|
IL
FUMO AIUTA A PREVENIRE LA SCHIZOFRENIA E IL CANCRO!!
- 29 Novembre -- Si, avete letto bene e no,
non abbiamo sbagliato categoria. Questo "studio" è a favore del
fumo, ma ciò non esclude che si tratti di scienza rottame --
quasi buona abbastanza da candidarsi alla nostra
Coppa Scienza Rottame, infatti. Allora: "Il fumo protegge i
giovani dallo sviluppo della schizofrenia, secondo uno studio
pubblicato dell'American
Journal of Psychiatry."
Addirittura: "Più sigarette si fumano, e più grande è la
protezione contro la schizofrenia". Non può mancare,
naturalmente, la liberatoria para-deretano e moralista: "I ricercatori hanno
messo in risalto che i rischi dei fumo sono assai più grandi dei
benefici" e che "i risultati non dovrebbero essere
assolutamente interpretati come incoraggiamento da chi si
preoccupa della schizofrenia per cominciare a fumare". Mamma
mia!!... Quindi, meglio essere schizofrenici che fumatori. Si è
arrivati ai risultati nel solito modo: si è preso un gruppo di
persone che hanno cominciato a fumare da giovani e si è contato
quanti sono morti schizofrenici, e lo stesso si è fatto coi non
fumatori. Come mai gli schizofrenici sono più numerosi tra i non
fumatori, che hanno anche un maggior numero di cancri? Semplice:
perché gli schizofrenici crepano circa 20 anni prima degli
altri per via della loro malattia, quindi non arrivano all'età
in cui il cancro si sviluppa facilmente -- che si fumi o no!
Però forse
basta osservare gli esponenti della "salute pubblica" per avere
conferma che questa è scienza rottame: dall'OMS ai ministeri della
salute, sono tutti pieni di vegliardi antifumo (alcuni di loro
soffrono persino di tic facciali) che sentono "vocine" di
"mortalità", di "causalità" e di "costi sociali" derivanti da
malattie "da fumo" mai dimostrate se non con i numeri al
lotto statistici, fedelmente riportati come fatti scientifici dai
loro ruffiani dei media e dagli attivisti antifumo. Ma forse ci
sbagliamo del tutto, e le uniche vocine che i santoni "sanitari" e
gli attivisti sentono veramente sono
quelle
di Big Pharma, e le prebende economiche, professionali e
politiche che ne derivano. In tal caso -- l'avete indovinato -- più
che di schizofrenici si tratta di venduti. FUMA PURE.
IL
SESSO PREVIENE IL RAFFREDDORE!
- 29 Novembre -- Avanti ragazzi, diciamoci la
verità: ciò che piace, oggigiorno fa bene, e ciò
che non piace più uccide! Dalla stessa generazione (forse
sarebbe meglio chiamarla degenerazione) che ci dice
che il fumo di tabacco uccide e quello di marijuana è
terapeutico
(vedi sopra circa la schizofrenia) adesso sentiamo che il sesso
previene il raffreddore -- un altro schiaffo sulla faccia della
memoria di papà e mamma di 30 anni fa', che ci vietavano di farci le
canne e di scopare mentre avevano la "bionda" che penzolava dalle
labbra. Visto chi comanda adesso, brutti cattivi?...
"Una sana e costante
attività sessuale porta un
sostanziale aumento nella produzione di
immunoglobulina A (Iga),
la prima difesa dell'organismo contro
influenza e raffreddore...
ma non pensate di usare questa forma di prevenzione tutte le
notti", ci viene predicato dagli "esperti" americani, che hanno
condotto lo "studio" col solito sistema delle interviste ("Quante
volte hai scopato?" nel questionario, a cui si presuppone che
gli intervistati abbiano risposto con la verità). "Abbiamo una
concentrazione di Iga circa di un terzo maggiore nel gruppo con
attività sessuale
classificata come frequente" ci viene spiegato.
Quindi, ragazzi, la "iga" cura tutto -- specialmente
se ci si mette una "F" davanti!
Spiacente, cari buffoni, ma questo lo sapevano anche papà e mamma...
Ma forse la frase finale semiseria dell'articolo spiega meglio di
qualsiasi commento la mentalità contemporanea, basata su equivoci e
inganni sulla salute: "Se la vostra lei trova mille scuse per
non fare l'amore e ha
sempre bisogno di un motivo per
lasciarsi andare, buttatela sulla salute,
ditele che avete paura di prendere il raffreddore!" Non vi puzza
di fumo passivo?... "Se la vostra lei trova mille scuse per
fumare e ha sempre bisogno
di un motivo per accendersene una,
buttatela sulla salute, ditele che avete
paura di prendere il cancro! Cambiano i termini dell'inganno, ma
non la sua essenza.
IL
FUMO NON FA VENIRE IL CANCRO AL SENO?... MA SI' CHE LO FA... -- FORSE!
– 29
Ottobre --
Per anni gli antifumo -- molti oncologi in testa -- hanno
disperatamente cercato di collegare il fumo al cancro del seno ma,
per ragioni che ogni scienziato onesto conosce, non ci sono
mai riusciti. Addirittura ci fu un ritorno di fiamma quando la loro
stessa scienza rottame statistica rivelò che "I ricercatori erano
sorpresi e addirittura imbarazzati di aver scoperto (in realtà
non hanno scoperto nulla, ma talvolta si bevono le loro stesse
statistiche) che fumare sigarette riduce il rischio di cancro
della mammella" - vedi:
No Breast Cancer From Cigs, Daily Record,
11/13/02.
Ma siccome dimostrare che il fumo provoca il cancro è questione di
vita o morte politica per troppi ciarlatani anche di prestigio, ecco che si produce un altro studio dal titolo:
Le fumatrici con cancro della mammella hanno il doppio della
possibilità di morire, condotto dal dott. Khanh H. Nguyen,
un oncologo del Philadelphia's Fox
Chase Cancer Center. Il fatto che il nome del centro sia "caccia
alla volpe" (Fox Chase) forse non è una coincidenza, almeno a
giudicare da questa frase: "Mentre fumare è forse un rischio per lo sviluppo del cancro della mammella, il suo
impatto sui risultati delle terapie rimane incerto". Ora
confrontate questa frase con la certezza che proietta il titolo (cioè dove molti giornalisti e
dottori smettono di leggere) per rendersi di nuovo conto della
manipolazione psicologica della propaganda "sanitaria".
Ed ecco
a voi la vera ragione della nuova pietruzza
del mosaico truffa sul fumo: "Ciò che abbiamo scoperto
suggerisce che le donne sotto terapia dovrebbero considerare la
cessazione [farmaceutica] del fumo per migliorare le
loro possibilità di sopravvivenza. I dottori e i sanitari
dovrebbero incoraggiare ed assistere i pazienti in questo difficile
cammino" -- che farà certo felice il reparto vendite di Big
Pharma, che ha pagato per la produzione quest'ennesima immondizia statistica. La realtà
però non cambia:
non esiste relazione tra fumo e cancro al seno.
IL
FUMO INCREMENTA IL RISCHIO DI SCLEROSI MULTIPLA. E PERCHE' NO?...
– 29
Ottobre --
E per finire la
parata della scienza rottame di questa settimana, ecco un altro gioiellino di informazione falsa e tendenziosa. Leggiamo: “I
fumatori hanno tre volte più probabilità di sviluppare
sclerosi multipla che i non fumatori, hanno detto i ricercatori lunedì scorso. Lo studio, condotto dall’Università di Bergen in
Norvegia e dalla Harvard University in Massachusetts ha intervistato
22.000 persone tra l’età di 40 e 47 anni tra il 1997 e il 1999”.
Invece di annoiarvi con la solita retorica e disdegno contro chi
dovrebbe essere in galera anziché in università e ministeri, andiamo
al sodo e vediamo come questi “scienziati” truffano
l’opinione pubblica questa volta.
Prima di tutto
la sparata emozionale: “Il fumo di sigaretta è un cocktail di
prodotti chimici [mamma mia, invece i pomodori no] che
sono potenzialmente neurotossine” -- proprio come dire
che ogni persona è un potenziale assassino. E allora?... ma di nuovo qui
molti lettori smettono di leggere -- le loro emozioni e
superstizioni sono riconfermate: fumare fa male. Ma noi
continuiamo: “Quando chiestogli che cosa scatena la malattia
[Ascherio, il caporione della Harvard School of Public Health che
ha condotto lo studio] ha risposto: ‘non lo sappiamo’ “.
Ciò già significa che non esiste la minima prova biologica, ma solo
un’associazione statistica basata su ipotesi e opinioni
di sedicenti “esperti”. Secondo, quante persone sono state
realmente esaminate? 87 – anche se il lettore
resta fisso sul 22.000 – un tocco
di credibilità importante per l'emozione. L’articolo poi ci dice che degli 87
esaminati 66 fumavano – o avevano fumato almeno una
sigaretta al giorno. Ma neppure questo “tira” abbastanza.
Ecco dunque che Ascherio chiama a raduno altri studi che
hanno dimostrato la stessa mancanza di evidenza e conclude, da vero salutista, che la somma di tanti zeri fa più di zero:
“Mettendo tutti gli studi assieme, mi sento alquanto
sicuro che il fumo incrementi il rischio di sclerosi multipla".
Non ancora sufficiente, ecco di rinforzo
Gary Franklin dell'University of Washington School of Public Health
and Community Medicine in Seattle: "…
anche se gli effetti non sono alti come per (il fumo e) il cancro
[per cui non esiste prova biologica di causalità] … se il
paziente avesse la SM in famiglia, gli direi di smettere di fumare”.
