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Organizzazione internazionale - Codice Fiscale 95063070106
Non è il compito dello stato libero e democratico cambiare o condizionare il comportamento dei cittadini che, in tale regime, sono lo stato. Tale invece è il compito dello stato totalitario - in qualsiasi guisa si manifesti - perché esso ha sempre considerato il popolo immaturo per la libertà e l'autodeterminazione - e per la creatività, tolleranza e diversità che derivano da esse.
 
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L'archivio scientifico che scardina 50 anni di superstizioni sul fumo


 
 

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I treni appartengono anche a chi fuma, e fumare sul treno nel proprio vagone non da fastidio a nessuno!
Boicotta i treni, causa danno!

 

"Veritas vos liberabit"

Alberto Mingardi

LA CANDELA DI SIRCHIA - "La legge Sirchia serve per 'educare il popolo'... Il divieto di fumare in un locale aperto al pubblico è strumentale alla diminuzione globale dei 'viziosi'. Ma è questo il mestiere dello Stato?... Gli entusiasti della legge Sirchia… dicono: altro che storie, si sta meglio così. Ma è normale che in un Paese le leggi si facciano per questo, cioè per bersi più comodamente una birra in compagnia?"[Pubblicato da Libero, 11 Dicembre 2006]

COLPA TUA SE IL FUMO TI UCCIDE Torna Alberto Mingardi sull'argomento fumo con questo ottimo pezzo pubblicato dal quotidiano "Libero" il 17 Dicembre. Il pezzo commenta sulla sentenza favorevole alla Philip MOrris, e si sofferma sul mito delle multinazionali che "perdono sempre" (quando l'opposto è vero), sulle "class action" e sulla responsabilità personale, questa grande dimenticata.

SIAMO GRASSI. MA LA DIETA DI STATO NON LA DIGERIAMO - "Non c’è dubbio che il cibo abbia a che fare con la nostra salute, ed il nostro benessere (e con la nostra mente, i nostri sogni, il nostro piacere…). Non c’è dubbio che, come in ogni cosa, vi sia una linea – per quanto, talvolta, sottile – che divide l’uso dall’abuso. Eppure, ogni volta che il ministro Sirchia sfodera una delle sue scintillanti intuizioni, che varranno alla Casa delle Libertà, alle prossime elezioni, il meritatissimo soprannome di Casa dei Divieti, sono preso soprattutto da un immenso senso di tristezza... Tristezza perché, davanti alla follia, è l’unico sentimento legittimo." [Pubblicato da La Privincia (Como), 22 Settembre 2004]

CICCIA ALLA CRISI ECONOMICA - "Che la crociata contro la ciccia sia inaugurata proprio alla vigilia delle elezioni europee è sintomatico. Se una politica estera unica è una chimera, se alla riforma della politica agricola comune non si mette mano se non per finta, se l’euro si è trascinato dietro una valanga di problemi, all’UE spetterà almeno l’indiscutibile merito d’averci resi più sani e più belli." [Pubblicato da L'Indipendente, 31 Maggio 2004]

HASHISH, BACCO E STARBUCKS: IN NOME DELLA SALUTE - "Law and order, chiacchiere e distintivo: quando Gianfranco Fini promette pugno di ferro con hashish e marjiuana non stuzzica soltanto gli appetiti del suo elettorato, non si limita a mostrare la faccia truce che indossa per contratto. Il rigurgito proibizionista annunciato dal leader di An rientra nella triste logica delle cose. Quando un uragano di proibizioni e norme travolge un vizio un tempo socialmente accettato, come il fumo, e arriva a lambire la privacy della tavola, è ovvio che non si useranno cortesie, non si faranno prigionieri, se si parla di droghe." [Pubblicato da Il Riformista, 24 Settembre 2003]

LA LEGITTIMA DIFESA DEI FUMATORI - “I portasigarette che coprono le scritte antifumo sono illegittimi”. Lo dice l'Acusp (Associazione contribuenti utenti servizi pubblici), passando la palla al ministro della Salute, Girolamo Sirchia. I “copri-pacchetti” sono in commercio da poco e, ora sgargianti e coloratissimi, ora eleganti e ricercati, servono ai fumatori per non ricordarsi, ad ogni solfeggio di accendino, d’appartenere a una casta di intoccabili. Gli ammonimenti melodrammatici e lugubri (scritti in stile d’annuncio funerario), che tappezzano il 30% della superficie di un pacchetto di sigarette, scompaiono così per lasciare il posto a paesaggi fatati, fanciulle ammiccanti, o alla mesta sobrietà della tinta unita. E’ un gesto, minuscolo, di legittima difesa. Ancora più urgente da ieri, siccome la commissione europea ha  adottato una decisione che consentirà agli Stati dell'Ue di imporre sui pacchetti di sigarette foto o immagini antifumo, dal vago sapore pornografico. [Pubblicato da Libero, 9 Settembre 2003]

