13 Novembre 2002 - Non è necessario guardarsi troppo attorno per rendersi conto di quello che sta succedendo in questi giorni sulla faccenda del fumo. Bisogna però prestare attenzione alla stampa internazionale per capire che questa offensiva, in simultanea, è organizzata a livello mondiale. E’ di ieri la notizia che nelle Filippine 70 fumatori sono stati incarcerati in due giorni per aver fumato in pubblico. Quanto accade oggi fu previsto da molti da parecchio tempo -- che però, allora, furono “liquidati” dagli stolti (e da chi aveva interesse) come fossero stati allarmisti Orwelliani -- magari pagati dalle multinazionali del tabacco. Oggi ciò è realtà. E oggi, più che mai, ci sono coloro che affermano che tutto questo è per la salute dei cittadini. La verità, purtroppo, è un’altra. La vera battaglia è tra la disonestà rappresentata da truffe come quella del fumo passivo e l’onestà; tra la libertà vera ed il totalitarismo che si è nascosto sotto un camice bianco per “liberarci dalle schiavitù”. Se fosse una persona, la Storia oggi sarebbe furiosa. Qui si tratta di decidere se vogliamo la disonestà come istituzione (e quindi ridurre la scienza ad un semplice attrezzo di tale disonestà), oppure se vogliamo istituzioni che abbiano un minimo di integrità; se siamo pronti a consegnare la nostra libertà, guadagnata col sangue, nelle mani di fascisti in camice bianco, oppure se vogliamo mantenerla. Il fumo non c’entra nulla con questa battaglia – se non nella funzione di veicolo per un “nuovo ordine” secondo il quale le azioni dei cittadini sono controllate da un’oligarchia pilotata dalle multinazionali farmaceutiche, che a sua volta pilota lo Stato – siccome tutto si può ridurre alla salute. Osserviamo le conseguenze già in atto: tasse sul tabacco e sui cibi in funzione delle statistiche di scienza rottame; discriminazioni sull’impiego basate sul girovita o sul fumo; restrizioni di accesso a locali pubblici basate sullo stile di vita e su una truffa scientifica, quella del fumo passivo; privazioni di libertà con multe, arresti, violenza, sorveglianza. E’ inutile nascondersi dietro il dito del fumo o del cibo; se non ci teniamo più alla libertà (o se convenientemente la riduciamo alla salute fisica, reale o presunta) la scelta è nostra. Ma coloro che vogliono essere liberi di condurre la propria vita come essi decidono e non come decide lo Stato non possono più permettersi di essere inermi. Siamo di fronte a un piano mondiale volto al controllo della popolazione planetaria, e sarà implementato con tutta la violenza necessaria – e siccome si dichiara che il fumo e il cibo sono problemi grandi, la violenza sarà proporzionalmente grande. Ne deriva che, per mantenere la nostra libertà, è necessario opporre lo stesso tipo e quantità di violenza – un uso legittimato dall’autodifesa. La vera battaglia, dunque, comincia ora a livello mondiale: sta a noi arrenderci senza colpo ferire oppure lottare con ogni mezzo necessario. Siamo pronti a pagare il prezzo? Gian Turci |