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La parola ai lettori
Lettera del 3 Novembre 2004 al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi - 3

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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 


Vedi lettera 1 ||  Vedi lettera 2

Carissimo Presidente,

Quanto Le ho scritto prima (8/3 e 5/4) è rimasto lettera morta. La capisco: non passa giorno  che non abbia qualche grosso problema da risolvere. La risposta  che aspettavo  era un segnale di  voler mantenere la Sua promessa di libertà anche per i 18.000.000 di italiani messi all’indice. 

La prego, sia il Presidente di tutti gli italiani, non mi cestini: legga quel che Le espongo, e poi decida: non è detto che le idee buone non possano venire anche dall’uomo della strada.

Se è vero che al Salone della Nautica Lei abbia detto: “…quando si deve approvare una qualche norma, ci chiediamo sempre se la norma è in grado di aumentare la libertà dei cittadini. Se lo è, viene approvata, altrimenti non passa”, come mai è passata la norma che, non solo non aumenta, ma toglie la libertà ai proprietari  di locali pubblici di decidere come gestire il loro ristorante, bar e simili? Se è giusto l’assioma  secondo cui la libertà degli uni finisce dove comincia la libertà degli altri, come mai viene permesso che la “libertà di non fumare” sovrasti la “libertà di fumare”?

Premetto che non intendo assolutamente fare l’apologia della sigaretta. Sono un medico e per giunta anatomopatologo. Come Le  ho scritto l’8 aprile u.s.: “sostengo pienamente una (corretta) campagna antifumo perché ritengo possibile che il tabacco possa influire sull’incidenza di alcune malattie,  tanto quanto, ad esempio,  l’alcool, il colesterolo, i dolci, le merendine preconfezionate e così via.  Nello stesso tempo ritengo che il tabacco e le sopradette sostanze, a piccole dosi gratificano il corpo e lo spirito.”

La campagna contro il fumo passivo si fonda sulla teoria che nel fumo sono presenti sostanze cancerogene. Ne consegue che il fumatore inquina gli ambienti chiusi.   Quanti metri cubi può inquinare un fumatore, 10, 20, 100? La legge lo punisce ma lascia impunito il fumatore per eccellenza: il tubo di scappamento di motorini, moto, automobili, camion, (per non parlare delle industrie) che contamina la biosfera tutta!

La recente ricerca del Dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Ospedale Civile di Sesto San Giovanni sull’inquinamento atmosferico, se non dice nulla di nuovo, ancora una volta conferma che lo smog è responsabile del cancro ai polmoni in almeno 5/10 casi ogni 100mila abitanti, per chi vive nelle metropoli; che nelle città con intenso traffico veicolare, a fine giornata, il bambino come il vecchio, la donna gravida come la nonna, ha introdotto nel proprio organismo tante sostanze inquinanti quante ne respirerebbe fumando 15 sigarette. Così a Milano come a Palermo e Trieste. Questi valori, ritenuti dagli stessi ricercatori approssimativi per difetto, si riferiscono al 2000. Nel frattempo è aumentato il traffico veicolare. Malgrado ciò, grazie al lavaggio cerebrale fatto, la gente  sa tutto sui danni delle sigarette, ma ignora quelli  causati dallo smog prodotto da  auto e industrie.

Pertanto, una vera, onesta campagna salutista per proteggerci dall’aria inquinata dovrebbe, in primis, incentivare, promuovere, imporre la depurazione dell’aria.  A tal uopo il Governo potrebbe usare i proventi del tabacco (circa 20 miliardi l’anno) come incentivi  per abbattere l’inquinamento atmosferico delle città, attraverso, per esempio,  l’adeguamento dei servizi di trasporto pubblico a mezzo di  frequenti piccoli bus elettrici o a metano o GPL, a tariffa  competitiva rispetto a qualsiasi parcheggio; la collocazione strategica di parcheggi contro l’acquisto di un biglietto a/r per frequentissime  navette che collegano alle fermate dei bus, alle stazioni metro e ferroviarie.  

