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Gennaio 2005 - L’errore fatale di noi difensori delle libertà
personali è credere che i salutisti misurino la realtà sociale con
il nostro stesso metro perché, dopo tutto, hanno simili valori. Ci
rifiutiamo quasi di accettare che i loro valori sono diversi, che il
potere nella salute pubblica è ora in mano al salutismo, il quale
impone tali valori al popolo con informazione pilotata a scopo di
mutamento culturale.
Vediamo
brevemente la scala dei loro valori: 1 - La salute è il diritto
supremo del cittadino e il valore massimo dello Stato. Per “salute”
si intende anche quella mentale e sociale come stabilita da
autorità sanitarie (www.who.int/about/definition/en/); inoltre,
la salute fisica è indicatrice di salute morale. 2 - Ogni
libertà costituzionale e personale è incondizionatamente sottomessa
a (1). 3 - Ogni realtà lavorativa, d’impresa o economica è
secondaria al postulato (1) e deve sacrificarsi e/o adattarsi ad
esso. Ergo:
(a) Ogni
dissenso da questa trilogia è immorale e corrotto, e deve essere
ignorato, soppresso o diffamato. (b) Fini supremi giustificano mezzi
estremi, che diventano leciti e morali mentre scienza, etica e
statuti devono farsi da parte e/o conformarsi. (c) Comportamenti
individuali sono malattie una volta stabilito dalle autorità
sanitarie (vedere sito OMS in generale e www.who.int/docstore/hiv/Core/Chapter_8.6.html
in particolare). Comportamenti collettivi non più
approvati dall’autorità sanitaria diventano epidemie come
AIDS o colera (da cui non differiscono se non per forma), quindi il
popolo deve essere “educato” e messo al corrente dei provvedimenti,
ma non interpellato. Fumo, alcol, e certa alimentazione sono
epidemie. Il vettore è l’esposizione pubblica (pubblicità, film,
ecc.); i focolai sono le industrie che producono i “virus” (tabacco,
alcol, fast food, ecc.). Su tali basi è lecito e doveroso regolare,
demonizzare, diffamare, punire ed estinguere le industrie-focolaio,
mentre si tassano e si mettono in quarantena sociale i loro ammalati
clienti, che sono portatori tramite esempio. (d) Un male portato per
contatto morale richiede terapie a base di psicologia di massa e
giustifica censura, istigazione di odio e risentimento sociale,
informazione falsa e tendenziosa e falso ideologico.
Quanto sopra
ha per natura un campo illimitato perché tutto si può
ricondurre sempre a un qualche effetto sulla salute pubblica,
e dovrebbe bastare a capire che il fumo è il pretesto per
istituzionalizzare strutture e potentati che pilotano lo Stato dalla
“retrovia sanitaria”. Tale posizione permette l’esercizio del potere
politico ultimo (microgestire comportamenti dell’individuo, valori
morali, educazione dei giovani e trend di mercato) senza che ciò
sembri politica o marketing, ma solo Salute e Sicurezza - le SS
contemporanee – il cui potere scavalca economie, culture e
costituzioni senza correre i rischi (e pagare gli scotti) del
politico convenzionale: il sogno di ogni tiranno. D’altro canto, che
altro si può aspettare dai mastri della manipolazione del rischio? |