Tanto, glielo direbbe lo stesso… 
Infine, ecco
Stephen Reingold, vice-presidente dei programmi di ricerca della
National Multiple Sclerosis Society (vedere
il sito, dove la parola "fumo" non esiste) che, per non
sbugiardare palesemente la bufala, usa il politichese corretto:
“Il fumo è un fattore che potrebbe scatenare la SM in quelli
che sono geneticamente suscettibili di svilupparla, ma la
malattia non è causata dal fumo”. Escludere a priori il fumo
come causalità per una malattia di cui non si conosce la causa non
ha senso – a meno che non si legga il messaggio che Reingold non può
darci apertamente (la carriera prima della verità, perdiana!): la
relazione tra fumo e SM è un raggiro e una baggianata – come il
resto della "evidenza" propinataci dai farmacrati della “salute
pubblica”. Questo studio sarà pubblicato
sulla rivista scientifica Neurology della American Academy of
Neurology di Ottobre – ci si creda o no – godendo poi di un buon
rilancio nella spazzatura come nuova “evidenza
incontrovertibile” antifumo dei soliti ciarlatani. Che fare? L’avete
indovinato: fumiamoci su. Nel frattempo divertiamoci
ad aggiungere la sclerosi multipla all'infinta
lista di
malattie "causate" dal fumo grazie alla scienza rottame.
SCIENZA
ROTTAME STATISTICA PER CONTRASTARE LA PRESA DI COSCIENZA SULLE FRODI
ANTIFUMO
– 25
Ottobre -- Mentre cresce in Francia la resistenza contro le gang salutiste
e i tabaccai vanno in sciopero, gli antifumo
rispondono con la produzione-pubblicazione di più spazzatura statistica
pseudo-scientifica. Voilà! – ed ecco che spunta l’ennesimo
studio-sfera-di-cristallo dal cappello statistico: “Mentre è
in corso il giro di vite del governo contro un’abitudine
squisitamente francese, lo studio del watchdog della salute nazionale
INVS ha predetto che 12.000 donne all’anno moriranno di cancro
polmonare a partire dal 2015, sei volte di più che nel 1980” … “
‘Le donne non sono state capaci di non farsi imbambolare dal messaggio
venduto loro dall’industria del tabacco’, ha detto Sylviane Ratte
della lega contro i tumori nazionale al quotidiano Le Monde questa
settimana”. Beh, una cosa è vera: se Nostradamus vivesse oggi, userebbe
senz’altro qualche software statistico. D’altro canto, i francesi
e il resto del mondo cominciano ad essere capaci di non farsi imbambolare
dal messaggio venduto loro dall’industria del farmaco, notoriamente
generosa nel finanziare “leghe” antifumo e contro i tumori in
tutto il mondo, e che ha un interesse molto lampante nella
vendita
dei prodotti di cessazione ed antidepressivi, per la quale la
"creazione di una cultura antifumo", per metterla alla Sirchia,
è indispensabile.
Questo pezzo di propaganda ha una liberatoria, naturalmente – ma
essa è competentemente nascosta tra le righe e tra la paura ed altre
emozioni che si intende creare: “Distorto in parte da una
popolazione che cresce e invecchia, il predetto aumento creerà
preoccupazione in Francia perché giovani donne iniziano a fumare
a frotte, e poi scoprono che è più difficile smettere che le loro
controparti maschili”. Quanta è la “parte”,
cari truffatori? Impossibile da determinare, vero? Non dimentichiamoci
anche che esistono oltre 40
note cause concomitanti per il cancro polmonare, e che l’interazione
tra esse è impossibile da quantificare, e cambia
per ogni individuo. Però ogni singola morte per cancro polmonare
viene attribuita esclusivamente al fumo se il paziente ha fumato
oltre 100 sigarette nella sua vita, è come se gli altri fattori
non esistessero; in termini tecnici, il fumo non è una condizione
né necessaria né sufficiente per lo sviluppo del cancro
polmonare. Benvenuto alla “salute pubblica” contemporanea,
alla scienza rottame che usa e ai suoi parolai mediatici; non farti
ingannare.
LO
STRESS PORTA ALL’OBESITÀ
-- 14 Ottobre -- “Gli scienziati hanno sviluppato un modello [statistico] per un
collegamento biologico tra lo stress e il bisogno di mangiare: cibi con
molto zucchero, grassi e calorie sono di appello per calmare la risposta
del corpo allo stress cronico. Inoltre, la ricerca indica che gli ormoni
incoraggiano la formazione di cellule di grasso, particolarmente del
tipo che è più pericoloso per la salute. Questa potrebbe essere
perlomeno una delle ragioni per cui i tassi di obesità vanno alle stelle
negli Stati Uniti ed in altre società moderne”.
Mamma mia, che
scopertona... ci volevano proprio i crani statistici per farcela
vedere! Non che il bisnonno Poldo non sapesse che chi è sotto stress
tende a mangiare di più -- ma questo non bisogna dirlo se no come fanno
i parassiti statistici a succhiare denaro? E poi, chi vuole chiedere al
buon Poldo, che magari era anche "malato" di tabagismo… Ironia a parte,
lo stress è certamente una ragione per cui la gente ingrassa -- ed è
proprio per quello che tutte le campagne salutiste dovrebbero essere
abolite: perché causano stress alla gente e al loro portafoglio. Un’altra
ragione molto importante, e naturalmente non menzionata nel pezzo, è che
la soglia dell’indice di massa corporea oltre la quale si è considerati
obesi è stata drasticamente abbassata dai truffatori sanitari per creare
la presente “epidemia” di obesità e ficcare il naso nel nostro stile di
vita con leggi, tasse, farmaceutici e propaganda. Se si riporta il
Body Mass Index ai valori normali, infatti, il numero degli “obesi”
diminuisce di quasi cinque volte. Ma in tale caso si venderebbero meno
farmaci, e le sanguisughe dei ministeri della salute e i loro parolai dei
media non potrebbero più lanciare “allarmi” e dare la colpa al pubblico
dello stato fallimentare in cui la loro stessa incompetenza e corruzione ha condotto
la sanità pubblica.
I
CUORI INFRANTI SONO UNA MALATTIA, DICE LO "STUDIO"
-- 14 Ottobre --
Una famosa canzone dell'americano Smokey Robinson diceva: "Che
succede al cuore innamorato il cui amore l'ha abbandonato?" In quei
tempi brutali e arretrati quando -- orrore! -- si fumava dappertutto, si
mangiava e si beveva e si guidava senza cinture -- e senza che stato e
"salute pubblica" si permettessero di ficcarci il naso, ci si affidava
alla scuola della vita. Quindi, i versi continuavano così: "Forse per
la vita continuare, la pace di mente devi cercare". Meno male chew
quei tempi barbari sono passati e che oggi, naturalmente, anche i cuori
infranti sono oggetto di esami clinici alla ricerca di una
causalità fisica. Ci vogliono, infatti, i ricercatori della
California (dove altro?) per stabilire con certezza che "C'è
qualcosa sull'esclusione da altri che è percepita come dannosa alla
nostra sopravvivenza, proprio come qualcosa che ci faccia male
fisicamente" dicono i parasiti mentre incassano il granone delle
concessioni della "salute pubblica". Come sono arrivati a queste
conclusioni? Facile: hanno studiato i cervelli non di chi aveva il cuore
infranto, ma di coloro che sono stati esclusi da giochi elettronici,
sviluppando giochi fasulli che simulavano l'esclusione dal gioco da
parte di altri giocatori, e poi misurando le reazioni dei soggetti. Ma
per arrivare ai cuori infranti veri e propri, infatti, saranno
necessarie ulteriori centinaia di migliaia di dollari pubblici.
Naturalmente, ora che i comincia a creare la mappa dei cuori infranti e
di altre forme di disappunto, può forse un rimedio farmaceutico essere
troppo distante? Certo che no... Se Smokey cantasse oggi aggiungerebbe:
"Lo so, mi devo procurare in farmacia la cara pillola che il mio male
porti via, baybeeee..." A quando una statistica che collega il fumo
ad un incremento dell'X% di cuori infranti?
ATTENZIONE:
RIDERE SCATENA L'ASMA! - 14
Ottobre -- Perdiana, ormai lo sappiamo a memoria che ogni forma di
piacere e di gioia ha gravi conseguenze per la "salute". E siccome tutti
sappiamo che con i piaceri (come quello di bere e di fumare) si comincia
da giovani (infatti, la vita adulta comincia più o meno alla stessa età,
eccetto che per i salutisti per i quali non comincia mai, nemmeno quando
hanno i capelli bianchi e diventano ministri della "salute") ecco che il
ridere, secondo uno "studio" australiano, scatena l'asma specialmente
nei bambini. Il dott. Richard Henry e i suoi colleghi all'università di South Wales
hanno analizzato per un periodo di sei mesi le visite al Sydney Children's Hospital
per asma, e che hanno scoperto, grazie ai soliti questionari?
Che l'allegria e la gioia scatenano l'asma, perché una buona
percentuale di bambini ha riso prima dell'attacco d'asma!
Roba da fumo passivo!!! Ed è stato coniato persino un nuovo termine:
"mirth-triggered asthma" (mirth significa, infatti, gioia).
"Questo è un caso in cui ridere non è la migliore medicina" ha
affermato il dott. Henry ad un incontro della Thoracic Society
of Australia and New Zealand. "Vogliamo che i nostri bambini siano
felici, ma se i bimbi con l'asma non sono felici, allora questo è un
importante problema." Non dimentichiamoci che le varie
società "toraciche" sono le stesse che ci dicono che anche il fumo
passivo (oltre a uccidere, naturalmente) scatena l'asma. Doppia ragione
quindi per delle gran belle risate a tutte le età -- ma non
dimenticatevi: prima di ridere tenete a portata di mano un bell'inalatore
antiasma farmaceutico, just in case. Oppure accendetevi
una sigaretta, che è un ottimo vasodilatatore e costa molto di meno.
