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2 Febbraio 2005 - Recentemente abbiamo sentito due appelli
contrastanti che confermano la schizofrenia dello
Stato. Da una parte abbiamo Sirchia che sta
considerando di dare i prodotti
farmaceutici di cessazione da fumo gratis agli italiani, e dall’altra abbiamo l'appello di Berlusconi agli
italiani di consumare meno farmaci perché allo Stato costano troppo.
Allora, come riconciliamo le
due agende/esigenze enunciateci da due tra le più alte cariche dello Stato? Forse
si tratta di una guerra tra la lobby di certe case farmaceutiche da una parte, e
i bisogni pubblici dall’altra? C’è anche un altro punto: i
farmaci di cessazione da fumo (le cosiddette “terapie” sostitutive
della nicotina e la
pillola antifumo) sono brevetti di tre colossi: la Johnson & Johnson e il
conglomerato Novartis/Pharmacia Corporation per la nicotina sostitutiva, e la
Glaxo per la
pillola antifumo. E' un fatto noto che questi farmaci sono cari e non funzionano il 90%
delle volte. Non funzionano perché il fumo non è né una malattia (quindi
non c’è nulla da curare) né una dipendenza (se non nei vaghi ed
ampi limiti di comodo usati per definire la dipendenza oggigiorno); quindi lo zelo
del Ministro sembra volto
a favorire solamente gli interessi di certe case farmaceutiche
invece che tutte.
Per spezzare una lancia a
favore del Ministro bisogna però dire che questa politica non è unica, ma è
perfettamente conforme ai diktat dell’Organizzazione Mondiale della Sanità,
burattinaio planetario della politica antifumo e delle epidemie statistiche
create a tavolino. Guarda caso, infatti, l’OMS è partner ufficiale SOLO
con le multinazionali farmaceutiche che producono prodotti di cessazione, come
la Glaxo e la Novartis/Pharmacia Upjohn, secondo
le dichiarazioni dell’OMS stessa sul suo sito Web.
Ovviamente l’alleanza antifumo
è solo un aperitivo. Leggiamo sul sito OMS:
“Il progetto [antifumo] fornisce una base per partnership future in
altre importanti aree della salute” - come, infatti, sta succedendo per
l’antialcol, nel quale anche la Johnson & Johnson sta investendo
centinaia di milioni di dollari
per riportarci il proibizionismo per il nostro bene. Lo stesso
vale per l’alimentazione. Guarda caso di nuovo, i tre colossi sono anche
i più grossi produttori di “terapie” dimagranti e antidepressive. Dulcis in
fundo, mentre
si vieta assolutamente la pubblicità ai produttori di sigarette (al punto di
oscurare la marca della Marlboro sulle Ferrari nei filmati proprio come si
fa per un pene nudo!), si permette assolutamente
la pubblicità illimitata e a tamburo battente dei placebo che funzionano solo al 10%. E poi li
si vuole pure dare "gratis" (cioè li paga il popolo).
C a' niscuno è fesso.
L’asservimento istituzionale agli interessi non
tanto dell’industria farmaceutica, quanto delle più potenti multinazionali in essa è tanto
ovvio quanto disgustoso - per istituzioni che dovrebbero essere esclusivamente
pubbliche. Esso è incoerente con la logica libertaria perché favorisce certi interessi privati e non altri,
e con la
Destra perché abusa della libertà d’impresa. Fa anche a pugni con le Sinistre, che sono
filosoficamente diffidenti dei colossi privati e non perdono
occasione per scagliarsi contro i giganti del tabacco - o del farmaco. Però,
attenzione: le stesse Sinistre che danno
addosso a Big Pharma si "dimenticano" della loro
posizione quando si parla di fumo, e zitte zitte
permettono ad essa di fare miliardi indisturbata vendendo i placebo suddetti,
che richiedono la costante produzione di enormi cifre di mortalità statistica
indimostrabile per tenere alta la paura di morte e malattie ergo vendita dei
placebo.
Se ciò succedesse
con qualsiasi altra industria, denunce politiche e legali pioverebbero
come un diluvio. Questo è proprio perché troppi credono
alle truffe statistiche circolate da entità che, in un
modo o nell'altro, fanno capo alle stesse grandi multinazionali. Che meraviglioso circolo vizioso! Va da se che la stessa cosa
sarà presto ripetuta con alcol e cibo, e poi chissà con che altro. Tanto, con
la scienza rottame si può statisticamente associare ogni malattia ad ogni
bersaglio. Denunciare lo scandalo? Lo stiamo facendo, ma troppi preferiscono
ancora essere ciechi e sordi a dispetto dell'evidenza pressante - un
atteggiamento che puzza veramente di marcio - altro che odore di sigaretta!
Potenza dell'odio antifumo e dei lavaggi di cervello, oppure della politica e
del denaro?
Parlando di multinazionali assortite, ecco un'ultima cosa: nell'intervista al Corriere della Sera
al principio dell'articolo, Sirchia fa il bullo con chi ha le mani legate ed è imbavagliato;
mi sto riferendo questa volta alle multinazionali del tabacco. Leggo:
D.
Le hanno mai chiesto un incontro?
R. «Mai, se lo facessero
accetterei. Ma non vedo di cosa potremmo parlare. Non avremmo argomenti. Il fumo
è indifendibile». Davvero, signor Ministro? Cosa ne pensa lei della
truffa statistica e della falsa rappresentazione dell'evidenza su cui si basano
le campagne e leggi antifumo? Sono difendibili? Che ne pensa, basta dire
d'autorità che non sono truffe statistiche e tutto va a posto? La mia
domanda è interessata; coi tempi che corrono, chissà che un giorno non mi possa
convenire di diventare un "pentito" e di entrare nel business della
disinformazione e della diffamazione; chissà, finalmente magari mi pagherebbe
anche qualcuno!
I noltre, lei lo sa benissimo
che le multinazionali sono costrette a tacere perché sono state forzate nella
firma dello storico Master Settlement Agreement negli Stati Uniti del 1998, che
li obbliga a tacere sempre, non finanziare nessuno e non
contrariare mai
le balle raccontate dalle campagne antifumo in tutto il mondo.
Di nuovo, che eroica lotta è fare i bulli con chi la le mani legate dietro la schiena
e un tappo in bocca!
Visto che dice di accettare il dibattito, perché allora il Ministro non si incontra pubblicamente con me e con la
nostra
associazione? Si consideri questa una richiesta ufficiale. Tra l'altro,
siamo ancora in attesa della sua risposta -
precisamente da 1.114 giorni dalla data di pubblicazione di questo
articolo, signor
Ministro. Perché non risponde?... Dopotutto, le abbiamo soltanto ed
educatamente chiesto su quali basi scientifiche lei fonda il divieto.
Noi non abbiamo nulla a che fare con
le multinazionali, ma possiamo dimostrare la truffa statistica. E' forse per
questo che c'è difficoltà a ricordare il nostro nome? Sono sempre
a disposizione per un colloquio pubblico
con il signor Ministro. Il mio numero di cellulare è
339 463
40 51. Che devo dire di più?... Resto in attesa. Se il fumo è indifendibile, il
signor Ministro non ha proprio nulla da perdere - anzi un'occasione del genere non
dovrebbe mancarla!
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