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26 Ottobre 2000 - Terzo Reich: il salutismo
al potere. Questo è il titolo dell'articolo del Corriere della Sera di Mercoledì 25
Ottobre, pubblicato a pagina 33. L'articolo parla dell'uscita della traduzione in italiano
del libro di Robert Proctor La guerra di Hitler al cancro, il cui titolo
originale inglese è The Nazi War on Cancer.
FORCES International scrisse una recensione
del libro quando uscì nella versione originale nel 1999.
Nell'articolo del Corriere della Sera si legge: "... Però assai meno noti sono
gli aspetti medico-sanitari per cui il Terzo Reich si rivelò all'avanguardia in quelle
politiche "salutiste" ed "ecologiche" - dalla messa al bando di
sostanze inquinanti fino alla martellante campagna contro il fumo - che oggi rappresentano
il fiore all'occhiello di non poche democrazie avanzate."
Sì,
l'antifumo è un'idea nazista, originata in Germania circa nel 1936, quando la prima scienza rottame, basata su
epidemiologia multifattoriale (la stessa poi usata per stabilire le "prove
scientifiche" della superiorità della razza Ariana, tanto solide quanto quelle sul
fumo passivo), indicò un'"associazione" statistica tra il fumo ed il
cancro polmonare.
Mentre l'associazione statistica tra fumo e cancro polmonare è reale (il novanta per cento dei
cancri polmonari avviene nei fumatori), allora come oggi la scienza rottame
"dimenticava" di menzionare che il cancro polmonare nel fumatore si sviluppa in
un'età dove statisticamente
è tempo comunque di morire. Oggigiorno, se fumi molto, dopo i 70 anni hai una
possibilità su dieci di morire di cancro polmonare, ed altre 2,3 possibilità su dieci di
morire di un altro tipo di cancro. In totale quindi, hai 3,3 possibilità su dieci di
morire di cancro. Se non fumi, dopo i 70 anni hai 3,3 possibilità su dieci di morire di
cancro, anche se - probabilmente ma non sicuramente - esso non sarà cancro polmonare. Per
favore, qualcuno dei "grandi luminari" oncologi à la Veronesi spieghi
qual'è la pratica differenza. Siccome, com'è sempre stato, il silenzio su questo punto
sarà totale, la risposta viene da se.
Per mettere la ciliegina sulla torta, la scienza rottame alla base della propaganda
si dimentica anche di menzionare che la durata media della vita (quindi della
vecchiaia) è incrementata di oltre dieci anni dal 1950, e siccome il cancro attacca quasi
sempre gli anziani, è chiaro che esso sarà, sempre più spesso, la "causa"
della morte. Questo però non significa che esista un'epidemia di cancro, come i
salutisti vogliono far credere alla gente - salvo che non si consideri la morte
stessa un'epidemia, e si consideri quindi "normale" l'immortalità!
Ma torniamo all'opera di Proctor. Il fatto più terrificante messo indirettamente in luce
dal libro è che in tutto il mondo si parla seriamente della "rivalutazione"
della medicina nazista. Durante un'intervista dell'anno scorso sulla matrice nazista
dell'antifumo moderno, l'autore affermò che il suo libro "
Non doveva
essere frainteso come un tentativo di condannare l'educazione antifumo",
mettendosi subito in posizione politicamente corretta - e probabilmente
evitando così l'intimidazione degli antifumo, noti per rovinare la carriera
di coloro che si oppongono alla loro agenda politica, e che si schierano in difesa
dell'etica professionale.
La verità che troppi, consciamente o meno, non hanno il coraggio di guardare in faccia,
è che certe attitudini del nazismo sono ancora tra noi, riproposte dallo stesso salutismo creato dal Terzo
Reich.
Anche il Corriere della Sera fallisce tragicamente di vedere il grande pericolo
rappresentato dall'altro lato dell'equazione salutista: se si apre la porta al salutismo,
inevitabilmente la si apre anche a quella mentalità che storicamente lo ha concepito e
lo ha reso possibile. Eppure, l'articolo definisce il salutismo come "Il
fiore all'occhiello di non poche democrazie avanzate", e parla di avanguardia.
La realtà è invece che il salutismo è stato il fiore
all'occhiello del nazi-fascismo e di simili dottrine - qualcosa che dovrebbe
essere non solo inaccettabile, ma aggressivamente denunciato e scoraggiato.
Le tentazioni dello stato totalitario, sia esso "rosso" o "nero" sono
tra noi, oggi più che mai dalla fine della guerra. L'etichetta e la metodologia di
proponimento sono cambiate, ma non il prodotto: controllo sociale in nome della salute,
ordine e sicurezza, e dell'"avanzamento del progresso".
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Hitler, il creatore del salutismo e
dell'antifumo.
"A Bayreuth ho incontrato un
uomo d'affari", scrisse Hitler, "sulla sua porta c'era un cartello che
diceva 'vietato l'ingresso ai fumatori'. Da parte mia, io non ho cartello sulla porta, ma
ai fumatori è vietato l'ingresso".
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Le parole e lo spirito di Hitler echeggiano nel
ventunesimo secolo, confezionate dal salutismo, dal pragmatismo, e dalle illusioni del
benessere materiale, questa volta in una corsa attraverso un vuoto ideologico e verso un
traguardo indefinito. Quando l'intelletto e lo spirito vengono meno, inevitabilmente essi
sono sostituiti dai culti della salute e del benessere materiale - e questa è un'altra
osservazione di quella minoranza di "arretrati" che ha
imparato le lezioni della storia.
Nel frattempo, la porta è già stata socchiusa - anzi, spalancata - alla Chimera
salutista da coloro che hanno tutto da guadagnare dalle sue false promesse.
Gian Turci
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