I
CELLULARI FANNO INVECCHIARE IL CERVELLO: SI RISCHIA L’ALZHEIMER A
TRENT’ANNI! (pdf -
Clicca qui per vederlo in una finestra più grande)
- 22 Settembre -
“I telefoni
cellulari danneggiano le cellule del cervello. L’eccessiva esposizione
può causare l’Alzheimer e rischia di condannare un’intera generazione
all’invecchiamento cerebrale precoce” (ANSA). Dopo che il
tentativo di far credere alla gente che i cellulari provocano il
cancro (l’allarme non ha causato il desiderato isterismo nel pubblico,
quindi l’OMS ha abbandonato l’impresa perché politicamente non
lucrativa; inoltre, non c’erano farmaci da promuovere), adesso i
rottamai salutisti ci riprovano con l’Alzheimer. Come acceleriamo i
tempi della scienza rottame? Ma con i topi naturalmente che,
come tutti sanno, sono gente piccina piccina che Dio ha creato apposta
per spara-balle che si spacciano da persone serie – anche se, una
volta ogni tanto, sono anche usati da scienziati veri. Forse, per
stabilire l’esistenza della malattia, ai topi è stata fatta la
domanda: “Fumi?” e il roditore, furbescamente, avrà
risposto: “non ricordo” (provando scientificamente la
pericolosità dei telefonini), ma ben sapendo che
fumare è efficace contro il male di Alzheimer. Mica scemi, eh,
‘sti ratti?...
NON
SAI CHE PESCI PIGLIARE (O VUOI DIROTTARE SOSPETTI)? FACILISSIMO: DAI
LA COLPA AL FUMO!
–
17 Settembre -- La Sindrome
Laterale Amiotrofica (SLA), conosciuta anche come il morbo di Gehrig,
colpisce in media una persona su centomila in Italia. Esistono tre
tipi di SLA: sporadico, famigliare, e guamaniano. Malattia rarissima
nel nostro Paese, essa è più comune nel Guam e nei territori del Pacifico.
Solo per il tipo "famigliare" si conosce la causa dalla
malattia: un difetto genetico di un enzima che rimuove continuamente
i radicali liberi. Per il tipo "sporadico" e "guamaniano",
le cause della malattia sono totalmente sconosciute. Tra le
moltissime IPOTESI: tossicità da glutammati, problemi col sistema
autoimmunitario, deficienza di calcio e magnesio, esposizione a tossici,
deficienze nella crescita, metabolismo dei carboidrati, ecc.. Ma non
per i truffatori antifumo, che di tutti i mali conoscono la causa:
le sigarette.
Contrariamente
alla propaganda, moltissimi sportivi (anche professionisti) fumano.
Ci sembra dunque logico che i medici sportivi "attribuiscano"
ogni possibile malattia, visto che
il loro stile di vita è "salutare", bevono poco, la loro
dieta è spesso rigidamente controllata... insomma vivono già, poveracci,
in un "paradiso" sirchiesco -- ma bisogna fare dei sacrifici
se si vogliono i soldoni. Come spiegare dunque il fatto che si ammalano
come tutti gli altri?... Beh, se fumano il problema è risolto! Un
caso di SLA nel mondo sportivo viene spiegato così: "Non
ci sarebbe alcuna correlazione scientifica tra i casi di SLA e l'attività
sportiva e l'uso di farmaci antinfiammatori. [non siamo
sorpresi, finora...] ... "Sembra invece, come testimoniano
sempre gli studi, che il fumo sia 'fortemente correlato
con la SLA'. Una recente revisione della letteratura scientifica ...
ha dimostrato che il fumo a livello statistico è fortemente
correlato con la SLA". In questo particolare caso, forse
si è presa come scusa l'infinitesimale presenza di alcuni tossici
nel fumo (esempio: benzene e toluene) che sono tra le ipotizzate
cause di questa malattia di cui non è stata accertata l'origine.
La tecnica
base della disinformazione è sempre la stessa: se i fumatori che hanno
una malattia multifattoriale o di origine sconosciuta sono in lieve
prevalenza in un gruppo esaminato, attribuire senza dubbio
la malattia al fumo, ignorando sottovoce ogni altra possibile concausa
o ipotesi per truffare il popolo, e dissuaderlo dal fumare; poi ci
pensa la grancassa dello stato a dirottare la nuova clientela ai centri
antifumo che vendono alle vittime le "terapie di cessazione"
farmaceutiche. Quando la truffa è pronta, darla in pasto ai media
che, da buoni sarti collaborazionisti, mettono al tutto il vestito
"giusto". Titolo dell'articolo come riportato dal Secolo XIX di Genova il 16 Settembre: "Dai medici sportivi una nuova
ipotesi: il Morbo di Gehring è legato al fumo",
ben sapendo che la parola "è" resterà in mente assai
più che la parola "ipotesi". Sportivi, non
fatevi truffare: non si ha idea da
dove venga il Morbo di Gehring: fumate pure a fate del buon
esercizio. La migliore difesa contro truffe e disinformazione è l'educazione,
e oggi non ci si può certo fidare delle fonti ufficiali, ma bisogna
cercare l'informazione noi stessi; per questa ragione,
eccovi un collegamento con tutte le informazioni scientifiche disponibili
sul SLA .
Come vedrete, il fumo non è menzionato nemmeno una volta.
IL
VINO ROSSO CONTRASTA GLI EFFETTI NEGATIVI DEL FUMO
– 15 Settembre --
“Bere vino rosso mentre si fuma una sigaretta contrasta l’effetto
negativo che il fumo ha sulle arterie, afferma uno studio presentato al
congresso internazionale di cardiologia di Vienna. Precedente ricerca
[rottame] ha dimostrato che anche una sigaretta può
causare notevoli disfunzioni delle arterie che durano fino a
un’ora. Ma questo studio greco ha dimostrato che bere due bicchieri di
vino rosso mentre si fuma una sigaretta ha degli effetti immediati”.
Naturalmente,
i problemi con le arterie derivano da centinaia di fattori che agiscono
in combinazione, i cui effetti cambiano da persona a persona -- ma questi sono dettagli
di scienza vera che non contano per la propaganda. Brindiamo dunque,
amici fumatori: se ve ne fate un pacchetto al giorno, una quarantina
di bicchieri di “quello buono” vi rimetteranno le arterie a posto!
L’unico organo che si lamenterà sarà il fegato – ma quello sarà il
bersaglio di altri “studi”, per cui Big Pharma ha già la grana pronta…
FUMARE
AUMENTA LO STRESS, NON AIUTA
-
15 Settembre -- Allora, ragazzi: se fumate per rilassarvi siete dei
pirla -- e assolutamente non credete a quello che vi
dice il vostro corpo: parola di scienza rottame. Una “ricerca”
britannica finanziata dai soliti farmaceutici ce lo conferma: non
biologicamente, si capisce, ma con “colloqui” e con apposizione di
nicotina farmaceutica su 550 fumatori che, poveri cristi, credono di
avere un terribile vizio – parola di propaganda – e cercano quindi di
smettere. Siccome la nicotina farmaceutica ha un tasso di fallimento del
90% (e un prodotto che non funziona al 90% delle volte dovrebbe
essere tolto dal mercato perché fraudolento -- ma questo
lederebbe gli interessi delle multinazionali e dei loro pagliacci
sanitari nello stato), la stragrande maggioranza dei fumatori ha ripreso
tranquillamente a fumare.
Come
riporta Il Nuovo: “Quasi
tutti dichiarano di fumare per sollevarsi dagli stress”;
ma siccome bisogna dire che “il fumo fa male sempre e comunque”, non si
può certo ammettere che esso abbia un effetto terapeutico.
Conseguentemente si termina la farsa implicando che tutti i “pazienti” sono
degli idioti, e riaffermando la conclusione che
chiaramente fu decisa prima ancora di iniziare lo "studio": “I
fumatori, concludono gli analisti, stanno imbrogliando se stessi
se pensano che le sigarette possano essere d'aiuto”. Beh, anche se
ciò fosse vero, è sempre meglio imbrogliare se stessi piuttosto che
essere imbrogliati dalle pedine di Big Pharma, che eseguono le
politiche
della Johnson & Johnson (oh, scusate: della “salute pubblica”). Ma
il bang finale viene dalla
presentazione
della BBC inglese
di quest'ennesima idiozia; in un'abbagliante dimostrazione di acutezza
logica, i pennivendoli britannici scoprono che "chi fuma perché è sotto
stress ha meno probabilità di smettere di altri fumatori [che non sono
stressati]" Dai,
non
arrabbiatevi per così poco... fumateci su, magari mentre
consultate gli effetti terapeutici del fumo.
|
IL
PENSIERINO
- 15 Settembre -- Prima di leggere la notizia sotto, per
favore rifletti su questo: se in una sala ci sono 100 persone e 95
affermano che il sole è un buco nel cielo e 5 che è una stella,
chi sono i pirla? E la tua opinione cambierebbe se il più
grande astronomo del mondo ti assicurasse che il sole è un buco?