LA LOTTA CONTRO IL FUMO E' CONTRO LA LIBERTA' - E sia, ogni epoca ha bisogno di uno spauracchio, di un capro espiatorio. La nostra l’ha trovato, a poco prezzo, nei fumatori. Per immolare un’intera classe di persone, tuttavia, è necessario fabbricarsi una giustificazione. In altri  tempi, ci si appellava alle leggi della storia, al senso delle cose, persino al volere imperscrutabile del Padreterno. Adesso, alla scienza: così, l’umanissima insofferenza al fumo di sigaretta diventa “lotta al fumo passivo”. [Pubblicato da La Provincia di Como, 31 Maggio 2003]

IN DIFESA DELLA LIBERTA' - ...Trascinando sul banco degli imputati il fumo, s’imbastisce un processo al vizio – e non è un caso se i ministeri della sanità preparano campagne altrettanto aggressive verso i cibi grassi, le bibite gassate, persino i profumi troppo insistenti. In Nuova Zelanda, si tenta di rendere illegale l’acquisto, da parte di minorenni, di hamburger e Coca Cola. In Nigeria, esser visti fumare in pubblico vale cinque anni di detenzione. [Pubblicato da Libero, 23 Maggio 2003]

IN DIFESA DELLA LIBERTA' - Per Silvio Garattini, ogni difesa “del fumo” e’ “irrazionale”. L’ha scritto ieri, sul Corriere della Sera, rispondendo a distanza al ministro della difesa, Antonio Martino. Difensore del fumo? Paladino dei fumatori, e la differenza non e’ da poco. Attaccare il “fumo” e’ come dar addosso alla minigonna, o al cioccolato fondente. Proibendo le minigonne, non e’ che si  faccia un torto alla minigonna, si limita la libertà di chi vorrebbe indossarne una. Non si può lanciare una “crociata” contro il fumo. E’ solo un trucchetto retorico. Sono, in realtà, battaglie che ambiscono a circoscrivere la libertà d’altre persone, il loro diritto di disporre del proprio corpo e delle proprie finanze come più piace loro. [Pubblicato da Libero, 13 Novembre 2002 col titolo: Ministro in libertà vigilata (di fumo)]

CARO PAPA, ATTENTO ALL'INCENSO PASSIVO - E’ una missiva rispettosa e compita quella che Gian Turci, presidente dell’associazione FORCES, prezioso avamposto informatico di tolleranza e libertà, indirizza a Sua Santità. L’oggetto del contendere è il divieto di fumare che - a dispetto di una certa, iniziale diffidenza - il Vaticano ha deciso di importare nell’angusto perimetro dei suoi confini, copiandolo pari pari dagli altri Stati europei (quelli, per intenderci, che si sono da tempo convertiti al politicamente corretto). ("Libero, 2 Luglio 2002)

E' LIBERTA' ANCHE QUELLA DI INGRASSARE - NON condivido le cose che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirle (Voltaire). Variazione sul tema: non mi piacciono le cose che mangi, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di mangiarle. Man mano che lo Stato avanza, che si ritaglia nuove sfere di influenza, che allunga le mani su un altro spicchio della nostra vita, ci tocca inalberare libertà nuove, accarezzare la spada in nome di diritti inediti. È così che, in quel silenzioso frusciare di pagine che è Internet, l'associazione "FORCES" (www.forcesitaly.org) lancia una battaglia deliziosamente paradossale: "nessuno tocchi il tegolino (Il Tempo, mercoledì 26 Giugno 2002)

