Clicca qui per tornare alla home page di FORCES Italiana La scorrettezza politica dell'onestà intellettuale 
Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
The Evidence

L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 
Le rubriche


La parola ai lettori
Lettera del Marzo 2004 al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - 1

Torna all'indice de La parola ai lettori

Vuoi comunicare con questo lettore? Scrivi a: gagliano@forcesitaly.org

Informazioni su FORCES
Chi siamo
Vietato fumare Vietato entrare:
Elenco dei locali che rispettano il diritto
La parola ai lettori
Maledetti ciccioni parassiti sociali
Porci bevitori siete i prossimi
Poveri caffeinomani, ora vi curiamo
Incensatori e profumatori assassini, ecco il vostro turno
La frode del fumo passivo
Uccidiamoli per il loro bene
Scienza rottame
Scienza scorrettissima
Abusi contro i fumatori
La posta di FORCES
Umorismo
Il muro del silenzio
Vietato parlarne: vittorie del tabacco
Quanti sono 'sti morti??
Lo sapevate che...?
Eventi quà e là
IPSE DIXIT: citazioni
Porno Health Canada
Coppa scienza rottame
I servizi speciali
La guerra della nicotina
Di Wanda Hamilton
Multinazionali farmaceutiche: Governi in tasca, salutismo in vendita
La truffa del fumo passivo - Corso rapido per principianti

Attivismo

COMPRA L'INNO DELLA LOTTA AL SALUTISMO
Sostieni FORCES acquistando questa bellissima canzone per soli $0,99!

I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 


Vedi lettera 2 ||  Vedi lettera 3

Caro Presidente,

So molto bene quanto Lei sia impegnato con problemi di grandissima importanza nazionale ed internazionale, tuttavia mi sono finalmente deciso a scriverLe perché l’argomento che intendo esporre interessa oltre un terzo della popolazione italiana adulta. Mi riferisco ai fumatori che, secondo le recenti ricerche dell’Istituto Superiore di Sanità, ammontano a 18 milioni.

Premetto che io sostengo pienamente una (corretta) campagna antifumo perché ritengo possibile che il tabacco possa influire sull’incidenza di alcune malattie,  tanto quanto, ad esempio,  l’alcool, il colesterolo, i dolci, le merendine preconfezionate e così via.  Nello stesso tempo ritengo che il tabacco e le sopradette sostanze, a piccole dosi gratificano il corpo e lo spirito.

La campagna antifumo è diventata legge, grazie ai media che, ahimè, hanno persino convinto il Consiglio dei Ministri.

Lei sa benissimo che cos’è   il potere dell'informazione, e la manipolazione della stessa: “Una bugia, ripetuta a lungo, diventa la nuova realtà” (P. J. Goebbles, ministro della propaganda della Germania nazista). Come buona parte degli italiani, anch’io sarei stato vittima delle informazioni propinate dalla maggior parte dei media sulle malefatte Sue e del Suo governo   se non mi fosse stato d’aiuto il TG 4 (piuttosto che TG, lo chiamerei: “Il salotto di Fede”), dove, malgrado le chiacchiere del direttore, si possono avere corrette  notizie su di Lei e il Suo governo). 

Ebbene, il ministro Sirchia, è riuscito ad occupare le prime pagine di  stampa e televisione con   la sua campagna antifumo,  copiata da quel che è divenuto moda nei Paesi industrializzati, con in testa gli USA, e basata su ricerche “scientifiche”  a senso unico, grazie al sostegno delle Case Farmaceutiche che attraverso i loro prodotti antifumo (prevalentemente la “loro” nicotina), introitano migliaia di miliardi di dollari all’anno. Dette ricerche si appoggiano fondamentalmente su associazioni statistiche, non prove scientifiche, con malattie a genesi multifattoriale. Infatti non esiste  malattia esclusiva del fumatore.

Tra i vari studi che negano la sovradimensionata pericolosità del fumo passivo, rigorosamente ignorati dalle campagne antifumo, vi è quello pubblicato il 17/5/03 dal British Medical Journal. Trattasi di una dettagliata analisi su 118.000 soggetti osservati per 39 anni (dal 1959 al 1998) da J. Enstrom e G. Kabat, rispettivamente delle Università della California e di New York, i quali hanno dimostrato che l’esposizione al fumo di tabacco ambientale non aumenta il rischio di cancro polmonare o di malattie cardiache o di malattie croniche ostruttive polmonari. Tale studio è stato brevemente seguito, in qualche  giornale medico, da critiche (come si conviene a qualsiasi lavoro scientifico), ma è stato ignorato dai media che, al contrario, se viene pubblicato un articolo che attribuisca la causa dell’unghia incarnita al fumo di sigaretta, ci si buttano dentro a tutto spiano.