La risposta non è così ovvia come sembra, e la domanda non è poi
tanto stupida. Gli antifumo e le altre gang salutiste basano la
credibilità delle loro assurde cifre epidemiologiche (nonché
causalità mai provate) sul fatto che la “maggioranza” (che può
parlare, mentre i dissenzienti sono stati imbavagliati) si scaglia
contro il fumo in tutto il mondo, e dice che il fumo “uccide”,
ecc. . Ma la scienza vera non ha provato nulla in un modo o
nell’altro (o comunque ben poco). La “scienza” a cui si
riferiscono questi individui è in realtà statistica -- e
ben manipolata per giunta -- la fanno passare per scienza (cioè
quella che prova una causa-effetto biologica o altrimenti
verificabile, nonché ripetibile e misurabile – in breve, il Metodo
Scientifico), ben sapendo che la statistica non è scienza,
e ben sapendo quindi di ingannare il pubblico quando si dimostrano
arrogantemente certi delle loro asserzioni. Allo stesso tempo, evadono
accuratamente il confronto in pubblico se si vuole discutere
metodologia e dati, unilateralmente definiti "certi" e
"indiscutibili". Questa è la ragione per cui li chiamiamo
“truffatori” e non “incompetenti”. Cercate di ricordare: avete
mai sentito una trasmissione in cui essi sono
messi di fronte ad un’opposizione scientifica? Vi siete
mai chiesti perché i media non li mettono mai
in questione?... Allora, riformuliamo la domanda in questo modo:
se 95 persone nella sala ti stanno truffando e cinque no, pensi
che in quella sala sia stata scoperta una nuova verità, o un grande problema? |
8,6
MILIONI DI AMERICANI SOFFRONO DI MALATTIE DA TABAGISMO
– 15 Settembre
-- Nientemeno
che dal Centers for Disease Control statunitense (quindi dal governo
USA) viene la notizia che circa il 10% dei fumatori ed ex-fumatori
soffrono di malattie croniche “legate” al fumo. Come lo sa, il CDC? Con
un sondaggio telefonico. “Metà dei fumatori malati ha detto
di avere la bronchite ed un quarto ha detto di avere l’enfisema.
Solo l’uno per cento ha detto di avere il cancro polmonare. Tra
gli ex-fumatori, un quarto di quelli malati ha detto di avere
bronchite cronica, enfisema, o di aver sofferto un attacco cardiaco.
Precedentemente la CDC aveva solo stime delle morti da tabagismo annuali
negli USA: 440.000”
Lasciamo perdere i
commenti sulla enorme multifattorialità di tutte le malattie
summenzionate; mettiamo da parte anche il fatto che non si è nemmeno
chiesto agli ex-fumatori da quanto tempo hanno smesso di fumare, né sono
fornite informazioni sulle loro professioni, stato economico, e storia
medica di famiglia (bah, come si fa a fare tutto in una telefonata con
l'operatore pagato a chiamata che ha fretta?...). Ignoriamo del tutto
anche il fatto che il database non è disponibile al pubblico per
scrutinio scientifico (e anche se lo fosse, chi sarebbe quel pazzo
medico o scienziato che si azzarda a denunciare lo stato su una
truffa sul fumo (!), ed aspettarsi di avere ancora una
professione il giorno dopo?).
Soffermiamoci solo sulla metodologia-spazzatura che potrebbe (forse)
essere buona per una vaga opinione del pubblico sul prossimo presidente,
ma non di più. Questa è la “scienza” che 'sti cialtroni ci
vendono come “indiscutibile”; questo il pietoso stato in cui è caduta la
“salute pubblica” straniera e nostrana, che ci dice che “il fumo
uccide”, che l’obesità “costa alla società X miliardi di euro”,
e che avanza come uno schiacciapietre contro l’alcol e tutti gli stili
di vita. Quando i fumatori dicono in interviste che il
fumo allevia il loro stress, allora “si ingannano” (vedi
sopra); quando invece dicono in interviste (telefoniche
per giunta) che il fumo ha “causato” loro la bronchite (dopo 20 anni di
lavaggi di cervello disinformatici dai media) allora quella è “verità
scientifica” che si vende per convincere il pubblico che “il fumo fa
male”. Potete star certi che lo studio CDC sarà ripreso dalle autorità “sanitarie”
e media nostrani, che ce lo spacceranno come certezza
scientifica -- una volta scalato alla popolazione italiana (8,6 milioni
sta a 300 milioni come X sta a 60 milioni = TITOLO TELEGIORNALE:
1.720.000 italiani soffrono di “malattie da tabagismo”).
Se ciò non facesse ridere, farebbe vomitare. Vero, qualcuno potrebbe
ribattere che si tratta di stime; ma stime con
variazioni del 40% sono spazzatura in primo luogo -- e poi la parola
"stima" è SEMPRE dimenticata dai ciarlatani politici e mediatici
che ci vogliono manipolare con cifre raccapriccianti.
I
CONSERVATORI SONO PSICOLOGICAMENTE MALATI: STUDIO
–
1 Settembre -- Con una spesa
per il pubblico di 1.200.000 dollari, versati dalle
più alte autorità “sanitarie” americane, cioè dalla National Science Foundation
e nientemeno che dal prestigioso National Institutes of Health (gli stessi
che dicono che il fumo “uccide”), chi è quel socialista eretico che osa
dubitare che i conservatori non siano dei malati mentali? “Il
conservatorismo può essere spiegato psicologicamente come un insieme di
nevrosi che hanno radici in paura ed aggressione, dogmatismo nonché
intolleranza dell’ambiguità”. Noti nomi sono vittime di questa
malattia: Hitler, Mussolini, Reagan… per non parlare di Bush, che lo
studio afferma essere un "caso scuola" - parola di scienza
(rottame)!
L’intolleranza di ciò che è ambiguo viene diagnosticata come malattia
perché “… può indurre la gente a restare attaccata a ciò che già
conosce, arrivare a conclusioni premature, e ad imporre cliché e
stereotipi”, affermano gli autori dello “studio”. Gli esimi
professori, che invece considerano l’ambiguità un segno di
salute mentale, aggiungono alla fine dello studio una precisazione chiaramente ambigua: “Lo studio non intende indicare che il
conservatorismo sia una condizione patologica, o che il credo
[politico] conservatore sia necessariamente falso”. Certamente no…
ma
ciò non è affatto necessario: il pathos del salutismo, infatti, è
espresso superbamente nel
principio di precauzione, secondo il quale
basta il dubbio che esista un pericolo per l’ambiente o per la
salute per far scattare misure di prevenzione, obblighi,
divieti, tasse e campagne senza
bisogno di prove
scientifiche,
che invece sono a carico dell’accusato,
che a sua volta deve provare scientificamente che il pericolo non
esiste. E l’incredibile farsa che sia l’accusato a dover provare
un negativo è, paradossalmente, ciò che tiene i mascalzoni salutisti
e ambientalisti fuori di galera e seduti sulle poltrone del potere,
mentre gli accusati (visto che provare un negativo è impossibile) sono
demonizzati, tassati, puniti e coercizzati, siccome non hanno
potuto provare di non essere colpevoli.
Come
libertari, noi di FORCES non siamo né “conservatori” né “progressisti”,
ma siamo meglio; ciò ci mette nella posizione di affermare che i
patologici stanno diagnosticando chi è sano come un malato (bisognoso,
s'intende, di "terapia" -- farmaceutica?...) e, come una
prova tra mille, portiamo proprio questo “studio”. E perché, già che ci
siamo, non usare la “giustizia”
dei nazi-salut-ambientalisti? Vi accusiamo di essere dei truffatori,
dei malati, e dei parassiti -- veri cancri
della società. Provate che non è vero – Oops, ci
eravamo dimenticati che la mancanza di ambiguità è una malattia,
maledizione!
In
ogni caso, sulla base di questo studio ci sentiamo in dovere di
rivolgere un appello al ministro Girolamo Sirchia, titolare della
Salute in un governo di destra: Caro ministro, perché non si presenta
in televisione a dire, con la stessa autorevolezza con cui parla del
fumo, che i conservatori sono "malati"? Naturalmente, se
questo vale in generale, per i politici vale a maggior ragione. E tra i
politici, dovrebbe essere tanto più vero per quelli che, come lei (absit...),
occupano posizioni di rilievo. Attendiamo con impazienza che il
Consiglio dei ministri prenda in considerazione l'idea di istituire
trattamenti psicologici coatti per tutti i parlamentari della Casa della
Libertà.

MEDICINA CONTRO IL MORBO DI PARKINSON CAUSA IL GIOCO D’AZZARDO!
- 15 agosto -
La
stessa scienza rottame usata per creare le “morti da tabagismo” e
quelle da “fumo passivo” certe volte si ritorce persino contro gli
stessi che la pagano. Segnalatoci dallo psicologo americano
Jeffrey Schaler, membro del
Comitato d’Onore di FORCES International, questo “studio” è un
ottimo concorrente per la
Coppa Scienza Rottame.
“Una medicina somministrata agli affetti dal morbo di
Parkinson potrebbe avere un peculiare effetto collaterale:
gioco d’azzardo morboso, hanno affermato dei ricercatori
americani. Un piccolo ma significativo numero di pazienti che
prendono Mirapex si sono messi nei guai finanziari per
gioco d’azzardo, mentre quelli che prendono altre medicine no,
secondo un team di scienziati al Muhammad Ali Parkinson Research
Center di Phoenix, Arizona.
[…] 1.800 pazienti sono stati esaminati per un anno. Dei 529
che prendevano Mirapex, otto hanno sviluppato dipendenza dal
gioco. […] Sette uomini e due donne
(ma 7 + 2 non fa nove?... Già, ma qui si tratta di scienza
rottame come quella sul fumo e obesità, quindi l’aritmetica è
un’opinione irrilevante) hanno dimostrato un
comportamento brutto abbastanza da causare problemi finanziari e
perdite per oltre 60.000 dollari, riferiscono i ricercatori sul
Journal of Neurology. Ma nessuno dei pazienti trattato con
levodopa od ogni altra terapia ha dimostrato di avere tendenze
ossessive verso il gioco.”
