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Di Gian L. Turci


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7 Aprile 2004 - Mentre l’Irlanda adotta il proibizionismo più duro del mondo sul fumo, l’Europa sta a guardare: se tale estremismo funziona in un Paese con la cultura dei pub, funzionerà ovunque nell’Unione Europea. Già per legge gli irlandesi non possono bere in pubblico e quindi non possono portarsi il bicchiere fuori; ora dovranno ingozzarsi di birra (eh, si, perché è anche in corso una campagna per non lasciare il bicchiere mezzo pieno al tavolo…) e poi andare fuori a fumare. Gli irlandesi dunque sono studiati dalla UE e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come fossero topi in un gigantesco laboratorio sociale. L’Irlanda è il grande test per la UE: se gli irlandesi, storicamente famosi per la loro testa calda e la loro inclinazione all’uso delle armi a fini politici non le imbracceranno contro le gang sanitarie a difesa della loro libertà e stile di vita, si potrà stare certi che ciò non succederà in nessun altro Paese del mondo, e di tutti si potrà dunque schiacciare impunemente la cultura.

Ma il piano di immenso condizionamento culturale del tandem Big Pharma-OMS, che sono già da tempo partner ufficiali contro il fumo e che tra i loro scopi perseguono anche quello di trasformare il mondo in un’arena di droghe su prescrizione, è solo all’inizio. E’ stata ormai radicata nella cultura mondiale la più grande truffa scientifica della storia, quella del fumo passivo, che è usata come attrezzo per combattere il fumo attivo, frutto anch’esso di un’enorme manipolazione di dati e dell’alterazione di quasi ogni regola epidemiologica per far quadrare i conti con le agende. L’industria del tabacco è stata già piegata e asservita con ottimi risultati, e addirittura ora essa conferma tutte le truffe epidemiologiche e scientifiche della “salute pubblica”). Poi il tandem “salute pubblica”-farmaceutici si è rivolto ai suoi clienti -- 1,3 miliardi di persone nel mondo -- che cadono nella rete delle “terapie sostitutive” come acciughe attratte da lampare. E’ quindi venuto il tempo di passare ad altri comportamenti, visto che la demonizzazione del fumatore non solo è passata liscia, ma è diventata pure il fetido fiore all’occhiello del “progresso civile” e la base di politiche planetarie.

Le ambizioni globali dei colossi farmaceutici sono chiare, e solo gli ingenui ormai possono ancora credere che si parli di teorie complottiste. I conglomerati farmaceutici hanno a loro disposizione la OMS e i ministeri della “salute” delle nazioni; tali enti sono diventati i loro nuovi dipartimenti di marketing culturale e commerciale, di gran lunga più importanti di quelli dell’industria stessa e assai più efficaci perché percepiti dalle masse come disinteressati. Inoltre sono senz’altro più economici perché pagati con le tasse dei contribuenti.

Anche il programma politico di base è chiaro: nessun piacere e gioia di vivere può andare impunito (o meglio, non sfruttato) senza una “terapia”, un divieto e una super-tassa adeguata. Su tale base, ecco un nuovo farmaco chiamato Rimonabant, che promette di eliminare il piacere derivante da fumo, alcol e cibo con una sola passata. È in corso un’attività frenetica per posizionarsi per il più grande mercato della storia: quello delle droghe che controllano il comportamento, che è stato ufficialmente considerato dalla OMS come potenziale malattia dal 1997. Il programma garantisce:

a)     enormi entrate economiche nelle casse degli stati tramite smisurata tassazione punitiva giustificata da costi sociali fasulli calcolati con attribuzioni epidemiologiche false o comunque non dimostrabili;

b)     vastissimo e capillare controllo politico del comportamento senza reazioni o rivolte armate – anzi con il consenso delle masse che, costantemente condizionate dai media, approvano democraticamente la soppressione della libertà, tradizioni e valori individuali se in conflitto con le agende della “salute pubblica”;

c)     rafforzamento della scienza rottame come scienza di Stato. Ciò è indispensabile per la continua creazione di “epidemie” statistiche che giustifichino l’intervento della “salute pubblica” nella vita dell’individuo e la somministrazione di “terapie” allo stesso;

d)     immense entrate economiche per le multinazionali farmaceutiche, che useranno parte delle stesse per estendere ulteriormente la loro influenza politica sugli stati e per sopprimere gradualmente ogni obiezione ed opposizione al programma.