Parimente non ha avuto alcuna pubblicità la  decisione della United States Federal Court  del 17 luglio 1998 che, sulla base del peso dell'evidenza scientifica disponibile, ha dichiarato nulle le affermazioni della U.S. Environmental Protection Agency (EPA) circa esposizione al fumo passivo che avrebbe un serio e sostanziale impatto sulla sanità pubblica, e che il fumo passivo sia un cancerogeno, responsabile per circa 3.000 morti l'anno da cancro polmonare nei non fumatori americani.

2

Il ministro Sirchia, con le sue leggi repressive, inasprisce i fumatori senza modificarne le abitudini, e    stimola  l’intolleranza verso costoro da parte dei non fumatori.  Infatti, la sua manichea campagna  contro il fumo passivo fa del  fumatore un individuo che minaccia la salute e il benessere di chi gli sta vicino, creando così una psicosi di massa. 

Che una legge, distintamente discriminatoria e di chiaro stampo nazista venisse approvata da un Consiglio dei Ministri, rappresentante della Casa della Libertà, francamente non me l’aspettavo!

Qualche esempio:

Bar, ristoranti e simili: La zona per i fumatori deve occupare un’area inferiore alla metà di quella dei non-fumatori. Ciò è impossibile per i  circa 15.000 esercizi monolocali presenti in Italia e, come dice   la stessa  Fipe-Confcommercio: “Sara ugualmente problematico per gli esercizi con più locali poter attrezzare spazi separati per fumatori, in considerazione dell’eccessiva complessità ed onerosità degli interventi tecnici necessari.”   A parte l’impatto economico per i gestori,  le caratteristiche imposte dalla legge per la zona fumatori sono tali da dare la sensazione di un’area peccaminosa, tipo “casa chiusa”. E pensare che una semplice insegna con la scritta: “LOCALE SENZA FUMO” risolverebbe i problemi di fumatori, non fumatori e gestori. Siano i clienti a decidere se favorire o disertare questo o quel locale.

Una domanda retorica: Chi ha votato per la CdL si aspettava di vedersi limitata la  libertà proprio a casa sua? Perché il proprietario o gestore di un locale  non deve poter decidere come condurre il proprio esercizio?

Eliminare il fumo nei treni: A chi faceva male la carrozza fumatori se non allo stesso fumatore? Dicono che  ricerche fatte nelle carrozze non-fumatori vicine a quella dei fumatori, hanno mostrato un alto livello di polveri fini.  Ma queste polveri sono già abbondantemente presenti nell’aria che respiriamo! Secondo una recente analisi dell'O.M.S., relativa all'impatto del PM10  nelle otto maggiori città d'Italia, esse provocano ogni anno: 3.472 morti, 4.597 ricoveri per problemi cardio/respiratori, 72.884 gravi casi di bronchite/asma nei bambini.

Le lugubri scritte sui pacchetti di sigarette a che cosa servono se non a far vedere il fumatore nelle vesti di kamikaze? Di certo non   spaventano  giovani e giovanissimi che, caso mai, trovano la cosa eccitante. Dopo tutto, la trasgressione è propria dei giovani (vedasi la recente indagine dell’Oms nella scuola italiana!).  Dalla mia microindagine  presso alcune tabaccherie,  risulta che le funeree scritte, non solo non hanno causato alcun calo delle vendite di tabacchi, ma hanno promosso la vendita di prodotti   ritornati di moda: portasigarette e portapacchetti che nascondono quelle epigrafi! E quest’ultime, perché non renderle obbligatorie anche sulle bottiglie di vino, nelle confezioni di burro, nei prosciutti,  salami etc.? Nel quotidiano U.S.A. TODAY, tempo fa, è apparsa un’indagine, condotta dalla Robert Wood Johnson Foundation,  pubblicata nella rivista scientifica Public Health, in cui si concludeva   che gli obesi tendono ad avere problemi di salute di poco superiori a coloro che vivono in povertà e di gran lunga peggiori di quelli dei forti fumatori  o dei grandi bevitori.

Pare che Sirchia si proponga di mostrare, attraverso la televisione,  i polmoni neri dei fumatori. Se dovesse far questo denuncerebbe la sua ignoranza (colposa, in quanto medico): i polmoni di tutti gli adulti che  vivono nelle  moderne  città   sono neri per via dell’antracosi. Questa è una pneumoconiosi determinata dal deposito di pigmento di carbone inalato, proveniente dal riscaldamento domestico e, in maniera rilevante, dai vapori di scarico degli autoveicoli.