...Potete
immaginarvi i vecchietti con mano tremante correre al casinò
sbavando attorno alla roulette per giocarsi la pensione dopo aver
preso il Mirapex? L’articolo non dice chi ha pagato per questa
spazzatura; però lasciateci indovinare: un concorrente dei
produttori di Mirapex?...
Nulla da
stupirsi, vista la prostituzione accademica al miglior offerente
-- specialmente quando si tratta di salute o di ambiente; basta
pagare, e si "prova" tutto, oggigiorno - completo di peer
review!
I vecchietti col
Parkinson avrebbero dovuto fumare, perché volumi di
statistiche dicono chiaramente che i fumatori sono meno soggetti a
questa malattia (clicca
qui per i benefici del fumo in generale, e sui numeri per i
benefici specifici su Parkinson
[1]
[2]). Come?... Non ci credere perché è scienza
rottame?... Ma allora, perché credete alla scienza rottame
che dice che “il fumo uccide”? Stessa metodologia, stesse
buffonate – solo più delle stesse. Dieci sacchi di spazzatura
invece di uno non elevano la stessa a profumo, come cento
truffatori invece di due non diventano “onesti per maggioranza”,
ma rendono più grave
il problema
della delinquenza
-- specialmente
quando alcuni di loro riescono a sedersi sulla poltrona di qualche
ministero.
I
DENTI DA LATTE “INDICATORI” DEL CONSUMO DI SIGARETTE DEI GENITORI!!
– 26 Luglio - "La concentrazione di nicotina presente sui
denti da latte dei bambini rivelerebbe (N.d.R. il condizionale
in questo caso è d’obbligo) il livello d’esposizione al fumo passivo
prodotto dai genitori. I denti da latte dei figli di fumatrici presentano
un accumulo di nicotina più elevato rispetto a quello registrato in
bambini figli di non fumatrici. Quindi i denti da latte sono in grado
di conservare informazioni sui livelli di nicotina assorbiti dal bambino
per gran numero di anni."
Notizia
integralmente tratta dal Televideo della RAI (“Salute on line”) alla
pagina 441 il 20 Luglio scorso. In vero stile "professionale"
e antifumo, nessuna origine di questo ridicolo pezzo di propaganda
è stato menzionato. Questo ci dispiace, perché se avessimo almeno
saputo chi sono quelli che hanno condotto lo "studio", questo
sarebbe stato uno splendido candidato della
Coppa Scienza Rottame! Ringraziamo comunque il sig. Andrea Casiere,
presidente di
FORCES Campania, per questa preziosa segnalazione! Quando la sentiremo
echeggiata dal ministero della "salute" o dalla Lega Timori?
(Clicca
qui per ampia documentazione scientifica sulla truffa del fumo passivo).
MANGIARE
LA PIZZA RIDUCE IL RISCHIO DI CANCRO!
– 26 Luglio
- Avanti, ragazzi, abbuffatevi sulla pizza. I rottamai dei questionari
fatti passare per scienza ci dicono che se si mangia la pizza il rischio
di cancro dell’esofago è ridotto del 59%, quello del colon del 26%
e quello della bocca del 34% (si ricordi sempre l'ignorata regola
d'oro epidemiologica che, in malattie con più di un fattore, se l'incremento/diminuzione
di rischio non eccede il 200-300% non
si è nemmeno dimostrata l'esistenza del rischio. Incremento massimo
del rischio di cancro da fumo passivo: 30%). Si è forse osservato
qualche nuovo fenomeno biologico in laboratorio? Si è fatto qualche
“breakthrough” nell’eziopatologia del cancro? Naturalmente no: si
sono semplicemente prese 3.300 persone con i cancri in questione e
5.000 senza cancri e si sono fatte loro domandine del tipo: “Mangi
pizza? Da quando? Quanto
spesso?”
e così via con questionari tipo patente di guida. Messo il tutto nel
computer, si è premuto il tasto Invio e -- voilà! – ecco l’
“evidenza” scientifica. Proprio come si fa per il fumo e per tutto
il resto. Naturalmente, non mancano i fantasiosi contorni speculativi,
indispensabili per dare credibilità a queste "ricerche".
Riferisce la BBC: “Il dottor Silvano Gallus, dell’Istituto Mario
Negri di Milano per le Ricerche Farmaceutiche e capo della ricerca,
afferma che ‘la salsa di pomodoro protegge contro certi tumori, ma
non ci aspettavamo che la pizza, come pasto completo, avesse dei poteri
di protezione del genere’ “.
Non
possiamo trattenerci dall’osservare, ancora una volta, come gli "studiosi"
siano sempre stupiti dei risultati (che la sorpresa sia forse
un indesiderabile residuo di etica…? Ma no!... - Si
tratta solo della sorpresa di quanto facilmente riescano a farla
franca oggigiorno). Come tutti i cancri, anche quelli summenzionati
hanno svariate decine di co-fattori, la cui interazione varia costantemente
da persona a persona, rendendo impossibile, all'attuale stato
delle conoscenze scientifiche, la quantificazione del singolo fattore
– una regola base sempre ignorata dalla scienza rottame (scusate:
epidemiologia multifattoriale, su cui si basano le attribuzioni
di malattie e morti da fumo, campi elettromagnetici, alcol, grasso…).
Naturalmente, altri “esperti” ci ammoniscono contro i grassi contenuti
nella pizza, collegati al cancro da altra scienza rottame. Bah… quindi:
se credete alla superstizione che il fumo “provoca” il cancro, allora
mangiate molta pizza i cui pomodori (tra l’altro, ricchissimi di nicotina)
combattono il cancro – però rimuovendo la mozzarella e gli affettati
che contengono grassi che invece il cancro lo “provocano”, così dopo
potete fumare una sigaretta e farla franca – ammesso però che
non ci beviate dietro alcolici, che "provocano" il cancro.
Chiaro, no? Conclusione: bevete, fumate e mangiatevi una bella
pizza senza farvi angustiare da quello che vi propinano i cialtroni
della "salute pubblica" privata e di stato.
CHE TIPO DI MASTURBAZIONE?
– 26 Luglio
- Sebbene la scienza rottame non sia unica dei nostri tempi,
mai come ora essa ha raggiunto splendore e potenza. Ieri la scienza
rottame ci diceva che la masturbazione faceva venire i brufoli – con
lo stesso spirito, accuratezza ed intento del fumo passivo che “causa”
il cancro; oggi invece uno studio dall’Australia ci dice che gli uomini
che si masturbano si proteggono dal cancro. Si,
lo sperma causa il cancro! Mentre può essere vero che “più
si sciacquano i tubi, meno c’è che possa danneggiare le cellule che
li ricoprono”, come dice Graham Giles, il capo della ricerca condotta
dal Cancer Council Victoria a Melbourne, è altrettanto vero che qui
si sta parlando del solito studio-spazzatura basato su interviste
– di nuovo, come quelli sul fumo passivo. Il
Times of India
, infatti, ci dice il resto della storia: “Il dott. Giles
ha ammesso che gli uomini che hanno riempito i questionari
potrebbero aver mentito, e non si è sicuri che ciò non abbia
alterato i risultati. …“
Alla
scienza rottame australiana rimbalzata in India fa eco la scienza
rottame italiana. Il nostro complessato Paese è talmente ansioso di
unirsi ai “Paesi più avanzati” che sembra aver decuplicato la produzione
di spazzatura scientifica usata poi dalla “salute pubblica” per gabbare
il popolo. Ecco dunque un’altra “epidemia”: la
porno-dipendenza
– completa
di emozionanti aneddoti di uomini che
si
masturbano selvaggiamente davanti ai computer
, rovinando
relazioni, portafoglio e carriera. Non può mancare, naturalmente,
la “gateway theory”, splendido attrezzo universale dei rottamai
in camice bianco, secondo la quale uno stile di vita conduce inevitabilmente
a
qualcos’altro di assai peggiore. Facendo click
qui e seguendo la galleria fotografica (e le interessanti foto )
ecco infatti che si arriva all’ «Appena posso cerco rapporti occasionali
con altre donne, anche prostitute». A parte Superman, sarebbe
interessante sapere come un uomo che “violenta se stesso” per
ore davanti a un computer abbia poi ancora voglia di “andare a
puttane” –
ma questa è logica -- quindi non applicabile alla scienza
rottame, che è invece molto interessata alla vendita di
terapie
psicologiche e farmaceutiche
per correggere l’ennesimo “problema” sociale. La “dipendenza” è talmente
incontrollabile dunque, che il maschio italiano del 21mo
secolo si trasforma da Latin lover a Latrin lover -- visto
che le latrine sono accessibili più rapidamente delle signore. Dove
c’è la scienza rottame, la correttezza politica non può essere distante,
ed ecco che anche le donne sono vittime della porno-dipendenza;
mentre essa protegge (almeno gli uomini) dal cancro secondo una scienza
rottame, li minaccia socialmente e mentalmente secondo un’altra, assicurando
come sempre un circolo chiuso di problemi e “terapie” sufficiente
a tenere impiegate orde di sanitari truffatori, “ricercatori”, burocrati,
ed altri parassiti sociali.
Non ridiamoci su troppo: chi l’ha fatto prima per fumo, cibo e alcol
già non ride più oggi. Non saremmo affatto sorpresi che il ministero
della “salute” non fosse già al lavoro per la demonizzazione e “terapia”
dei “segaioli” – e, con la scusa, imporre controlli e restrizioni
sull’Internet, ultimo bastione di informazione libera e non controllata
dal regime – incluso quello sempre crescente dei fascisti bianchi.
