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25 Febbraio 2005 -
Con il
completamento della lista studi pubblicata
due giorni fa' in aggiunta alla
monumentale documentazione prodotta da FORCES, sembra chiaro che
il discorso fumo passivo sia chiuso: la truffa, la scienza rottame e
persino la falsa rappresentazione della stessa sono state dimostrate
a soddisfazione del più scettico. Ma ancora non succede nulla.
Perché? L’esposizione di FORCES ha una portata limitata, e i
mass-media fanno del loro meglio per ignorarci e reggere il
moccolo a Sirchia. Perché? Beh, una delle ragioni sta nella
strategia antifumo, stabilita ormai da anni. Prima di tutto, bisogna
istigare l’odio contro il fumatore; istigare emozioni forti è
fondamentale per accecare la ragione e il buonsenso - pericolosi
elementi che tendono a stimolare domande ed esigere spiegazioni. Il
secondo punto essenziale è fornire un razionale all’odio – e qui
entra in gioco la scienza fasulla che denunciamo da anni. Per
proteggersi dallo smascheramento, gli antifumo usano una particolare
tattica - e qui invito chi mi legge ad osservare il comportamento di Sirchia, della Lega Tumori ed
altre assortite istituzioni.
Innanzitutto
bisogna sempre affermare che qualsiasi opposizione non può
che venire dall’industria del tabacco. E’ per questa ragione che
costose campagne propedeutiche di odio anti-industria sono state
lanciate ormai da anni: associare l'opposizione a un’entità
dalla credibilità nulla, sperano loro, fa si che anche chi dice che
2+2=4 non sia ascoltato; l’importante è “l’emozione che distoglie
l’attenzione”.
La seconda
fase della strategia antifumo consiste nell’ignorare qualsiasi prova a meno che non venga dal loro stesso clan e sia
favorevole. Questo si applica anche a entità
pubbliche: basti osservare l’Organizzazione Mondiale della Sanità,
che raccomanda ufficialmente l’eliminazione dei fumatori o
comunque di potenziali opponenti dai comitati per il regolamento del
fumo (clicca
qui, e/o
scarica il documento in PDF, poi vai a Part II, pagina 63) .
[*]
Si
noti che si tratta di istituzioni pubbliche, non private, a
cui i rappresentanti di tutti hanno diritto di accedere. Si tratta o non si tratta di
nepotismo di stampo mafioso? Benvenuti nel mondo degli
antifumo. Si può anche osservare che il Ministero della Salute,
messo a totale conoscenza della truffa del fumo passivo dal nostro
stesso sito (che visita spesso, lo sappiamo dal motore statistico), si ostina ad ignorare la
pressante evidenza e gli appelli/accuse della gente. Per l’identica
ragione la Gea, la
Lega Tumori, il
Ministero
della Salute stesso (per non parlare dei programmi televisivi
popolari di
"educazione")
continuano a ignorare/schivare l’esistenza sia di FORCES, sia
dell’indiscutibile evidenza statistico-scientifica sulla
sulla scienza rottame che
procura continuamente.
Nel frattempo
si continua a calunniare anche se indirettamente, specialmente
da quando abbiamo cominciato a
denunciare alla Procura della
Repubblica chi dice che siamo pagati dalle multinazionali.
Addirittura si dice di avere le prove. Così, per esempio, la
Società Italiana
di Tabaccologia ha parlato nel recente passato dei documenti
dell’Industria del tabacco per insinuare le nostre “connessioni”,
invitando la gente ad immettere non meglio specificate "parole
chiave" nei siti che collezionano i documenti dell'industria.
Fate pure - anzi, se continuate a leggere questo articolo
vi daremo una mano per ciò che riguarda FORCES, perché bisogna
rendersi conto di quanto
pidocchiosi siano i "professionisti antifumo". Tutto l'ambaradan è, naturalmente, scopiazzato dall’America,
perché gli antifumo nostrani di fantasia ne hanno poca e prendono a
prestito tutto: truffe, tattiche e cervello.
Un paio d’anni
fa, la marionetta farmaceutica (ingegnere meccanico pseudo-professore di
cardiologia)
Stanton Glantz è diventata
l'ispirazione del
Ministro Sirchia. Avendo un
intero dossier su questo individuo, non mi dilungo. Ci sono solo due punti da
mettere in luce: il primo è
che Glantz è il fondatore dell’Americans
for Non-Smokers Rights della California,
che
da anni si occupa di coordinare le forze antifumo e di sviluppare
tattiche per l’avanzamento dell’intolleranza e della frode
statistica. Ora
clicchiamo qui
per leggere di alcuni importati punti che sono stati copiati in
Italia.