Ecco una rapida panoramica della situazione a tutt’oggi:

1) L'OMS varerà in Maggio il "piano mondiale contro l'obesità" (stilato sullo stesso modello di quello contro il tabacco), vincendo la resistenza dei paesi poveri, soprattutto quelli produttori di zucchero. Il Brasile ultimamente ha cambiato atteggiamento perché ha “ufficialmente capito” che “la salute pubblica è più importante dell'economia di stato” allo stesso modo che la Turchia “capì” che doveva istituzionalizzare l'antifumo un paio di anni fa. L’elemento persuasore furono le pressioni della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale, che lavorano in stretta collaborazione con l’OMS e i suoi amici farmaceutici. Come sempre e come nel caso del tabacco, anche per lo zucchero i Paesi più poveri sono vittime delle agende dei Paesi più ricchi in cui le multinazionali risiedono. Non è un caso che il Brasile sia stato il primo a capitolare sullo zucchero: le forze farma-salutiste hanno radici profonde in quella nazione, che fu la prima dopo il Canada ad adottare le “immagini shock” che rappresentano tendenziosamente sui pacchetti di sigarette le conseguenze del fumo sulla salute. E’ solo ormai questione di (poco) tempo, e vedremo anche l’istituzione della giornata mondiale contro l'obesità proprio come ne esiste una contro il fumo.

2) Il summenzionato Rimonabant innanzi tutto non è un derivato della marijuana come diceva il Corriere della Sera (mai credere a quello che ci dicono i media, specialmente quando si parla di “salute pubblica”; il reporter “scientifico” è stato probabilmente confuso dal temine “endocannabinoid” che gli ricordava “cannabis”. Ciò dovrebbe darci un’idea dell’affidabilità dei media quando ci riportano le ciance sul fumo). Il Rimonabant è invece un farmaco di sintesi nato nei laboratori della ditta francese Sanofi-Synthelabo , e giunto ormai alla fase 3 di sperimentazione, e che verrà commercializzato col nome di Acomplia forse l'anno prossimo. Esso agisce sul cervello inibendo uno specifico recettore, il CB1. Il pericolo di “pistolare” con il cervello a livello di massa è già stato ampiamente dimostrato dagli antidepressivi, incluso lo Zyban, la pillola antifumo che continua ad ammazzare la gente col silenzio-assenso dei ministeri della “salute”. Ma non sia mai che poche migliaia di morti vere nel mondo fermino l’avanzata della “rivoluzione culturale della salute”, armata di libretto bianco (vi ricordate di Mao?) e di milioni di morti statistiche – anche se non ne può dimostrare scientificamente la causalità di nemmeno una. Ma il problema della dimostrazione scientifica è stato risolto alla radice: ridefinire scienza e metodologie adattandole alle agende politico-commerciali come è successo con la nozione di libertà: nel mondo del dopoguerra ci sentivamo sicuri nell’essere liberi; oggi invece ci accontentiamo di essere “liberi di sentirci sicuri”. Con un matrimonio di convenienza tra interessi politici ed economici, possiamo prendere dalla scienza vera il poco che comoda e da quella rottame il grosso che serve per convincere il popolo su qualsiasi cosa vogliamo.

3) Nel corso di un congresso dell'American College of Cardiology a New Orleans sono stati presentati i risultati di due trial clinici, che hanno illustrato la presunta efficacia del Rimonabant sia negli obesi che nei fumatori. La chiara impressione derivante dalla lettura dell'articolo che questi risultati siano stati accelerati non ci deve sorprendere perché la Sanofi-Synthelabo è impegnata in una querelle finanziaria con la concorrente franco-tedesca Aventis, su cui circolano voci di un'acquisizione da parte della Novartis; sono intervenuti nella contesa anche il governo francese e l'UE.

