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Ciò che è scorrettissimo sapere:

LE VITTORIE LEGALI DELLE MULTINAZIONALI DEL TABACCO - Archivio 2001

contro salutismo, proibizionismo, e scienza rottame

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Vedi anche: SCIENZA POLITICAMENTE SCORRETTA

 L'ASSORDANTE SILENZIO DELLA STAMPA: quando non può disinformare sul fumo, tace

 

Informazione Censurata o Ignorata

Data Riportata o commentata da:
GIURIA DELLA WEST VIRGINIA DECIDE A FAVORE DELL'INDUSTRIA DEL TABACCO - Con la sua decisione, una giuria della West Virginia ha messo fine ad una causa che ha fatto scrollare il capo con incredulità a tutta la gente di buonsenso. Fumatori reclutati da avvocati-squali speravano di ottenere un lauto passaggio sul carrozzone antifumo. Sebbene completamente sani, si esigeva che i quattro maggiori produttori di sigarette pagassero centinaia di milioni di dollari per "monitoraggio medico". In poche parole, che l'industria del tabacco pagasse per "mantenerli sani", visto che si dice che il fumo causi il cancro, la leucemia, la calvizie e le altre più di cento malattie di cui parla la propaganda. No comment... 19 Novembre 2001 Rocky Mountain News
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Contrabbando: il caso europeo contro le multinazionali del tabacco è andato in fumo"La Commissione Europea ha perso la battaglia legale contro due giganti del tabacco americani, che ha accusato di essere responsabili per il contrabbando di sigarette in Europa. Il caso contro Philip Morris e RJ Reynolds, produttori, rispettivamente, delle Marlboro e delle Camel, è stato dimesso dalla Corte Federale distrettuale degli Stati Uniti. La Commissione Europea lanciò un'azione legale dopo aver affermato che le due compagnie erano coinvolte nella vendita di sigarette di contrabbando, il che sarebbe costato milioni di dollari in perdita d'entrate, e cercava compensazione finanziaria nonché la forzatura di un cambio di politica da parte delle multinazionali." Potremmo aggiungere che l'Italia si accodò entusiasticamente all'Europa (che altro ci si aspettava?) in questo ennesimo blitz propagandistico per demonizzare l'industria del tabacco ma, come il solito, ha perso assieme a tutti gli antifumo, le cui menzogne politiche e scientifiche, quando esaminate da tribunali onesti, non possono essere che esposte. Non prendetevela, "professionisti antifumo"... c'è sempre la Glaxo a consolarvi con un miliardino qua, e uno là! Però, se le multinazionali fossero provviste di palle politiche, sarebbe ora il loro turno di far causa alla Commissione Europea per qualche centinaio di miliardi di dollari di danni per diffamazione e falso, due dei sette peccati capitali degli antifumo, e di dare a questa gentaglia una dose della loro stessa medicina; ma, purtroppo, considerando la performance del passato, ciò resterà solo un desiderio frustrato. Ad ogni modo, congratulazioni a PM e RJ per la meritata vittoria; accendiamoci un sigaro, facciamoci un bicchierino, mangiamoci una fiorentina con lardo di Colonnata, e celebriamo il tutto alla faccia degli Eurosciacalli. 25 Luglio 2001 BBC
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Non colpevole -  Philip Morris e la RJ Reynolds non sono state trovate colpevoli della morte di una donna che, a dire del marito, e morta "di fumo". Le ragioni sono sempre le solite: non si può provare causalità per la malattie da "tabagismo". Naturalmente questa causa è solo una tra (letteralmente) le miriadi che giornalmente sono portate avanti dagli agitatori antifumo che, come sanguisughe, succhiano fondi pubblici e privati per mantenere tensione giuridica e specialmente sociale contro il fumo. L'assalto al carrozzone del tabacco è, negli USA, reso possibile da un sistema giudiziario che permette l'eterna ripetizione di una causa dello stesso tipo e per le stesse ragioni, basta che i nomi cambino. L'abuso del sistema giudiziario è una delle riforme cui il presidente Bush intende implementare durante la sua amministrazione. 21 Maggio 2001 Reuters
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La pubblicità non è colpevole - Big Tobacco ha ottenuto un'altra significativa vittoria giovedì scorso, quando la Terza Corte d'Appello degli Stati Uniti ha rifiutato di resuscitare una causa civile portata avanti da fumatori afro-americani. Essi affermano di essere stati bersaglio di un'aggressiva campagna di marketing nel passato, sulla base che non erano stati avvertiti dei "rischi sanitari" delle sigarette al mentolo! Le entità che hanno fomentato quest'azione legale sono al momento sconosciute, anche se non difficili da immaginare. L'assalto alla pubblicità delle sigarette (e quindi alla libertà di espressione) è un'altro dei cavalli di battaglia del cartello antifumo, che intende sopprimere ogni informazione contraria alla sua agenda di controllo sociale. Tristemente, questa forma di censura informatica è istituzionalizzata nel nostro Paese da quasi quattro decenni: è vietato promuovere un prodotto perfettamente legale quando le mafie sanitarie dicono che non si può; solide prove scientifiche non sono necessarie: basta l'autorità. 21 Maggio 2001 The Legal Intelligencer
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I produttori di sigarette americani pagano il pizzo alla mafia antifumo - Le multinazionali del tabacco americane hanno deciso di versare 700 milioni di dollari (oltre 1.400 miliardi) al racket antifumo,  indipendentemente dal risultato dell'appello della sentenza del Luglio scorso in Florida, dove l'astronomica cifra di 300.000 miliardi di lire fu aggiudicata a compensazione di non dimostrabili "malattie da tabagismo". L'editoriale all'interno ne spiega le semplici ragioni, e si collega ad altra documentazione pertinente.

10 Maggio 2001
Editoriale collegato ad articolo originale inglese
La Corte Suprema dell'Indiana decide: l'industria del tabacco non è responsabile - Ottava vittoria filata 18 Aprile 2001 Reuters
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Un'altra significativa vittoria dell'industria del tabacco in USA 9 Aprile 2001 United Press
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Giuria americana assolve produttore di sigarette dall'accusa di aver causato la morte di un fumatore. Sesta vittoria filata dal primo Gennaio 2001. 10 Marzo 2001 Reuters
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