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Gennaio 2005 -
Abbiamo membri che pagano la membership, ma siamo poveri e siamo pochi ad
ammazzarci di lavoro in questa nostra organizzazione di FORCES Italiana. Non
abbiamo ambizioni di potere e lavoriamo pure gratis. Però siamo fortissimi – al
punto di preoccupare seriamente i nostri avversari - perché abbiamo una grande
potenza che ci spalleggia. No, non si chiama Philip Morris: si chiama verità.
E poi siamo onesti, liberi e indipendenti.
La verità
che abbiamo non è verità rivelata; quella ci metterebbe al livello dei fanatici
di ogni tempo, inclusi gli antifumo. Si tratta di quella scientifica –
si, proprio quella che si cerca disperatamente di soffocare, specialmente in
questi ultimi giorni.
Prendiamo
l’ultima sparata del Lancet, la rivista scientifica che “svela” che
esperti sono stati pagati dall’industria del tabacco per contestare gli effetti
cancerogeni del tabacco e la sua possibile alterazione del gene anticancro p53.
Si rivela che questi scienziati sono stati pagati: mamma mia, invece
quelli antifumo lavorano gratis?! Inoltre sono stati pagati per dire l’ovvio:
non si sa se il tabacco stimola il gene p53. Non solo, non si conosce
nemmeno il pieno coinvolgimento di questo gene con il cancro: si sospetta.
Ma la chiara implicazione qui è che questi scienziati sono stati pagati per
mentire. Un inciso: che ci fa una “prestigiosa” rivista (che dovrebbe
pubblicare solo scienza) con un articolo che semmai appartiene al giornalismo
investigativo?
Il punto
su cui mi voglio soffermare però è questo: negli Stati Uniti la notizia è
passata praticamente inosservata dai grandi media; in Inghilterra gli hanno data
una “sniffata” ed è già notizia di ieri. Ma in Italia, ecco che la vediamo sui
telegiornali e sui quotidiani dappertutto. Le ragioni per questo sono chiare.
Primo, con il divieto bisogna dirottare i fumatori nelle farmacie se no Big
Pharma si arrabbia e poi “son guai seri” per gli antifumo a tutti i livelli: con
tutti i soldi che Big Pharma ha investito, almeno le vendite
devono salire; e visto che di lucci son piene le acque, quello sta già
succedendo e tutto va bene.
Secondo e
molto importante: Pierino è andato in televisione. Si, Pierino
sono io, che sono riuscito a dire che l’evidenza “scientifica” sul fumo –
particolarmente quello passivo – non esiste. E poi ho detto anche che quello
attivo è solo questione di dose. Allarme, il querulo Gian Turci ha
fatto adirare il Sirchia! Due giorni dopo a “Porta a Porta” il mio nome è
diventato impronunciabile, se ci si è fatto caso. Eppure è corto e semplice:
Gian Turci (ulteriormente accorciato a Giantù dai numerosi sostenitori).
Ringrazio Giletti che lo ha pronunciato.
La fede
coranica e le cabale truffonumerologiche antifumo sono state scalfite. Presto,
bisogna correre ai ripari! “Come osa questo querulo dalla fluida favella
inficiare l’inghippo?” Si sarà chiesto qualche altolocato santone. L’articolo
del Lancet, scritto da
un ben pagato venduto all’industria farmaceutica è venuto proprio a fagiolo
per addensare la cortina fumogena sul vero, che è sempre il solito: non si può dimostrare
scientificamente UNA relazione causale di cancro per UNA sola persona su questo
pianeta per quanto riguarda il fumo; allora bisogna confondere le acque e
far vedere che qualsiasi opposizione al credo assoluto non è
credibile.
Bisogna
far credere che il fumo uccide
– sempre e comunque – oltre la scienza, i fatti, la logica e il
vero. Deve diventare una fede, un odio, una cultura. Maledetti
siano coloro che esigono dibattiti scientifici che mettano a nudo la scienza
vera: tali dibattiti sono possibili solo tra i santoni selezionati dalla stessa
setta in modo che si diano ragione tra di loro, mentre ci si aspetta che noi ignoranti cittadini non certo all’altezza di capire tali elevati concetti
pendiamo dalle labbra pontificatrici che ci dicono di credere che 2 più
2 fa 3, riconoscenti per salvarci la vita. Credere, obbedire e combattere, si
diceva una volta. Ora si dice paga, obbedisci e taci fumatore lebbroso -
anche quando ti truffo.
Infatti,
la truffa deve continuare - costi quel che costi – senza essere
smascherata. La gente deve riversarsi in farmacia, altro che storie, è
così e basta! Se no, come ho detto, Big Pharma si arrabbia - questa volta di
brutto – e poi sono guai. Per anni l’Italia è stata
“indietro” nelle vendite di farmaci da cessazione del fumo; è tempo che
si allinei coi Paesi “avanzati” e che recuperi pure!
Ma noi
fessi non lo siamo e ripetiamo: di morti e malattie, loro scientificamente
non ne possono provarne una. E i pericoli del fumo passivo
SONO
UNA TRUFFA. Fuma pure. |