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CONCORRENTE
NUMERO 5 -
LE
TELEFONATE LUNGHE TI FANNO VENIRE L’ICTUS!
- 14 Novembre
2002
– “Le persone che parlano per più di dieci minuti tenendo
la cornetta del telefono sulle spalle con la testa sono a
rischio di ictus, secondo un rapporto pubblicato oggi dalla
Canadian Medical Association (la stessa che dice che il
fumo passivo uccide). Segue aneddoto su uomo di 63 anni che ha
avuto un ictus dopo una telefonata di 56 minuti. Siccome
l’ictus è avvenuto dopo la telefonata, sembra lapalissiano che
la telefonata sia stata la causa dell’ictus – stessa
logica usata quando si biasima il meccanico che ha aggiustato
il radiatore perché i freni hanno ceduto dopo la riparazione.
Sebbene sia possibile che una persona con eccezionalmente alta
quantità di calcio nelle arterie e pressione alta possa avere
un incidente del genere, certo non è limitato alle telefonate!
Malvinder Parmar, medico direttore del District Hospital's
Medical Program della freddissima e oscura città di Timmins in
Ontario ha finalmente avuto anche lui il suo “flash” di
notorietà grazie all’isterismo salutista.
Ma “…non possiamo trarre conclusioni generalizzate”,
ammonisce Palmar. Troppo tardi, dottò…!
CONCORRENTE
NUMERO 4 -
UNIVERSITÀ DI
PARMA: CREDI IN DIO? SEI A RISCHIO!
(IL PAPA È MALATO TERMINALE) -
MANIE OSSESSIVE? I CREDENTI A RISCHIO
– Roma 5 Giugno 2002 – I ricercatori dell’Università di Parma hanno
scoperto un legame fra i disturbi ossessivo-compulsivi
e il sentimento religioso. In pratica, i fedeli sono
più vulnerabili ai sintomi di manie come quella per la
pulizia e l’ordine, diventando così schiavi
di rituali irrazionali che stravolgono la loro vita
quotidiana. Se la causa di questa patologia è
ancora oscura, gli scienziati pensano che siano implicati in
qualche modo geni, traumi fisici ed emotivi. I
cattolici praticanti sono più vulnerabili a questi sintomi
rispetto a religiosi meno devoti o persone non credenti. I
ricercatori hanno confrontato il profilo di suore e preti con
quello di laici molto religiosi, fedeli più
"rilassati" e non credenti. I laici più devoti
hanno mostrato più spesso sintomi di disturbi
ossessivo-compulsivi.
Premi
qui per vedere il ritaglio-prova come pubblicato dal
quotidiano "Libero" in data 1 Giugno 2002.
CONCORRENTE
NUMERO 3 -
ISTITUTO TUMORI
DI MILANO: ATTENZIONE A FIDO! -
IL FUMO PASSIVO PUÒ UCCIDERE I CANI
– Milano 5 Giugno 2002 – Fumatori, un motivo in più per buttare il
pacchetto. Se non volete smettere per amor proprio o dei
vostri familiari, fatelo almeno per il vostro cane: per colpa
del vizio del padrone, infatti, gli animali rischiano il
cancro. Lo danno per certo gli oncologi dell’Istituto
Tumori di Milano, citando studi internazionali che dimostrano inequivocabilmente
il dato. Nella casa di un fumatore, "Fido e micio
rischiamo di ammalarsi di cancro o di patologie respiratorie
molto di più rispetto ai loro colleghi più fortunati, con
padroni che non fumano o hanno smesso", spiega
Roberto Mazza, della task force per la qualità dell’aria,
creata dall’Istituto tumori con la Società italiana di
medicina (Simg), a margine di un incontro organizzato alla
vigilia della Giornata mondiale senza fumo.
Premi
qui per vedere il ritaglio-prova come pubblicato dal
quotidiano "Libero" in data 1 Giugno 2002.
CONCORRENTE
NUMERO 2 -
I
FUMATORI CHE FUMANO FUORI DI CASA LORO METTONO COMUNQUE IN PERICOLO I LORO
BAMBINI PERCHÉ I BIMBI HANNO LA COTININA NEL CAPELLI!
– 13 Maggio 2002 - Quei genitori che vanno fuori di casa a fumare non possono darsi pace.
Le mortali, invisibili tossine del fumo passivo sono talmente potenti,
infatti, da restare "attaccate" ai genitori e poi aggredire i
bambini depositandosi nei loro capelli, e assaltando così la loro
salute! Grazie a strumentazione che può quasi misurare il peso di un
atomo messa nelle mani di gente senza scrupoli, infatti, presenza di
cotinina è stata rilevata nei capelli di bimbi i cui genitori sono stati
raggirati abbastanza da uscire di casa per non "far del male" ai
loro figli. I cacciatori di untori del medioevo sono stati armati di
nefelometri per alimentare la cupa, ottusa ignoranza degli attivisti
antifumo, prede di deliri trascendentali. Ma non c’è da ridere troppo:
questi "studi" sono la base della prossima fase, cioè la
proibizione assoluta di fumare in ogni luogo, imposta con la forza
di leggi promosse da ministeri della sanità venduti all’industria
farmaceutica. Se è illegale fumare, infatti, non resta che una soluzione:
smettere; e siccome si è "drogati", si può smettere solo con i
prodotti di Big Farma.
CONCORRENTE
NUMERO 1 -
BUONA
NOTIZIA: I
FUMATORI TASSATI A MORTE SONO PIÙ FELICI, DICONO DUE
"STUDI"
- 3
Maggio 2002 - Non scherziamo: uno studio del
Massachusets Institute of Technology (MIT) ci dice che i fumatori sono assai
più felici quando sono tartassati perché così smettono di fumare! E
ci vengono fornite anche cifre che indicano che per ogni 10 centesimi di
incremento di tassazione c’è un declino del 6% della domanda di
sigarette (naturalmente, lo "studio" non prende in
considerazione il contrabbando…). Me c’è di più: persino il livello
di felicità è quantificato! Gruber and Mullainathan, i due economisti al
soldo dello stato che ha finanziato gli studi, ci dicono che ogni centesimo
di aumento delle tasse ha ridotto l’infelicità del fumatore
esattamente
dello 0,156 percento, e che un aumento di 50 centesimi potrebbe
anche rendere il fumatore tanto felice quanto il non fumatore! Questa storia sarebbe comica, se non fosse deprimente vedere a che
livello di prostituzione sono scese istituzioni famose e
"credibili" come il MIT. L’unica cosa certa è che i soldi dei
contribuenti (e dei fumatori, che pagano più tasse degli altri) hanno
prodotto un notevole incremento della felicità dei ricercatori autori
dello "studio". Attendiamo con ansia che il MIT produca un
ulteriore "studio" per quantificare la loro gioia e il loro
divertimento nel prendere i lettori per il naso.
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