasprimento dell'attacco ai fumatori nel mondo e quindi anche in Italia, sara` necessario difendere la verita` in modo energico e senza compromessi. La "escalation" di questa guerra non concerne solo la difesa di coloro che contribuiscono oltre 38 miliardi al giorno all'economia italiana, ma in generale la difesa del diritto di scelta, sia essa di fumare, bere, o quant'altro l'individuo decida di fare della propria vita, senza che queste scelte prevengano l'individuo dal condurre una normale vita sociale.

Non possiamo permettere che l'agenda politica americana si intrometta non solo nella politica dell'Italia, ma adesso addirittura nella vita privata dei cittadini italiani -- non questa volta. Non si puo` permettere che i venduti alle case farmaceutiche e/o altre entita` interessate influenzino i mezzi di comunicazione a scopo di propagare informazioni false. Ne' si puo` permettere che le vuote ideologie degli anni Novanta siano "riempite" da imposizioni cosiddette "sanitarie" mentre in realta` sono basate su agende di estorsione economica.

E` con questo spirito che ci presentiamo al 1999. Se crediamo agli antifumo e permettiamo loro di farla franca, avremo aperto le porte agli anti-grasso, agli anti-alcol e agli anti-tutto, proprio come sta succedendo in America. Infatti, bastera` mettere l'etichetta "salute" su qualsiasi cosa o comportamento che si vuole eliminare, condizionare, sfruttare o strumentalizzare, e il gioco sara` fatto. Come cittadini, la domanda fondamentale che ci dobbiamo porre e`questa: e` giusto che lo stato usi menzogne per eliminare qualcosa che la "maggioranza" ritiene indesiderabile?

Gian Luigi Turci
FORCES ITALIA