|
Vedi
lettera 1 ||
Vedi
lettera 2
Carissimo Presidente,
Quanto
Le ho scritto prima (8/3
e
5/4) è rimasto lettera morta. La capisco: non passa giorno che
non abbia qualche grosso problema da risolvere. La risposta che
aspettavo era un segnale di voler mantenere la Sua promessa di
libertà anche per i 18.000.000 di italiani messi all’indice.
La
prego, sia il Presidente di tutti gli italiani, non mi cestini:
legga quel che Le espongo, e poi decida: non è detto che le idee
buone non possano venire anche dall’uomo della strada.
Se
è vero che al Salone della Nautica Lei abbia detto: “…quando si
deve approvare una qualche norma, ci chiediamo sempre se la norma è
in grado di aumentare la libertà dei cittadini. Se lo è, viene
approvata, altrimenti non passa”, come mai è passata la norma
che, non solo non aumenta, ma toglie la libertà ai proprietari di
locali pubblici di decidere come gestire il loro ristorante, bar e
simili? Se è giusto l’assioma secondo cui la libertà degli uni
finisce dove comincia la libertà degli altri, come mai viene
permesso che la “libertà di non fumare” sovrasti la “libertà di
fumare”?
Premetto che non intendo assolutamente fare l’apologia della
sigaretta.
Sono un medico e per giunta anatomopatologo. Come Le ho scritto l’8
aprile u.s.: “sostengo pienamente una (corretta) campagna
antifumo perché ritengo possibile che il tabacco possa influire
sull’incidenza di alcune malattie, tanto quanto, ad esempio,
l’alcool, il colesterolo, i dolci, le merendine preconfezionate e
così via. Nello stesso tempo ritengo che il tabacco e le sopradette
sostanze, a piccole dosi gratificano il corpo e lo spirito.”
La
campagna contro il fumo passivo si fonda sulla teoria che nel fumo
sono presenti sostanze cancerogene. Ne consegue che il fumatore
inquina gli ambienti chiusi. Quanti metri cubi può inquinare un
fumatore, 10, 20, 100? La legge lo punisce ma lascia impunito il
fumatore per eccellenza: il tubo di scappamento di motorini, moto,
automobili, camion, (per non parlare delle industrie) che contamina
la biosfera tutta!
La
recente ricerca del Dipartimento di Medicina del Lavoro
dell'Ospedale Civile di Sesto San Giovanni sull’inquinamento
atmosferico, se non dice nulla di nuovo, ancora una volta conferma
che lo smog è responsabile del cancro ai polmoni in almeno 5/10 casi
ogni 100mila abitanti, per chi vive nelle metropoli; che nelle città
con intenso traffico veicolare, a fine giornata, il bambino come il
vecchio, la donna gravida come la nonna, ha introdotto nel proprio
organismo tante sostanze inquinanti quante ne respirerebbe fumando
15 sigarette. Così a Milano come a Palermo e Trieste. Questi valori,
ritenuti dagli stessi ricercatori approssimativi per difetto, si
riferiscono al 2000. Nel frattempo è aumentato il traffico
veicolare. Malgrado ciò, grazie al lavaggio cerebrale fatto, la
gente sa tutto sui danni delle sigarette, ma ignora quelli causati
dallo smog prodotto da auto e industrie.
Pertanto, una vera, onesta campagna salutista per proteggerci
dall’aria inquinata dovrebbe, in primis, incentivare, promuovere,
imporre la depurazione dell’aria. A tal uopo il Governo potrebbe
usare i proventi del tabacco (circa 20 miliardi l’anno) come
incentivi per abbattere l’inquinamento atmosferico delle città,
attraverso, per esempio, l’adeguamento dei servizi di trasporto
pubblico a mezzo di frequenti piccoli bus elettrici o a metano o
GPL, a tariffa competitiva rispetto a qualsiasi parcheggio; la
collocazione strategica di parcheggi contro l’acquisto di un
biglietto a/r per frequentissime navette che collegano alle fermate
dei bus, alle stazioni metro e ferroviarie.
