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LA
CANDELA DI SIRCHIA -
"La
legge Sirchia serve per 'educare il popolo'... Il divieto di fumare
in un locale aperto al pubblico è strumentale alla diminuzione
globale dei 'viziosi'. Ma è questo il mestiere dello Stato?...
Gli
entusiasti della legge Sirchia… dicono: altro che storie, si sta
meglio così. Ma è normale che in un Paese le leggi si facciano per
questo, cioè per bersi più comodamente una birra in compagnia?"[Pubblicato
da Libero, 11 Dicembre 2006]
COLPA TUA SE IL FUMO TI UCCIDE
-
Torna Alberto Mingardi sull'argomento fumo con
questo ottimo pezzo pubblicato dal quotidiano "Libero" il 17 Dicembre. Il pezzo
commenta sulla sentenza favorevole alla Philip MOrris, e si sofferma sul mito
delle multinazionali che "perdono sempre" (quando l'opposto è vero), sulle
"class action" e sulla responsabilità personale, questa grande dimenticata.
SIAMO
GRASSI. MA LA DIETA DI STATO NON LA DIGERIAMO - "Non c’è
dubbio che il cibo abbia a che fare con la nostra salute, ed il
nostro benessere (e con la nostra mente, i nostri sogni, il nostro
piacere…). Non c’è dubbio che, come in ogni cosa, vi sia una linea –
per quanto, talvolta, sottile – che divide l’uso dall’abuso. Eppure,
ogni volta che il ministro Sirchia sfodera una delle sue
scintillanti intuizioni, che varranno alla Casa delle Libertà, alle
prossime elezioni, il meritatissimo soprannome di Casa dei Divieti,
sono preso soprattutto da un immenso senso di tristezza... Tristezza
perché, davanti alla follia, è l’unico sentimento legittimo."
[Pubblicato
da La Privincia (Como), 22 Settembre 2004]
CICCIA
ALLA CRISI ECONOMICA - "Che la crociata contro la ciccia sia inaugurata proprio
alla vigilia delle elezioni europee è sintomatico. Se una politica
estera unica è una chimera, se alla riforma della politica agricola
comune non si mette mano se non per finta, se l’euro si è trascinato
dietro una valanga di problemi, all’UE spetterà almeno
l’indiscutibile merito d’averci resi più sani e più belli."
[Pubblicato
da L'Indipendente, 31 Maggio 2004]
HASHISH,
BACCO E STARBUCKS: IN NOME DELLA SALUTE -
"Law and order, chiacchiere e distintivo: quando Gianfranco Fini
promette pugno di ferro con hashish e marjiuana non stuzzica soltanto
gli appetiti del suo elettorato, non si limita a mostrare la faccia
truce che indossa per contratto. Il rigurgito proibizionista
annunciato dal leader di An rientra nella triste logica delle cose.
Quando un uragano di proibizioni e norme travolge un vizio un tempo
socialmente accettato, come il fumo, e arriva a lambire la privacy
della tavola, è ovvio che non si useranno cortesie, non si faranno
prigionieri, se si parla di droghe."
[Pubblicato
da Il Riformista, 24 Settembre 2003]
LA
LEGITTIMA DIFESA DEI FUMATORI
- “I
portasigarette che coprono le scritte antifumo sono illegittimi”.
Lo dice l'Acusp (Associazione contribuenti utenti servizi pubblici),
passando la palla al ministro della Salute, Girolamo Sirchia. I
“copri-pacchetti” sono in commercio da poco e, ora sgargianti e
coloratissimi, ora eleganti e ricercati, servono ai fumatori per
non ricordarsi, ad ogni solfeggio di accendino, d’appartenere a
una casta di intoccabili. Gli ammonimenti melodrammatici e lugubri
(scritti in stile d’annuncio funerario), che tappezzano il 30% della
superficie di un pacchetto di sigarette, scompaiono così per lasciare
il posto a paesaggi fatati, fanciulle ammiccanti, o alla mesta sobrietà
della tinta unita. E’ un gesto, minuscolo, di legittima difesa.
Ancora più urgente da ieri, siccome la commissione europea ha
adottato una decisione che consentirà agli Stati dell'Ue di imporre
sui pacchetti di sigarette foto o immagini antifumo, dal vago sapore
pornografico.
[Pubblicato
da Libero, 9 Settembre 2003]
LA
LOTTA CONTRO IL FUMO E' CONTRO LA LIBERTA'
- E sia,
ogni epoca ha bisogno di uno spauracchio, di un capro espiatorio.
