IARC-OMS: LA TRUFFA DEL FUMO PASSIVO HA RAGGIUNTO LA VETTA (O IL FONDO?)

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29 Ottobre - Esistono solo due possibilità per coloro che dicono che il fumo passivo uccide e/o provoca il cancro: o sono incompetenti o sono truffatori. Non ci piove.

La recentissima classificazione del fumo passivo come cancerogeno della classe 1 da parte della IARC, già strombazzata ai quattro venti da media ed attivisti, è prova lampante di quanto sopra. Infatti, un aumento del rischio statistico del 20, 30 o anche del 100% non significa proprio nulla. L’annuncio della IARC non è certo arrivato inaspettato a chi, come FORCES, combatte da sempre la truffa del fumo passivo. In un recente editoriale, Gian Turci ha spiegato le dinamiche politiche che hanno spinto la IARC a ripetere la stessa truffa metodologica commessa dalla Environmental Protection Agency nel 1993, che le guadagnò la condanna per truffa aggravata da parte della Corte Federale statunitense nel 1998. Chi vuole può leggere il suo articolo del 27 Agosto scorso, che in breve si riassume così: visto che la EPA ha appellato la sentenza, visto che sono passati quattro anni, e visto che tutti gli esperti legali americani hanno affermato che la truffa della EPA è così lampante scientificamente e legalmente da rendere la sentenza emessa dalla corte federale inattaccabile, è chiaro che la Corte d’Appello, anche dopo infiniti stalli, non potrà che confermare la condanna. Ergo la necessità di portare subito la truffa su territorio internazionale, dove diventa intoccabile.

La “Classe 1” dei cancerogeni della IARC è equivalente, infatti, alla “Classe A” della EPA statunitense, e la corte federale USA ha ordinato alla EPA di rimuovere il fumo passivo dalla lista dei cancerogeni perché l’evidenza non sostiene il pericolo.

Ma SE FUMI NON AMMAZZI NESSUNO -- E NON SI CREDA AI TRUFFATORI.

Perché un’affermazione così forte? Perché, ripetiamo,  il 30% di incremento di rischio è ASSOLUTAMENTE SENZA SIGNIFICATO. Per un significato statistico, infatti, bisogna eccedere il 200 – 300% di incremento di rischio. Né si può moltiplicare un rischio insignificante per il gran numero della popolazione esposta, perché zero moltiplicato anche all’infinito fa sempre zero.

 Ecco cosa dice il National Cancer Institute statunitense:

“Nella ricerca epidemiologica, rischi relativi di meno di 2 (= 100% di incremento) sono considerati piccoli e difficili da interpretare. Tali incrementi possono essere dovuti al caso, a tendenziosità statistica o agli effetti di fattori confondenti che talvolta non sono evidenti”.

Ecco ciò che afferma la nota epidemiologa Lynn Rosenberg della Boston University circa un incremento di rischio statistico sull’aborto ed il cancro al seno (+30%) –  ma si noti che lo stesso si applica TUTTI gli incrementi di rischio, compreso il fumo passivo:

“C’è evidenza che molte donne non riportino gli aborti… un incremento del rischio del 30% non può essere distinguibile. Ma c’è di più nella frase seguente: “Non arriveremo certo alla verità facendo la media degli studi” – che è ESATTAMENTE ciò che la EPA e la IARC hanno fatto con i loro “studi” (più qualche infiocchettata statistica) per truffare il popolo e fargli credere che il fumo passivo rappresenti un pericolo per la salute pubblica. E ricordiamoci sempre che la statistica non è scienza.