PER UNA FILOSOFIA DEL SIGARO (recensione del libro di Giulio Savelli, Sigaro mio. Storia e gusto del sigaro fatto a mano) - Brutti tempi per i fumatori. C’è un nuovo proibizionismo nell’aria: lo raccontano l’ossessione per il fumo passivo, la pruderie di inventarsi un’apartheid a misura di Malboro, l’imponente flusso di dollari stornati qua e là ai quattro angoli del mondo dai movimenti "no smoking", l’assurda corsa alla profilassi totale, all’abolizione del rischio dall’esperienza umana (che per definizione è un dondolare sul filo). Credo che giochi un certo ruolo, in questo moltiplicarsi di pregiudizi anti-tabagisti, il fatto che il fumatore viene associato, come categoria dello spirito, alla sigaretta. Che è lasciva, puzzolente, plebea. Non che non abbia un suo fascino. Ce l’ha. Ma è la sensualità grossolana dei film di cassetta, è i labbroni di una starlette rifatta, è il trucco pesante di una puttana di strada. (La Provincia, lunedì 13 Maggio 2002)

LASCIATECI LA LIBERTA' DI CICCIA - L’organizzazione mondiale della sanità, che è l’ONU di medici e apprendisti stregoni, è stata chiarissima, cristallina. L’obesità è il secondo "fattore di rischio" per la salute del mondo (il primo, ça va sans dire, è il fumo, attivo o passivo che sia). Ne morirebbero alcuni dicono 300.000 persone all’anno nei soli Stati Uniti, altri azzardano: due milioni. La cifra sembra leggermente gonfiata, diciamo pure obesa. Ricorda un po’ i numeri-shock dei morti da nicotina. Vale la pena ricordare che il fumo ha stroncato di recente la vita di due personaggi illustri: Milton Berle, pioniere della televisione americana, e Billy Wilder, mago della cinepresa, hanno pagato il prezzo di un cursus honorum da tabagisti doc. Ci hanno lasciato rispettivamente a 93 e a 95 anni. (Libero, sabato 6 Aprile 2002, p.1-12)

IL VANGELO? C’È L’ELOGIO DELLA PICCOLA IMPRESA - ...Una storia privatissima: il dono della fede, la riscoperta di quelli che si liquidano fastidiosamente come "valori", questo capicollare fra le braccia della Gioia, g maiuscola, negato ai più – quelli cui mancano l’occasione, e il nerbo, di credere. Eppure, in questa storia di errore e speranza, in questo dialogo caleidoscopico sui massimi sistemi del quotidiano, spuntano insegnamenti semplici, rivelazioni choc. "Conversione" non è un libro politically correct, proprio perché la conversione – se non diventa un credere negli uccellini e nelle caprette, nell’ipocrisia new age di una religione senza tonache e funzioni, in un Dio fast-food che è solo un "personal trainer" dell’anima – non può essere politically correct. (Libero, mercoledì 27 marzo 2002, p.1-31)

LE NUOVE CROCIATE DEL MINISTRO GEROLAMO SIRCHIA - Il ministro Sirchia, presunto garante del drastico snellimento del servizio sanitario nazionale, fresco di nomina aveva tranquilizzato gli italiani: "Non finiremo vittime dell’isterismo politically correct". Eppure oggi dal suo dicastero arrivano segnali precisi di manipolazione del senso delle cose attraverso il linguaggio. La crociata antitabacco sta riuscendo tanto bene da aver già cambiato il modo di definire il fumatore: da uno che ha il "vizio" del fumo, espressione che per lo meno evoca un pizzico di libero arbitrio, a uno che è malato di "morbo del tabacco", espressione che lascia presagire la cura coatta. Un decreto già annunciato parla dell’intenzione di curare il morbo della droga, per prima cosa, poi il morbo della grassezza o della magrezza, dell’alcol e del gioco d’azzardo. Articolo scritto in collaborazione con Roberta Tatafiore. (Libero, 19 Febbraio 2002)

NAZISMO E SALUTISMO C’è chi sussurra che ormai la legge è fatta, e ci tocca obbedire. No. Le leggi ingiuste non si obbediscono: si combattono. E anche se scavare la trincea costa, se immaginare un gesto di solidarietà paradossale come una spipazzata, un tiro di sigaretta, è forse troppo per uomini senza fantasia, la mia impressione è che "ci tocca". Persino ai non-fumatori professionisti, o fumatori timidi, come chi scrive. Meglio sacrificare i nostri polmoni che la nostra libertà. Ai fumatori incalliti si richiede lo sforzo contrario: coltivare il rispetto, inventarsi un galateo anarchico per sopravvivere a qualsiasi legge. (Libero, 27 Gennaio 2002)