I
DENTI DA LATTE “INDICATORI” DEL CONSUMO DI SIGARETTE DEI GENITORI!!
– 26 Luglio - "La concentrazione di nicotina presente sui
denti da latte dei bambini rivelerebbe (N.d.R. il condizionale
in questo caso è d’obbligo) il livello d’esposizione al fumo passivo
prodotto dai genitori. I denti da latte dei figli di fumatrici presentano
un accumulo di nicotina più elevato rispetto a quello registrato in
bambini figli di non fumatrici. Quindi i denti da latte sono in grado
di conservare informazioni sui livelli di nicotina assorbiti dal bambino
per gran numero di anni."
Notizia
integralmente tratta dal Televideo della RAI (“Salute on line”) alla
pagina 441 il 20 Luglio scorso. In vero stile "professionale"
e antifumo, nessuna origine di questo ridicolo pezzo di propaganda
è stato menzionato. Questo ci dispiace, perché se avessimo almeno
saputo chi sono quelli che hanno condotto lo "studio", questo
sarebbe stato uno splendido candidato della
Coppa Scienza Rottame! Ringraziamo comunque il sig. Andrea Casiere,
presidente di
FORCES Campania, per questa preziosa segnalazione! Quando la sentiremo
echeggiata dal ministero della "salute" o dalla Lega Timori?
(Clicca
qui per ampia documentazione scientifica sulla truffa del fumo passivo).
 |
|
La vera ragione dell'estinzione
del Neandertal: la mucca pazza.
|
|
MANGI
MacDONALD'S E FAI POCHI FIGLI? SEI DESTINATO ALL'ESTINZIONE!
- 17 Luglio
- No, non è la prosecuzione della sezione
umoristica sopra: questo è meglio, perché è vero!
'Fa
pochi figli ed è carnivoro, per questo l'uomo europeo è avviato
all'estinzione. L'allarme viene dal convegno mondiale
di antropologia che si svolge a Firenze da oggi al 12 luglio. [...]
Tra i fattori che predispongono all'estinzione la ridotta natalità
e l'essere carnivori [...] L'uomo di Neandertal, informa una
nota, è scomparso a causa della sua cultura brutale, carnivoro
e cannibale è stato ucciso dai prioni, gli antenati di quei
microrganismi responsabili dell'attuale "mucca pazza". L'uomo
moderno, che veniva dall'Africa, era invece essenzialmente vegetariano
e si nutriva di pesce: per questo si è salvato ed ha colonizzato
l'Europa.'
Avanti ragazzi, via le bistecche
e gli hamburger, non avete sentito gli esperti? Non avete sentito
i ministeri della "salute" sull'alimentazione? Avanti con
l'insalata condita col Viagra... eh, accidenti, volete mica diventare
estinti?... Insomma,
ammesso che sia vero che il Neanderthal sia stato ucciso dai prioni
contenuti nella carne, fare 2 + 2 = 4 e dedurne che ci estingueremo
anche noi supera il limite della follia, ovvero: ci manteniamo al
passo coi tempi.
 IL PESO POTREBBE AVERE UN EFFETTO SUL MALE DI ALZHEIMER
- 17 Luglio -
‘I ricercatori hanno trovato una “relazione impressionante”
tra le settantenni soprappeso e lo sviluppo della malattia
di Alzheimer tra i 10 e i 18 anni dopo.’ L’autrice di questo
supremo articolo da spazzatura, Deborah Gustafson, continua con l'immancabile
ammonizione: “Penso che questo significhi che soprappeso e obesità
continuano ad essere un problema per la salute pubblica, e
che donne di quell’età [90 anni o giù di lì] devono preoccuparsi
dei rischi [che il soprappeso] porta alla loro salute”.
Seguono quantificazioni statistiche assortite, volte a ispirare credibilità
da parte del povero lettore ignaro (e magari anziano e soprappeso),
e la solita richiesta di più fondi per continuare la “ricerca”
(degli stipendi...?) da parte di questi parassiti pseudo-politici.
Ma, come tutta la scienza rottame statistica (meglio conosciuta
come epidemiologia multifattoriale) i computer statistici fanno semplicemente
vedere che tra le donne soprappeso (ma non tra gli uomini, chissà
perché) esistono più casi di Alzheimer. Ciò non significa assolutamente
che il soprappeso causi in qualche modo la malattia, né significa
che esistano meccanismi biologici noti che potrebbero
far scattare l’Alzheimer nei più grassi. Allo
stesso modo in cui si è "provato indiscutibilmente” che il fumo
“provoca” oltre 106 malattie, dunque, ecco che ci viene presentata
una coincidenza (e solo sul gruppo esaminato) non differente
da quella di un portafoglio rubato che è stato trovato a fianco di
un individuo, ed esibito poi come prova che l’individuo ha commesso
il furto. Ma siccome l’imbroglio è presentato da “scienziati” che
si “preoccupano della nostra salute” (quindi implicitamente onesti,
disinteressati e incorruttibili ), scatta il blocco della ragione a favore dell’emozione.
Ecco dunque stabilita la “causalità”. Va da sè che i ministeri della
“salute” non fanno nulla per avvertire il pubblico che questa è spazzatura
scientifica, visto che ciò torna loro politicamente comodo; anzi,
fanno di tutto per promuoverla. Comunque, ecco un consiglio veramente
disinteressato per le novantenni soprappeso che si preoccupano che
la loro futura salute sia messa in pericolo dall’Alzheimer:
fuma
pure dopo una bella mangiata. Esistono prove
di vera scienza rottame (tanto valida quanto quella antifumo -- infatti,
è proprio la stessa "scienza") che
dimostrano conclusivamente che fumare protegge contro tale malattia.
Volete accendere?...
DACCI
ADDOSSO AL GRASSO GROSSO; SE SPAVENTO, CHE NE POSSO?
– 17 Luglio - (Le parole chiave destinate ad invocare l’emozione
sono in grassetto) “L’Institute of Medicine of the National Academies
ha raccomandato in un rapporto governativo USA che vengano prese
a bersaglio le donne – specialmente quelle giovani – perché potrebbero
passare la diossina a bimbi tramite placenta o allattamento. lI governo
potrebbe aiutare a prevenire il problema sollecitando
le donne ad attenersi alle disposizioni dietetiche governative mangiando
pochi grassi saturi, specialmente grassi animali, che contengono alti
livelli [di diossina]”
Sembra
ragionevole, no? E allora, dov’è la manipolazione per controllare
il comportamento con la paura? Ce lo spiega Milloy nel libro “Fuma
Pure”: “ …considerate la diossina, che molti hanno cercato di correlare
al cancro [senza riuscirci se non à la fumo passivo].
La diossina è un sottoprodotto del processo della combustione (naturale
o artificiale) del cloro. Tra i processi di combustione naturali vi
sono incendi forestali, eruzioni vulcaniche e accumulazioni organiche.
Tra quelli artificiali, gli inceneritori degli ospedali e della nettezza
urbana, i motori a combustione interna, i processi di produzione chimica
e l'uso del legno come combustibile da riscaldamento. Di conseguenza,
la diossina è ovunque: nell'aria, nel cibo e in ciò che beviamo; in
altre parole, è inevitabile. Ed è praticamente impossibile
misurare esattamente a quanta diossina tutti siamo esposti; però una
cosa è certa: è tanta.”
…Ma
viene certamente comoda per indurre le donne a mangiare quello che
vuole lo stato! Forse si è stabilito quali sono i livelli pericolosi
contenuti nel cibo? No, nemmeno quello, come dice lo stesso articolo:
“Gli scienziati non hanno determinato quali livelli sono da
considerare pericolosi nei cibi perché i test sono troppo costosi”.
Mmmh… e allora su quale base si può: “…suggerire che il dipartimento
dell’agricoltura aiuti i 28 milioni di bambini nel programma
scolastico a ridurre l’esposizione alla diossina servendo a
scuola latte magro”? Non si potrebbe; ma grazie al tandem scienza
rottame-autorità sanitarie-principio di precauzione, ecco che si impone
un cambio di dieta forzato ai giovani e agli adulti con uno spaventapasseri
la cui esistenza non è neppure provata, ulteriormente condizionando
il popolo al credo e superstizioni salutiste partendo dai giovani.
DEMENZIA
RAMPANTE: LA PERDITA DI DENTI E' COLLEGATA AL CANCRO DEL PANCREAS
NEI FUMATORI!
– 11 Luglio -- Ormai lo sappiamo a memoria che ogni demenziale
“studio” di scienza rottame, per avere rilievo dalla stampa rottame
deve dare addosso al fumo, all’alcol e all’obesità; però non possiamo
permetterci di farci l’abitudine. Ecco dunque la gemma della settimana:
“Lo studio ha esaminato 29,104 fumatori maschi tra il 1995 e il 1997.
Più un fumatore perde denti, più alto è il suo rischio di sviluppare
il cancro del pancreas.
Dopo aver tenuto in considerazione età, istruzione, ed ambiente rurale
o urbano, i ricercatori hanno scoperto che il rischio di
sviluppare questo cancro era il 63% più alto nei fumatori che hanno
perso tutti i denti, comparato con quelli che ne hanno perso
meno di 10, riporta l’American Journal of Clinical Nutrition.
Lo studio non dimostra che la perdita di denti causi il cancro, ha
detto il capo ricercatore Rachel Z. Stolzenberg-Solomon in un’intervista,
affermando anche che la perdita di denti potrebbe essere un
indicatore di qualche altro fattore che porta al cancro… per
esempio, uno stile di vita poco sano. D’altra parte, i fumatori
che hanno perso tutti i denti potrebbero avere più batteri
in bocca (invece i non fumatori che perdono tutti i denti di batteri
in bocca forse non ne hanno –
comunque non importa, perché i non-fumatori non sono nemmeno stati
presi in considerazione!!), e questi batteri […] potrebbero
condurre alla formazione di nitrosamine, che sono cancerogene”.
