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Febbraio 2001 - L'altro giorno, leggendo il giornale, ho visto che Milano ha
"scoperto" di produrre 10 tonnellate di spazzatura il giorno, che il giorno
prima, ovviamente, non esistevano. Tempo quindi di pulire la città. Come? Ma con nuove
leggi restrittive, naturalmente! Multe, punizioni, minacce. Attenzione: se
possiedi un cane e se, mentre lo porti a passeggio, non hai il kit per pulire i suoi
bisogni, sarai punito con una sonora multa, anche se il cane non l'ha ancora
"fatta"; dopotutto, ciò che conta è l'intenzione. Se metti i volantini sotto
il tergicristallo per promuovere la tua ditta, e far lavorare i tuoi impiegati, stessa
cosa - ad eccezione dei volantini elettorali che, naturalmente, non sporcano affatto. A
Genova, uno spot pubblicitario televisivo fa vedere un tizio (che per combinazione
somiglia al ministro Veronesi) che esce in strada in pigiama e con il giornale
sottobraccio, defeca sul marciapiede con viso gaudente, e se ne torna dentro. Ecco che
arriva la voce di sottofondo: "Tu non fai così, vero? E allora, perché lo fai
fare al tuo cane?" La risposta logica a tale paternalismo, letteralmente di
merda, è: "Perché non esistono cessi per cani, o emeriti imbecilli, e perché pago
le tasse sulla nettezza urbana, e magari pure quelle sul cane." Quando non
eravamo così "civici", una città sporca significava assumere più spazzini.
Ora che siamo "progrediti", ciò significa pagare più tasse, avere meno
spazzini, obbedire e star zitti, ed essere puniti se si butta una cicca per terra, cosa
che non ho mai fatto prima, e che ora faccio per puntiglio. Civismo per obbligo, dunque, e
non per scelta, questa parola così sorpassata! E' tornato il
"bastone", proprio come i "nostalgici" di una volta rimpiangevano, con
l'aggravante che i treni ancora non arrivano in orario, che non si può più fumare, e
senza manco uno straccio d'ideologia.
Dalla bocca di politici di destra, sinistra, e centro, non si sente parlare d'altro che più
leggi, più regolamenti, più restrizioni, sanzioni, approvazioni obbligatorie, divieti,
sorveglianza. Quello che cambia tra i partiti è solo il bersaglio, ma la povertà
d'idee e l'incapacità di lasciare che il sistema si auto-regoli sono le stesse. Dopo
tutto, il proibizionismo è sempre stato la risorsa di chi no ha idee, e dei poveri di
spirito.
Uno stato "come si deve", in sostanza, è uno stato "forte", che
regoli tutti i commerci, tutti i mestieri e industrie - tutti i
tuoi comportamenti, insomma: da come porti a passeggio il cane a dove fumi,
dall'obbligarti a mettere la cintura e il casco, a cosa mangiare. E per confermare che lo
stato è "serio", ecco fioccare multe da due, tre, cinque, dieci milioni come
fossero neve in Norvegia, mentre dare una pacca sul sedere può costarti due anni di
galera. Per mandarti posta elettronica ti devo chiedere il permesso, però è illegale che
ti scriva per ottenere il permesso perché non hai richiesto la comunicazione! In breve,
vietato promuovere via Internet in nome della privacy, mentre lo stato, presto, potrà
invaderla per controllare quante e-mail mandi, e tassarti adeguatamente.
E i mass-media, nella migliore delle ipotesi, riportano queste notizie senza commenti
sebbene, nella maggioranza dei casi, l'oppressione sia dipinta coi colori del
"progresso." Bisogna "reggimentare" la popolazione, basta con la
tolleranza all'italiana! Bisogna capire che, adesso che siamo in Europa, dobbiamo essere
"civili davvero", leggi: Bruxelles o Roma regolano anche la carta igienica usata
a Palermo.
Ma c'è di più: la tattica preferita dei nostri tempi è il lamento; chi si
lamenta ottiene. Se ci sono dieci persone in una camera e una non fuma, gli altri
nove devono obbedire al "lamentatore" cui "dà fastidio il fumo" - e
spegnere subito le sigarette - perché la legge è contro di loro! Inoltre, solo un cafone
potrebbe aspettarsi che sia Sua Maestà il non fumatore ad allontanarsi, anche se è
l'unico nella stanza; se invece la camera è piena di non fumatori, è il fumatore che
comunque deve uscire, perbacco! Chi calpesta una cacca non è affatto un ebete che non
guarda dove mette i piedi, per carità! E' tutta colpa dell'incivile padrone del cane
che, dopo aver pagato le tasse, deve uscire con equipaggiamento da alpinista per non
essere multato. Il burocrate che non sa girare un cacciavite o cuocere un uovo, ha il
potere di imporre al muratore e al cuoco, che hanno fatto quel mestiere dai tempi di
Cristo, come devono costruire e cucinare.
Lo scopo dello stato "progressista" è quello di esautorare il cittadino ai
minimi termini, per imporgli di essere "più responsabile". Ma autorità e
responsabilità sono le due facce della stessa moneta. Se si rimuove l'autorità, non c'è
da sorprendersi che nessuno voglia più prendersi responsabilità, perché la gioia e
l'orgoglio di lavorare, creare, ed essere ciò che si è scelto sono annichiliti
da una miriade di regolamenti e punizioni, il che, in piena coerenza con l'ottusaggine
istituzionalizzata, porta ad ancora più regolamenti e punizioni.
