LA LIBERTÀ IN FUMO
Quando il proibizionismo nuoce gravemente alla salute

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Prefazione di Alberto Mingardi Primo capitolo/introduzione di Lord Haris Prefazione all'edizione inglese di W.F. Deeds Note sugli autori

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La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

Salutismo e Libertarismo

The Evidence - L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo

Multinazionali farmaceutiche: Governi in tasca, antifumo in vendita

Il raggiro della salute pubblica sul fumo: un trattato di dissenso

Primo capitolo

 Introduzione di Lord Harris of High Cross

1. Tutto vi fa male….?

Per prepararvi a questo libro, vorrei raccomandare a voi lettori, come si fa con la giuria di un processo, di liberare la mente da tutti i pregiudizi sul fumo e sul tabacco, che ormai viene visto come “il primo indiziato” dell’insorgere di ogni malattia possibile. Già dal 1961, il Reader’s Digest ha reso popolare la barzelletta “E’ stato provato, oltre qualsiasi possibilità di dubbio, che il fumo è una delle cause principali delle… statistiche di ogni genere”. Per adesso però cerchiamo di dimenticare il fumo.

            Se siamo interessati alle statistiche specifiche sugli altri pericoli che ci circondano, possiamo attingere a piene mani dal libro The Culture of Fear,  del dottor Frank Furedi, della Kent University. Partendo dalla possibilità di essere colpiti da un fulmine o da quella di morire in un incidente aereo, egli arriva a fornire questo quadretto, sugli altri possibili “rischi” che condizionano la nostra vita: ogni anno, una morte su 1.000.000 (60 decessi in Gran Bretagna) può essere ricondotta al consumo di carne, una su 500.000 (oltre 100 decessi in Gran Bretagna) ad incidenti ferroviari, 1 su 250.000 (oltre 250 decessi in Gran Bretagna) al soffocamento da cibo, una su 26.000 (2.000 decessi in Gran Bretagna) ad incidenti entro le mura domestiche, una su 8.000 ad incidenti stradali. Per questo Furedi si scaglia contro “la salute pubblica”, e avverte che “la sicurezza sta diventando la religione della nostra epoca”, e di conseguenza la società si scopre “immatura nel fronteggiare i rischi, finendo per richiedere costantemente l’intervento di quella grande ‘tata’ che è lo Stato”.

            Le implicazioni politiche di una tale visione del mondo erano state stigmatizzate già dieci anni prima dal giornalista televisivo ed ex deputato laburista Brian Valden:

Il desiderio di sicurezza pubblica sta divorando la politica….Tutti, sempre ed ovunque devono essere sorvegliati, seguiti, consigliati per paura che possano farsi male….è già evidente che sta montando un nuovo tipo di autoritarismo.

            Fin dal 1960, il desiderio spasmodico di conquistare le prime pagine ha portato alla diffusione, quasi continua, di  notizie allarmanti sulla salute, anche senza concentrarsi nel tiro al piattello col tabacco. D’altra parte fu proprio Il World Cancer Research Fund che annunciò che il 40% dei tumori avrebbero potuto essere evitati cambiando semplicemente dieta.  

Guardiamo allora con una maggiore attenzione a qualcuno degli altri pericoli, che gli esagitati “media” diffondono tra un titolone e l’altro sugli ultimi isterismi da fumo. Anche solo sbirciando appena i ritagli dei giornali accatastati nei nostri cassetti negli ultimi dieci anni o giù di lì, mi sembra evidente che qualsiasi cosa si mangi o si beva faccia male. Qualsiasi! Si ritiene, ormai da tempo, che i cibi grassi, lo zucchero, le caramelle, il sale, siano da considerarsi come possibili “killer”, ma cosa fanno i fanatici salutisti quando leggono che uno studente è stato ucciso da un “hamburger” per vegetariani, che la margarina fa più male al cuore del burro, che mezzo litro di latte al giorno protegge, in ultima analisi, il cuore dall’infarto, che le persone con colesterolo basso sono più inclini al suicidio o che i sottaceti potrebbero essere correlati all’insorgere del tumore alla gola?

