KANKROPOLI - La mafia del cancroSe pensate che l'establishment sanitario stia
lavorando "per il nostro bene", questo libro vi farà cambiare idea,
specialmente per quanto concerne il cancro.
Ampiamente documentato, di facile lettura e senza terminologia "complicata", uno
dei pregi di questo libro è che parla chiaro, e senza mezzi termini, della
spaventosa corruzione dell'industria anticancro o, meglio ancora, di quell'industria che non
vuole che si trovino cure efficaci.
Cliché? Formula logora di sensazionalismo?
Niente affatto. I colossali interessi della case farmaceutiche e dei "baroni"
della medicina, che sul mistero del cancro sono tanto ignoranti quanto un medico condotto,
traggono dalle "cure" del cancro decine di migliaia di miliardi l'anno, mentre
puntano il dito contro "cause" mai provate come il fumo, l'elettromagnetismo,
varie sostanze chimiche e così via, per confondere le idee del pubblico e coprire
cinquant'anni di risonanti fallimenti.
Kankropoli è un libro che ci aiuta a capire a che livello la sanità pubblica
sia caduta. Vediamone solo alcuni passaggi.
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Sulla corruzione
delle istituzioni salutiste:
"[La
Lega Tumori] aveva destinato una minima parte dei mezzi finanziari di cui disponeva al
raggiungimento degli obiettivi istituzionali, equivalenti a 810 milioni (nemmeno un
miliardo!), mentre ben 9.360 milioni sarebbero stati spesi per investimenti patrimoniali."
Sulla corruzione dello Stato:
"
Meglio
sarebbe per lo Stato italiano
esigere un reale, dettagliato e costante resoconto
pubblico del procedere delle ricerche e dei risultati conseguiti. Sembra però alquanto
difficile pensare che possa prendere una simile decisione uno Stato succube delle
multinazionali farmaceutiche."
Su come il popolo viene truffato dalle
statistiche:
"Secondo
l'oncologia ufficiale le possibilità di guarire oggi dal cancro sono almeno il 50 per
cento, contro il 20 per cento del 1930.
Se si vanno a vedere gli studi controllati
sull'efficacia della terapia medica nel carcinoma a piccole cellule, abbiamo una
sopravvivenza del 9 per cento a due anni dalla diagnosi, che però diventa del 4 per cento
a cinque anni
Ogni dimissione ospedaliera risulta una guarigione
E siccome
non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto
una volta sola si avrà un 90% di guarigione e il 10% di mortalità."
Sulle frodi nella casistica:
"Dopo
sei cicli convenzionali di chemioterapia, che dura circa sei mesi, si può ottenere anche
la scomparsa della massa neoplastica. Il paziente risulta così guarito. Se a distanza di
altri sei mesi compaiono metastasi, quella stessa persona figurerà come un nuovo
paziente, perché "quello di prima" risulta guarito."
Lo stesso approccio truffaldino usato per far vedere la "terribile mortalità del
tabacco" (ma col "segno cambiato") è usato per far apparire un colossale
fallimento terapeutico che costa ai cittadini italiani intorno agli 80.000
miliardi l'anno come un accettabile successo.
Inoltre, Kankropoli descrive in dettaglio
un'agghiacciante serie di casi (ed offre al lettore la documentazione su richiesta)
d'intimidazione, persecuzione e repressione da parte dello Stato e della professione
medica, contro coloro che hanno, con diversi gradi di successo, tentato di trovare una vera
cura per questa terribile malattia - casi che arrivano, in pratica, alla
criminalità.
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