La nostra l’ha trovato, a poco prezzo, nei fumatori. Per immolare
un’intera classe di persone, tuttavia, è necessario fabbricarsi
una giustificazione. In altri tempi, ci si appellava alle
leggi della storia, al senso delle cose, persino al volere imperscrutabile
del Padreterno. Adesso, alla scienza: così, l’umanissima insofferenza
al fumo di sigaretta diventa “lotta al fumo passivo”.
[Pubblicato da La
Provincia di Como, 31 Maggio 2003]
IN
DIFESA DELLA LIBERTA' -
...Trascinando
sul banco degli imputati il fumo, s’imbastisce un processo al vizio
– e non è un caso se i ministeri della sanità preparano campagne
altrettanto aggressive verso i cibi grassi, le bibite gassate, persino
i profumi troppo insistenti. In Nuova Zelanda, si tenta di rendere
illegale l’acquisto, da parte di minorenni, di hamburger e Coca
Cola. In Nigeria, esser visti fumare in pubblico vale cinque anni
di detenzione.
[Pubblicato da Libero,
23 Maggio 2003]
IN
DIFESA DELLA LIBERTA' -
Per
Silvio Garattini, ogni difesa “del fumo” e’ “irrazionale”. L’ha
scritto ieri, sul Corriere della Sera, rispondendo a distanza al
ministro della difesa, Antonio Martino. Difensore del fumo? Paladino
dei fumatori, e la differenza non e’ da poco. Attaccare il “fumo”
e’ come dar addosso alla minigonna, o al cioccolato fondente. Proibendo
le minigonne, non e’ che si faccia un torto alla minigonna,
si limita la libertà di chi vorrebbe indossarne una. Non si può
lanciare una “crociata” contro il fumo. E’ solo un trucchetto retorico.
Sono, in realtà, battaglie che ambiscono a circoscrivere la libertà
d’altre persone, il loro diritto di disporre del proprio corpo e
delle proprie finanze come più piace loro.
[Pubblicato
da Libero, 13 Novembre 2002 col titolo: Ministro in libertà
vigilata (di fumo)]
CARO
PAPA, ATTENTO ALL'INCENSO PASSIVO - E’ una missiva rispettosa
e compita quella che Gian Turci, presidente dell’associazione FORCES,
prezioso avamposto informatico di tolleranza e libertà, indirizza
a Sua Santità. L’oggetto del contendere è il divieto di fumare che
- a dispetto di una certa, iniziale diffidenza - il Vaticano ha
deciso di importare nell’angusto perimetro dei suoi confini, copiandolo
pari pari dagli altri Stati europei (quelli, per intenderci, che
si sono da tempo convertiti al politicamente corretto). ("Libero,
2 Luglio 2002)
E'
LIBERTA' ANCHE QUELLA DI INGRASSARE - NON condivido le cose
che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirle (Voltaire).
Variazione sul tema: non mi piacciono le cose che mangi, ma difenderò
fino alla morte il tuo diritto di mangiarle. Man mano che lo Stato
avanza, che si ritaglia nuove sfere di influenza, che allunga le
mani su un altro spicchio della nostra vita, ci tocca inalberare
libertà nuove, accarezzare la spada in nome di diritti inediti.
È così che, in quel silenzioso frusciare di pagine che è Internet,
l'associazione "FORCES" (www.forcesitaly.org) lancia una
battaglia deliziosamente paradossale: "nessuno
tocchi il tegolino… (Il
Tempo, mercoledì 26 Giugno
2002)
PER
UNA FILOSOFIA DEL SIGARO (recensione del libro di Giulio
Savelli, Sigaro mio. Storia e gusto del sigaro fatto a
mano) - Brutti tempi per i fumatori. C’è un nuovo proibizionismo
nell’aria: lo raccontano l’ossessione per il fumo passivo, la pruderie
di inventarsi un’apartheid a misura di Malboro, l’imponente flusso
di dollari stornati qua e là ai quattro angoli del mondo dai movimenti
"no smoking", l’assurda corsa alla profilassi totale,
all’abolizione del rischio dall’esperienza umana (che per definizione
è un dondolare sul filo). Credo che giochi un certo ruolo, in questo
moltiplicarsi di pregiudizi anti-tabagisti, il fatto che il fumatore
viene associato, come categoria dello spirito, alla sigaretta. Che
è lasciva, puzzolente, plebea. Non che non abbia un suo fascino.
