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Aprile 2004
- Mentre l’Irlanda adotta
il proibizionismo più duro del mondo sul fumo, l’Europa sta a
guardare: se tale estremismo funziona in un Paese con la cultura dei
pub, funzionerà ovunque nell’Unione Europea. Già per legge gli
irlandesi non possono bere in pubblico e quindi non possono portarsi
il bicchiere fuori; ora dovranno ingozzarsi di birra (eh, si, perché è
anche in corso una campagna per non lasciare il bicchiere mezzo pieno
al tavolo…) e poi andare fuori a fumare. Gli irlandesi dunque sono
studiati dalla UE e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come
fossero topi in un gigantesco laboratorio sociale. L’Irlanda è il
grande test per la UE: se gli irlandesi, storicamente famosi per la
loro testa calda e la loro inclinazione all’uso delle armi a fini
politici non le imbracceranno contro le gang sanitarie a difesa della
loro libertà e stile di vita, si potrà stare certi che ciò non
succederà in nessun altro Paese del mondo, e di tutti si potrà dunque
schiacciare impunemente la cultura.
Ma il piano di
immenso condizionamento culturale del tandem Big Pharma-OMS, che sono
già da tempo partner ufficiali
contro il fumo e che tra i loro
scopi perseguono anche quello di trasformare il mondo in un’arena di
droghe su prescrizione, è solo all’inizio. E’ stata ormai radicata
nella cultura mondiale la più grande truffa scientifica della storia,
quella del fumo passivo, che è usata come attrezzo per combattere
il fumo attivo, frutto anch’esso di
un’enorme manipolazione di dati
e dell’alterazione di
quasi ogni
regola epidemiologica
per far quadrare i conti con le
agende. L’industria del tabacco è stata già piegata e asservita con
ottimi risultati, e addirittura ora essa
conferma tutte le truffe epidemiologiche e scientifiche
della
“salute pubblica”). Poi il tandem “salute pubblica”-farmaceutici
si è
rivolto ai suoi clienti -- 1,3 miliardi di persone nel mondo -- che
cadono nella rete delle “terapie sostitutive” come acciughe attratte
da lampare. E’ quindi venuto il tempo di passare ad altri
comportamenti, visto che la demonizzazione del fumatore non solo è
passata liscia, ma è diventata pure il fetido fiore all’occhiello
del “progresso civile” e la base di politiche planetarie.
Le ambizioni
globali dei colossi farmaceutici sono chiare, e solo gli ingenui ormai
possono ancora credere che si parli di teorie complottiste. I
conglomerati farmaceutici hanno a loro disposizione la OMS e i
ministeri della “salute” delle nazioni; tali enti sono diventati i
loro nuovi dipartimenti di marketing culturale e commerciale, di gran
lunga più importanti di quelli dell’industria stessa e assai più
efficaci perché percepiti dalle masse come disinteressati. Inoltre sono
senz’altro più economici perché pagati con le tasse dei contribuenti.
Anche il
programma politico di base è chiaro: nessun piacere e gioia di vivere
può andare impunito (o meglio, non sfruttato) senza una “terapia”, un
divieto e una super-tassa adeguata. Su tale base, ecco un nuovo
farmaco chiamato Rimonabant, che promette di eliminare il
piacere derivante da fumo, alcol e cibo con una sola passata. È in
corso un’attività frenetica per posizionarsi per il più grande mercato
della storia: quello delle droghe che controllano il comportamento,
che è stato ufficialmente considerato dalla OMS come potenziale
malattia dal 1997. Il programma garantisce:
a)
enormi entrate economiche nelle casse degli stati tramite
smisurata tassazione punitiva giustificata da costi sociali fasulli
calcolati con attribuzioni epidemiologiche false o comunque non
dimostrabili;
b)
vastissimo e capillare controllo politico del comportamento
senza reazioni o rivolte armate – anzi con il consenso delle masse
che, costantemente condizionate dai media, approvano democraticamente
la soppressione della libertà, tradizioni e valori individuali se in
conflitto con le agende della “salute pubblica”;
c)
rafforzamento della scienza rottame come scienza di Stato. Ciò
è indispensabile per la continua creazione di “epidemie” statistiche
che giustifichino l’intervento della “salute pubblica” nella vita
dell’individuo e la somministrazione di “terapie” allo stesso;
d)
immense entrate economiche per le multinazionali farmaceutiche,
che useranno parte delle stesse per estendere ulteriormente la loro
influenza politica sugli stati e per
sopprimere gradualmente ogni obiezione ed opposizione al programma.
