
CONCORRENTE
NUMERO 6 -
I
PERICOLI DEL FUMO FELICE
– 29
Ottobre --
Gli "scienziati" del Centro per le Ricerche sull'Uso del
Tabacco della Pennsylvania hanno pubblicato uno "studio" che ci
svela un fenomeno finora totalmente sconosciuto: fumare
migliora il buon umore, ed addolcisce quello cattivo. Ad
illuminarci sulla sensazionale scoperta è la Dott.ssa Caryn
Lerman, direttrice del centro
"Tagliamo il fumo", sedicente "Centro Multidisciplinare
per la Dissipazione della Matassa Biologica e Ambientale della
Dipendenza dalla Nicotina"
(vedi
collegamento con foto di vittima con
fili attaccati, e ricercatrice sorridente che pensa alla
prossima gittata di denaro pubblico). "La tendenza positiva
verso la vita è una bella cosa, ma non quando si tratta di
fumo [visto che i fumatori] dopo un misurabile
incremento del tasso di nicotina nel sangue, hanno riportato
un umore più felice da una sola sigaretta rispetto alle loro
controparti [non fumatrici] meno
felici". Cazzo. Questo è grave: un fumatore non deve
mai essere felice e -- specialmente e per definizione --
non può essere più felice di un non-fumatore, che è già
felice di natura perché non fuma!
Infatti, come dimostrato da un altro
"studio" del Massachusets Institute of Technology, vincitore
della Coppa Scienza Rottame 2002 -- i fumatori possono
essere felici solo quando sono tassati a morte!
Un arcano del genere non può
essere risolto che con più studi: "Più ricerca è
necessaria per determinare se i fumatori che hanno livelli di
carica di nicotina più alta sono più
soggetti a ricadute [nella
felicità]" --
studi che a loro volta saranno sfruttati dai
truffatori sanitari per promuovere la nicotina farmaceutica:
"Gente del genere potrebbe trarre beneficio da 'trattamento
che fornisce nicotina più rapidamente, come gli spray
degli inalatori piuttosto che i cerotti transdermici, che sono
più lenti.' " Va da sé
che la nicotina farmaceutica, a
differenza di quella identica che
viene
fumata, non solo non
dà assuefazione
ma non vi rende neppure così felici -- e forse
c'è una ragione nascosta che Big Pharma e le sue marionette
non vogliono che sappiate: siccome la nicotina è un potente
vasocostrittore che è assai più efficace quando
somministrato
freddo e spray rispetto a quando è caldo e fumato, i signori
vittima di Big Pharma potrebbero diventare molto infelici
quando sono sotto le coperte con le signore. Ancora una volta,
fumiamoci su.
CONCORRENTE
NUMERO 5 -
MEDICINA CONTRO IL MORBO DI PARKINSON CAUSA IL GIOCO D’AZZARDO!
- 15 agosto -
La
stessa scienza rottame usata per creare le “morti da tabagismo” e
quelle da “fumo passivo” certe volte si ritorce persino contro gli
stessi che la pagano. Segnalatoci dallo psicologo americano
Jeffrey Schaler, membro del
Comitato d’Onore di FORCES International, questo “studio” è un
ottimo concorrente per la Coppa.
“Una medicina somministrata agli affetti dal morbo di
Parkinson potrebbe avere un peculiare effetto collaterale:
gioco d’azzardo morboso, hanno affermato dei ricercatori
americani. Un piccolo ma significativo numero di pazienti che
prendono Mirapex si sono messi nei guai finanziari per
gioco d’azzardo, mentre quelli che prendono altre medicine no,
secondo un team di scienziati al Muhammad Ali Parkinson Research
Center di Phoenix, Arizona.
[…] 1.800 pazienti sono stati esaminati per un anno. Dei 529
che prendevano Mirapex, otto hanno sviluppato dipendenza dal
gioco. […] Sette uomini e due donne
(ma 7 + 2 non fa nove?...) hanno dimostrato un
comportamento cattivo al punto da causare problemi finanziari e
perdite per oltre 60.000 dollari, riferiscono i ricercatori sul
Journal of Neurology. Ma nessuno dei pazienti trattato con
Levodopa od ogni altra terapia ha dimostrato di avere tendenze
ossessive verso il gioco.”
...Potete
immaginarvi i vecchietti con mano tremante correre al casinò
sbavando attorno alla roulette per giocarsi la pensione dopo aver
preso il Mirapex? L’articolo non dice chi ha pagato per questa
spazzatura; però lasciateci indovinare: un concorrente dei
produttori di Mirapex?... Nulla da
stupirsi, vista la prostituzione accademica al miglior offerente
-- specialmente quando si tratta di salute o di ambiente; basta
pagare, e si "prova" tutto, oggigiorno - completo di peer
review! I vecchietti tremolanti col Parkinson avrebbero dovuto fumare, perché volumi di
statistiche dicono chiaramente che i fumatori sono meno soggetti a
questa malattia (clicca
qui per i benefici del fumo in generale, e sui numeri per i
benefici specifici su Parkinson
[1]
[2]). Come?... Non ci credere perché è scienza
rottame?... Ma allora, perché credete alla scienza rottame
che dice che “il fumo uccide”? Stessa metodologia, stesse
buffonate – solo più delle stesse. Dieci sacchi di spazzatura
invece di uno non elevano la stessa a profumo, come cento
truffatori invece di due non diventano “onesti per maggioranza”,
ma rendono più grave il problema
della delinquenza -- specialmente
quando alcuni di loro riescono a sedersi sulla poltrona di qualche
ministero.