Ce l’ha. Ma è la sensualità grossolana dei film di cassetta, è i
labbroni di una starlette rifatta, è il trucco pesante di una puttana
di strada. (La Provincia,
lunedì 13 Maggio 2002)
LASCIATECI
LA LIBERTA' DI CICCIA - L’organizzazione mondiale della
sanità, che è l’ONU di medici e apprendisti stregoni, è stata chiarissima,
cristallina. L’obesità è il secondo "fattore di rischio"
per la salute del mondo (il primo, ça va sans dire, è il fumo, attivo
o passivo che sia). Ne morirebbero alcuni dicono 300.000 persone
all’anno nei soli Stati Uniti, altri azzardano: due milioni. La
cifra sembra leggermente gonfiata, diciamo pure obesa. Ricorda un
po’ i numeri-shock dei morti da nicotina. Vale la pena ricordare
che il fumo ha stroncato di recente la vita di due personaggi illustri:
Milton Berle, pioniere della televisione americana, e Billy Wilder,
mago della cinepresa, hanno pagato il prezzo di un cursus honorum
da tabagisti doc. Ci hanno lasciato rispettivamente a 93 e a 95
anni. (Libero, sabato
6 Aprile 2002, p.1-12)
IL
VANGELO? C’È L’ELOGIO DELLA PICCOLA IMPRESA - ...Una storia
privatissima: il dono della fede, la riscoperta di quelli che si
liquidano fastidiosamente come "valori", questo capicollare
fra le braccia della Gioia, g maiuscola, negato ai più – quelli
cui mancano l’occasione, e il nerbo, di credere. Eppure, in questa
storia di errore e speranza, in questo dialogo caleidoscopico sui
massimi sistemi del quotidiano, spuntano insegnamenti semplici,
rivelazioni choc. "Conversione" non è un libro politically
correct, proprio perché la conversione – se non diventa un credere
negli uccellini e nelle caprette, nell’ipocrisia new age di una
religione senza tonache e funzioni, in un Dio fast-food che è solo
un "personal trainer" dell’anima – non può essere politically
correct. (Libero, mercoledì
27 marzo 2002, p.1-31)
LE
NUOVE CROCIATE DEL MINISTRO GEROLAMO SIRCHIA - Il ministro
Sirchia, presunto garante del drastico snellimento del servizio
sanitario nazionale, fresco di nomina aveva tranquilizzato gli italiani:
"Non finiremo vittime dell’isterismo politically correct".
Eppure oggi dal suo dicastero arrivano segnali precisi di manipolazione
del senso delle cose attraverso il linguaggio. La crociata antitabacco
sta riuscendo tanto bene da aver già cambiato il modo di definire
il fumatore: da uno che ha il "vizio" del fumo, espressione
che per lo meno evoca un pizzico di libero arbitrio, a uno che è
malato di "morbo del tabacco", espressione che lascia
presagire la cura coatta. Un decreto già annunciato parla dell’intenzione
di curare il morbo della droga, per prima cosa, poi il morbo della
grassezza o della magrezza, dell’alcol e del gioco d’azzardo. Articolo
scritto in collaborazione con Roberta Tatafiore. (Libero,
19 Febbraio 2002)
NAZISMO
E SALUTISMO –
C’è
chi sussurra che ormai la legge è fatta, e ci tocca obbedire. No.
Le leggi ingiuste non si obbediscono: si combattono. E anche se
scavare la trincea costa, se immaginare un gesto di solidarietà
paradossale come una spipazzata, un tiro di sigaretta, è forse troppo
per uomini senza fantasia, la mia impressione è che "ci tocca".
Persino ai non-fumatori professionisti, o fumatori timidi, come
chi scrive. Meglio sacrificare i nostri polmoni che la nostra libertà.
Ai fumatori incalliti si richiede lo sforzo contrario: coltivare
il rispetto, inventarsi un galateo anarchico per sopravvivere a
qualsiasi legge.
(Libero,
27 Gennaio 2002)
IL
RISCHIO DELLA LIBERTA' -
Pensiamoci,
ricordiamoci del passato prima di cedere alla tentazione del "controllo",
prima di abiurare noi stessi giurando che è meglio vivere schiavi
che rischiare di morire. Lo disse bene Benjamin Franklin, fra i
padri di quel sogno di libertà, la città rilucente sulla collina
la chiamava Reagan, che si chiama America. "Coloro che baratterebbero
la libertà per una sicurezza temporanea, non si meritano né la libertà
né la sicurezza". E noi, ce le meritiamo?
