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9 Aprile 2001 - Da quando il
presidente Bush ha preso la politicamente sana decisione di non
compromettere l'economia americana per rispettare l'accordo di Kyoto, i Paesi europei e
gli ambientalisti si sono levati in armi contro l'amministrazione USA, accusandola di
essere un assassino del pianeta. Tra i "piangitori", naturalmente, non poteva
mancare il nostro Romano Prodi e buona parte della stampa italiana.
Come per il fumo passivo, le cause dell'effetto serra non sono
provate.
Come per i fumatori, circolano un sacco di cifre che hanno il solo scopo di spaventare il
mondo ed accusare coloro che producono impiego e ricchezza di essere degli assassini. Come
per la propaganda antifumo, la "scienza" usata è basata su supposizioni e
opinioni, poiché è letteralmente impossibile dimostrare che le attività umane
siano la causa del riscaldamento globale che, infatti, potrebbe essere un periodico
fenomeno del tutto naturale che avviene su una scala di tempi cosmica, e che quindi va
oltre la percezione temporale della persona comune.
Come nel caso del tabacco, migliaia di miliardi sono spesi per una crociata contro i
mulini a vento, dove migliaia di opportunisti hanno mescolato scienza e politica per
ottenere una pozione che, mentre li rende noti e li arricchisce, rovina la struttura
economico-sociale d'intere nazioni, intanto che le sanguisughe burocratiche sono
indaffaratissime a creare migliaia di leggi e regolamenti grazie ai quali, in un numero
sempre crescente di casi, il costo della conformità equivale o eccede quello della
produzione.
Come nel caso del tabacco, alla popolazione viene fornita solamente informazione
allarmista e distorta da una stampa e da politici che hanno trovato un alveolo
naturale nell'oscurantismo, nell'isterismo e nell'istigazione di
uno stato di perpetuo allarme che ha rimpiazzato ragione e senso di responsabilità verso
il pubblico, per non parlare dei quotidiani insulti alla scienza. Esiste un'ampia
dissidenza scientifica sull'effetto serra, che i media scelgono di non riportare,
forse perché essi stessi si sono bevuti concetti preconfezionati, o forse perché
non vogliono essere demonizzati dagli ambientalisti che, come gli antifumo, sono una
minuscola ma potentissima minoranza che ha il potere di influenzare la politica di intere
nazioni, rendendo politicamente scorretto dare voce a coloro che ancora reggono
la fiaccola del dibattito scientifico e razionale.
<< Ma quando il
presidente Bush ha respinto l'accordo la settimana scorsa, ha anche messo in dubbio ciò
che ha chiamato "l'incompleto stato della conoscenza scientifica" dietro di
esso>>, si legge in questo articolo distribuito dalla Reuters
(inglese). <<Le parole di Bush
risuonano bene tra quegli scienziati che
dubitano che l'effetto serra sia causato dalle attività umane. "In Europa il mito
dell'alterazione climatica prevale sulla scienza" afferma Philip Stott, professore di
biogeografia all'università di Londra. Stott è uno tra i più vocali scienziati che
dissentono da ciò che, Stott dice, è diventata la nuova ortodossia, cioè che il pianeta
si scalda, e gli esseri umani sono responsabili >>. |
Proprio come per il fumo: l'ortodossia
asinina dice che esso è responsabile di tutti i mali, e che Dio maledica (e specialmente imbavagli)
coloro che non sono d'accordo. Il bigottismo non è certo limitato alle sigarette
ma, come FORCES ha sempre sostenuto, esso è solo una manifestazione di un perbenismo e
conformismo ottuso ed arrogante che si manifesta, tra mille esempi, anche nel dogma
ambientalista, nella guerra ai cibi, nel femminismo a oltranza, e in spesso assurde
norme di sicurezza (dove non si esita mai a calpestare le scelte
dell'individuo), in
nome di un non meglio definito o definibile "bene comune" stabilito da
burocrati, gruppi di lobbisti e politicanti -- e su cui i cittadini non hanno nemmeno la
possibilità di votare.
Statistiche senza significato - enorme sputo sulla modestia della scienza - vengono
ritratte come certezze assolute per implementare politiche e tassazioni che
altrimenti sarebbero inaccettabili; esse hanno addirittura sostituito scienza e
religione come metro politico e morale, imponendo un contesto di predicati stretto
abbastanza da garantire che l'evasione da esso significhi lapidazione politica, morale,
economica e professionale, e imbavagliando così il dissenso. Parlare dai due lati della
bocca è diventato così l'unico modo per evitare il terrorismo intellettuale.
Bush ha fatto la giusta e coraggiosa decisione per il suo Paese, scegliendo di non
rischiare un sicuro disastro economico per un incerto e
non provato pericolo ambientalista. Siamo tutti d'accordo che l'ambiente
vada preservato in modo equilibrato; ma non al costo di distruggere economie e paralizzare
lo sviluppo economico. Sarebbe ben opportuno che i nostri politici, invece di fare i
pappagalli degli ambientalisti, scendessero dal trespolo e facessero l'interesse del loro Paese; che cominciassero a rispettare coi fatti coloro che
producono ricchezza e impiego; e che la smettessero di cedere a quelli che, usciti dalla
loro automobile, vogliono imporre alla cittadinanza di tornare, in sostanza, a cavalli e letame.
Gian Turci |