Ecco una rapida
panoramica della situazione a tutt’oggi:
1) L'OMS varerà
in Maggio il "piano mondiale contro l'obesità" (stilato sullo stesso
modello di quello contro il tabacco), vincendo la resistenza dei paesi
poveri, soprattutto quelli produttori di zucchero. Il Brasile
ultimamente ha cambiato atteggiamento perché ha “ufficialmente capito”
che “la salute pubblica è più importante dell'economia di stato”
allo stesso modo che la Turchia
“capì” che doveva
istituzionalizzare l'antifumo un paio di anni fa. L’elemento
persuasore furono le pressioni della Banca Mondiale e del Fondo
Monetario Internazionale,
che lavorano in stretta collaborazione con l’OMS
e i suoi amici
farmaceutici. Come sempre e come nel caso del tabacco,
anche per lo zucchero i Paesi più poveri sono vittime delle agende dei
Paesi più ricchi in cui le multinazionali risiedono. Non è un
caso che il Brasile sia stato il primo a capitolare sullo zucchero: le
forze farma-salutiste hanno radici profonde in quella nazione, che fu
la prima
dopo il Canada ad
adottare le “immagini shock”
che
rappresentano tendenziosamente sui pacchetti di sigarette le conseguenze del
fumo sulla salute. E’ solo ormai questione di (poco) tempo, e
vedremo anche l’istituzione della giornata mondiale contro
l'obesità proprio come ne esiste una contro il fumo.
2) Il
summenzionato Rimonabant innanzi tutto non è un derivato della marijuana
come diceva il Corriere della Sera (mai credere a quello che ci dicono
i media, specialmente quando si parla di “salute pubblica”; il
reporter “scientifico” è stato probabilmente
confuso dal temine “endocannabinoid”
che gli
ricordava “cannabis”. Ciò dovrebbe darci un’idea
dell’affidabilità dei media quando ci riportano le ciance sul fumo).
Il Rimonabant è invece un farmaco di sintesi nato nei laboratori della
ditta francese
Sanofi-Synthelabo
, e giunto ormai alla fase 3 di sperimentazione,
e che verrà commercializzato col nome di Acomplia forse l'anno
prossimo. Esso agisce sul cervello inibendo uno specifico
recettore, il CB1. Il pericolo di “pistolare” con il cervello a
livello di massa è già stato ampiamente dimostrato dagli
antidepressivi, incluso lo Zyban,
la pillola antifumo che continua ad ammazzare la gente
col
silenzio-assenso dei ministeri della “salute”. Ma non sia mai che
poche migliaia di morti vere nel mondo fermino
l’avanzata della “rivoluzione culturale della salute”, armata di
libretto bianco (vi ricordate di Mao?) e di milioni di morti statistiche
– anche se non ne può dimostrare scientificamente la causalità di
nemmeno una.
Ma il problema della dimostrazione scientifica è stato
risolto alla radice: ridefinire scienza e metodologie
adattandole alle agende politico-commerciali come è
successo con la nozione di libertà: nel mondo del dopoguerra ci
sentivamo sicuri nell’essere liberi; oggi invece ci accontentiamo di
essere “liberi di sentirci sicuri”. Con un matrimonio di convenienza
tra interessi politici ed economici, possiamo prendere dalla scienza
vera il poco che comoda e da quella rottame il grosso che serve per
convincere il popolo su qualsiasi cosa vogliamo.
3) Nel
corso di un congresso dell'American College of Cardiology a New
Orleans
sono stati presentati i risultati di due trial clinici,
che hanno illustrato la presunta efficacia del Rimonabant sia negli
obesi che nei fumatori. La chiara impressione derivante dalla lettura
dell'articolo che questi risultati
siano stati accelerati non ci deve sorprendere perché la Sanofi-Synthelabo è impegnata in una querelle finanziaria con la
concorrente franco-tedesca Aventis, su cui circolano voci di
un'acquisizione da parte della Novartis; sono intervenuti nella
contesa anche il governo francese e l'UE.