(Libero, Ottobre 2001)
IL
BRASILE LIBERALIZZA IL PORTO D'ARMI "IN VOLO" - La guerra
mondiale al terrorismo, slogan brandito con fermezza e dedizione
da tutti i capi di Stato, ci riserverà qualche sorpresa. Una è già
arrivata, viene dal Brasile, dove ieri il Parlamento ha votato una
misura destinata a far discutere. Per evitare che ogni aereo "Brazil
Airlines" si riveli un candidato-missile per Osama Bin Laden, si
è deciso di liberalizzare il porto d'armi leggere (calibro inferiore
a 0.38) per i passeggeri con più di 21 anni di età. (Libero
come "Allacciate le cinture e caricate le pistole", pag.1, il 19
Settembre 2001)
DIZIONARIO
DELLE PAROLE PERICOLOSE -
Saltiamo alla
lettera C. C come censura. Un atteggiamento censorio era quello
del Minculpop, lo Stato che legge, corregge, boccia e impedisce
la pubblicazione, l'esposizione, la messa in onda di una qualche
forma d'espressione. Oggi invece parliamo di "censura"
quando lo Stato, grande dispensatore di fondi e sommo mecenate delle
arti, non adempie fino in fondo ai suoi presunti "doveri".
E non stacca l'ennesimo assegno a Cipri e Maresco. (Libero,
17/6/2001)
SEI
UN FUMATORE? E IO MEDICO NON TI OPERO -
Il
terzo millennio è cominciato nel segno della confusione delle lingue,
della Babele del pensiero: e così, persino la pietra angolare della
scienza medica vacilla sotto i colpi del politicamente corretto.
Già, di politicamente corretto si può morire: è successo pochi giorni
fa, a Melbourne, e il satellite di "Skynews" ha rimbalzato
la notizia ai quattro angoli del globo. La vittima è un uomo di
cinquantasei anni, segni particolari: fumatore, bisognoso di una
nuova valvola cardiaca per sopravvivere. Era in lista d'attesa per
un trapianto da prima di Natale, poi i dottori si sono rifiutati
di praticare l'intervento. Perché? Perché aveva deciso di non smettere
di fumare. (Libero, 23/2/2001)
"LO
SPINELLO DEL PRESIDE" -
E'
una scuola "drogata" quella che dipinge Daniele Straniero,
il preside prezzemolino del Liceo "Parini" di Milano.
Dopo Veronesi, che in un impeto di entusiasmo aveva annunciato che
il 50% di studenti e insegnanti "si fa" (o s'è fatto),
stavolta tocca al precettore della Milano bene far sentire la sua
voce. Secondo Straniero, se i ragazzi del Parini vogliono "okkupare"
è solo per darsi allo spinello libero. Il Preside non è nuovo a
simili uscite, tant'è che anche stavolta s'è affrettato a rincarare
la dose, spiegando al "Giornale" che la sua è una battaglia
senza esclusione di colpi. E a scuola, oltre alla marijuana è pronto
a mettere al bando il tabacco. (Libero, 11/2/2001)
UN
PECORARO VUOLE SAPERNE PIU' DEI NOBEL -
Dove
può arrivare l'arroganza di un ministro? Nei giorni scorsi, abbiamo
visto Katia Belillo giocare alla lotta nel fango con un'onorevole
dal cognome poco gradito, ma si tratta di una semplice marachella
in confronto allo schiaffo che Alfonso Pecoraro Scanio ha appioppato
a tutta la comunità scientifica. Nei giorni di fuoco di mucca pazza
un ricercatore coraggioso, Roberto DeFez ha ricordato dalle colonne
del "Corriere della sera" che le farine animali incriminate
vengono regolarmente utilizzate come fertilizzante nell'agricoltura
"biologica" che tanto piace ai Verdi. Poteva aprirsi un
mezzo scandalo, ma Pecoraro l'ha messo subito a tacere... (Libero,
4/2/2001)
LA
FAVOLA DEL FUMO PASSIVO -
Il
fumo passivo uccide? Sì, no, forse. Quella che sembrava infatti
un'assodata certezza scientifica, è messa a dura prova dalla Corte
Federale del North Carolina. La sentenza risale al 1998, ma solo
di recente è stata resa pubblica: grazie a Internet. Il world wide
web è uno spazio corsaro, non conosce censure. Né quelle dei colossi
del tabacco, né quelle delle multinazionali farmaceutiche. E all'industria
dell'aspirina, il verdetto del tribunale del North Carolina non
può certo far piacere: nelle novanta e passa pagine del malloppone
firmato dal giudice Osteen, e pubblicato dall'associazione "Forces"
(i vendicatori mascherati della nicotina libera), l'allarmismo sul
fumo passivo "cancerogeno" viene liquidato come "frode
scientifica". (Libero, 31/1/2001)
ADESSO
MI SONO ROTTO, MANGIO CIO' CHE MI PARE -
Pronta
e immediata la risposta delle 'autorità': indagare, testare, brigare.
