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Gennaio 2005 - Sulla scia del Tabacchino di FORCES che ci segnala
il
brillante articolo su "Libero” di Davide Giacalone, direttore
della rivista “Smoking” e definito “leader dei tabagisti”
(mamma mia) non posso trattenermi dallo scrivere poche righe
di commento. Innanzitutto con piacere riconosco il titolo di
“leader” al sig. Giacalone, perché la parola “tabagista” sa
tanto di “drogato”, e se Giacalone è il riconosciuto boss dei
tossici e dei loro fornitori tabaccai, s’accomodi pure; io
preferisco cercare di rappresentare i fumatori e sostenere le rivendite
di tabacchi.
In secondo
luogo, non ho potuto fare a meno di scrollare il capo con
compassione leggendo l’articolo. Allora, siamo ancora al
discorso che la pipa profuma e la sigaretta puzza – con
l’implicazione che la pipa non dovrebbe “disturbare” nessuno;
Mmmhh… non mi risulta che nel Sudafrica dei tempi andati i
negri che fumavano la pipa erano considerati più “di classe” di quelli
che fumavano sigarette: erano tutti uguali sotto l’oppressione
dell’Apartheid; chi l'ha detto che l'oppressione non è
giusta?... Se non mi sbaglio, tale distinzione non si applicava
nemmeno nel ghetto di Varsavia -- eppure i nazisti sono stati
gli
inventori dell’antifumo! Continuando a leggere l'articolo,
si raggiunge l'apoteosi quando si legge della solita
“tolleranza e cortesia”: eh, sì, nei “luoghi pubblici” non si
fumava già da prima – almeno per le persone
“educate” come il Giacalone -- perché qualcun altro stava
ancora mangiando… implicando che il fumatore è un “maleducato”
quando fuma! Ergo, egli è il leader riconosciuto dei tabagisti tossici - ma
solo di quelli "educati" che non fumano (e aspettano che
qualche "maleducato" cominci a fumare prima di accendere); quindi va benissimo che ci sia il divieto perché
i fumatori “ragionevoli” già non fumavamo prima, giusto?...
Ma i
ristoranti innanzitutto non sono “luoghi pubblici”, e
quindi sta al gestore decidere se si può fumare (sì, anche
sigarette!) o no; e chi è disturbato dal fumo se ne può andare
altrove. Inoltre il fumo “di qualità” (cioè quello della pipa
che fuma il Giacalone) non è un vizio – niente affatto! Solo i
proletari fumatori di miserabili sigarette sono viziati e
compulsivi; il sofisticato fumatore di pipa come lui è invece
un eletto -- di nuovo tra i negri dell’Apartheid – sebbene agli occhi dei non fumatori
Boeri bianchi è sempre e solo un puzzolente
fumatore. Diamine, tra i miserabili queste distinzioni di
classe sono importanti!
Ma
al peggio non c'è limite: arriva la comparazione con l’incenso, che si
afferma essere cancerogeno (implicando che il fumo di pipa
forse lo è di meno, o che quello di sigaretta lo è di più?),
ma che non è proibito ancora nei locali “arabeggianti” (ci
siamo dimenticati la Chiesa cattolica) – forse implicando che
allora anche il fumo di sigaretta e di pipa – anch’essi
“cancerogeni” -- dovrebbero essere permessi, oppure si implica
che anche l’incenso deve essere vietato? Qui la cortina
fumogena si fa più densa...
Il fatto
mancato in pieno dal Giacalone, è che l’incenso
non è cancerogeno – come non lo è il fumo passivo – sia
esso di pipa, sigaro o sigaretta. O meglio, il fumo
passivo e l’incenso sono cancerogeni così: essi contengono
sostanze che, se immesse nel corpo di topolini da laboratorio
(geneticamente selezionati per contrarre immediatamente il
cancro) in dosi proporzionalmente dalle 1.000 alle
100.000 volte più alte di quelle a cui sarebbe mai
esposto un essere umano, potrebbero generare il
cancro in alcuni dei topi. Con tale truffa metodologica
si può rendere cancerogena anche l’acqua potabile: basta che
esista un'agenda politica ed economica, e il gioco è fatto.
Questa è la "scienza" degli "esperti" -- e non si può
permettere ad “esperti” del genere di diventare le basi delle
leggi dello Stato! Sto parlando troppo sopra la sua testa,
signor fumatore di pipa? Allora: la realtà è che né
epidemiologicamente e nemmeno praticamente il fumo passivo –
come l’incenso – sono stati dimostrati cancerogeni: si
tratta di una truffa
passata per scienza vera e perpetrata dallo Stato e dalle
istituzioni ad esso collegate. Questa gente ci governa invece
di vedere il sole a scacchi; forse a lei - come a troppi
italiani - il senso della giustizia è sfuggito del tutto, o
forse è rassegnato ad accettare la truffa come modo di vita e
di governo. Io ancora non sono riuscito ad adattarmi, e spero
di non abituarmi mai; forse dovrei smettere di fumare, o forse
dovrei cominciare a farmi le pipe?
E’ inutile
fare vacui e fatui discorsi sulle distinzioni tra i miserabili
sudafricani, signor Giacalone. Infatti, francamente, lei fa
solo ridere fumatori e antifumo, che per una volta si trovano
d'accordo. Invece di arruffianarsi ai nuovi bulli di quartiere
e danzare attorno ad una legge basata sui summenzionati
falsi, eliminiamo l'Apartheid - perché se per essere
educati bisogna farsi fare fessi e pure essere multati, è
immensamente più dignitoso essere "maleducati" fumando
sigarette in faccia agli antifumo ed essere informati. Almeno
non si passa per sofisticati beoti che fumano pipe o sigari
invece di sigarette credendo di essere una razza a parte. Il
problema è istituzionale, ed esiste una sola soluzione:
l’abrogazione della legge antifumo –
altro che “fumo di qualità” !