Il primo concerne condannare quegli scienziati che sono
stati consulenti dell’industria del tabacco – come se l’industria
del tabacco fosse quella dell’eroina. Secondo, accusarli di aver
ricevuto denaro – come se Glantz e
gli altri venduti farma-antifumo lavorassero gratis! Terzo – e questo è importante –
leggiamo che "attaccare la scienza degli antifumo è una delle più
importanti strategie delle multinazionali del tabacco" (pappagallato,
s'intende, dalla
Società Italiana di Tabaccologia). Mmhh… visto
che 'sta
"scienza" è una truffa e che le multinazionali ci rimettono,
voi che fareste al loro posto? A questo punto leggiamo la strategia
(vedi “effective responses” in fondo): “Prima di tutto, è
importante sapere come non rispondere.
Non entrate in polemiche con l’industria sull’evidenza scientifica.
Questo
è esattamente ciò che l’industria vuole: coinvolgere la salute
pubblica nei dibattiti. L’industria non deve vincerli - sa che
non può vincerli; [ma]
tutto ciò che deve fare per avere successo è
creare un dubbio, e convincere chi fa le politiche che esiste
controversia. … Invece, il migliore approccio è di esporre le
connessioni dei cosiddetti scienziati dissidenti con l’industria”.
Beh, prima di tutto gli scienziati che arguiscono sono
scienziati veri, non “cosiddetti”. “Cosiddetta” è invece la
scienza di cui parlano Sirchia e gli antifumo. Non credete a noi:
guardate invece i questionari che gli “scienziati luminari” compilano e che sono la sola base dei
"pericoli" e dei “morti" del fumo passivo, e vi
renderete subito conto che siete presi in giro, e che questa non
è affatto scienza: un questionario di marketing su che
giocattolo preferiscono i bambini sarebbe più affidabile. Secondo, è
chiarissimo che questa è una strategia politica (perché
allora si parla di scienza?).
Terzo, il dubbio è alla base della scienza ed
anche della giustizia (ma mai alla base delle dittature). Portare
avanti dubbi e dibattiti è stata la chiave dell’avanzamento umano.
Diamo
dunque un’occhiata alle nostre “connessioni” con l’industria del
tabacco.
Abbiamo sempre
detto che non consideriamo la collaborazione con l’industria delle
sigarette né sbagliata né immorale, perché trattasi di un’industria
legale come tutte le altre. L’abbiamo cercata, questa
collaborazione? Certo! Perché? Perché se avessimo decenti mezzi economici
potremmo implementare la nostra duplice
agenda: restaurare la libertà di scelta ed esporre la truffa
epidemiologica a
livello di massa. Da canto loro, i nostri nemici sanno che abbiamo tutti
gli ingredienti per arrivare ai nostri scopi tranne la forza economica, ed è per
quello che si accaniscono a diffamarci.
La gang di Stanton Glantz,
per esempio, pubblicò due anni fa' sul suo sito web la “prova” delle connessioni
mie e di FORCES con l’industria del tabacco quando vivevo in Canada:
si tratta di un fax di ringraziamento ad uno degli executive della
Benson & Hedges (clicca
qui per accedere alla pagina, e
qui per scaricare direttamente il fax) per un ottimo “lunch” a
Toronto; il fax prometteva anche qualche ritaglio di giornale! Perché lo incontrai? Perché, essendo un libertario,
l’executive mi invitò a tenere un discorso all’associazione dei
produttori di sigarette, e per recarmi costì da Vancouver dove
vivevo pagai l'aereo di tasca mia oltre a “scoppiarmi” cinque ore di volo no
smoking senza circolazione d'aria! Nel mio discorso, tra l’altro, criticai severamente
l’arrendevole politica delle multinazionali, che hanno in mano tutto
ciò che serve per sconfiggere gli antifumo tranne le palle per
farlo; fu per me una rivelazione scoprire quanto ignorante
l’industria fosse sulla scienza concernente il suo stesso prodotto!
Sfortunatamente non si riuscì a concludere alcun accordo di
collaborazione perché già allora c’era troppa paura in giro.
La dannazione
degli antifumo con FORCES è che NON prendiamo soldi dall’industria del tabacco, ma: 1) Siamo sempre disposti alla
collaborazione qualora l’industria si rinsavisca dalla sua
sciamannata politica suicida; 2) Siamo impervi alla politica
antifumo, e non ci abbassiamo a chiedere un sottoscala dove
nasconderci a fumare, ammettendo colpe che non abbiamo; 3) Abbiamo la conoscenza per dimostrare
senza fallo che la “scienza” di cui parlano è truffa e spazzatura, e il
coraggio di denunciare la frode al pubblico. Inoltre possiamo tranquillamente
sostenere dibattiti scientifici
pubblici con oncologi ed altri “esperti” - ecco perché gli antifumo
si dileguano. Ed ecco anche perché ci dicono
"Venite ai
convegni scientifici. E' quello il luogo dove la scienza
diventa oggetto di scambio e pure di scontro se necessario", ben
sapendo che:
-
I convegni scientifici sul fumo sono
chiusi ai "non addetti ai lavori" - ovvero, sono dei clan in cui solo chi
è gradito è invitato. Ergo, gli scienziati con diversi punti di
vista sul fumo - e capaci di svelare la truffa - non sono mai
invitati.
