6 Dicembre 2000 - I fumatori non sono drogati; sono peggio, e non meritano nemmeno il rispetto dello Stato. Non come i tossicomani che, invece, sembrano avere la simpatia di certi politici. Giovani, ascoltate ed agite di conseguenza: il ministero della sanità italiano sembra implicare che, se proprio non volete essere astinenti, è meglio spararsi una peretta deroina o rincoglionirsi con la marijuana, piuttosto che fumare tabacco! La nuova tendenza del ministro della sanità sembra quella di legalizzare le droghe, magari anche quelle pesanti, e gradualmente ma inesorabilmente di vietare il tabacco. Niente male come mimetica politica, però. Allosservatore attento è chiaro che Veronesi, e le forze dietro di lui, rappresentano proibizionismo, anzi peggio. Il proibizionismo, almeno, si fonda su basi morali non importa quanto discutibili. Lantifumo è invece listituzionalizzazione di scienza corrotta, frodi statistiche, e di mega-manovre commerciali su scala mondiale in cui i ministeri della sanità sono i migliori venditori di farmaci del mondo - in questo caso di prodotti di cessazione - anche se talvolta tali cure ammazzano la gente. Ma oggigiorno
il proibizionismo, ufficialmente almeno, non va più di moda, quindi bisogna ridefinirlo
senza però cambiarne lessenza. Allora, vediamo: come stigmatizziamo, emarginiamo e
tassiamo oltre il 30 percento della popolazione adulta italiana senza essere tacciati di
proibizionismo, celando le frodi statistiche, e tacitando lopposizione liberista? La
risposta è astuta: con uno scambio di bersagli. Decriminalizziamo meno
delluno percento della popolazione i drogati e criminalizziamo
invece le masse fumatrici. In fin dei conti, le droghe non si possono tassare. Ecco dunque
che coloro che avrebbero gridato: proibizionismo! al divieto di fumare, adesso
non possono più gridare anzi, da buoni babbei elogiano Veronesi per ancora
unaltra misura progressista, mentre non riescono nemmeno a vedere il regresso
rappresentato dal ritorno alla propaganda di stato, questa volta basata su frodi
sia sul fumo passivo, sia sulla mortalità da tabagismo. Accecati da questennesimo gioco di percezioni molti cadono nel tranello, ma la realtà non cambia. Gli 80.000 morti da tabagismo non esistono: sono una frode statistica. I pericoli del fumo passivo non esistono: sono una frode scientifica. I costi sanitari dei fumatori non esistono: sono una frode economica dimostrata tale dallentrata di un milione di lire il secondo, 24 ore su 24, nelle casse dello Stato dalle tasse sul tabacco. Coloro che credono ad una o a tutte le fandonie di cui sopra, o non sono informati, o sono incompetenti - oppure sono disonesti. La documentazione è alla mano, e chiunque può consultarla. Per un attimo,
dimentichiamoci i credi di partito e non consideriamo il sacrosanto diritto
dellindividuo di farsi del male. Lasciamo anche perdere le patetiche
notizie riportate dai giornali qualche giorno fa, concernenti i figli di
Veronesi, che benedicevano il papà per averci tolto le sigarette dalla bocca.
Si, è vero, si tratta di penoso paternalismo da quattro soldi, che i giornali
seri non dovrebbero nemmeno scomodarsi a riportare, ma in fin dei conti
abbiamo tutti il diritto di stampare stronzate. Trascuriamo
tutto ciò. Parliamo invece di falsa rappresentazione dell'evidenza dimostrata e dimostrabile.
Ha Veronesi il diritto non come
individuo, ma come funzionario di Stato di affermare che il fumo
passivo è cancerogeno, non cè dubbio,
quando non esiste una sola prova scientifica che ciò sia vero
semmai, levidenza punta talvolta nella direzione opposta [1]? Ha il ministro della sanità il diritto di
affermare che il fumo causa 80.000 morti lanno, senza una minima
prova di causalità, perché TUTTE le malattie attribuibili al fumo
hanno centinaia di concause che è impossibile isolare? E etico, e scientificamente corretto, che
una persona di 73 anni che ha smesso di fumare trentanni prima ed è morta di cancro
sia annoverata tra le morti premature da tabagismo? Quando è che si è
maturi a morire? Le origini del cancro sono tanto sconosciute quanto ne è la cura, ma tutto causa il cancro sigarette incluse, naturalmente! E giusto stampare sui pacchetti che il fumo provoca il cancro per spaventare la gente, affermando qualcosa di cui non si può essere scientificamente certi? Lunica
spiegazione alternativa alla falsa rappresentazione dell'evidenza sarebbe
una brutale incompetenza.
Ma è concepibile che il nostro ministro della sanità, professore e famoso medico
oncologo, sia ignaro di quanto sopra? Assai difficile da credere. Il problema sociale dellantifumo è acutamente indicativo di un grave problema politico: la frode di Stato. Qui, infatti, non si parla dellespressione di opinioni politiche, ma di qualcosa di assai più tangibile: ipotesi, che alla meglio non sono neppure confermate, sono vendute al pubblico come certezze scientifiche - e dure leggi, tasse e sanzioni sono implementate su tali basi. Con lantifumo riaffiora anche il problema della responsabilità personale e legale del politico, e delle istituzioni che egli pilota una responsabilità che semplicemente non esiste. Scaldare la poltrona di un ministero significa oggi avere la possibilità e la licenza di distorcere, perseguitare, buttare via denaro pubblico e farla franca, mentre ci si arricchisce e si è persino applauditi da certa stampa. Gian Luigi
Turci FORCES
Italiana _____________________ [1] Multicenter Case-Control Study of Exposure to Environmental Tobacco Smoke and Lung Cancer in Europe [documento in formato PFD, versione originale inglese], commissionato e finanziato dallOrganizzazione Mondiale della Sanità, pubblicato dal Journal of the National Cancer Institute, Volume 90, Numero 19, il 7 Ottobre 1998. Questo è tra i più vasti studi esistenti sul fumo passivo. Esso ha stabilito che il fumo passivo non ha alcuna correlazione col cancro, e che addirittura esercita unazione protettiva sul non fumatore, stimolando le difese naturali dellorganismo. Degli altri circa 100 studi sul fumo passivo, solo due minori hanno trovato una debole correlazione tra fumo passivo e cancro. Tutti gli altri non hanno dimostrato alcuna correlazione statistica significativa. |