DUE PAROLE PER VOI

Giugno 2000

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Cari lettori,

mi chiamo Gian Luigi Turci e sono il Chief Executive Officer di FORCES International, un’organizzazione internazionale non a scopo di lucro e a difesa dei diritti umani e della libertà di scelta personale. Per saperne di più sulla storia di FORCES, fate click qui.

Sono ormai quattro anni che sono parte di quest’organizzazione. Fondai FORCES Canada quando risiedevo in quella nazione, che è stata la mia patria per quasi 25 anni. La situazione in Canada, come del resto negli USA, è diventata tale che tre anni fa' fui forzato a cedere la mia prospera attività commerciale e trasferirmi in Italia con la famiglia. Perchè me ne sono andato? Diciamo che come fumatore e come padre ero nel mirino del Ministero della Sanità (come tutti gli altri fumatori),  e che la mia patria potestà era in pericolo, in quanto attentavo alla salute dei miei figli col fumo passivo! Era quindi logico che lo stato me li togliesse, no? Si rese quindi necessario "fuggire" - e lasciare dietro di se otto posti di lavoro, amici e affetti, un mondo che mi ero costruito, e un carico pendente per assalto a minori (i miei figli!), che risulterebbe in un arresto se io rimettessi piede in Canada per rivedere parte della mia famiglia.

Queste sono le inevitabili conseguenze dell'agenda salutista antifumo. Succederà anche in Italia - se lo permetteremo, in quanto l'Uomo è uguale sotto tutti i cieli. E' solo questione di tempo. La mia vita è adesso principalmente dedicata alla lotta contro la proibizione e la disinformazione sul tabacco. Ma il tabacco in se stesso non è neppure il vero punto. Ciò che si deve combattere è il concetto che lo stato e i gruppi lobbistici delle multinazionali (specialmente quelle farmaceutiche, che spesso agiscono tramite la classe medica) possano avere il diritto e l'autorità di controllare e disinformare, obbligare e proibire, e di forzare un cambio del comportamento del cittadino usando come rompighiaccio salute e sicurezza.

Ciò che leggerete in queste pagine circa l'America e la crociata antifumo nel mondo avrà dell’incredibile, specialmente per la mentalità italiana, e sono sicuro che molti di voi non crederanno a ciò che è riportato. Eppure, vi assicuro, è tutto vero. Non ci sono neppure esagerazioni, distorsioni, o "infiocchettamenti". In breve, non la facciamo più grossa di quella che é. Sfortunatamente, la situazione è già sinistra abbastanza da non aver bisogno di coloriture. Se l'aberrazione sociale che si legge nelle pagine multilinguali di FORCES fosse (e stesse) limitata all'America e ai Paesi anglosassoni in generale, si potrebbe parlare di un fenomeno localizzato. Purtroppo non é così. Tramite veicoli come l'Organizzazione Mondiale della Sanità, quest'aberrazione sta lentamente ma inesorabilmente invadendo tutto il mondo, Italia compresa, e l'unico modo di combatterla é quello di esporne le frodi scientifiche e l'indifferenza sociale su cui la crociata antifumo é basata, nella speranza di creare abbastanza indignazione popolare da rifiutare quei gruppi che propongono controllo e proibizione.

Oggi fumare, bere, profumarsi, mangiare la cosa "sbagliata" in Paesi come gli USA, Canada, Nuova Zelanda, Australia (e adesso ci si mettono anche l’Inghilterra e la Francia) ti può costare non solo il lavoro, la derisione e il disprezzo di coloro che ti conoscono. Accendere una sigaretta in pubblico o anche a casa vi può costare multe enormi, galera, sfratti, e sporcarvi la fedina penale in modo non lieve. Infine, quella sigaretta vi può costare la perdita dei vostri figli, e talvolta della vostra stessa vita. La recente posizione politica espressa dal ministro della sanità Veronesi sul  fumo rappresenta per l'Italia l'inizio di una campagna di falsa infornazione e di propaganda volta a creare l'isterismo, l'intolleranza e le divisioni sociali di cui molti altri Paesi sono già vittime.Non posso che chiedermi quanti miliardi le multinazionali farmaceutiche, a cui Veronesi e altri sono senza dubbio ben legati, hanno in qualche modo "versato" in questo Pease per iniziare un proibizionismo che spinga i fumatori a smettere, e quindi a usare i farmaci di cessazione prodotti da quelle stesse multinazionali; sappiamo già quanto pagano negli USA.

Negli ultimi dieci anni è esplosa una nuova industria che si è rivelata assai redditizia: l’industria dell’odio e della falsa informazione. A tale industria necessita un manto di legittimità, rappresentato dalla cura della nostra salute. Sotto questo manto lavora un macchinario che ricompensa coloro che istigano e falsificano. Le ricompense sono rappresentate da migliaia di miliardi da parte del governo USA e delle multinazionali farmaceutiche. Miliardi che finiscono nelle tasche di organizzazioni della statura dell’American Cancer Society o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il cui principale scopo sembra essere diventato quello di produrre astio popolare basato su pericoli che semplicemente non esistono, come la stragrande maggioranza dei pericoli attribuiti al fumo, sia passivo sia primario - ma certamente non limitati a quelli.

Da questo cancro sociale non sembra essere esente neppure la tollerante Italia. Oggigiorno, una generazione che non ha conosciuto reali pericoli come guerra e fame ne percepisce nuovi dietro ogni angolo. Questa generazione ha invero i poli invertiti: essa identifica repressione, proibizione, controllo e sorveglianza di stato con "progresso" sociale. Quante volte avete sentito dire (o avete detto voi stessi) che in Italia "siamo indietro?" Indietro a chi? A cosa?  E perché?

