La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
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Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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FINALMENTE UN'EPIDEMIA VERA!
Di Gian Turci


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 Ignorato dai mass-media mondiali assai di più di quanto lo sarebbe stato il peggior studio-spazzatura antifumo, il 25 Aprile scorso si è celebrato l’Africa Malaria Day. In Africa, la malaria causa almeno un milione di morti all’anno. Serie accuse sono state lanciate alla Banca Mondiale il 25 scorso da numerosi ricercatori ed altre organizzazioni che si occupano di questa epidemia. E’ interessante osservare come l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che è così coinvolta nella lotta contro la malaria, sia la principale responsabile della diffusione della stessa perché non ha fatto nulla contro il divieto di uso del DDT, una delle poche armi efficaci contro l’epidemia perché uccide le zanzare portatrici e le uova delle stesse (eh, ma il DDT “provoca il cancro” – un fatto dimostrato tanto quanto il cancro da fumo passivo). Mentre parla della sua lotta contro la malaria, quindi, l’OMS continua ad ignorare l’unica soluzione disponibile perché è politicamente conveniente adottare il ripugnante Principio di Precauzione che le permette di promuovere, tra tante altre truffe, spazzatura epidemiologica e politica come le “epidemie” virtuali del fumo e dell’obesità. E’ anche interessante osservare come l’OMS – che lavora sempre mano nella mano con la Banca Mondiale per imporre le frodi e le politiche antifumo nel mondo, prenda le distanze dalla BM quando si tratta di epidemie vere.


30 Aprile 2006 - La Banca Mondiale, sempre a letto con l'Organizzazione Mondiale della Sanità quando si tratta di sigarette, è troppo occupata a torcere il braccio dei Paesi che resistono alla truffa antifumo e quindi alla diffusione dei prodotti di cessazione delle multinazionali farmaceutiche con cui sono partner ufficiali ormai da tempo tramite l'OMS per sopprimere le bionde ed accaparrarsi il mercato della nicotina. Infatti il truffone epidemiologico antifumo è molto più in alto nella scala delle priorità dell'OMS-BM di quanto lo sia la malaria. Definire la lotta contro il tabacco un “priorità della salute pubblica e mettere indimostrabili “epidemie” multifattoriali davanti a dimostrabili, monofattoriali e reali epidemie dimostra ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) la natura criminale dei burocrati sanitari di Ginevra in particolare, ma anche del mondo in generale. Dovrebbero essere messi in galera; ma siccome tutti si guardano bene dal prendere alcuna azione contro questi gangster e invece vanno a fumare fuori (alcuni pure con riconoscenza perché amano baciare la mano che regge il bastone per il "loro bene") tanto vale fare un po’ di cupa ironia sulla situazione.

Mi sembra logico che i 5 milioni di morti virtuali annui "da fumo" meritino ben più attenzione e denaro dalle mafie sanitarie internazionali che la stupida milionata di morti causati dalla malaria – morti che devono essere sepolti “vecchio stile” con becchini e pale mentre i 5 milioni di “tabagisti” possono essere comodamente stipati sui desktop dei computer.

Esistono enormi vantaggi nelle epidemie virtuali. Vediamone alcuni:

a)  Elasticità/plasmabilità - L'epidemia virtuale cresce o diminuisce in pochi millisecondi: cresce quando i truffatori sanitari hanno fame di denaro pubblico e diminuisce quando, ottenutolo, devono far vedere che ci sono stati dei risultati (ne abbiamo visto un esempio con i 500.000 italiani che hanno “smesso di fumare” ma che non esistono). I risultati virtuali servono poi per generare ulteriore flusso di denaro pubblico dai babbei politici e privati che lo elargiscono – e se non lo fanno l’epidemia cresce di nuovo. Tutto ciò che serve è cambiare i parametri di stima e attribuzione per malattie multifattore e premere "Invio" senza il potenzialmente paralizzante mal di testa di dover dimostrare la causalità.

Per contro, l'epidemia fisica ha le caratteristiche opposte: è logisticamente pesante (un milione di morti di malaria ad una media di 50 Kg. l'uno significa 50.000 tonnellate di cadaveri da spostare e seppellire ogni anno); diventa un pericolo statistico di cancro polmonare e una minaccia ambientale in caso di cremazione per via di tutte quelle polveri fini PM10 e dell'effetto serra per giunta; è costosa (anche se fatte in economia, le bare devono essere prodotte). Ma, peggio di tutto, è verificabile con una conta dei capi fisici e dei cadaveri. Inoltre (altro gravissimo svantaggio) è monofattoriale con causalità nota e quindi i truffatori epidemiologici non possono fare attribuzioni di comodo senza prova come fanno per il fumo - una cosa veramente inaccettabile oggigiorno. Infine, essa può dimostrare chiaramente l'inefficienza burocratica della "salute pubblica", con un reale e grave incremento del rischio assoluto (non relativo) di taglio di lucrativi fondi e di rimpiazzo del personale addetto. Per aggiungere onta all'ingiuria, quanto sopra è ottenibile senza questionari e interviste (come, ancora una volta, si fa per il fumo).

b)  Portabilità - L'epidemia virtuale è trasportabile in un laptop.

c)  Adattabilità - L'epidemia virtuale può essere adattata in meno di 5 minuti a qualsiasi nazione calcolandone istantaneamente la mortalità virtuale ed i costi virtuali semplicemente inserendo il numero degli abitanti. Ciò significa che i "luminari" medici locali (prevalentemente oncologi, pneumologi, cardiologi e associazioni mediche) possono lanciare allarmi e ottenere istantanea popolarità, autorità e stanziamenti governativi con pochi click del mouse e senza mettere nessuno a rischio – specialmente se stessi. Inoltre l'odio, la tassazione e la discriminazione di supporto dei babbei politici e delle masse isteriche possono essere attivati e disattivati con pochi comunicati stampa pre-formattati e pre-approvati creati in Word e spediti con una modesta connessione Internet ai media delle zone bersaglio. Semplicemente imbattibile.

Dati i tremendi vantaggi delle epidemie virtuali rispetto a quelle reali è quindi inutile che sparuti, rumorosi gruppi tecnologicamente retrogradi - e superati pure nei valori morali - facciano baccano su cose che dopotutto interessano meno di una partita di calcio. L'Africa è lontana e, a parte qualche risorsa come il petrolio, non interessa a nessuno. Le proteste strampalate di questi gruppuscoli saranno ignorate dagli esperti proprio come vengono sistematicamente ignorate le richieste di provare scientificamente che il fumo abbia causato solo uno dei 5 milioni di “morti” da “tabagismo” annui di cui si blatera.

D’altro canto “è giusto” così, perché non si può fermare il progresso tecnologico e sociale di cui un futuro senza fumo sarà la fiera bandiera: è così e basta! Quindi, al diavolo la malaria e avanti con salutismo ed antifumo. Dopotutto, chi se ne frega di quattro selvaggi che non possiamo nemmeno tassare?!

Gian Turci
FORCES Italiana


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