3

Vuole  Sirchia proteggere l’uomo da se stesso (nello stesso tempo non proteggendo la donna che rifiuta di farsi amputare il piede, pena la morte)?

Ma chi vuole uno Stato salutista che ti impone di vivere secondo le sue regole? 

Secondo me, il divieto di fumo trova ampia giustificazione nei locali pubblici che la gente è costretta a frequentare  (Uffici amministrativi, Poste, Ospedali, Scuole, etc.), nei locali  dove la sigaretta può essere accidentale causa di incendi/danni a cose di pubblica utilità/interesse (Musei, Biblioteche, ambienti affollati chiusi,  etc.), in qualsiasi locale dove il   gestore decida di vietare il fumo. Lo trovo autoritario dove  si va per piacere ludico o di gola. Lo ritengo persecutorio nelle stazioni ferroviarie e aeroporti (salvo nelle sale d’aspetto) dove i locali sono enormi e ventilatissimi!

In riferimento agli ospedali, preminenti ambienti di stress, perché non avere un fumoir dove il fumatore  possa calmare la tensione con un’innocente sigaretta? Idem per balere, sale da gioco, etc.

Per quanto riguarda i bambini e le donne gravide, è semplicemente stupido cercare  di proteggerli nei luoghi pubblici dove ci si trovano per breve tempo. Invece, chi li protegge dai micidiali gas di scarico delle marmitte? Eh, no, i petrolieri e le case automobilistiche non si toccano!...

La   protezione di bambini e   donne gravide va fatta nell’ambito della famiglia attraverso l’educazione, l’informazione. Ma, dategli tempo, il ministro Sirchia penserà anche a questo: copiando quanto viene fatto in alcuni Stati americani, verrà il divieto di fumo nelle case private. E’ facile: viene resa obbligatoria l’installazione dei segnalatori di fumo collegati a Polizia e Vigili del fuoco che, quando scatta l’allarme, entrano a casa tua e se trovano sia pure un portacenere, ti danno una salatissima multa e, se la cosa si ripete, scatta l’interdizione o inabilitazione a protezione delle vittime.

Concludo con alcune riflessioni da uomo della strada:

La vita media s’è allungata (la diminuzione della mortalità infantile non entra in causa ché, da svariati decenni, in Italia è sempre stata fra le più basse). I sessantenni, settantenni, ottantenni e novantenni italiani fioriscono, grazie si alle relativamente recenti migliorate  condizioni di vita e alla medicina, ma un dato incontrovertibile è che sono e sono stati tutti fumatori, attivi o passivi; tutti sono cresciuti in case piene di fumo; in cinema dove il fumo si tagliava col coltello e  in galleria  ci si andava non per vedere il film (impossibile) ma con la ragazza; in trattorie e ristoranti dove, particolarmente durante i pranzi di matrimoni e simili, qualcuno ogni tanto usciva per una boccata d’aria (allora non c’era lo smog).

L’asma, specialmente in età pediatrica, è in continua crescita. Ciò è dovuto ad un forte aumento dei fumatori (!) o all’incremento vertiginoso del traffico veicolare che soffoca le vie cittadine?

Il proibizionismo non funziona . L’esperienza fallimentare  del proibizionismo dell’alcool negli USA, insegni. Esso portò al   gangsterimo e, a distanza di circa due generazioni, nel periodo in cui vivevo colà (1960–74) avvertivo come negli americani fosse ancora presente un istintivo  senso di qualcosa di trasgressivo verso l’alcool,  certamente alimentato dalla legge che ne proibisce il consumo prima dei 21 anni di età (18 in alcuni Stati).

Sul fatto che gli americani siano all’avanguardia su tutt’i campi tecnologici, non ci piove. Ciò, tuttavia, non li fa i primi della classe in tutto. Prendiamo, ad esempio, la gigantesca lotta che, sin dal 1980,  scienziati, nutrizionisti e governo degli Stati Uniti hanno intrapreso contro l’obesità, indicando alla popolazione di mangiare meno grassi e più carboidrati. Gli americani hanno ubbidito: come rilevato dal National Institute for Health, in pochi anni il consumo dietetico di alimenti ricchi  di grassi saturi e colesterolo è diminuito. 

4

Con il classico entusiasmo, tutto americano, persino nelle bottiglie di acqua minerale predomina la scritta (mi vien da pensare agli epitaffi nelle confezioni di tabacco): NO CHOLESTEROL.

Eppure, gli americani sono il popolo più grasso del mondo!