Non
vi affliggiamo oltre. A parte l’ilarità del tutto, dov’è il trucco?
Beh, ‘sti imbroglioni ne hanno usati tanti, ma il più vistoso è che
tra i co-fattori è luminosamente mancante lo stato sociale!
Oggigiorno nei Paesi occidentali, >CHI<
perde tutti i denti, se non i barboni e i derelitti, (e qualche
molto raro caso di non curata, devastante malattia dentaria)? Ma di
solito questi sfortunati hanno anche problemi come l’alcolismo
e la malnutrizione – altri due enormi co-fattori non
“tenuti in considerazione” – ma ciò non conta: l’importante è far
vedere che “il fumo fa male”… Continuate pure così, cari tuffatori
antifumo, perché la vostra credibilità continua a crescere – in numeri
negativi! Nel frattempo, fuma
pure e recita una bella preghiera alla memoria della povera
scienza, che si sta rivoltando nella tomba. Se volete divertirvi
a esaminare la lista delle malattie "collegate" al fumo
attivo o passivo, cliccate
qui; siamo ora a quota 106!
 |
|
La similitudine è ovvia
a tutti, no?
|
|
FAST FOOD
COLLEGATO ALL'INVECCHIAMENTO!
- 9 Luglio
–
Avete mai sentito dire che "studi dimostrano"che il fumo "causa"
le rughe? Ecco dunque gli "studi" su fast food e invecchiamento.
Ma oggigiorno, visto che la scienza rottame è stata ufficialmente adottata
dalla "salute pubblica", si può essere molto più sfrontati
di una volta. Allora, ecco che la BBC, suprema promotrice della suddetta
scienza, ce ne dice una veramente divertente. "Una dieta prematura
di cibo inappropriato (junk food) rende più difficile combattere contro
gli effetti dell'invecchiamento, dicono gli esperti. La scoperta, fatta
dagli scienziati della Glasgow University, si applica in realtà agli
uccelli zebra, ma gli esperti credono che lo stesso potrebbe
valere per gli esseri umani. ... Nel caso degli uccelli zebra,
oggetto dell'indagine, due settimane equivalgono a dieci anni di vita
nell'uomo anche se, aggiunge uno dei ricercatori, l'analogia non è esatta".
In
realtà lo studio non c'entra proprio nulla con patatine e hamburger,
ma bisogna fare la buona azione "responsabile" e dare addosso
al grasso quanto lo si da al fumo, cercando di continuare a far fessa
la gente. Inoltre, un simile fioretto potrebbe facilitare la scucitura
di qualche altro fondo governativo -- chissà, forse anche per una ricerca
sull'invecchiamento precoce delle formiche quando esposte al fumo passivo.
Evviva la scienza rottame; almeno, una volta tanto, è divertente --
anche se lo è molto meno quando diventa politica dei ministeri.
LA
BATTAGLIA QUOTIDIANA PER SMETTERE DI FUMARE: gli
esperti hanno scoperto ulteriore evidenza che suggerisce che stare
senza sigarette è una battaglia quotidiana per certe persone
- 9 Luglio
– Allora,
vediamo: 1.625 persone decidono di prendere parte ad un sondaggio
iniziato nel 1992, ed ecco i risultati. Se smetti di fumare hai una possibilità assai
più grande di successo se usi i cerotti transdermici (naturalmente),
ma solo uno su dieci può comunque smettere di fumare, e solo per un anno. Nel follow-up
dopo otto anni, 840 “pazienti” (di che?...) sono stati rintracciati.
3 su 4 vittime della propaganda antifumo stavano ancora privandosi
di questa semplice gioia della vita, ma “quelli a cui fu prescritta
la nicotina transdermica avevano leggermente più probabilità di ricominciare
a fumare.“ Ma il vero divertimento comincia ora.
Gli
scienziati rottamai “ipotizzano” che tutte le altre 785 persone che
non sono riusciti a trovare erano ancora fumatori (specificando pure
che “questa è un’ipotesi conservatrice, ma ben accettata”
– nella pratica della scienza rottame, s’intende), e che “i loro
calcoli suggeriscono che il 40% di quelli che sono riusciti
a smettere per un anno durante il sondaggio originale siano tutti
tornati a fumare.” Conclusioni: “I ricercatori hanno detto
che le cifre suggeriscono che, tutto sommato, uno su otto
di coloro che hanno partecipato al sondaggio originale è riuscito
a smettere di fumare.“
Naturalmente, delle
785 persone non trovate, non si ipotizza che ne sia morto nemmeno
uno. Infatti lo sanno tutti che se smetti di fumare vivi
per sempre, anche se in questo caso hai ripreso. E, tra l’altro, l’aver
preso qualche morte in considerazione sarebbe doppiamente servito
al chiaro scopo di propaganda di questo pezzo di scienza rottame,
perché avrebbe incrementato la percentuale di quelli che hanno
smesso (è alquanto difficile fumare nella bara) ed anche incrementato
la percentuale delle morti da tabagismo!! Talvolta, l’idiozia
è la peggiore nemica di se stessa. Naturalmente, l’articolo finisce
col solito bang: “Esistono enormi vantaggi per la salute di coloro
che smettono di fumare”. Beh, prenderemo ciò in considerazione
quando ‘sti pagliacci saranno in grado di provare che una sola
morte al mondo e in ogni tempo sia stata causata unicamente del fumo,
o almeno possano quantificare il contributo del fumo ad una sola
morte o malattia. Fino a quel momento, fuma
pure e divertiti – perché chi diavolo vuol credere ad
“esperti” del genere?
LA
PARANOIA DEI CELLULARI: VIETIAMO ANCHE SE NON SERVE
- 9 Luglio
–
Nel Dicembre del 2001 a New York, fu reso illegale l’uso del telefonino
mentre si guidava; solo i cellulari “hand-free” furono consentiti.
Manco a dirlo, la stessa legge fu passata in molti Paesi, compresa
l’Italia, perché la proibizione (no, scusate, il DIVIETO) è il nuovo
modo di risolvere ogni problema, nonché la soluzione di tutti i “mali”
sociali. Passano 18 mesi, e quale è il risultato, oltre che gente
che “parla da sola” mentre guida, come se si fosse in un grande manicomio?
“Nessun dato ha dimostrato una diminuzione degli incidenti”
secondo una serie di studi indipendenti e pure di stato. La logica
conseguenza dovrebbe essere l’eliminazione dell’inutile legge, invece:
“42 stati stanno considerando un divieto simile a quello di New
York nelle sessioni legislative in corso”.
Perché? In questo caso non è logico ipotizzare che ci siano dietro
le assicurazioni, poiché la non-diminuzione degli incidenti è sufficiente
per eliminare l’ipotesi. La ragione vera è qualcosa di assai più grave:
il concetto che una società (e quindi uno stato) per essere
“progressista, avanzata e moderna” debba sorvegliare, regolare
e vietare – e ciò si applica anche quando l’esistenza del
pericolo non è dimostrata né prima né dopo l’applicazione del divieto.
Questo malato concetto è una delle ragioni per cui è stato inventato
il
principio di precauzione. Oggi, quindi, vietare diventa un
palliativo per allontanare la paranoia, e una risposta alle
paure di una società malata e tenuta in costante allarme da interessi
particolari. Forse può essere utile ricordare una frase del grande
Thomas Szasz,
membro del Comitato
d’Onore di FORCES International – anche se non si applica direttamente
a questo particolare caso: “Se parli con Dio, stai pregando. Se
Dio ti risponde, sei uno schizofrenico”.
LO
SCIACQUONE DEL CESSO È UN DISASTRO ECOLOGICO!
-
23 Giugno --
In una
cultura dove tutto ciò che è rimasto sono la paura e i sensi di colpa,
come potevamo evitare di risparmiare il gabinetto? C’è chi fuma ma
non beve, chi beve ma non fuma, e chi mangia e non fa il resto; chi
beve il caffè ed è un monaco per tutto il rimanente, ha anche lui
la sua parte di irresponsabilità sociale. Chi ha l’auto e non fuma
gongola quando vede il lurido cartello “Vietato fumare”, ma chi fuma
e non ha l’auto gongola perché il suo avversario deve fare il giro
del mondo per andare da casa al lavoro grazie ai divieti di traffico.
Però il problema di come essere giusti, cioè di colpevolizzare
TUTTI allo stesso tempo e in eguale misura non è stato
mai risolto -- fino all’altro giorno, cioè, quando finalmente una
coppa del cesso è spuntata all’orizzonte di un mondo libero da ogni
male. Un crescente numero di ambientalisti, infatti, afferma che la
toeletta è un vero “disastro ecologico” poiché potrebbe creare una
crisi dell’acqua – specialmente quando il cesso sarà adottato
anche dai Paesi del Terzo Mondo! Ecco quindi la prima conferenza mondiale
sul “problema”: la Dry Toilet 2003, che si terrà in
Tampere, Finlandia tra il 20 e il 23 Agosto.
Come
si farà la cacca nel sano futuro senza fumo e senza alcol, dove i
camici bianchi ci prescriveranno il cibo, e quelli verdi regoleranno
(letteralmente) anche dove e come pulirci il deretano? Ce lo
spiega Larry Wamberg, portavoce della conferenza: “Paesi come la
Cina aspireranno a tirare la catena come si fa nel mondo industrializzato.
