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Gennaio 2005 - L’inversione è relativa al postulato, e oggi
siamo invertiti in molti modi. Nel mondo relativo, si può affermare
che ogni variabile è assoluta se si cambia la referenza relativa.
Basta giocare con le parole: facciamo l’esempio del marinaio
sociale. Quando al largo, il marinaio di una volta faceva
riferimento al faro sulla costa; se la direzione era sbagliata,
girava la barca e si rimetteva in rotta. Il marinaio di oggi mette
il faro a traino su una zattera così può dire di essere sempre sulla
rotta giusta.
Un tempo la
dipendenza si definiva così: “Anormale tolleranza e soggezione a ciò
che psicologicamente o fisicamente forma un’abitudine, come alcol o
narcotici.” Oggi la definizione sta a chi interpelliamo e alla sua
agenda sociale: l’antifumo obeso cita l’OMS sul fumo, la cui
dipendenza “causa” 5 milioni di morti, e il fumatore snello cita l’OMS
sul cibo, la cui dipendenza “uccide” 30 milioni. [*] Da canto suo,
il puritano “sa” che il porno-internet crea dipendenza e costa
socialmente. Ecco lo Stato Rivoluzionario Terapeutico, i cui
cittadini sono malati per definizione e dove gli interessi delle
multinazionali farmaceutiche contano più di quelli del petrolio. Il
nemico non è “rosso” o “nero”, neanche religioso; è il “vizio”,
causa di malattie su base statistica. La propaganda non è
contro persone o partiti ma abitudini e industrie, e l’arsenale è
statistica, paura e terapie. Il nirvana socio-politico è la salute
perfetta e immortale.
I Giacobini
francesi rinominarono i mesi, quelli odierni rinominano tutto il
resto: ora la politica si chiama sanità, e la polizia “tutela la
salute altrui”. La statistica rottame è scienza empirica, e la
scienza vera (con il suo stramaledetto vizio di usare i verbi al
condizionale!) è la stomachevole voce dell’indulgenza. Chi osa
difendere l’indifendibile venga decapitato o curato; se non è al
soldo di sporche agende commerciali, è senz’altro così ammalato da
negare la sua odiosa affezione. Proibizione e paternalismo “aiutano
a smettere” perché la gente non sa farlo da sola.
Il
giacobinismo salutista ridefinisce l’uomo. Quando eravamo ciechi
alla salute perché abbagliati da boom economici, sregolata
spontaneità e sediziosa creatività definivamo le persone tramite ciò
che facevano con azioni, intelletto o impresa; oggi una frase di
Sirchia ci dice tutto: “Un vero uomo NON fuma, NON beve e NON
si droga” (le vere donne, s’immagina, devono non fare le
stesse cose). Analogamente, libertà è quella di NON fumare.
L’oscurantismo è, per definizione, non-esistenza intellettuale.
Forse il ministro non capisce che sta definendo un buco, e che non
può farlo se non descrivendo ciò che lo circonda. Sirchia dovrebbe
dirci cosa FA e che cosa È un “vero” uomo; ma forse non lo sa,
perché i buchi sono sempre pieni di niente - proprio come i nostri
tempi, che sacrificano la gioia di vivere oggi per inseguire
l’aquilone della salute di domani, senza capire che la cartapesta
statistica non può volare.
* http://news.independent.co.uk/world/science_medical/story.jsp?story=466397 |