Vediamo un po', ora mi lamento anch'io: mi dà fastidio il divieto del fumo,
l'indossare la cintura di sicurezza, e il divieto di mangiare la fiorentina. Sono
profondamente disturbato perché pago fior fiore di tasse sulle sigarette, e non
posso fumare dove mi pare, mentre quelli che non pagano godono i benefici del divieto. Mi fa
male non poter mettere una finestra antivento in cucina perché le Belle Arti ne
vietano l'installazione dopo che pago l'ICI; mi viene il raffreddore! Trovo devastante
raccogliere la cacca del mio cane dopo che contribuisco 300.000 l'anno per tenere pulita
la città. Ecco, mi sono lamentato. Perché non c'è una legge che corra a soddisfarmi?
Come mai i miei bisogni sono inferiori a quelli altrui? Discriminazione!!
Ci siamo mai chiesti a dove si arriverà con tutto questo? E' chiaro che l'escalation
dell'interferenza dello stato in tutto e per tutto non si fermerà - a meno che non la si
fermi, e con le brutte. Ma se ciò non accade, immaginiamoci che succederà tra vent'anni:
una ricetta medica per acquistare i cibi sarà un sine qua non per la nostra
salute; sistemi satellitari nell'auto permetteranno allo stato di mandarci le bollette a
casa in nome della sicurezza sia stradale che civile, siccome si saprà esattamente dove
siamo andati, quando e perché. Microchip sottocutanee, scansioni di
retina, e impronte digitali elimineranno le "perdite di tempo", mentre lo stato
compilerà tutte le nostre abitudini in database statistiche che, già oggi, sono più
intoccabili - e assai più false - della Bibbia, e potrà quindi punirci
adeguatamente quando non ci comportiamo secondo regole su cui non abbiamo avuto alcun
dire, stilate da burocrati che non abbiamo neppure eletto. Sinistra fantascienza? Niente
affatto: quanto menzionato è già in atto in America, e noi non possiamo
permetterci di restare indietro.
Ecco dunque, belle e fatte, le equazioni per il 21mo secolo: proibizione + coercizione
+ regolamentazione + intolleranza = progresso. Libertà di
mercato + scelta personale + stato dai limitati poteri + tolleranza = arretratezza,
più semplicemente espresse da: zero tolleranza = zero intelligenza. E il
dissenso? Lasciamo pure abbaiare i coglioni, tanto non hanno alcun potere -
e
mio Dio, che dici?
Ribellarsi?! Presto, prendiamo le distanze, qui
si parla di sovversione, magari anche di violenza, noi siamo persone civili, non
guerriglieri e delinquenti! Ma il problema è che lo stato produce nuovi delinquenti ogni
giorno; coloro che fino a ieri erano normali cittadini, infatti, sono all'improvviso
trasformati in criminali dall'ultimo divieto varato in nome del "progresso".
Il dissenso contro ciò che è dipinto coi colori delle brigate SS (Salute
e Sicurezza) significa, in effetti, invocare la censura informatica. Chi
osa andare contro i Verdi, per esempio? E chi se ne frega se all'industria, per produrre
un bene, costa oggi più conformarsi alle leggi ecologiche a alla normativa ISO che
produrre il bene stesso? Non vorrai mica essere d'accordo con gli assassini del
pianeta?! Avanti coi regolamenti, tanto, paga la comunità! Negli Stati
Uniti, lo 0,2% della popolazione è paraplegica. Ma il codice costruzioni di ogni stato
impone che ogni nuova costruzione, sia pubblica che privata, debba essere
totalmente accessibile al paraplegico. Ciò significa un extra costo nazionale di
centinaia di migliaia di miliardi per costruire enormi gabinetti, ascensori, marciapiedi,
e così via. In altre parole, lo 0,2% della popolazione americana governa l'altro
99,8% nel campo delle costruzioni. Gli immensi costi di questa legge non sono mai
menzionati, tanto, paga la comunità! Chi nel passato ha osato dissentire, è
subito stato pubblicamente chiamato un porco senza cuore, e magari si è anche
sentito augurare di restare paralizzato lui stesso. Il risultato di questi assalti al
"dissenso del buonsenso" è che, per "correttezza politica", quasi
nessuno dei media osa più riportare dissenso se non con colori denigratori,
a meno che non desideri la bancarotta.
Il continuo riversamento dei bisogni del singolo sulla comunità ha un nome ben definito,
che tutti oggi dipingono con colori diversi perché è stato un fallimento storico: comunismo.
Al di là delle varie dottrine e correnti, il comunismo è fondamentalmente l'eliminazione
dell'autonomia del singolo a favore dell'autorità collettiva. Ma, mentre l'autonomia del
singolo implica responsabilità personale, l'autorità collettiva non ne
implica alcuna, ed è facilmente pilotata da questo o quel gruppuscolo, o industria,
che sia ben infiltrato nella macchina statale. Così, mentre quelli che invocano leggi
sempre più dure contro tutti e tutto hanno accesso al "grande microfono",
quelli che li oppongono ne hanno ben poco. Il risultato, il più delle volte, è proprio
quello desiderato: il pubblico crede che non esista opposizione, e conseguentemente non si
oppone.
E' questo il caso dei Verdi, degli antifumo & dell'industria farmaceutica, delle
femministe a oltranza, dei salutisti in generale, e di mille altre minuscole minoranze che
detengono il vero potere, cioè quello sui media e sui politici. Il resto di noi,
beh, è qui solo per obbedire, pagare, e fare ricchi quelli che ci opprimono (scusate, ci governano),
in cambio della protezione da noi stessi. Una fetale e fatale recessione che,
sembrerebbe, abbiamo accettato con l'entusiasmo con cui i bimbi benvengono le caramelle,
alla faccia di quella democrazia e libertà per le quali, chiaramente, non siamo pronti,
anche se qualcuno di noi è ancora fesso abbastanza da continuare a crederci.
Gian Luigi Turci
FORCES Italiana
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