La Cina e le nazioni in via di sviluppo non possono [permettersi
il desiderio di] imitare l’affidamento che l’Europa e gli Stati
Uniti fanno sugli sciacquoni dei gabinetti moderni e la risultante
struttura fognaria. Si sta prendendo la direzione sbagliata e ci sarà
un disastro ecologico. Non si può infliggere un comfort del genere
ad un Paese in via di sviluppo senza rendersi conto delle conseguenze”,
conclude Wamberg. La soluzione? Una toeletta chimica “fai da te”
completa di manuale su come costruirla, usarla e mantenerla,
e su come liberarsi poi dei rifiuti “con sicurezza” e “amichevolezza
ambientale”. Ci si scusi la volgarità, ma questa volta è proprio
il caso di – letteralmente -- di mandarli a ca....
GLI
ANTIFUMO SONO AFFASCINATI DAI GENITALI
-
23 Giugno --
Tanta
è la propaganda e la scienza rottame su fumo e sperma, dimensioni
del pene, erezioni & potenza dello stesso, pustole genitali, spinta
sessuale & libidine, nonché seni, feti, flora vaginale e così
via che nel nostro sito internazionale abbiamo aperto già da qualche
anno
una sezione speciale dedicata ai castrati antifumo. Dalla Danimarca,
patria antica della pornografia, ecco l’ “ultimissima”, turgida
notizia sul fumo: il conto spermatico dei figli delle fumatrici è
basso! Diamo una rapida scorsa a quest’ennesima macchia nera sul bianco
(una volta) camice dell’integrità medica, nonché insulto alla defunta
scienza: le aspersioni spermatiche di uomini le cui madri fumavano
più di dieci sigarette al giorno durante la gravidanza sono poco
dense, cioè acquose – il 48% più acquose, per l’esattezza:
ragazzi, la precisione è tutto. E ciò, naturalmente, ammesso
e non concesso che i poveri fumatori riescano a “rizzarlo” del tutto.
È interessante notare che ciò non si applica invece ai figli di donne
che ne hanno fumate “meno di dieci”, cioè nove. La frase conclusiva
poi dice tutto: “L’équipe ipotizza che certi componenti
del fumo di tabacco potrebbero in qualche modo avere un effetto
sulle cellule fetali che sono importanti per la produzione di sperma
durante la vita”. Mamma mia.
Però,
come si spiega che tra il 1947 e il 1954, quando la percentuale fumatrice
della popolazione adulta sfiorava l’80% e non c'erano paranoie,
truffe e scienza rottame su fumo e gravidanza
[1]
[2] -- quindi la stragrande
maggioranza delle donne (e delle madri di tali donne, cioè la generazione
precedente) fumava mentre incinta -- si ebbe il fenomeno del
“baby boom” – un’esplosione di nascite che raddoppiò la popolazione
mondiale in pochi anni? Ssssh!... Non si fanno domande
del genere – altrimenti la gente potrebbe anche pensare
e continua a fumare!!! Lasciamo invece che la gente creda alle balle
di ‘sti grandissimi figli di una antifumo. I fumatori e le fumatrici
che vogliono decorare la propria parete con un cartello sexy e spiritoso,
possono ordinarlo dal
Bazar di FORCES cliccando qui. E sullo stesso tema, perché
non anche un cartello sulla
protesta fallica?
IL
LATTE MATERNO COMPENSA LA “IRRESPONSABILITÀ”
-
23 Giugno --
Dallo
sperma passiamo al seno e all’allattamento, spostandoci dalla Danimarca
all’Olanda con un altro spettacolare pezzo di scienza rottame che
è bacato alla radice, ma ricordiamoci: ciò che conta è “creare
una cultura antifumo”; se truffiamo il popolo strada facendo va
benissimo perché è “per il suo bene”. Dunque, i “ricercatori” olandesi
hanno “scoperto” che l’allattamento naturale degli infanti compensa
per i
mai dimostrati effetti negativi del fumo durante la gravidanza.
Naturalmente, di nuovo non si considera che i baby boomer furono concepiti,
gestati e partoriti mentre si fumava ovunque, nonché crebbero circondati
da denso fumo passivo e spesso allattati artificialmente – ed
i casi di asma erano infinitamente minori, mentre gli stessi “boomer”
sono arrivati
al limite massimo possibile della longevità umana. Ma, credeteci
o no, questo non è nemmeno il baco più grosso dello “studio”. Ciò
che rende lo “studio” un vero pezzo di scienza rottame è che manca
la comparazione con le madri che non fumano. Si, solo le madri che fumano sono state esaminate!
Come
dite? Come
si può fare uno studio del genere? Ve lo spieghiamo noi: basta che
il fumo possa essere tirato dentro in qualche modo, ciò significa
concessioni governative e
farmaceutiche. I truffatori della “salute pubblica” e gli
attivisti antifumo, infatti, hanno bisogno di un flusso continuo di
materiale da spacciare come “scienza” per continuare a truffare il
popolo, alzare le tasse, acquistare potere politico, controllare la
popolazione, e spingere i prodotti
farmaceutici per cui
prendono la grana. La qualità della spazzatura pseudo-scientifica
è irrilevante – tanto si lavora a produzione di massa per poter
dire che “c’è una montagna di evidenza indiscutibile sui
mali del fumo”. Certo che è indiscutibile: se la discutiamo, si
vede subito che la montagna di evidenza è una montagna di sterco.
Ciò che conta è dunque il messaggio: “il fumo ‘fa male’, compra
i prodotti farmaceutici”, mentre troppi dottori mascherano
la loro incapacità di diagnosticare la vera origine delle malattie
dando tutta la colpa al fumo, e magari prendendosi delle belle percentuali
quando la vittima-paziente è stata convinta di comprare cerotti e
inalatori alla nicotina. Chiaro?
ALLARME:
C’È UN’EPIDEMIA DI CANI OBESI!!
– 3 Giugno - “Metà della popolazione canina in Norvegia è obesa,
e soffre degli stessi problemi dei loro padroni malati. Attenzione
anche per le cagne gravide, che possono aver problemi di parto perché
sono così soprappeso”. Anche i veterinari (perché no, sono
anche loro parte dell’establishment sanitario) ci si mettono con la
propaganda della paura. Inutile dire che qualche “studio” verrà fuori
presto per “provare” che i cani grassi soffrono della mancanza di
autostima. Come nel caso di Fido che soffre per il fumo passivo, ecco
che il copione è applicato anche per il grasso. A quando una relazione
statistica tra vino e cani alcolizzati?... Non dimentichiamoci che
Big Pharma produce anche medicinali per animali domestici… restiamo
quindi in attesa della controparte italiana di questo studio – senza
dubbio prodotta da qualche “credibile” università nostrana.
Quando
si è confrontati con realtà indiscutibili, aumentare la produzione
di scienza rottame
– IL FUMO
PASSIVO CAUSA ASSENZE DA SCUOLA, DICE LO “STUDIO” -- 3
Giugno -- I truffatori antifumo stanno ancora leccandosi le ferite
inferte dal recente enorme studio che ha dimostrato conclusivamente
che i “pericoli” del fumo passivo non possono essere quantificati
e che non esiste legame tra il fumo passivo e il cancro e le malattie
cardiovascolari. Naturalmente, ciò non ferma la macchina che produce
scienza rottame. Ecco dunque un nuovo “studio” che “dimostra” che
gli scolari i genitori dei quali fumano hanno quattro volte più probabilità
di mancare la scuola di quelli i cui genitori sono non fumatori! Come
si è arrivati a queste conclusioni? Ma col medito dei questionari
-- semplicemente chiedendo a 1932 bambini se i genitori fumassero
o no. Qualsiasi esperto di indagini campione (ed ogni compagnia di
marketing) sa bene che i risultati di un questionario sono condizionati
da quali domande si sono fatte, quali domande non si
sono fatte, e da come le domande sono fatte, nonché dal tipo
e dall'ampiezza di risposte che il questionario permette. Ciò nonostante
il ricercatore Naj Dehlavi afferma che “I risultati della ricerca
non ci sorprendono… sappiamo già che 17.000 bambini al disotto
dei cinque anni [in California] sono ospedalizzati per problemi… che
sono risultato diretto dell’esposizione al fumo passivo.” E COME
lo sappiamo, Mr. Dahlavi? Ecco come: con altra scienza rottame, ipotesi,
speculazioni e questionari – senza contare la forte manipolazione
di dati che ignorano l’immenso numero di concause. Chiunque faccia
affermazioni come quella di Dehlavi è un insulto alla scienza, alla
medicina, all’etica professionale e all’intelligenza – senza contare
la responsabilità di truffare il pubblico facendo passare scienza
rottame per scienza vera.
“STUDIO”
-- LA PUBBLICITÀ DEGLI ALCOLICI RAGGIUNGE I MINORI: BANDIRE
- 3 Giugno - Ecco un altro segno dell’imminente campagna antialcol
che, senza bisogno di dirlo, userà i bambini e gli adolescenti come
appiglio per repressione e controllo-censura dell’informazione. Lo
studio concerne la pubblicità agli alcolici e, naturalmente, trova
un collegamento: “La pubblicità di birra e liquori è associata
con lettura da parte degli adolescenti. L’industria ed i legislatori
dovrebbero esaminare modi di regolare la pubblicità che raggiunge
un vasto numero di adolescenti”. Leggi: televisione, radio e giornali
dovrebbero bandire la pubblicità di alcolici. Leggi anche: colui che
si batterà per la libertà di informazione, pubblicità ed espressione
sarà tacciato di essere pagato dall’industria -- e quindi di essere
un venduto poco credibile -- da quelli che sono, infatti, venduti
alle concessioni dell’industria farmaceutica. Lo "studio"
è stato implementato sotto gli auspici del
|