3 Agosto 2000 Se non avete voglia di leggere un articolo da arrabbiati, fermatevi qui. E difficile, infatti, per una persona informata non diventare furioso quando si sentono certe notizie. Asinus asinum fricat. Lasino rimbecca lasino. Mi riferisco allultimo pezzo di propaganda diffuso ieri dai media non solo italiani, ma di tutto il mondo. LOMS accusa i produttori di sigarette di avere "infiltrato" lorganizzazione stessa per "influenzare e opporre gli sforzi antifumo". Documentazione, apparentemente, sarebbe disponibile per provare le accuse. I produttori di sigarette, mentre non hanno contestato tutte le accuse, hanno nondimeno negato molte delle stesse. In ogni caso, adesso che "ha cambiato il suo modo di operare", certe cose non le farà più assicura la Philip Morris mentre si toglie il ditino sporco dalla bocca imbarazzata. Che schifo fa tutta questa saga. Mentre non si disputa che la PM possa avere piazzato individui a lei favorevoli nellOMS, ecco che, come il solito, si sente solo una parte della storia. I veterani della lotta contro gli antifumo possono individuare subito una delle ragioni di fondo di questa nuova fanfara. Siccome gli studi della OMS non sostengono le affermazioni della stessa sul fumo passivo - e addirittura minacciano certe ortodossie su fumo e salute - l'OMS ha iniziato un'altra caccia alle streghe come cortina fumogena per la sua stessa evidenza che non sostiene la crociata antifumo; mentre media e pubblico sono distratti dalla teoria cospiratoria, l'OMS può paradossalmente usare la scienza rottame che dice che il fumo passivo non fa male come se dicesse il contrario!
Si consideri che:
Questi fatti però non sembrano turbare proprio nessuno. Da ciò si può dedurre che, nel mondo dell'OMS, essere influenzati dallindustria del tabacco è un peccato mortale, ma essere venduti a multinazionali farmaceutiche e al governo USA va benissimo. Parliamoci chiaro: far smettere la gente di fumare è BIG BUSINESS per le multinazionali farmaceutiche, che non esitano ad usare lOMS ed i ministeri della sanità di molti Paesi come marionette pagate con le tasse dei cittadini per promuovere i loro prodotti di cessazione che funzionano ben poco e sono talvolta pericolosi. E curioso come ieri sera il commentatore di RAI UNO parlasse di "guerra del tabacco portata avanti anche con spie". E perché no?
ci sarebbe forse da stupirsi se Big Tobacco si infiltrasse in campo nemico? Siamo in guerra, giusto? Cè solo da dispiacersi che, ovviamente, Big Tobacco non si sia riuscito ad infiltrarsi abbastanza! Gian Luigi Turci |