La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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LO STATO E LA NEGAZIONE DELLA LIBERTA'
Di Gian Turci - L'Indipendente, 7 Gennaio 2005


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8 Gennaio 2005 - L’inversione è relativa al postulato, e oggi siamo invertiti in molti modi. Nel mondo relativo, si può affermare che ogni variabile è assoluta se si cambia la referenza relativa. Basta giocare con le parole: facciamo l’esempio del marinaio sociale. Quando al largo, il marinaio di una volta faceva  riferimento al faro sulla costa; se la direzione era sbagliata, girava la barca e si rimetteva in rotta. Il marinaio di oggi mette il faro a traino su una zattera così può dire di essere sempre sulla rotta giusta.

Un tempo la dipendenza si definiva così: “Anormale tolleranza e soggezione a ciò che psicologicamente o fisicamente forma un’abitudine, come alcol o narcotici.” Oggi la definizione  sta a chi interpelliamo e alla sua agenda sociale: l’antifumo obeso cita l’OMS sul fumo, la cui dipendenza “causa” 5 milioni di morti, e il fumatore snello cita l’OMS sul cibo, la cui dipendenza “uccide” 30 milioni. [*] Da canto suo, il puritano “sa” che il porno-internet crea dipendenza e costa socialmente. Ecco lo Stato Rivoluzionario Terapeutico, i cui cittadini sono malati per definizione e dove gli interessi delle multinazionali farmaceutiche contano più di quelli del petrolio. Il nemico non è “rosso” o “nero”,  neanche religioso; è il “vizio”, causa di malattie su base statistica. La propaganda non è contro persone o partiti ma abitudini e industrie, e l’arsenale è statistica, paura e terapie. Il nirvana socio-politico è la salute perfetta e immortale.

I Giacobini francesi rinominarono i mesi, quelli odierni rinominano tutto il resto: ora la politica si chiama sanità, e la polizia “tutela la salute altrui”. La statistica rottame è scienza empirica, e la scienza vera (con il suo stramaledetto vizio di usare i verbi al condizionale!) è la stomachevole voce dell’indulgenza. Chi osa difendere l’indifendibile venga decapitato o curato; se non è al soldo di sporche agende commerciali, è senz’altro così ammalato da negare la sua odiosa affezione. Proibizione e paternalismo “aiutano a smettere” perché la gente non sa farlo da sola.

Il giacobinismo salutista ridefinisce l’uomo. Quando eravamo ciechi alla salute perché abbagliati da boom economici, sregolata spontaneità e sediziosa creatività definivamo le persone tramite ciò che facevano con azioni, intelletto o impresa; oggi una frase di Sirchia ci dice tutto: “Un vero uomo NON fuma, NON beve e NON si droga” (le vere donne, s’immagina, devono non fare le stesse cose). Analogamente, libertà è quella di NON fumare. L’oscurantismo è, per definizione, non-esistenza intellettuale. Forse il ministro non capisce che sta definendo un buco, e che non può farlo se non descrivendo ciò che lo circonda. Sirchia dovrebbe dirci cosa FA e che cosa È un “vero” uomo; ma forse non lo sa, perché i buchi sono sempre pieni di niente - proprio come i nostri tempi, che sacrificano la gioia di vivere oggi per inseguire l’aquilone della salute di domani, senza capire che la cartapesta statistica non può volare.

* http://news.independent.co.uk/world/science_medical/story.jsp?story=466397


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