Per intanto, considerato che non si possono eliminare le auto e
nemmeno i fumatori, tenuto conto che la libertà degli uni non deve
interferire con la libertà degli altri, mi permetta di dire come io
salverei capre e cavoli, garantendo la libertà a fumatori e non
fumatori, ivi compresi bambini e donne gravide.
La legge antifumatori (non ne conosco il nome ufficiali
ma, non nascondiamoci dietro il dito e diciamo chiaramente qual è
l’essenza di essa) dovrebbe essere così modificata:
I
locali voluttuari aperti al pubblico, debbono garantire un
efficiente ricambio d’aria secondo le normative del Ministero
dell’Ambiente (o quel che l’è) e, pertanto, saranno suddivisi nella
seguente tipologia:
-
Esercizi con
assoluto divieto di fumo.
-
Esercizi con
locali riservati a non fumatori.
-
Esercizi con
locali riservati a fumatori.
-
Esercizi
senza divieti.
Nelle prime tre tipologie, al di fuori dell’esercizio dovrà essere
esposta, chiara e ben visibile, un’insegna che specifichi la
peculiarità del locale (sì che la gente sappia, prima di entrare,
che cosa l’aspetta e decidere quale esercizio patrocinare e quale
no). La mancanza di detta insegna significa che l’esercizio è aperto
a fumatori e non. Comunque, indipendentemente dalla tipologia, a
tutti gli esercizi resta l’obbligo di garantire un’aria pulita* sia
agli avventori, sia a chi vi lavora. Per i trasgressori sono
previste: ammende da…a €…., possibile chiusura del locale,
abrogazione della licenza.
(*
Per il controllo della salubrità dell’aria esistono apparecchiature
che potrebbero essere imposti agli esercizi pubblici, ma questo
problema lo lascio agli esperti)
Non Le sembra che disposizioni di tal tipo diano a tutti la libertà
di optare dove andare per un caffè o per la pizza o per il pranzo
così come si sceglie il locale per il suo menù? Può Lei non
condividere che in tal modo proprietari o gestori degli innumerevoli
piccoli bar e piccole trattorie trarrebbero un profondo respiro di
sollievo?
Quando il Governo ha approvato la legge contro i fumatori ha pensato
ai milioni di pensionati che non sapendo come spendere la
giornata si incontrano al bar e/o all’osteria dove, tra un caffè
ed un bianchino, leggono il giornale, chiacchierano, guardano la
TV, giocano a carte? Ebbene, molti di essi si fanno qualche fumatina
e nessuno della brigata si lamenta perché nessuno pensa che morirà
per il fumo passivo. Pensa Sirchia di convertire questa gente? O
vuole isolare ancora di più questi anziani e vecchi?
Avete pensato ai milioni di fumatori dai colletti bianchi o blu? Per
loro è vietato fumare nel tram, nella stazione ferroviaria, nel
treno, nell’aeroporto, in aereo, nella metro, nell’ascensore, in
ufficio e, fra qualche mese, al bar, in trattoria o ristorante che
sia. Tutti costoro, pensionati e lavoratori, potranno fumare
solamente all’aperto (per ora), si porteranno l’ombrello (se non
l’hanno lasciato a casa) quando piove e si imbacuccheranno quando
fuori è freddo cane.
E
cosa dire delle discoteche dove ragazzi che fumano ma che disdegnano
la droga, tolta loro la possibilità di accendersi la sigaretta, non
cedano alle lusinghe dell’ectasi e roba simile?
Ha
Lei considerato quanti sono questi viziosi che versano alle casse
dello stato quasi 20.000 miliardi all'anno (salvo i paventati
prossimi aumenti)? Secondo studi dell’Istat, basati su campioni
presi a modello dal '95 al '98, i fumatori italiani sarebbero
circa 12 milioni. Ma secondo le ricerche dell’Istituto Superiore di
Sanità, basate sulle vendite dei tabacchi (non comprendenti quelle
del mercato nero), i fumatori sarebbero 18 milioni.