CONCORRENTE
NUMERO 4 -
STUDIO:
ALLA GENTE PIACE LA GENTE COME LEI
- 4 Luglio -
“Alle persone piacciono i loro simili. Questa è la
conclusione di uno studio dei ricercatori della Cornell
University, che hanno intervistato 978 persone, chiedendo loro
quali caratteristiche considerano più di valore in un potenziale
compagno. … Il rapporto, presentato nell’edizione di Lunedì della
National Academy of Science, conclude che la scelta del compagno
sembra essere basata sulla preferenza per una persona che è simile
alla percezione che uno ha di se stesso, e che chi ha una buona
opinione di sé è più selettivo nella ricerca di un compagno”.
Quanto è costata ai contribuenti americani questa sconvolgente
scoperta? E ricordiamoci che ci è voluta nientemeno che la famosa
Cornell University per rivelarcelo – con tanto di
presentazione sul National Academy of Science! Quanto in
basso sono caduti gli accademici? Beh, abbastanza in basso da
dirci che “non c’è dubbio” che il fumo passivo sia cancerogeno!! E
una volta che si arriva al fondo, purtroppo non si può far altro
che rotolare su di esso. A quanto arriva la nostra fissazione con
gli “esperti”? Non è forse meglio fidarsi di se stessi?
Accendetevi una sigaretta a chiedetevi: “Perché vogliono
convincermi che sono scemo”? Lasciamo la risposta alla
vostra fervida fantasia.
CONCORRENTE
NUMERO 3 -
STUDIO
DANESE: IL FUMO INCREMENTA IL RISCHIO DI ALLERGIA DA ORECCHINI!
(Fonte:
Journal of Allergy and Clinical Immunology 2003;111:980-984)
- 11 Giugno
--
"Il fumo può aumentare allergie ad una grande quantità di
materiali, inclusi i metalli degli orecchini e dei bottoni
dei blue jeans, ha scoperto un gruppo di ricercatori
danesi... come riportato nel numero di Maggio del Journal of
Allergy and Clinical Immunology. Il Dr. Allan Linneberg
della Glostrup University Hospital di Copenhagen ha scoperto
che le allergide da contatto sono più comuni tra i fumatori."
A questo distillato purissimo di scienza rottame statistica
fa, naturalmente, subito eco la Dott.ssa. Kathleen A.
Sheerin dell'Atlanta Allergy and Asthma Clinic che, pur non
avendo partecipato allo studio ed evidentemente non
convinta, non può comunque trattenersi dal pronunciare la
rituale idiozia politico-paternalista: "Penso che sia
sicuro dire che questo studio mette in evidenza ancora
un'altra ragione per non iniziare a fumare e, se si fuma,
per smettere." Grazie, mamma.
Naturalmente, lo studio si conclude con le due frasi tipiche
della scienza rottame: "I ricercatori fanno notare che
non sanno ancora esattamente
[leggi: non ne hanno la minima idea, visto che le
allergie sono instabili ed hanno fino a 3.000 co-fattori]
come il fumo possa condurre all'apparente
incremento di rischio" e l'immancabile "...più
fondi sono necessari per ulteriori ricerche". Ma
l'ironia più bella è proprio quella dei lettori
dell'articolo che, nel forum, sbottano in commenti come: "Ho
fumato per 34 anni e non ho mai avuto problemi con gli
orecchini", "Ho fumato ed ero allergico; ho smesso di fumare
e sono allergico", "Non ho mai fumato e sono allergico... e
pure mio figlio che non fuma", e forse la più bella: "Sono
alquanto allergico ai biscotti danesi. Mangiare tali
biscotti può aumentare il rischio di sviluppare allergia al
cioccolato tedesco."

Il barbecue: una
minaccia dentro e fuori
Non solo le carni
cotte sul barbecue sono grasse e fanno male alla salute, ma sono
anche piene di acrilammide; inoltre l'attrezzo stesso è un
killer per l'ambiente. In breve, la morte in una scatola. |
CONCORRENTE
NUMERO 2 -
GLI
ACIDI GRASSI DEL FUMO DEI BARBECUE SONO UN RISCHIO PER L’AMBIENTE!
