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La
piattaforma politica di FORCES Italiana |
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È
sempre facile lamentarsi della situazione, e oggi più che mai tutti lo
sappiamo fare fin troppo bene. Ma quali alternative ci sono? FORCES
crede all'azione assai più che ai lamenti e
ai "mugugni", che lasciano il tempo che trovano -- specialmente nelle orecchie
di chi ha deciso di non sentire -- e sprecano energie e tempo prezioso. I
politici che ci governano e le gang sanitarie hanno bisogno di segnali
chiari, forti e inequivocabili che la gente ne ha avuto abbastanza,
e che non accetta più truffe e tasse e imposizioni, propinate con tanto
di retorica paternalista. Ma per muoversi sono necessarie valide, logiche e fattibili alternative
-- a partire da chiare idee sulle mete da raggiungere e per l'ottenimento delle quali si sviluppano i
piani di lotta necessari per la distruzione della dittatura
"sanitaria".
Ecco dunque la nostra piattaforma politica e il nostro
“pacchetto” di obbiettivi sociali e politici.
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Ne hai avuto
abbastanza?... |
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DIVENTA SOCIO DI FORCES!
Forces Italiana - Codice Fiscale 95063070106
Casella Postale 2501 - 16146 Genova |
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Come sarà speso
il tuo denaro |
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Le attività di Forces Italiana sono
confacenti al suo statuto, e nessun denaro è intascato direttamente o
indirettamente dal Comitato direttivo o dai soci. Tutto il denaro ricevuto
da Forces Italiana è volto ai fini statutari, ed il lavoro per la
sua manutenzione ed ampliamento è volontario e non pagato. |
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Il
nostro gruppo si batte per l’insediamento dei seguenti principii e
garanzie:
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L’esplicita garanzia costituzionale dell’inalienabile
diritto del cittadino adulto alla gestione della propria salute e del
proprio stile di vita, libero dall’interferenza legale, fiscale e
morale dello stato.
-
Il
divieto per l'autorità statale
di mettere in atto
politiche, provvedimenti, leggi, decreti e tassazioni basati
su dati e/o conclusioni derivanti da statistiche di carattere multifattoriale (esempio: epidemiologia multifattoriale), e l'adozione
esclusiva, per tali provvedimenti, di metodologie scientifiche e
statistiche che siano
in grado di provare causalità certa.
-
Divieto dell’uso della tassazione e dell’informazione parziale
o tendenziosa da parte dello stato, volte a modificare,
condizionare, forzare il comportamento degli individui o comunque costruire
consenso od
opinioni dei cittadini sulla base di scienza che non sia in grado di
provare causalità certa.
-
Obbligo da parte dello stato e di altri enti pubblici che usano
il denaro dei cittadini, di fornire informazione sanitaria ed ambientale
completa, non tendenziosa e non propagandistica, che informi il
pubblico con esattezza anche sulle incertezze, dissensi,
e molteplicità delle cause del fenomeno trattato. Noi crediamo
che, in materia di informazione pubblica e legislazione, sia obbligo
dello stato di informare la popolazione su tutti gli aspetti e
punti di vista, e non solo di quelli che sono strumentali
all'ottenimento di agende politiche di maggioranza - sia essa reale,
presunta, o presentata come tale. Lo stato, i suoi ministeri e le sue
istituzioni non sono un partito politico, ma devono rappresentare e
rispettare la volontà e la dignità di tutti i cittadini, e trovare modi
di agevolare una dignitosa e pacifica convivenza anche tra i
cittadini la cui volontà, valori e stili di vita sono diversi o in
contrasto.
-
Obbligo da parte dello stato di mettere a disposizione e
permettere accesso completo, continuo e illimitato del pubblico
a tutti i dati statistici, epidemiologici, scientifici, economici
e di qualsiasi altra natura impiegati come base diretta
o indiretta per proporre, varare o mettere in atto leggi, regolamenti,
decreti, tassazioni, divieti e obblighi, ed altre limitazioni della
libertà dei cittadini.
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Elezione
diretta di commissioni che abbiano la
funzione e l'autorità di accertare l’assenza di interessi particolari da
forze economiche in quegli enti, collegi, istituzioni e
ministeri sostenuti con denaro pubblico che sono responsabili per
decisioni politiche e sociali, e l’obbligo da parte di tali commissioni
di denunciare e quantificare al pubblico l’esistenza di tali pressioni.
-
Il rifiuto del
principio di precauzione come base morale o
politica per la proposta, il varo e la messa in atto di regolamenti,
divieti, tassazioni e obblighi. Il principio di precauzione è
un'inversione morale e giuridica che obbliga l'accusato a provare la
sua innocenza; e quando è usato per ambiente e salute, questo
perverso principio richiede all'accusato di dimostrare che le sue
azioni e prodotti non fanno male, ben sapendo che provare un
negativo è impossibile, e quindi assicurando il successo di ogni
accusa perché il principio di precauzione prescinde anche
dall'obbligo di provare scientificamente l'esistenza di un pericolo:
basta affermare che c'è un sospetto per regolare, vietare,
tassare e demonizzare imprese e individui.
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La garanzia che i proventi delle tassazioni di beni, servizi,
abitudini o privilegi di particolari categorie di cittadini o imprese
non siano usati per sostenere campagne e propagande volte alla
repressione, emarginazione, restrizione e punizione dei cittadini e/o
delle imprese che pagano tale tassazione.
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La garanzia che i proventi delle tassazioni di beni, servizi,
abitudini o privilegi di categorie di cittadini o imprese, quando non
usati dall’erario generale, siano usati al solo scopo di migliorare o
facilitare il godimento o l’implementazione di detti beni, servizi, abitudini o
privilegi.
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La garanzia che, in caso di verificati danni apportati da beni,
servizi, abitudini o privilegi di cui ai punti (8) e (9) che siano
chiaramente dimostrabili da scienza capace di provare causalità certa,
i proventi delle tassazioni su tali beni, servizi, abitudini o privilegi
siano usati esclusivamente e in modo verificabile per la
compensazione di detti danni.
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Il diritto inalienabile del proprietario/gestore di un’attività
privata – anche se con accesso volontario da parte del pubblico -- di
stabilire quelle regole di comportamento nella sua proprietà o attività
che egli ritiene più appropriate (previo obbligo di informazione del
pubblico su tali regole), con la garanzia dell’assenza
dell’interferenza statale su basi sociali, sanitarie, religiose o
discriminatorie, l’unica eccezione essendo la garanzia dell’incolumità
personale contro pericoli che possono essere dimostrati con l’uso di
scienza capace di provare causalità certa entro i parametri di (2) e
di cui le vittime non siano previamente informate.
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Il
divieto per lo stato di bandire i cittadini dalla proprietà
statale mentre esercitano pubblicamente il diritto di cui al punto (1) di espletare
abitudini, stili di vita ed uso di prodotti che sono legali. In caso di
sostanziale conflitto tra i cittadini sull’espletamento di tali
abitudini, stili di vita ed uso di prodotti vi sarà l’obbligo dello
stato, quando fisicamente possibile, di assegnare l’uso di percentuali
di superficie e/o volume della proprietà pubblica in funzione diretta
della proporzione demografica dei cittadini espletanti le suddette
abitudini, stili di vita ed uso di prodotti.
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