Ecco anche cosa afferma l’illustre epidemiologo Ernst Wynder: “Oggi leggiamo numerose pubblicazioni con rischi relativi di meno di 2 (= 100% incremento) che non discutono come i criteri di causalità per l’epidemiologia non quadrino con le loro conclusioniInvestigazioni che 'suggeriscono' che il fumo causi il cancro cervicale, non riportano che il forte incremento del fumo nelle donne non quadri con la forte diminuzione dei cancri cervicali in quelle donne…”. Incidentalmente, il cancro cervicale è uno dei cancri attribuiti al fumo attivo dal nuovo documento-truffa IARC di cui parlano oggi le notizie. (Nel documento scaricabile sotto -- un estratto del pesante documento originale -- notare anche come il tabacco sia presentato ora, almeno nella lista delle cause, come la "causa 1" di cancro, avendo sorpassato OGNI altra causa al mondo!)

SCARICA IL DOCUMENTO ROTTAME DELLA IARC QUI

ATTENZIONE! SIAMO STATI DIFFIDATI DALLA OMS-IARC A PUBBLICARE LA PRESENTAZIONE!!

  • PER UNA PANORAMICA GENERALE DELLA TRUFFA SUL FUMO PASSIVO, CLICCA QUI

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  • PER LEGGERE: "LA TRUFFA DEL FUMO PASSIVO - CORSO RAPIDO PER PRINCIPIANTI", CHE SPIEGA IN TERMINI SEMPLICI LA FRODE METODOLOGICA, CLICCA QUI

Si noti, per la pace dei sensi, che nessuna delle persone summenzionate ha avuto rapporti con l’industria del tabacco, e che questi sono solo tre esempi di un enorme coro la cui voce è sistematicamente soppressa dai media, ed ignorata dai truffatori antifumo della “salute” pubblica.

E siamo tornati al punto: TRUFFA. Non è infatti concepibile che l’OMS, la IARC, ed i ministeri della sanità non sappiano che 30% di incremento di rischio è assolutamente insignificante, e che non prova assolutamente nulla. Per quest’ultimo sputo in faccia all’integrità, alla scienza e al Metodo Scientifico, dunque, resta solo una spiegazione. Il fatto che la IARC e la OMS abbiano ora classificato di nuovo il fumo passivo come cancerogeno è evidenza spettacolare che entrambe, come del resto i ministeri della sanità, hanno deciso di sostenere una truffa scientifica per ragioni politiche e di modifica di comportamento tramite la demonizzazione dei fumatori, fatti passare per assassini quando non è vero, e per farli smettere di fumare – magari con l’ “aiuto” dei prodotti farmaceutici, graziosamente messi a disposizione dai produttori che, a tutti gli effetti, si sono comprati la “salute pubblica” almeno per ciò che riguarda il fumo, finanziando lautamente la scienza rottame, e la stessa OMS.

Non sorprendentemente, questi truffatori puntano il dito sulla corruzione del tabacco per distogliere l’attenzione dalla propria. E’ un trucco vecchio come il mondo ma, purtroppo, funziona sempre. Ma a questo punto c’è da chiedersi: che differenza c’è tra l’OMS, la IARC, i ministeri della salute e la Philip Morris? Nessuna – è solo questione di propaganda, e di concorrenza tra interessi. Ma forse una differenza grossa c'è: la Philip Morris non è sostenuta dai soldi dei contribuenti.

E, purtroppo di nuovo, un’altra realtà è lapalissiana: finché i fumatori non si scrollano da dosso la rassegnazione e l’indifferenza, e sviluppano una forza d’opinione ed economica tale da diventare un pugno politico sufficiente per farsi rispettare -- e portare i truffatori in tribunale non importa quanto “importanti” siano -- questi bari saranno sempre più potenti e a piede libero, mentre i fumatori saranno sempre più disprezzati -- e presto finiranno anche in galera. Che si affronti la realtà, invece di nascondersi a fumare nei sottoscala: o si smette, ci si conforma e si diventa pecore (fino alla prossima volta), o si comincia a lottare per la libertà, e per il ritorno di un po' di decenza e dignità nelle istituzioni della "salute pubblica". Tutti avremo tutto da guadagnarci.

FORCES Italiana