4) I
National Institute of Health americani stanno arruolando volontari
sani, forti e bevitori per sperimentare il Rimonabant nella riduzione
del consumo di alcol: e con l’inibizione dei recettori cerebrali non
c’è dubbio che in qualche modo esso funzionerà; gli effetti
collaterali saranno comunque messi sotto il tappeto, proprio come è
successo con lo Zyban. In fin dei conti, abbiamo proprio bisogno di
qualche pillola miracolosa che faccia passare la voglia di tutto ciò che
non piace allo Stato, non è così?
Essa renderà l’umanità assai più docile per governi
già ampiamente controllati dai colossi farmaceutici. Ne usciremo tutti
vincitori...
5)
Gli investimenti finanziari fatti dai giganti farmaceutici
per
comprarsi politici, università,
comitati scientifici
, attivisti e media che spaccino
disinformazione scientifica e agitino la paranoia popolare per
ottenere un’inversione dei valori socio-culturali su
fumo
,
alcol
,
alimentazione
e specialmente sul principio di autodeterminazione
sono
sempre più documentati
e sempre crescenti. Per giustizia bisogna
dire che tali finanziamenti sono spesso alla luce del sole, ma le
masse o ne sono all’oscuro o ne approvano
il principio, condizionate da figure mediche nazionali di alto livello
che con la più incredibile faccia tosta rappresentano truffe
statistiche come scienza vera.
6) Il mercato
dei farmaci dimagranti ha fatturato l'anno scorso nei soli USA
417 milioni di dollari. Con la
commercializzazione del nuovo farmaco ci si aspetta un'impennata a 1.4
miliardi
. Intanto la pubblicità dei farmaceutici
-
andata completamente fuori controllo nel mondo mentre si vieta quella
delle sigarette e presto anche quella sui cibi grassi - ha dei budget
da capogiro:
tre miliardi di dollari solo negli USA e solo per un anno
.
Ma l’OMS e i ministeri della “salute”, che si
preoccupano così tanto di non fare vedere gente che fuma nei film, non
hanno nulla da ridire sulla pubblicità sfrenata delle multinazionali
che li controllano – pubblicità che è accessibile a tutti, anche ai
bambini - in modo che la “cultura della terapia” venga formata.
La mancanza di
opposizione organizzata all’avanzata dei farmaceutico-sanitari
ha permesso a questi ultimi di ancorarsi saldamente al potere politico
ed esecutivo. Munita di fondi illimitati dalle
multinazionali e dalle tasche dei contribuenti, la colossale struttura farma-sanitaria pilota ormai la cultura mondiale e dichiara
apertamente i suoi intenti, non avendo più nulla da temere nemmeno
da un’opinione pubblica saldamente in mano ai media.
In questo documento dell’OMS del 2003 leggiamo, da pagina 14 in
poi, una dettagliatissima lista di istruzioni impartite ai 192
stati membri sulle tattiche da usare per condizionale la
cultura del loro Paese ed imporre lo stile di vita “sanitario” con
leggi, tasse ed etichette d’ogni tipo, mentre è anche
stabilito il comportamento dei media. La parola “consapevolezza”
(awareness) è diventata solo un eufemismo per “propaganda”. La
potenza del tandem Big Pharma-“salute pubblica” è tale da
controllare armonicamente e da un punto centrale la politica interna
delle nazioni su scala mondiale e capillare e con l’assenso/indifferenza della
maggioranza – un risultato spettacolare e assolutamente senza
precedenti nella storia umana su tale scala.
Nel documento si osserva come dei burocrati mai
eletti scavalchino il sistema democratico e
costituzionale, e impongano politica (il
controllo del comportamento e della cultura sono il fine ultimo di
ogni politica) senza alcuna consultazione popolare, che
non è nemmeno menzionata. Ciò presentando la
“salute pubblica” come valore sociale talmente supremo da
trascendere cultura, democrazia, libertà, leggi economiche e procedure
costituzionali, soggette ad essa. L’effetto pratico è che la parola del ministro
della salute ha più peso di
quella dei partiti o del Presidente. Infatti
se, tra una pubblicità farmaceutica e l’altra, l'autorità "sanitaria" ci dice che zucchero, fumo e
alcol “uccidono” (ma c’è speranza grazie a Big Pharma
noi magari spegniamo sigarette, sputiamo caramelle e non finiamo
la birra perché improvvisamente ci sentiamo colpevoli. E presto ci
recheremo pure in farmacia a comprare la nuova pillola 3-in-1. Pensiamoci
bene: quale politico ha un potere del genere sulla nostra più
intima vita personale? Proprio quel politico che non percepiamo come
tale.
Gian Turci
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