            Con un certo gusto per la provocazione il professor John Marks, dell’Università del Surrey, prende in giro “la cibo-mania del ‘muesli’”, affermatasi a causa di alcune insensate credenze nutrizionali, che egli ritiene in grado di produrre “una generazione di anoressici”. Se non riesce a trovare spazio sulla carta stampata per le sue giuste raccomandazioni di “una dieta bilanciata che contenga un poco di tutto e qualsiasi cosa in quantità moderata” avrà senz’altro il plauso di Nigella Lawson, la quale sull’Evening Standard scrive:

Ciò che qualsiasi persona sensibile sa è che la moderazione ed il piacere sono guide  migliori per la salute e la felicità di qualsiasi tipo di  regime alimentare obbligatorio ed auto-flagellante.

            Mi domando che cosa pensano entrambi di due recenti inchieste dal titolo “Il miele può essere un veleno per il tuo bambino” e “Nei bimbi in tenera età, sono in aumento le allergie fatali da pasta di noccioline”. Me li immagino sghignazzare sotto i baffi nel leggere questo titolo del Times (29 maggio 1998): “Pompa salute con la salsa di pomodoro”, che fa riferimento a delle ricerche che mostrano una riduzione di incidenza degli attacchi cardiaci e tumori alla prostata tra i consumatori di salsa di pomodoro e di pizza. Sempre il Times sottolinea in altra occasione come “i saputelli dell’alimentazione hanno la faccia sporca di salsa di pomodoro e spezzatino”.   

Un po’ di tempo prima, quando la ricerca aveva suggerito che il consumo di caffè ha dei pro e dei contro, i giornali scandalistici fecero a gara per i titoli più ad effetto: “Il caffè può essere causa di timori?” (così il Mirror) “Caffè e the pericolosi come il fumo” (Sun), “Pericolo nella caffettiera” (Express).

            La tentazione di convertirsi alle bevande salutiste può essere facilmente abbandonata leggendo su Today che più della metà delle ragazze che assumono bevande dimagranti, sono a rischio di malattie ossee. Un articolo sul Times rendeva conto invece dell’esistenza di correlazioni tra la carne cotta alla griglia ed i tumori. Tanto è bastato al laburista arrabbiato Briefing per inventarsi questa cantilena: “McDonalds, McBastards, McCancer”. Sempre il Times ha pubblicato i risultati di una ricerca che collegava gli “hot dogs” con l’insorgere della leucemia nei bambini. Per i palati più raffinati, il Times ha svelato l’esistenza di “Tumori causati dalla cucina cinese”.

            Anche se il consumo moderato di vino rosso e di super-alcolici è stato recentemente raccomandato da molti dottori, il loro abuso è sempre più stigmatizzato come pericoloso.   Seguendo l’onda, i giornali più importanti hanno fatto la gara a chi “sparava” i titoli più ad effetto:  “L’alcol ne uccide cinquecento alla settimana” (secondo il Times), “Bere danneggia la salute di un milione quattrocentomila persone” (così il Guardian), “I pazienti con malattie dovute all’alcol riempiono gli ospedali” (Daily Telegraph), “Morire per una bottiglia” (Sunday Times). La confraternita dei medici è così determinata a toglierci il piacere del bere, che, se le ricerche non confermano il loro allarmismo, i risultati vengono semplicemente ignorati. Così nel 1988, quando un’indagine della International Agency for Research on Cancer (sotto gli auspici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha scoperto che era stato provato che l’alcol non poteva essere considerato un agente cancerogeno (ossia che non causava il cancro), gli autori della ricerca conclusero ad ogni modo che le correlazioni epidemiologiche erano così forti che l’alcol non poteva che essere un elemento cancerogeno. Comunque prima che un ex alcolista si decida a ritornare a bere solo acqua, deve soppesare attentamente i risultati di altre ricerche, come quelle pubblicate dal Daily Telegraph, che spiegano come l’acqua con basso contenuto di minerali sia associata con le malattie cardiache, ed altri tipi di acqua con il Morbo di Alzheimer.