IL RISCHIO DELLA LIBERTA' - Pensiamoci, ricordiamoci del passato prima di cedere alla tentazione del "controllo", prima di abiurare noi stessi giurando che è meglio vivere schiavi che rischiare di morire. Lo disse bene Benjamin Franklin, fra i padri di quel sogno di libertà, la città rilucente sulla collina la chiamava Reagan, che si chiama America. "Coloro che baratterebbero la libertà per una sicurezza temporanea, non si meritano né la libertà né la sicurezza". E noi, ce le meritiamo? (Libero, Ottobre 2001)

IL BRASILE LIBERALIZZA IL PORTO D'ARMI "IN VOLO" - La guerra mondiale al terrorismo, slogan brandito con fermezza e dedizione da tutti i capi di Stato, ci riserverà qualche sorpresa. Una è già arrivata, viene dal Brasile, dove ieri il Parlamento ha votato una misura destinata a far discutere. Per evitare che ogni aereo "Brazil Airlines" si riveli un candidato-missile per Osama Bin Laden, si è deciso di liberalizzare il porto d'armi leggere (calibro inferiore a 0.38) per i passeggeri con più di 21 anni di età. (Libero come "Allacciate le cinture e caricate le pistole", pag.1, il 19 Settembre 2001)

DIZIONARIO DELLE PAROLE PERICOLOSE - Saltiamo alla lettera C. C come censura. Un atteggiamento censorio era quello del Minculpop, lo Stato che legge, corregge, boccia e impedisce la pubblicazione, l'esposizione, la messa in onda di una qualche forma d'espressione. Oggi invece parliamo di "censura" quando lo Stato, grande dispensatore di fondi e sommo mecenate delle arti, non adempie fino in fondo ai suoi presunti "doveri". E non stacca l'ennesimo assegno a Cipri e Maresco. (Libero, 17/6/2001)

SEI UN FUMATORE? E IO MEDICO NON TI OPERO - Il terzo millennio è cominciato nel segno della confusione delle lingue, della Babele del pensiero: e così, persino la pietra angolare della scienza medica vacilla sotto i colpi del politicamente corretto. Già, di politicamente corretto si può morire: è successo pochi giorni fa, a Melbourne, e il satellite di "Skynews" ha rimbalzato la notizia ai quattro angoli del globo. La vittima è un uomo di cinquantasei anni, segni particolari: fumatore, bisognoso di una nuova valvola cardiaca per sopravvivere. Era in lista d'attesa per un trapianto da prima di Natale, poi i dottori si sono rifiutati di praticare l'intervento. Perché? Perché aveva deciso di non smettere di fumare. (Libero, 23/2/2001)

"LO SPINELLO DEL PRESIDE" - E' una scuola "drogata" quella che dipinge Daniele Straniero, il preside prezzemolino del Liceo "Parini" di Milano. Dopo Veronesi, che in un impeto di entusiasmo aveva annunciato che il 50% di studenti e insegnanti "si fa" (o s'è fatto), stavolta tocca al precettore della Milano bene far sentire la sua voce. Secondo Straniero, se i ragazzi del Parini vogliono "okkupare" è solo per darsi allo spinello libero. Il Preside non è nuovo a simili uscite, tant'è che anche stavolta s'è affrettato a rincarare la dose, spiegando al "Giornale" che la sua è una battaglia senza esclusione di colpi. E a scuola, oltre alla marijuana è pronto a mettere al bando il tabacco. (Libero, 11/2/2001)

UN PECORARO VUOLE SAPERNE PIU' DEI NOBEL - Dove può arrivare l'arroganza di un ministro? Nei giorni scorsi, abbiamo visto Katia Belillo giocare alla lotta nel fango con un'onorevole dal cognome poco gradito, ma si tratta di una semplice marachella in confronto allo schiaffo che Alfonso Pecoraro Scanio ha appioppato a tutta la comunità scientifica. Nei giorni di fuoco di mucca pazza un ricercatore coraggioso, Roberto DeFez ha ricordato dalle colonne del "Corriere della sera" che le farine animali incriminate vengono regolarmente utilizzate come fertilizzante nell'agricoltura "biologica" che tanto piace ai Verdi. Poteva aprirsi un mezzo scandalo, ma Pecoraro l'ha messo subito a tacere... (Libero, 4/2/2001)

