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9 Marzo - Egregi
signori, desidero dare il mio piccolo contributo alla causa dei
fumatori ormai praticamente ghettizzati come degli appestati,
seguendo le orme ossessive degli USA.
Ora basta ! Vogliamo ricordare ai nostri cari governanti che noi
fumatori non siamo cittadini di serie B, ma che paghiamo le tasse,
lavoriamo e diamo impulso al PIL come i non fumatori. Non facciamoci
mettere i piedi sulla testa da un branco di fanatici demagoghi che
continuano comunque a fumarsela tranquillamente !!
Legge antifumo
Tra i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica
Italiana, troneggia l'art 3 che così recita:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti
alla legge, senza distinzioni di razza, di lingua, di religione, di
opinioni politiche, di condizioni personali e sociali....."
Ora, secondo la mia modesta opinione, la recente legge antifumo, non
rispetta il sopracitato articolo della Costituzione perchè
impedisce, di fatto, a tutti i cittadini fumatori, di poterlo fare
in tutti i locali pubblici, obbligandoli ad uscire all'aperto,
esponendoli quindi al freddo e al caldo e quindi a rischi maggiori
per la loro salute e discriminandoli, quindi, in modo pressoché
umiliante.
La questione fondamentale è quella di non obbligare i non fumatori a
subire il fumo passivo generato da altri. Parimenti non si possono
obbligare i fumatori a non fumare o a fumare in condizioni
quantomeno fortemente disagiate.
La cosa poteva essere brillantemente risolta prevedendo locali per
fumatori e locali per non fumatori, senza arrivare agli eccessivi
requisiti tecnici descritti nel decreto attuativo della legge,
requisiti che obbligano l'installazione di impianti comprensivi di
air locks, manometri differenziali, esuberanti ricambi d'aria e
quindi esuberanti centraline di estrazione dell'aria, requisiti
questi adatti a sale oparatorie o a industrie di produzione
farmaceutica, ma ridondanti nel caso di ambienti per fumatori,
requisiti che comportano alti costi di realizzazione (30.000/50.000
Euro), diffcilmente affrontabili da gestori di ristoranti, bar,
discoteche, anche per la tipologia dei locali stessi ( antiche
trattorie di piccole e irregolari dimensioni). Pochissimi locali
pubblici hanno quindi potuto adeguarsi (circa il 2% del totale ),
con la conseguente pressoché totale impossibilità del fumatore di
fumare nei pubblici esercizi nonostante egli paghi il servizio come
tutti gli altri e abbia quindi (solo in teoria) gli stessi diritti.
E' stato poi oltremodo sconfortante assistere ( dopo pochi giorni
dall'entrata in vigore della legge ), alle tranquille sfumazzate dei
nostri senatori,all'interno dei "loro" palazzi, stropicciandosene
quindi altamente di una legge da loro discussa e poi approvata. Come
possiamo avere fiducia in queste persone ? Quale serietà dimostrano
ai cittadini che gli hanno conferito fiducia e quindi il mandato di
governare il nostro Paese?
E cosa dire dei proventi che ancora lo Stato percepisce dalla
vendita delle "bandite" sigarette?!
Ribadisco quindi il concetto:
"rispetto reciproco e stessi diritti dei fumatori e non; creare
quindi locali per fumatori e locali per non fumatori, con esplicite
informazioni affisse all'esterno dei locali (locale per fumatori
/non fumatori), che salvaguardino quindi la volontà e i diritti di
tutti i cittadini.
Adoperiamoci affinché il decreto attuativo venga modificato in tal
senso.
Michele J. |
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