Per intanto, considerato che non si possono eliminare le auto e nemmeno i fumatori, tenuto conto che la libertà degli uni non deve interferire con la libertà degli altri, mi permetta di dire come io salverei capre e cavoli, garantendo la libertà a fumatori e non fumatori, ivi compresi bambini e donne gravide.

            La legge antifumatori  (non ne conosco il nome ufficiali ma, non nascondiamoci dietro il dito e diciamo chiaramente qual è l’essenza di essa) dovrebbe essere così modificata:

I locali   voluttuari aperti al pubblico, debbono garantire un efficiente ricambio d’aria secondo le normative del Ministero dell’Ambiente (o quel che l’è) e, pertanto, saranno suddivisi nella seguente tipologia:

  • Esercizi con assoluto divieto di fumo.

  • Esercizi con locali riservati a non fumatori.

  • Esercizi  con locali riservati a fumatori.

  • Esercizi  senza divieti.

Nelle prime tre tipologie, al di fuori dell’esercizio dovrà essere esposta, chiara e ben visibile, un’insegna che specifichi la peculiarità del locale  (sì che la gente sappia, prima di entrare, che cosa l’aspetta e decidere quale esercizio patrocinare e quale no). La mancanza di detta insegna significa che l’esercizio è aperto a fumatori e non. Comunque, indipendentemente dalla tipologia,  a tutti gli esercizi resta l’obbligo di garantire un’aria pulita* sia agli avventori, sia a chi vi lavora.   Per i trasgressori sono previste: ammende  da…a €…., possibile chiusura del locale, abrogazione della licenza.

(* Per il controllo della salubrità dell’aria esistono apparecchiature che potrebbero essere imposti agli esercizi pubblici, ma questo problema lo lascio  agli esperti)

Non Le sembra che disposizioni di tal tipo diano a tutti la libertà di optare dove andare per un caffè o per la pizza o per il pranzo così come si sceglie il locale per il suo menù? Può Lei non condividere che in tal modo proprietari o gestori degli innumerevoli piccoli bar e piccole trattorie trarrebbero un profondo respiro di sollievo?

Quando il Governo ha approvato la legge contro i fumatori ha pensato ai  milioni di pensionati che  non sapendo come spendere la giornata   si incontrano al bar e/o all’osteria dove, tra un caffè ed un bianchino,    leggono il giornale, chiacchierano, guardano la TV, giocano a carte? Ebbene, molti di essi si fanno qualche fumatina e nessuno della brigata si lamenta perché nessuno pensa che morirà per il fumo passivo. Pensa Sirchia  di convertire questa gente? O vuole isolare ancora di più questi anziani e vecchi?

Avete pensato ai milioni di fumatori dai colletti bianchi o blu? Per loro è vietato fumare nel tram, nella stazione ferroviaria, nel treno, nell’aeroporto, in aereo, nella metro, nell’ascensore, in ufficio e, fra qualche mese,  al bar, in trattoria o ristorante che sia. Tutti costoro, pensionati e lavoratori, potranno fumare solamente all’aperto (per ora), si porteranno l’ombrello (se non l’hanno lasciato a casa) quando piove e si imbacuccheranno quando fuori è freddo cane.

E cosa dire delle discoteche dove ragazzi che fumano ma che disdegnano la droga, tolta loro la possibilità di accendersi la sigaretta, non cedano alle lusinghe dell’ectasi e roba simile?

Ha Lei considerato quanti sono questi viziosi  che versano alle casse dello stato quasi 20.000 miliardi all'anno (salvo i paventati prossimi aumenti)? Secondo studi dell’Istat, basati su campioni presi a modello dal '95 al '98, i fumatori italiani sarebbero   circa 12 milioni. Ma secondo le ricerche dell’Istituto Superiore di Sanità, basate sulle vendite dei tabacchi (non comprendenti quelle del mercato nero), i fumatori sarebbero 18 milioni.

