Le frodi della
scienza rottame stanno per diventare norma planetaria
Nel frattempo, le cifre della “mortalità globale” da tabacco sono state di nuovo ritoccate – non che i pappagalli mediatici internazionali abbiano osato sottolinearlo, però. Non più di quindici mesi fa le “vittime” statistiche del tabacco nel mondo erano 4 milioni all’anno, e si teorizzava un aumento a 10 milioni l’anno entro 30 anni. Anche ipotizzando che questa bufala sia realtà, la semplice aritmetica ci indica che l’incremento dovrebbe essere di 200.000 l’anno, quindi oggi la cifra dovrebbe essere al massimo di 4,4 milioni. Invece si parla già di 4,9 milioni. Diamine, è certamente più preoccupante che 4,4! Negli ultimi pochi anni
abbiamo sentito che il tabacco “causa” le seguenti cataste di morti: 3
milioni nel 1998, 3,5 milioni nel 1999, di nuovo 4 milioni
nel 1999, 10 milioni entro il 2010, ma anche 10 milioni entro il
2025; però, 100 milioni nei prossimi 30 anni e, infine, 1
MILIARDO (forse 750 milioni l’anno) nel 2050 – più o meno qualche
centinaio di milioni di cadaveri statistici, come si può vedere
[1],
[2]
Considerazioni morali ed interessi farmaceutici a parte, come riesce l’OMS ad imbrogliare l’intero pianeta? Come giustifica le sue cifre? La genesi di ciò è nella scienza rottame statistica, che non ha nulla a che fare con la scienza vera. Si sta parlando di epidemiologia, che è statistica, e la statistica non è scienza – sebbene la maggior parte dei media (per incompetenza, moralismo, correttezza politica, o annunci pubblicitari farmaceutico-salutisti) voglia farci credere che lo è. Quando sentiamo che la “scienza” ha stabilito che X “morti” sono “causate” dal fumo, semplicemente non crediamoci - come non dovremmo credere alle cifre sulle morti “causate” dal cibo, inquinamento, campi elettromagnetici, e così via. Perché? Il Metodo Scientifico definisce i canoni della ricerca:
Dov’è la differenza tra la scienza vera e la scienza rottame dell’OMS e degli antifumo in generale? La scienza rottame imita il metodo scientifico – ma con un’importante e fondamentale differenza che parte dal Punto 3. Non si possono fare esperimenti pratici, e/o la metodologia usata per raccogliere i dati è intrinsecamente non valida poiché non è possibile, per via delle centinaia di cause concomitanti e le enormi possibilità di errore, raccogliere dati con anche una remota possibilità di precisione. Dunque, non è possibile sapere quello che si è misurato. Ciò inficia i passi che seguono, quindi ogni e tutte le conclusioni dello studio; ciò nondimeno, la scienza rottame va avanti con i punti 4 e 5 come se la deficienza concernente il 3 non esistesse o fosse accettabile. L’OMS e gli antifumo fanno quadrare il fenomeno con l’ipotesi, e si affidano a massiccia propaganda e falsa/ambigua informazione da parte di figure autoritarie per confondere la popolazione, e per costruire consenso sulle loro agende politiche come se la loro “scienza” fosse vera. Inutile dire che la “salute pubblica” di oggi non menziona mai questa lacuna fatale, e continua a disinformare la popolazione. Il re degli smascheratori della scienza rottame, l’analista americano Steven Milloy, spiega superbamente il meccanismo dell’enorme frode numerica concernente le “attribuzioni” di mortalità nel suo libro Junk Science Judo. Le “conte dei morti” sono un modo magnifico per catturare l’attenzione del pubblico. Più grosse sono, meglio è. Il fumo uccide 400.000 persone all’anno. L’obesità uccide 300.000 persone all’anno. Il fumo passivo uccide 50.000 persone all’anno. [cifre americane, N.d.T.] (…) Gli epidemiologi stimano il numero dei morti usando la formula della “frazione di attribuzione” (FA)
Senza nemmeno capire la formula e senza usarla neppure in un esempio, dovreste già vedere quale è il problema – il basarsi sul rischio relativo. La formula del rischio attribuibile fa finta che il rischio relativo indichi il rischio reale. Come sappiamo, i rischi relativi possono solo essere usati per un’associazione statistica tra un’esposizione ed una malattia.[*] Più grande è il rischio relativo, più possiamo avere fiducia che esista una vera associazione statistica tra esposizione e malattia. Ma il rischio relativo non prova che esista un’associazione causa-effetto. La frazione di attribuzione semplicemente ignora questo scomodo fatto. (…) Frazione attribuibile e rischio attribuibile – il numero risultante dall’applicazione della frazione attribuibile al numero delle morti – sono abuso statistico al quadrato”. [*] e concernono solo i gruppi esaminati, di solito piccolissimi rispetto all’intera popolazione Possiamo veramente credere che di tutti quei grandi medici, attivisti salutisti, e ministri della salute nessuno sappia ciò? L’OMS è così incompetente? No, naturalmente; e questa è la ragione per cui la buona fede può essere esclusa – eccetto, forse, nel caso di qualche politico ignorante. Il che ci lascia con una sola spiegazione possibile: questa è una frode perpetrata scientemente dalla “salute pubblica” allo scopo di controllare la popolazione, e di avanzare le agende farmaceutiche su scala globale; è un “colpo di stato” da parte di gente che non esita a distruggere scienza e libertà per imporre il suo concetto di ordine e di salute. Non mettiamo in dubbio che ci siano molti che veramente credano -- anche con passione -- che il tabacco sia un demone e che la loro causa sia santa; ma le stesse persone sono anche a conoscenza che le loro agende moraliste non possono essere proposte in tempi in cui la moralità “convenzionale” è fuori moda, così si nascondono dietro una frode statistica. Il prodotto finale di questo complicato processo è il trattato sul controllo del tabacco attualmente in discussione a Ginevra: uno sforzo gigantesco per sopraffare le libertà personali e costituzionali su scala globale, e per imporre “scienza” corrotta come standard universale, aprendo la strada ad una serie senza fine di nuove frodi, abusi e “allarmi” che assicurino il flusso di miliardi di dollari pubblici e privati. Coloro che sono a capo di questa calamità vogliono rendere chiaro che arroganza, repressione, tasse e odio sociale sono mezzi leciti ed efficaci che lo Stato può usare per governare i popoli, e per imporre comportamenti “corretti” – basta indossare un camice bianco. L’intera faccenda ci costringe ad affrontare due cose molto spiacevoli, quindi tabù: la caduta delle istituzioni sanitarie in mani poco etiche, e che siamo troppo codardi e troppo confusi per fare qualcosa che cambi questa situazione. È più facile lamentarsi e piagnucolare mentre si fuma assieme sotto la pioggia - spesso cacciati fuori dalla nostra stessa proprietà. Gian Turci |