-
La pubblicazione di ogni studio
scientificamente valido finanziato dall'industria del tabacco è
rifiutata dai giornali scientifici, controllati dai farmaceutici,
esclusivamente sulla base del finanziamento e
indipendentemente dal merito del lavoro.
-
Gli scienziati che hanno avuto
rapporti con l'industria (anche se non concerne l'argomento
discusso) sono attaccati su quella base e il loro lavoro e
opinioni sono scartati
a priori.
Ma chi si crede
di prendere per i fondelli, questa gente?!... Inoltre, si fa
intendere al pubblico
che non è in grado di capire la "scienza". Addirittura
questa gente si rifiuta di discutere gli studi con chi non è medico,
ignorando il fatto che il background di gran parte di quelli che
conducono gli studi non è medico, ma varia dalla statistica
alla letteratura greca all'ingegneria meccanica! Infatti, non serve
essere medici o matematici per riempire
questionari del menga e mettere i dati nei computer statistici
pre-programmati, che sputano fuori morti e percentuali premendo il
tasto "Invia" - come non serve essere medici per interpretare i
risultati; però non bisogna mai dimenticarsi la regola della spazzatura dentro,
spazzatura fuori!
La pericolosa realtà per gli antifumo è
che le truffe epidemiologiche sulle sigarette sono così grossolane che
possono essere capite anche da un
bambino. La documentazione “scoperta” tra i documenti della Philip
Morris, d’altro canto, rivela che “FORCES rifiuta di essere
finanziata”.
Clicca qui per vedere il documento - e grazie, Philip Morris, di
averci definito "la più prominente organizzazione dei diritti dei
fumatori"! (Grazie anche per non aver capito un c...., visto
che non siamo un'organizzazione di fumatori).
Dato quello che avete
letto finora, ci si immagini quanto ce ne fregherebbe che la
gente sapesse che siamo finanziati se ciò fosse vero. E’ vero che certe
multinazionali hanno finanziato associazioni di fumatori, però. E infatti,
se la sono sempre fatta sotto così tanto che ordinarono a questi gruppi
di non parlare MAI delle truffe e distorsioni epidemiologiche sul
fumo attivo o passivo, ma solo di “tolleranza e cortesia”, con la
risultante bancarotta politica che vediamo oggi.
Ecco, queste
sono le nostre “connessioni” con l’industria del tabacco – nulla di
più. Per divertirmi un po’, due anni fa' scrissi
un articolo in inglese sul sito internazionale dal titolo Anatomy of
a Smear (anatomia di una calunnia) in cui mi divertivo a
prendere in giro questi desperados, che andarono persino a cercare
una connessione tra l’avvocato che registrò FORCES come
non-profit in Virginia (mamma mia, tobacco state!) e
l’industria del tabacco. Mi divertii così tanto a scrivere l'articolo
che ci feci persino un
filmino stile Star Wars".
D’altra parte
se un “pezzo da 90” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Derek Yach) attaccò
da Ginevra
in un trattato pubblico una vecchietta
di Boston che disegnava francobolli
e che obiettava
alla
truffa del fumo passivo "rivelando" che ella aveva
chiesto l’opinione di qualcuno alla Philp Morris per un articolo che
aveva scritto, non c'è da stupirsi che questa gente sia pidocchiosa –
professionalmente, intellettualmente, e moralmente- né di
quanto deboli siano i suoi argomenti.
Comunque, ho
voluto tenere per ultima la rivelazione più grossa sulle nostre
connessioni con l’industria del tabacco: nello stesso anno in cui
tenni il mio discorso a Toronto mia moglie andò
a Las Vegas per un incontro dell’ora defunta American Smokers’
Alliance, che le pagò il viaggio. Essendo però l’ASA la solita
associazione di scoglionati stile “tolleranza e cortesia”, la visita
si trasformò in un itinerario turistico dei vari casinò. Ma l’ASA
prendeva soldi dalle multinazionali del tabacco, quindi la
“corruzione” di mia moglie è un fatto assodato!
Gian Turci
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[*] "The composition of these committees should be carefully studied. As a
general rule: aim for the broadest possible representation but
take care not to include those who would impede or counter the
committee's efforts at controlling the tobacco epidemic."
"La composizione di questi comitati
deve essere studiata con cura. Come regola generale, si miri alla
rappresentazione più vasta possibile, ma si stia attenti a non
includere coloro che ostacolerebbero o contrarierebbero gli sforzi
del comitato, volti a controllare l'epidemia del tabacco."
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