Caro Presidente, so che a Lei non piace il fumo e il problema dei fumatori Le può sembrare non meritevole della Sua attenzione  o, peggio, che la lotta contro i fumatori sia una buona cosa. Ma, dodici o diciotto milioni che siano questi viziosi, con l’esclusione di un certo numero di ragazzi, gli altri sono tutti elettori. Quando saranno costretti ad uscire all’aperto per una sigaretta, che cosa  diranno o penseranno: “Benedetto o maledetto Berlusconi”?  E al momento del voto? per ripicca, rabbia, frustrazione, a chi daranno le loro preferenze? Perché non dar loro la possibilità di scegliersi la caffetteria o l’osteria: quella dove non si fuma (e si respira l’aria “pulita” che entra dalla strada piena di smog) o quella dove può farsi la fumatina? Ha pensato che molti gestori di monolocali  vedranno restringere il numero degli avventori e saranno condannati a chiudere?   

E pensare che per liberare l’aria da odori sgradevoli basta un buon aspiratore!... Non sono un esperto in materia ma, dove vivo io a Flero,  c’è un ristorante di tipo familiare con ottima cucina, porzioni da scaricatore di porto e prezzi a portata anche di gente comune che vive con la pensione, il cui proprietario (25 anni fa, quando nessuno aveva ancora inventato i malanni del fumo passivo), alla mia domanda: “Che cosa sono quelle specie di quadretti in alto vicino al soffitto?” mi ha risposto: “Dottore, ha mai visto nel mio ristorante un filo di fumo anche quando ho il pieno per matrimoni, battesimi e simili? Quelli là sono le bocchette dell’aspiratore. Certo, il riscaldamento mi costa un po’ ma ne vale la pena e poi (ha continuato) la cucina dà proprio sulla sala ed è bene che gli odori stiano alla larga”. Ecco, Presidente, una lezione (da parte di un signore  che sicuramente non ha più della licenza di scuola media) per certi grandi intelletti che vogliono proteggere la salute della gente: Un semplice aspiratore!

La prego anche, Presidente, di considerare che nel Centromeridione i numerosi bar monolocali, grazie al clima, tengono  la porta aperta per la maggior parte dell’anno per cui detti locali sono  direttamente a contatto con l’ambiente esterno. Ebbene, in questi bar, a breve, sarà vietato fumare mentre dall’esterno entra un cocktail di sostanze tossiche che invadono il locale!  E’ o non è evidente che la propaganda per un’aria senza fumo è nient’altro che un’istigazione all’ostracismo, fisico e psicologico, del fumatore? 

Per concludere, ritengo ingiusto, dispotico, che uno Stato venda le sigarette e proibisca di fumarle. E non mi dica che si può fumarle all’aperto o a casa propria: in diversi Stati che hanno cominciato come si vuol fare in Italia, adesso hanno esteso il divieto nei bar con tavoli all’aperto, negli stadi, nelle spiagge e a casa propria: infatti basta che il vicino di casa denunci che il fumo gli arriva dalla finestra per far scattare una grossa ammenda e, in caso di recidiva, l’imposizione a sloggiare.

Disposizioni del tipo che modestamente suggerisco, darebbero a Berlusconi la possibilità di dare una salutare lezione a tutti quei governanti che hanno imposto il proibizionismo sulle sigarette, facendosi corrompere, consapevolmente o no, da petrolieri e case automobilistiche   per offrire al popolo bue un capro espiatorio che catalizzasse l’attenzione della gente lontano dallo smog e dalla sua fonte. Come bonus per i suddetti provvedimenti, il tanto ricercato “politically correct,” perché lascerebbe contenti fumatori, non fumatori, case automobilistiche e petrolieri.

Presidente, dopo la delusione delle tasse, faccia qualcosa a favore della libertà.

Con tanta speranza e con la massima stima,

Elio F. Gagliano


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