La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

2 Febbraio 2005 - Recentemente abbiamo sentito due appelli contrastanti che confermano la schizofrenia dello Stato. Da una parte abbiamo Sirchia che sta considerando di dare i prodotti farmaceutici di cessazione da fumo gratis agli italiani, e dall’altra abbiamo l'appello di Berlusconi agli italiani di consumare meno farmaci perché allo Stato costano troppo.

Allora, come riconciliamo le due agende/esigenze enunciateci da due tra le più alte cariche dello Stato? Forse si tratta di una guerra tra la lobby di certe case farmaceutiche da una parte, e i bisogni pubblici dall’altra? C’è anche un altro punto: i farmaci di cessazione da fumo (le cosiddette “terapie” sostitutive della nicotina e la pillola antifumo) sono brevetti di tre colossi: la Johnson & Johnson e il conglomerato Novartis/Pharmacia Corporation per la nicotina sostitutiva, e la Glaxo per la pillola antifumo. E' un fatto noto che questi farmaci sono cari e non funzionano il 90% delle volte. Non funzionano perché il fumo non è né una malattia (quindi non c’è nulla da curare) né una dipendenza (se non nei vaghi ed ampi limiti di comodo usati per definire la dipendenza oggigiorno); quindi lo zelo del Ministro sembra volto a favorire solamente gli interessi di certe case farmaceutiche invece che tutte.

Per spezzare una lancia a favore del Ministro bisogna però dire che questa politica non è unica, ma è perfettamente conforme ai diktat dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, burattinaio planetario della politica antifumo e delle epidemie statistiche create a tavolino. Guarda caso, infatti, l’OMS è partner ufficiale SOLO con le multinazionali farmaceutiche che producono prodotti di cessazione, come la Glaxo e la Novartis/Pharmacia Upjohn, secondo le dichiarazioni dell’OMS stessa sul suo sito Web.

Ovviamente l’alleanza antifumo è solo un aperitivo. Leggiamo sul sito OMS: “Il progetto [antifumo] fornisce una base per partnership future in altre importanti aree della salute” - come, infatti, sta succedendo per l’antialcol, nel quale anche la Johnson & Johnson sta investendo centinaia di milioni di dollari per riportarci il proibizionismo per il nostro bene. Lo stesso vale per l’alimentazione. Guarda caso di nuovo, i tre colossi sono anche i più grossi produttori di “terapie” dimagranti e antidepressive. Dulcis in fundo, mentre si vieta assolutamente la pubblicità ai produttori di sigarette (al punto di oscurare la marca della Marlboro sulle Ferrari nei filmati proprio come si fa per un pene nudo!), si permette assolutamente la pubblicità illimitata e a tamburo battente dei placebo che funzionano solo al 10%. E poi li si vuole pure dare "gratis" (cioè li paga il popolo).

Ca' niscuno è fesso. L’asservimento istituzionale agli interessi non tanto dell’industria farmaceutica, quanto delle più potenti multinazionali in essa è tanto ovvio quanto disgustoso - per istituzioni che dovrebbero essere esclusivamente pubbliche. Esso è incoerente con la logica libertaria perché favorisce certi interessi privati e non altri, e con la Destra perché abusa della libertà d’impresa. Fa anche a pugni con le Sinistre, che sono filosoficamente diffidenti dei colossi privati e non perdono occasione per scagliarsi contro i giganti del tabacco - o del farmaco. Però, attenzione: le stesse Sinistre che danno addosso a Big Pharma si "dimenticano" della loro posizione quando si parla di fumo, e zitte zitte permettono ad essa di fare miliardi indisturbata vendendo i placebo suddetti, che richiedono la costante produzione di enormi cifre di mortalità statistica indimostrabile per tenere alta la paura di morte e malattie ergo vendita dei placebo.

Se ciò succedesse con qualsiasi altra industria, denunce politiche e legali pioverebbero come un diluvio. Questo è proprio perché troppi credono alle truffe statistiche circolate da entità che, in un modo o nell'altro, fanno capo alle stesse grandi multinazionali. Che meraviglioso circolo vizioso! Va da se che la stessa cosa sarà presto ripetuta con alcol e cibo, e poi chissà con che altro. Tanto, con la scienza rottame si può statisticamente associare ogni malattia ad ogni bersaglio. Denunciare lo scandalo? Lo stiamo facendo, ma troppi preferiscono ancora essere ciechi e sordi a dispetto dell'evidenza pressante - un atteggiamento che puzza veramente di marcio - altro che odore di sigaretta! Potenza dell'odio antifumo e dei lavaggi di cervello, oppure della politica e del denaro?

Parlando di multinazionali assortite, ecco un'ultima cosa: nell'intervista al Corriere della Sera al principio dell'articolo, Sirchia fa il bullo con chi ha le mani legate ed è imbavagliato; mi sto riferendo questa volta alle multinazionali del tabacco. Leggo: D. Le hanno mai chiesto un incontro? R. «Mai, se lo facessero accetterei. Ma non vedo di cosa potremmo parlare. Non avremmo argomenti. Il fumo è indifendibile». Davvero, signor Ministro? Cosa ne pensa lei della truffa statistica e della falsa rappresentazione dell'evidenza su cui si basano le campagne e leggi antifumo? Sono difendibili? Che ne pensa, basta dire d'autorità che non sono truffe statistiche e tutto va a posto? La mia domanda è interessata; coi tempi che corrono, chissà che un giorno non mi possa convenire di diventare un "pentito" e di entrare nel business della disinformazione e della diffamazione; chissà, finalmente magari mi pagherebbe anche qualcuno!

Inoltre, lei lo sa benissimo che le multinazionali sono costrette a tacere perché sono state forzate nella firma dello storico Master Settlement Agreement negli Stati Uniti del 1998, che li obbliga a tacere sempre, non finanziare nessuno e non  contrariare mai le balle raccontate dalle campagne antifumo in tutto il mondo. Di nuovo, che eroica lotta è fare i bulli con chi la le mani legate dietro la schiena e un tappo in bocca!

Visto che dice di accettare il dibattito, perché allora il Ministro non si incontra pubblicamente con me e con la nostra associazione? Si consideri questa una richiesta ufficiale. Tra l'altro, siamo ancora in attesa della sua risposta - precisamente da 1.114 giorni dalla data di pubblicazione di questo articolo, signor Ministro. Perché non  risponde?... Dopotutto, le abbiamo soltanto ed educatamente chiesto su quali basi scientifiche lei fonda il divieto.

Noi non abbiamo nulla a che fare con le multinazionali, ma possiamo dimostrare la truffa statistica. E' forse per questo che c'è difficoltà a ricordare il nostro nome? Sono sempre a disposizione per un colloquio pubblico con il signor Ministro. Il mio numero di cellulare è 339 463 40 51. Che devo dire di più?... Resto in attesa. Se il fumo è indifendibile, il signor Ministro non ha proprio nulla da perdere - anzi un'occasione del genere non dovrebbe mancarla!


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