            Deve prestare molta attenzione anche chi ritiene che gli sport e l’attività fisica siano un valido correttivo al cibo non sano ed al bere. Attenti al pugilato, che il Times descrive come “La nobile arte del danneggiamento cerebrale”, e che ha causato comunque meno danni della negligenza dei dottori. Ma vediamo cosa ci dicono sulle attività più popolari: corsa e palestra. Il Times scrive “Gli uomini che effettuano intensa attività fisica hanno livelli ormonali più bassi” ed avvertono quelli che corrono che sono a rischio maggiore di contrarre “sindromi di affaticamento virale dopo le malattie”. E’ stato il Daily Telegraph a uscire con questo titolo: “Fatale caduta dal “tapisroulant” di un uomo esausto dalla fatica” in cui si parlava di un uomo di 46 anni, deceduto dopo essere caduto, ormai privo di forze, battendo la testa su un attrezzo. Poiché migliaia di persone usano i “tapisroulant”, il Telegraph è corso a rassicurare i lettori: “Le autorità mediche e quelle preposte alla sicurezza stanno indagando” e sicuramente avranno il loro da fare per rassicurare i cittadini in quanto, nel 1997, l’Associazione dei Consumatori ha avvisato tutti che “frequentare le palestre non fa bene alla salute”.

            Ognuno di noi, che confida in una certa sicurezza entro le mura casalinghe, deve stare allerta e fare molta attenzione agli incidenti domestici e, se pensate di comprare un pappagallino, riflettete prima su quanto rivela The Independent: “Gli uccellini da compagnia causa di tumore ai polmoni”. Per i possessori di uccellini, la possibilità di contrarre tumori polmonari è sette volte maggiore che per chi non li possiede. Non abbiamo spazio per ricordare l’isterico allarmismo sulla “peste del millennio”, l’AIDS, ma facciamo solo cenno ad un articolo da “collezione” dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sulla giornata mondiale per la prevenzione dell’ AIDS nel quale si spiegava come “baciare sulle guance” fosse molto più sicuro che “un bacio sensuale ed appassionato lingua-in-bocca”.

            Uno dei titoli più allarmistici apparsi nel 1997 è quello che è stato pubblicato, sorprendentemente, nella sezione economica del Sunday Times: “Gas cancerogeni mettono in pericolo i prezzi delle case”. L’articolo riporta che “milioni di proprietà immobiliari… potrebbero vedere il loro valore crollare” a causa di gas sotterranei che possono causare tumori ed esplosioni. Il problema pare essere

L’infiltrazione di gas metano da vecchi terreni di riempimento ed il rilascio di gas radon… considerato la seconda causa di tumori in Gran Bretagna.

Nel maggio del 1998 è il Times a tuonare: “Il radon è responsabile di un decesso su venti per tumore ai polmoni”, e riporta che il British Journal of Cancer stima a quota 1800 i decessi dovuti alla inalazione di gas radioattivi in tutto il Regno Unito. Inevitabilmente i ricercatori buttano lì  che “il problema è stato peggiorato dal fumo’’, ma, misteriosamente, il fumo in questa ricerca non aveva alcun effetto sulle percentuali di chi si ammalava.

            Se il lettore trova difficoltà a capire tutti questi allarmismi, credo che non voglia sapere che il Parlamento Europeo ha stanziato 57 miliardi di euro per una ricerca su

Tutti i possibili pericoli derivanti dell’uso dei telefoni cellulari, dai tumori al cervello e leucemia fino agli effetti sui cicli del sonno…

Non esiste alcun dubbio che talvolta i giornalisti siano responsabili di storie esagerate o contraddittorie sulla salute. Guardate che cosa ha scritto, nel febbraio del 1998, il redattore responsabile della pagina della medicina del Daily Telegraph: 

La percentuale dei tumori non diminuisce di quanto dovrebbe, le persone continuano a fumare e giovani (fumatori) rimpiazzano quelli che muoiono. 

Quattro giorni dopo il suo corrispettivo del Times si rallegra che: 

Negli ultimi 30 anni l’incidenza di cancro ai polmoni è diminuita annualmente del 2-3% più di quanto ci si potesse aspettare dalla diminuzione del numero di persone che fumano. 

Sopra, sotto? Sì, no? Buono, cattivo? Essere o non essere…? Quali conseguenze dovremmo trarre da tutto ciò?

Ralh Harris