Siamo forse indietro a Paesi come l’America, dove ti mettono dentro per aver acceso una sigaretta? E’ progresso schiaffare qualcuno in galera per 99 anni senza condizionale e confiscare tutti i beni della sua famiglia per il possesso di un grammo di marijuana? E’ progresso multare qualcuno perché sceglie di non indossare la cintura di sicurezza? Che male fa agli altri chi non si mette la cintura in macchina o il casco in moto? E’ sinonimo di progresso sociale che i bisogni di un gruppo, per esempio i non fumatori, debbano prevalere PER LEGGE sui bisogni di un altro, per esempio i fumatori, quando esistono soluzioni per soddisfarli entrambi? Su quali principii morali, scientifici, o legali si basa tale politica discriminatoria? Con quale diritto legale o morale lo stato regola il comportamento dei cittadini, se tale comportamento non fa male agli altri? Perché stiamo anche noi adottando la politica della repressione? Queste sono domande che solo persone poco responsabili trascurano di ponderare seriamente.

Ecco la mia risposta: perché la politica della repressione é usata nel mondo anglosassone e importata in Italia. "Zero tolleranza" significa solo zero intelligenza, e l'incapacità di negoziare e risolvere un problema. E noi, come un branco di emeriti pecoroni, seguiamo l’America anche se spesso la odiamo.

La scienza rottame americana afferma che il fumo "fa male"? Subito lo diciamo anche noi, e ci affrettiamo a stampare menzogne ed esagerazioni sui pacchetti di sigarette. "Ma lo sanno tutti che il fumo fa male!" – dite voi. Presto, rispondete: quali e quanti studi avete letto? Che ricerca avete fatto per stabilire ciò che affermate? La risposta ve la do io: nessuna, ne 99,99% dei casi. L’avete visto in televisione, sentito alla radio, e l’avete letto su una stampa che se ne frega di informare ma che certo si preoccupa di sensazionalizzare. Questi sono gli stessi media che omettono di riportare gli abusi che noi documentiamo, anche quando glieli notifichiamo in iscritto. Un fumatore ammazzato di botte non fa notizia (qualcuno può addirittura pensare che ben gli sta), e neppure fa notizia il fatto che una frode scientifica dopo l'altra venga esposta quasi quotidianamente sul fronte delle attribuzioni delle malattie al fumo. Riportare l'ultima statistica fraudolenta che afferma che il fumo uccide 70.000 (80.000, 90.000...) persone in Italia ogni anno invece si che fa notizia. Bisogna convincere la gente che il fumo fa male, no? Ma non basta: bisogna anche far vedere che i fumatori sono irresponsabili assassini (fumo passivo). E' così che si deve comportare la stampa "responsabile"... omettere di informare quando la notizia scagiona il fumo, e disinformare invece la gente in modo da indurla a fare ciò che le fa bene...! Poco importa quindi che i 90.000 morti italiani da "tabagismo" semplicemente non esistano - se non sui computers di un branco di disonesti ben pagati.

Dottori, quanti studi avete letto – veramente letto – sul fumo? Avete visto i database? Avete investigato la metodologia usata? No, vero? Avete solo letto le ultime esagerazioni sulle vostre riviste specializzate – e forse solo i titoli roboanti - magari mentre l’ennesimo paziente valicava la porta del vostro studio medico. Semplicemente, non avete il tempo di leggere i dettagli, così credete alla propaganda di istituzioni che, al soldo dell’industria farmaceutica e di programmi statali, hanno tutto l’interesse a nascondere 50 anni di fallimenti nella lotta contro il cancro, per esempio. E’ assai più facile biasimare fumo, vino, cibo, onde elettromagnetiche, e quant’altro sia necessario per deflettere la triste verità di un’ignoranza medica ancora abissale, coperta da un’arroganza di eguale misura. Non sapete da dove viene un cancro alla gola? Il paziente fuma? Diagnosi fatta, causalità stabilita! Scommettete sul fumo - vincerete sempre! C'è da aver vergogna.

E quindi, cari dottori, voi stessi siete diventati il veicolo di una frode scientifica. Come lo siete diventati? Leggete FORCES.

BASTA credere alle menzogne, anche se provengono dallo Stato. Basta con "Il fumo provoca il cancro", "Il fumo nuoce alle persone che vi circondano", "Il fumo provoca malattie cardiovascolari", "Il fumo provoca malattie mortali", "Nuoce gravemene alla salute" -- e Dio solo sa qual'altri slogan saranno distribuiti domani dall’OMS e dal resto del cartello antifumo. Smettetela di mentire! Non esiste UNA SINGOLA PROVA che sia realmente quantificabile, verificabile e ripetibile quando si parla di fumo – e non solo di fumo. Si hanno solo associazioni statistiche ottenute con una metodologia così inaffidabile e disonesta che una ditta di marketing non la userebbe nemmeno per promuovere l'oggetto più insignificante.

In queste pagine non troverete parole soffici e ben lubrificate, e certamente non troverete l’ipocrita correttezza politica. Troverete solo la verità da parte di chi non è pagato da nessuno per disinformare o fare sensazione -- e tantomeno per guadagnare punti politici, o sovvenzioni pubbliche o private.

Se pensate di essere all’altezza di tale dialogo, allora, buona lettura - e benvenuti a FORCES.

Gian Turci,
C.E.O.,
FORCES International