4) I National Institute of Health americani stanno arruolando volontari sani, forti e bevitori per sperimentare il Rimonabant nella riduzione del consumo di alcol: e con l’inibizione dei recettori cerebrali non c’è dubbio che in qualche modo esso funzionerà; gli effetti collaterali saranno comunque messi sotto il tappeto, proprio come è successo con lo Zyban. In fin dei conti, abbiamo proprio bisogno di qualche pillola miracolosa che faccia passare la voglia di tutto ciò che non piace allo Stato, non è così? Essa renderà l’umanità assai più docile per  governi già ampiamente controllati dai colossi farmaceutici. Ne usciremo tutti vincitori...

5) Gli investimenti finanziari fatti dai giganti farmaceutici per comprarsi politici, università, comitati scientifici , attivisti e media che spaccino disinformazione scientifica e agitino la paranoia popolare per ottenere un’inversione dei valori socio-culturali su fumo , alcol , alimentazione e specialmente sul principio di autodeterminazione sono sempre più documentati e sempre crescenti. Per giustizia bisogna dire che tali finanziamenti sono spesso alla luce del sole, ma le masse o ne sono all’oscuro o ne approvano il principio, condizionate da figure mediche nazionali di alto livello che con la più incredibile faccia tosta rappresentano truffe statistiche come scienza vera.

6) Il mercato dei farmaci dimagranti ha fatturato l'anno scorso nei soli USA 417 milioni di dollari. Con la commercializzazione del nuovo farmaco ci si aspetta un'impennata a 1.4 miliardi . Intanto la pubblicità dei farmaceutici - andata completamente fuori controllo nel mondo mentre si vieta quella delle sigarette e presto anche quella sui cibi grassi - ha dei budget da capogiro: tre miliardi di dollari solo negli USA e solo per un anno . Ma l’OMS e i ministeri della “salute”, che si preoccupano così tanto di non fare vedere gente che fuma nei film, non hanno nulla da ridire sulla pubblicità sfrenata delle multinazionali che li controllano – pubblicità che è accessibile a tutti, anche ai bambini - in modo che la “cultura della terapia” venga formata.

La mancanza di opposizione organizzata all’avanzata dei farmaceutico-sanitari ha permesso a questi ultimi di ancorarsi saldamente al potere politico ed esecutivo. Munita di fondi illimitati dalle multinazionali e dalle tasche dei contribuenti, la colossale struttura farma-sanitaria pilota ormai la cultura mondiale e dichiara apertamente i suoi intenti, non avendo più nulla da temere nemmeno da un’opinione pubblica saldamente in mano ai media. In questo documento dell’OMS del 2003 leggiamo, da pagina 14 in poi, una dettagliatissima lista di istruzioni impartite ai 192 stati membri sulle tattiche da usare per condizionale la cultura del loro Paese ed imporre lo stile di vita “sanitario” con leggi, tasse ed etichette d’ogni tipo, mentre è anche stabilito il comportamento dei media. La parola “consapevolezza” (awareness) è diventata solo un eufemismo per “propaganda”. La potenza del tandem Big Pharma-“salute pubblica” è tale da controllare armonicamente e da un punto centrale la politica interna delle nazioni su scala mondiale e capillare e con l’assenso/indifferenza della maggioranza – un risultato spettacolare e assolutamente senza precedenti nella storia umana su tale scala.

Nel documento si osserva come dei burocrati mai eletti scavalchino il sistema democratico e costituzionale, e impongano politica (il controllo del comportamento e della cultura sono il fine ultimo di ogni politica) senza alcuna consultazione popolare, che non è nemmeno menzionata. Ciò presentando la “salute pubblica” come valore sociale talmente supremo da trascendere cultura, democrazia, libertà, leggi economiche e procedure costituzionali,  soggette ad essa. L’effetto pratico è che la parola del ministro della salute ha più peso di quella dei partiti o del Presidente. Infatti se, tra una pubblicità farmaceutica e l’altra, l'autorità "sanitaria" ci dice che zucchero, fumo e alcol “uccidono” (ma c’è speranza grazie a Big Pharma noi magari spegniamo sigarette, sputiamo caramelle e non finiamo la birra perché improvvisamente ci sentiamo colpevoli. E presto ci recheremo pure in farmacia a comprare la nuova pillola 3-in-1. Pensiamoci bene: quale politico ha un potere del genere sulla nostra più intima vita personale? Proprio quel politico che non percepiamo come tale.

Gian Turci
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