Se le polveri sottili da fumo passivo fossero così micidiali  come  ci vogliono far credere, come si spiega il fatto che quelle da fumo attivo non uccidano i fumatori  entro  pochi anni dall’inizio della loro abitudine?

Una domanda provocatoria: Sarebbe blasfemo considerare che quando si avverte puzza di sigarette significa che non c’è sufficiente ricambio d’aria? Lungi da me l’apologia del fumo (lo dico con la massima onestà) ma, se ci si ferma un istante a considerare che monossido di carbonio, ozono, radon, batteri e virus sono inodori, insapori e incolori, forse il fumo potrebbe essere la cartina al tornasole che avvisa della necessità di cambiare l’aria… Ciò varrebbe a casa, come nei ristoranti, bar, etc. Una curiosità: quando negli aerei vi era la zona fumatori, l’immissione di aria fresca veniva fatta automaticamente 6 volte all’ora; con il divieto di fumo,  è stata ridotta a 3/ora (per quanto mi consta, nelle tratte italiane spesso non ne viene fatta alcuna – Si investighi presso il personale di servizio a bordo -), automaticamente dimezzando i costi per le compagnie aeree e raddoppiando i rischi di infezioni respiratorie, particolarmente la tubercolosi che, guarda caso, è drammaticamente aumentata nell’ultima decade (questa è una semplice associazione statistica).

Interessi sfacciatamente economici, altro che salvaguardia della salute dei viaggiatori!

Prima che venisse lanciata la sediziosa campagna antifumo, fumatori e non fumatori convivevano pacificamente in bar, ristoranti e tanti altri luoghi. Oggi, chi accenna ad accendere una sigaretta si sente addosso cento occhi disdegnosi. E’ o non è questo un segno di intolleranza, seme di conflitti sociali?

E’ possibile che un fumatore, ansioso per natura o stressato da uno o più problemi personali,  non potendo trovare  sfogo in una sigaretta; non potendo o non volendo frequentare studi psicoanalitici o corsi collettivi; non volendo sottoporsi alle terapie antifumo sia per gli effetti collaterali, sia perché lunghe e costose, sia perché  efficaci nel breve periodo, solamente nel 15-20% dei casi (le case farmaceutiche dicono 50%) e inefficaci a lungo termine, sia perché richiedono la volontà di voler smettere di fumare, è possibile, dicevo, che cada nella lusinghiera trappola della droga? Io dico, non solo che è possibile, ma molto probabile, specialmente tra i giovani impiegati.

Un fumoir nei posti di lavoro porterebbe, a parer mio,  un incremento della produttività.

Termino dichiarando che la campagna di dissuasione contro il fumo deve continuare, ma seguendo un percorso rigorosamente educativo, primariamente rivolto ai giovani sin dalla più tenera età. La formazione dei giovani  non può essere fatta con controproducenti metodi intimidatori/persecutori, ma attraverso un programma studiato da   un’equipe, non prevenuta, di pedagoghi, psicologi e medici. In pochi anni i risultati sarebbero eclatanti anche fra gli adulti: i genitori si sentirebbero impacciati a fumare in casa e, sicuramente, molti smetterebbero di fumare tout court.

Come dicono J. Worden e B. Flynn, dell’Università di Vermont, Burlington, USA, “It is time to stop improvising with messages that appeal primarily to antismoking advocates and executives of advertising agencies”. 

Presidente, faccia qualcosa per la libertà di tutti, non la sola “libertà di non fumare”.

Suo devotissimo,

Elio F. Gagliano


La costituzione di FORCES International
Il Comitato d'Onore
Domande frequenti (FAQ)
La piattaforma politica
Aiutaci a lottare
Sedi locali e siti affiliati
Statistiche del  sito
Vuoi fare pubblicità su FORCES? Clicca qui
MOTORE DI RICERCA INTERNO
Abbonamenti e contatti
Contattaci
Dona o diventa socio
Abbonamento FORCES/Enclave
Come sarà speso il tuo denaro
Clicca qui per ricevere
la newsletter gratuita
Materiali promozionali
Gli opinionisti
Alberto Mingardi
Carlo Stagnaro
Hugh High
Pierre Lemieux
Gian Turci
Il tabacchino - T. Rea
L'angolo di Zia Maria
Antonio Nicoletta

L'angolo del medico

Elio F. Gagliano

Le librerie
La libreria Italiana
La libreria internazionale
Archivi e altro
Archivio edizioni
Links
Rassegna stampa

SEVING FREEDOM: IL PRIMO PROVIDER LIBERTARIO
Servizi Internet. Prezzi estremamente competitivi, servizio efficiente, rapido e cortese.
Clicca qui per ulteriori informazioni