Possiamo sicuramente
scommettere tutto quanto abbiamo che la Robert
Wood Johnson Foundation (casa farmaceutica Johnson & Johnson), il più
grande libro paga privato degli antifumo nel mondo, non ha finanziato
questo studio. Nel manicomio antifumo, infatti, non può esistere
deviazione dal mantra che il fumo sia la causa di tutti i mali – e spesso addirittura la sola causa, con l’implicito messaggio che chi non fuma campa
cent’anni! La parola “multifattorialità”
è una parola sporca, che
inficia la santa crociata truffaldina volta a demonizzare, stigmatizzare
ed eliminare i fumatori e le loro sigarette. Naturalmente, nella vita
reale tutti sanno che le malattie cardiovascolari, come del resto il
cancro, sono causate da moltissimi fattori (oltre trecento per le malattie
cardiovascolari); ma ciò che molti non sanno è che il fumo ha un effetto
benefico sull’ipertensione. Per più informazioni e curiosità
spicciole su ciò che “non si può sapere” sul fumo, clicca
qui. Nel frattempo, ragazzi, fumiamo
sempre di più in faccia agli antifumo: se l’ostilità è veramente
causa di malattie cardiache, abbiamo scoperto una nuova arma segreta
per ripulire il mondo dallo sconcio salutista!
Mentre diamo credito ad un medico onesto che non si è fatto influenzare dalla frode antifumo tacendo su questa importante informazione, non siamo sorpresi che l’establishment antifumo non abbia espresso alcun interesse ad investigare i benefici del fumo sulla sclerodermia. Sebbene essa sia una malattia rara, sia chiaro che, anche in caso di mali assai meno rari, come la malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson, ogni notizia positiva sul fumo deve essere assolutamente soppressa. Se, infatti, si ammette che fumare possa avere degli effetti terapeutici almeno in qualche caso, si potrebbe anche instillare il dubbio che il fumo possa essere di beneficio in altri casi – e ciò è assolutamente contrario all’agenda delle gang antifumo e dei loro benefattori farmaceutici. Sappiamo, infatti, che è meglio che la gente muoia senza fumare piuttosto che continui a vivere con la "bionda" in bocca. Questa è la logica di coloro che affermano di volerci "salvare la vita". Ed ecco l'assurdo: "Sebbene diverse istituzioni mediche abbiano espresso interesse al caso, nessuna ha voluto farsi carico del finanziamento della ricerca; abbiamo persino provato a metterci in contatto con i produttori di sigarette [Hendrix fuma Marlboro] per ottenere aiuto per la ricerca, ma hanno paura di perdere credibilità se finanziano un progetto che concerne sigarette", dicono Hendrix ed i suoi amici. Se invece si fossero chiesti fondi per "provare" che la sclerodermia era "causata" dal fumo, i soldi sarebbero arrivati a palate. Queste sono le conseguenze dell’intimidazione del salutismo antifumo, e dell’oscurantismo medioevale in camice bianco che esso porta, e rappresenta. I nostri migliori auguri a Wayne Hendrix, candidato fumatore dell’anno in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale del Fumatore, che si terrà il prossimo 12 Ottobre. Per ulteriori informazioni sui benefici del fumo, premere qui.
Queste le conclusioni dell’ultimo studio sul morbo di Parkinson – non finanziato da Big Tabacco. Le conclusioni rappresentano una brutta notizia per i truffatori antifumo, che dipingono il fumare come qualcosa di assolutamente negativo. Siccome però essi hanno convinto (o forzato) i media a sostenere le loro truffe scientifiche e statistiche e la loro falsa propaganda, possono dormire tranquilli sul fatto che questi risultati, ultimi di una lunga serie di documentati benefici del fumo saranno, come al solito, assolutamente taciuti. Per avere un’idea del clima di terrore imposto dalla mafia farmaceutica / antifumo sulla comunità scientifica, è utile leggere l’articolo (inglese), e vedere il livello di evidente imbarazzo con cui le conclusioni sono riportate. Andare contro la truffa antifumo significa, oggigiorno, attirare l’ira dei grandi "luminari" medici che, avendo vantaggiosamente venduto la loro credibilità ai farmaceutici per la campagna antifumo, non vogliono certo metterla a rischio se anche una verità scientifica come questa viene conosciuta dal grande pubblico. In breve, conclusioni del genere possono costare, in un battibaleno, la carriera del ricercatore onesto. È per questa ragione che una spiegazione contorta viene fornita per i risultati. Definendo l'associazione "strana" (perdiana, il tabacco è solo negativo!) sebbene non si possa negare l’enormità dell’evidenza, i ricercatori spiegano che sono ben lungi dal raccomandare l'uso del tabacco come terapia (quindi il messaggio implicito è che è meglio morire del morbo piuttosto che fumare!). Invece di essere il tabacco a prevenire direttamente l’insorgenza del male, si proteggono i ricercatori, si tratta qui di una "inibizione di certi enzimi che possono avere effetti tossici sulle cellule del cervello", e che potrebbe esistere una predisposizione genetica contro il morbo di Parkinson che -- guarda un po’ che strana combinazione – è proprio la stessa che predispone la persona a fumare!!
Per prevenire la solita diffamazione degli antifumo, diciamo subito che lo studio non è stato finanziato dall’industria del tabacco; d’altro canto, esso non è stato finanziato nemmeno dall’industria farmaceutica o da denaro di stato – e ciò potrebbe spiegare i realistici risultati: nessuna differenza tra fumatori e non fumatori nella recessione delle gengive, tranne che in quella acuta (in eccesso ai due millimetri) che colpisce il 23% dei non fumatori, ma solo il 7% dei fumatori. I non fumatori sono dunque tre volte più a rischio dei fumatori per questa malattia. Accendiamocene una e celebriamo. Perché non vediamo scritte sui pacchetti di sigarette che ci informino dei benefici del tabacco? Non è forse l’intenzione della "salute pubblica" di informare i cittadini sulle conseguenze del fumo? Scherziamo, naturalmente; lo sappiamo tutti che gli "avvertimenti sanitari" sono solo propaganda. Certamente, questo studio "politicamente scorretto" è un’altra conferma che esiste un lato positivo del fumo, ma è proprio per questa ragione che i fondi per ulteriori investigazioni in questa direzione saranno prontamente tagliati, ci si può scommettere. Perbacco, la gente potrebbe anche pensare di continuare a fumare e di non credere alla propaganda! Bisogna invece che tutti credano che esista un consenso scientifico che "il fumo fa male" - che sia vero o meno.
Perché, se veramente si vuole informare il pubblico sul fumo, non si scrive sui pacchetti di sigarette "Il fumo combatte il morbo di Parkinson", oppure "Il fumo riduce i rischi di contrarre la malattia di Alzeimer"? Domanda retorica, naturalmente, perché del fumo non se ne può parlare se non male (e quanto se ne parla!), e più menzogne si dicono, meglio è. La sezione "The Evidence" offrirà presto la versione italiana della lunga lista degli effetti terapeutici del fumo; per la documentazione in inglese, premere qui.
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