LA FAVOLA DEL FUMO PASSIVO - Il fumo passivo uccide? Sì, no, forse. Quella che sembrava infatti un'assodata certezza scientifica, è messa a dura prova dalla Corte Federale del North Carolina. La sentenza risale al 1998, ma solo di recente è stata resa pubblica: grazie a Internet. Il world wide web è uno spazio corsaro, non conosce censure. Né quelle dei colossi del tabacco, né quelle delle multinazionali farmaceutiche. E all'industria dell'aspirina, il verdetto del tribunale del North Carolina non può certo far piacere: nelle novanta e passa pagine del malloppone firmato dal giudice Osteen, e pubblicato dall'associazione "Forces" (i vendicatori mascherati della nicotina libera), l'allarmismo sul fumo passivo "cancerogeno" viene liquidato come "frode scientifica".  (Libero, 31/1/2001)

ADESSO MI SONO ROTTO, MANGIO CIO' CHE MI PARE - Pronta e immediata la risposta delle 'autorità': indagare, testare, brigare. Un po' di tempo fa si parlava di un tribunale internazionale per giudicare i crimini contro l'umanità: pare che l'Europa si stia preparando ad allestire la Norimberga della chianina. Già, perché in capo a un paio di settimane di isterismo di massa, vacche e vitelli sono diventati ormai la priorità numero uno della politica continentale. Berlusconi o Rutelli? E' roba del passato. Fiorentina o acciughina? E' qui che si gioca la partita elettorale. (Libero, 30/1/2001)

VERONESI, L'HOUDINI DELLA SANITA' - E’ una scuola ‘drogata’: il cinquanta per cento di alunni e studenti, ha detto Veronesi, si fa o si è fatto. Una cifra sconvolgente, diciamocelo, che l’Houdini della Sanità italiana ha estratto dal suo cilindro magico con la consueta nonchalance. E col consueto stile: senza, cioé, fornire uno straccio di prova. Il ministro non è nuovo a exploit del genere: alcuni mesi fa diede i numeri sulle “morti da sigaretta”, ottantamila l’anno in Italia. Peccato che si trattasse, né più né meno, di un mero “adattamento” (leggi: una divisione) per la realtà italiana dei dati diffusi dagli anti-fumatori d’Oltreoceano. Privi anch’essi, per giunta, di riscontro empirico.

E I MEDICI USA PROPONGONO LA TASSA SUGLI OBESI - L'obesità come l'effetto serra, i chili di troppo peggio del buco nell'ozono. L'ha detto ieri Lester Brown, presidente del Worldwatch Institute: attenzione, i ciccioni sono un "problema mondiale". Touché. Il politicamente corretto ha fatto un'altra vittima. Stavolta tocca a loro, è il turno dei grassoni. Non a caso, l'allarme arriva dall'America - dove si parla, nientemeno, di "emergenza nazionale". Sul banco degli imputati, 97 milioni di cittadini statunitensi. (Libero, 23/12/2000)

NON FUMO, MA STO CON I FUMATORI - C'è sempre bisogno di mostri: una volta erano i turchi, le giubbe rosse, gli americani, l¹uomo nero. Adesso ci sono i fumatori. Proprio in questi giorni, a Strasburgo è in discussione un disegno di legge che obbligherà i produttori di sigarette a tappezzare il 30% del pacchetto con la scritta "il fumo uccide 500.000 persone ogni anno nell'Ue". Numeri impressionanti: in confronto Adolf Hitler fa la figura del pivello. (Libero, 19/12/2000)

QUEI SILENZIOSI NON FUMATORI, CULTORI DEL FUMO DEGLI ALTRI, CHE DICHIARANO GUERRA AL NO-SMOKING - Murder a cigarette: è un libretto smilzo, un centinaio di pagine appena, scritto da Judith Hatton e Lord Harris of High Cross. Harris è il sigaromane più accanito della Camera dei Pari. Giornalista, di professione ha fatto il liberista per una vita, da pensionato è diventato la Madonna pellegrina degli anti-antifumatori. C'è un arcipelago di gruppi, gruppetti, gruppuscoli che hanno dichiarato guerra al "no smoking", sono quelli che ce l'hanno con la "political correctness" che si fa Stato. Harris è uno dei punti di riferimento, ne ha la statura e "le physique-du-role", ma non è il solo. Non si contano gli economisti, gli intellettuali e, sì, anche gli scienziati che dai quattro angoli del mondo protestano contro "l'industria dell'isteria". (Il Foglio, 31/10/2000)

 

 
 

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