Caro Presidente, so che a Lei non piace il fumo e il problema dei
fumatori Le può sembrare non meritevole della Sua attenzione o,
peggio, che la lotta contro i fumatori sia una buona cosa. Ma,
dodici o diciotto milioni che siano questi viziosi, con l’esclusione
di un certo numero di ragazzi, gli altri sono tutti elettori. Quando
saranno costretti ad uscire all’aperto per una sigaretta, che cosa
diranno o penseranno: “Benedetto o maledetto Berlusconi”? E al
momento del voto? per ripicca, rabbia, frustrazione, a chi daranno
le loro preferenze? Perché non dar loro la possibilità di scegliersi
la caffetteria o l’osteria: quella dove non si fuma (e si respira
l’aria “pulita” che entra dalla strada piena di smog) o quella dove
può farsi la fumatina? Ha pensato che molti gestori di monolocali
vedranno restringere il numero degli avventori e saranno condannati
a chiudere?
E
pensare che per liberare l’aria da odori sgradevoli basta un buon
aspiratore!... Non sono un esperto in materia ma, dove vivo io a
Flero, c’è un ristorante di tipo familiare con ottima cucina,
porzioni da scaricatore di porto e prezzi a portata anche di gente
comune che vive con la pensione, il cui proprietario (25 anni fa,
quando nessuno aveva ancora inventato i malanni del fumo passivo),
alla mia domanda: “Che cosa sono quelle specie di quadretti in alto
vicino al soffitto?” mi ha risposto: “Dottore, ha mai visto nel mio
ristorante un filo di fumo anche quando ho il pieno per matrimoni,
battesimi e simili? Quelli là sono le bocchette dell’aspiratore.
Certo, il riscaldamento mi costa un po’ ma ne vale la pena e poi (ha
continuato) la cucina dà proprio sulla sala ed è bene che gli odori
stiano alla larga”. Ecco, Presidente, una lezione (da parte di un
signore che sicuramente non ha più della licenza di scuola media)
per certi grandi intelletti che vogliono proteggere la salute della
gente: Un semplice aspiratore!
La
prego anche, Presidente, di considerare che nel Centromeridione i
numerosi bar monolocali, grazie al clima, tengono la porta aperta
per la maggior parte dell’anno per cui detti locali sono
direttamente a contatto con l’ambiente esterno. Ebbene, in questi
bar, a breve, sarà vietato fumare mentre dall’esterno entra un
cocktail di sostanze tossiche che invadono il locale! E’ o non è
evidente che la propaganda per un’aria senza fumo è nient’altro che
un’istigazione all’ostracismo, fisico e psicologico, del fumatore?
Per concludere, ritengo ingiusto, dispotico, che uno Stato venda le
sigarette e proibisca di fumarle. E non mi dica che si può fumarle
all’aperto o a casa propria: in diversi Stati che hanno cominciato
come si vuol fare in Italia, adesso hanno esteso il divieto nei bar
con tavoli all’aperto, negli stadi, nelle spiagge e a casa propria:
infatti basta che il vicino di casa denunci che il fumo gli arriva
dalla finestra per far scattare una grossa ammenda e, in caso di
recidiva, l’imposizione a sloggiare.
Disposizioni del tipo che modestamente suggerisco, darebbero a
Berlusconi la possibilità di dare una salutare lezione a tutti quei
governanti che hanno imposto il proibizionismo sulle sigarette,
facendosi corrompere, consapevolmente o no, da petrolieri e case
automobilistiche per offrire al popolo bue un capro espiatorio che
catalizzasse l’attenzione della gente lontano dallo smog e dalla sua
fonte. Come bonus per i suddetti provvedimenti, il tanto ricercato
“politically correct,” perché lascerebbe contenti fumatori, non
fumatori, case automobilistiche e petrolieri.
Presidente, dopo la delusione delle tasse, faccia qualcosa a favore
della libertà.
Con tanta speranza e con la massima stima,
Elio F. Gagliano |