– 24 Marzo 2003 - La pirofobia e la “fumofobia” non è
certo limitata al fumo di sigaretta. Il
4 Febbraio scorso abbiamo parlato dei forni a legna
e dei "loschi figuri" che li conducono per lucro e cattiveria. Ora è
il turno dei barbecue. “In uno studio che sta per essere
pubblicato, gli scienziati della Rice University hanno misurato
piccole particelle di grassi acidi polinonsaturati creati dalle carni
quando sono cotte. Queste particelle, mescolate con scarichi diesel e
di benzina, nonché polvere stradale possono fissarsi nei polmoni della
gente, e contribuire allo smog. Analizzando l’aria di Houston,
l’ingegnere ambientalista Matt Fraser ha scoperto acidi grassi tra i
milioni di particelle che compongono l’atmosfera della città. Gli
acidi si formano quando il grasso cade sui carboni accesi e frigge. È
senz’altro colpa dei grill; succede sempre quando si fa fumo dalla
carne, … e i componenti sono specifici della stessa”.
Il grasso passivo è finalmente una realtà!
Abbiamo l’evidenza, e bisogna correre ai ripari con
qualche divieto, perché la paura corre sul filo! Siamo
circondati: fumatori dappertutto, forni a legna in
pizzeria, barbecue con grasso passivo… fumo, fumo,
fumo!!!
|
 |
|
AMICHEVOLI ASSASSINI - I
nostri corpi non sono solo minacciati dalla McDonald's e dalla Philip
Morris; anche ignoranti, irresponsabili e loschi figuri come quelli sopra
fanno soldi a spese dell'incolumità nostra e dei nostri bambini,
combinando i pericoli dei grassi con quelli del fumo. Per fortuna ci sono
i ministeri della salute a tutelarci con divieti, regolamenti e scienza
rottame. |
 |
|
UN RISCHIO PER LA SALUTE -
Il caminetto a legna è presente in molte case, anche quelle di
rabbiosi antifumo; ma, come le sigarette, esso "fa male dentro e fuori". |
 |
|
QUESTA PIRA STA ASPETTANDO
IL TUO CORPO - Strumenti di altissima precisione in mano a scimmioni
dimostrano che il fumo di legna è 12 volte più rischioso del fumo passivo,
e attacca il nostro corpo 40 volte più a lungo. |
CONCORRENTE
NUMERO 1 -
I MILLE PERICOLI DEL FUMO (DI
LEGNA)
– 4 Febbraio 2003 -
Una minaccia assai peggiore del fumo passivo sta profilandosi all’orizzonte del
mondo. Pochi sono al corrente di questo mostro, i cui tentacoli si avvinghiano
attorno al nostro cuore e ai nostri polmoni. Questo onnipresente pericolo deve
essere fermato. Il cattivo del giorno è il fumo di legna, ormai prodotto
quasi esclusivamente da caminetti e ristoranti. La Environmental Protection
Agency americana (la stessa che ha lanciato
la truffa del fumo
passivo nel 1993), adesso assalta anche queste "esalazioni nocive". Afferma la EPA: “Il
rischio di cancro proveniente da una stufa a legna è 12 volte più alto di
un ugual volume di fumo passivo” (Pfìuuh! Allora forse possiamo stare
tranquilli, perché 12 volte zero fa sempre zero). Altri ”ricercatori” pirofobi
ci fanno notare che “I radicali liberi prodotti dal fumo di legna sono attivi
chimicamente per venti minuti, mentre quelli del tabacco per trenta
secondi. [ma non ci viene sempre detto che il fumo di tabacco è nocivo
per ore dopo che è stato emesso nel locale?...
]
I radicali del fumo di legna possono attaccare le cellule dei nostri corpi
fino a quaranta volte più a lungo [del fumo passivo] una volta
inalati”. Il sito cui siamo collegati fornisce una lista enorme di
“evidenza” sul fumo di legna; e già, nelle aree più "avanzate” degli USA
esistono ordinanze che proibiscono caminetti, forni a legna e barbecue. Tali
aree (tra le quali l’enorme recinto psichiatrico chiamato California) si sono
già distinte per il divieto totale di fumare -- persino nelle strade. Siamo
quindi certi che anche il nostro ministro della “salute” si pronuncerà presto
contro questa grande minaccia alla salute pubblica, con tanto di attribuzioni
statistiche di mortalità & malattie. Ormai, infatti, lo sanno tutti che,
una volta liberatici dal fumo di qualsiasi tipo (e dalla McDonald’s), ci saremmo
liberati dalla morte e dagli acciacchi. Vi ricordate la pizzeria dietro l’angolo
dove si poteva fumare una sigaretta in pace dopo un’ottima pizza cotta nel forno
a legna? Fateci una bella foto, perché sta per sparire – assieme con la
gioia di vivere – in nome della salute pubblica, della paranoia e della scienza
rottame. Una sola domanda resta (per ora) senza risposta: quando saranno
disponibili sul mercato i cerotti al legno di pino per farla finita con le
grigliate?