Un po' di tempo fa si parlava di un tribunale internazionale per
giudicare i crimini contro l'umanità: pare che l'Europa si stia
preparando ad allestire la Norimberga della chianina. Già, perché
in capo a un paio di settimane di isterismo di massa, vacche e vitelli
sono diventati ormai la priorità numero uno della politica continentale.
Berlusconi o Rutelli? E' roba del passato. Fiorentina o acciughina?
E' qui che si gioca la partita elettorale. (Libero, 30/1/2001)
VERONESI,
L'HOUDINI DELLA SANITA' - E una scuola drogata:
il cinquanta per cento di alunni e studenti, ha detto Veronesi,
si fa o si è fatto. Una cifra sconvolgente, diciamocelo, che lHoudini
della Sanità italiana ha estratto dal suo cilindro magico con la
consueta nonchalance. E col consueto stile: senza, cioé, fornire
uno straccio di prova. Il ministro non è nuovo a exploit del genere:
alcuni mesi fa diede i numeri sulle morti da sigaretta,
ottantamila lanno in Italia. Peccato che si trattasse, né
più né meno, di un mero adattamento (leggi: una divisione)
per la realtà italiana dei dati diffusi dagli anti-fumatori dOltreoceano.
Privi anchessi, per giunta, di riscontro empirico.
E
I MEDICI USA PROPONGONO LA TASSA SUGLI OBESI - L'obesità
come l'effetto serra, i chili di troppo peggio del buco nell'ozono.
L'ha detto ieri Lester Brown, presidente del Worldwatch Institute:
attenzione, i ciccioni sono un "problema mondiale". Touché.
Il politicamente corretto ha fatto un'altra vittima. Stavolta tocca
a loro, è il turno dei grassoni. Non a caso, l'allarme arriva dall'America
- dove si parla, nientemeno, di "emergenza nazionale".
Sul banco degli imputati, 97 milioni di cittadini statunitensi.
(Libero, 23/12/2000)
NON
FUMO, MA STO CON I FUMATORI - C'è sempre bisogno di
mostri: una volta erano i turchi, le giubbe rosse, gli americani,
l¹uomo nero. Adesso ci sono i fumatori. Proprio in questi giorni,
a Strasburgo è in discussione un disegno di legge che obbligherà
i produttori di sigarette a tappezzare il 30% del pacchetto con
la scritta "il fumo uccide 500.000 persone ogni anno nell'Ue".
Numeri impressionanti: in confronto Adolf Hitler fa la figura del
pivello. (Libero, 19/12/2000)
QUEI
SILENZIOSI NON FUMATORI, CULTORI DEL FUMO DEGLI ALTRI, CHE DICHIARANO
GUERRA AL NO-SMOKING - Murder a cigarette: è un libretto
smilzo, un centinaio di pagine appena, scritto da Judith Hatton
e Lord Harris of High Cross. Harris è il sigaromane più accanito
della Camera dei Pari. Giornalista, di professione ha fatto il liberista
per una vita, da pensionato è diventato la Madonna pellegrina degli
anti-antifumatori. C'è un arcipelago di gruppi, gruppetti, gruppuscoli
che hanno dichiarato guerra al "no smoking", sono quelli
che ce l'hanno con la "political correctness" che si fa
Stato. Harris è uno dei punti di riferimento, ne ha la statura e
"le physique-du-role", ma non è il solo. Non si contano
gli economisti, gli intellettuali e, sì, anche gli scienziati che
dai quattro angoli del mondo protestano contro "l'industria
dell'isteria".
(Il Foglio, 31/10/2000) |