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15 Febbraio 2005

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INCHIESTE GIORNALISTICHE


Cara FORCES,

Innanzitutto vi faccio gli ovvi complimenti per il sito, sebbene sia di una tale vastità che, avendolo scoperto da poco, non sono ancora riuscito a leggere interamente.

Leggo molte e giuste lamentele e osservazioni sulla difficoltà di esprimere e comunicare le vostre (nostre) idee.

Mi pongo quindi una domanda : perché il Sig. Vittorio Feltri, che apprendo fare parte del Comitato d'Onore dell'organizzazione, anziché riempire quotidianamente tutte le pagine del giornale che dirige con fesserie e insulti contro il centro-sinistra, non ne dedica qualcuna ad una bella inchiesta giornalistica volta a comunicare e ristabilire la verità sull'assurda campagna anti-fumo?

Saluti e tenete duro.

Alessio


Caro Alessio,

la sua domanda è più che logica. Non abbiamo però per lei una risposta del tutto logica. Vero è che Libero non è mai stato un simpatizzante dei divieti di fumo. Vero è pure che Feltri personalmente si è sempre espresso contro, e talvolta anche fumando in televisione.

Principalmente penso che si tratti di ignoranza del sig. Feltri su questo specifico punto. Tale ignoranza è comunissima, e va così: si crede che effettivamente il fumo attivo sia un flagello, e che quello passivo, sebbene di meno, lo sia anche lui. In sostanza, si crede alle truffe epidemiologiche di base propagandate dalle "autorità" farma-sanitarie. Però il divieto si scontra con assortiti principi liberali, e quindi va opposto su tale base, che però in se stessa è insufficiente. Perché insufficiente? Perché bisogna aggiungere all'equazione l'inquinamento culturale salutista, che pone la percezione della salute alla vetta dei valori di Stato - senz'altro prima della libertà e dell'economia. Una persona come Feltri (e tantissimi come lui) non ha il tempo fisico di educarsi come ha fatto, per esempio, Filippo Facci. Educarsi significa lavorare, e lavorare significa tempo.

Purtroppo, finché non ci si educa sull'argomento non si può apprezzare in pieno l'importanza fondamentale dello stesso, quindi lo si mette giù nella scala delle priorità. Anche e soprattutto non si capisce il problema di base, che è anche il più grave: la truffa scientifica/statistica come base delle politiche dello Stato (anche se è doveroso dire che non tutte le statistiche sono truffaldine - solo la maggior parte, di questi tempi!). Questa mentalità spaventosamente corrotta ha effetti devastanti per economia, libertà e istituzioni a livello nazionale e mondiale, ed è alla base non solo dell'argomento fumo, ma della maggior parte dei "pericoli" sanitari virtuali di cui si parla oggi.

C'è di più: la mentalità statistica-rottame adottata per il fumo detta le politiche sanitarie e commerciali. Per esempio: se qualcuno ha una gamba in cancrena, la decisione di tagliarla o no a spese della mutua non è più basata sul rapporto medico-paziente UNICO per quella persona, ma sulla statistica generica: se il 70% dei casi "dimostra" (con quale "metodologia" è tutto da vedere - ed è ASSOLUTAMENTE vietato metterla in questione perché la discussione è rifiutata a meno che non appartieni già alla mafia che sostiene la metodologia in primo luogo!!) che c'è un "beneficio" a tagliare la gamba - via, la gamba parte! Proprio allo stesso modo in cui la Microsoft stabilisce il marketing: ti vendo una versione di Windows con 200 bachi (e tu paghi soldi non bacati): guadagno 100 milioni di dollari, meno 30 milioni per cause legali, danni causati, cause di pubblicità non veritiera, ecc, ecc, profitto netto 70 milioni: si può procedere.

Analogamente lo si fa per la salute e, nella fattispecie, per i divieti di fumo e la propaganda antialcol e antigrasso: se si sparano 200 campagne di disinformazione attraverso i ministeri della salute, quanta gente passa dalla Philip Morris alla Pfizer per il rifornimento di nicotina, contro quanti esercenti vanno in fallimento? E se le proiezioni fanno vedere un "guadagno", ristoranti e tabaccai possono tranquillamente andarsene in fallimento - tanto ciò non concerne il ministero della "salute", giusto?...

Mi scusi, ho divagato. Torniamo a Feltri e ai media in generale. Il secondo punto ha a che fare con la politica. Quanto si può andare contro l'ordine costituito - leggi contro Sirchia, ministro della "salute", ergo Berlusconi? Non dimentichiamoci che sono ormai tanti anni che gli antifumo disinformano il popolo con incessanti campagne che affermano che esiste prova scientifica di morti e malattie! Si è quindi creato un sentimento popolare di odio e di disprezzo, e questa gente compra i giornali! Si potrebbe rischiare un calo di vendite per diffondere la verità?... Si potrebbe rischiare di perdere della pubblicità perché gente che odia il fumo non farebbe più pubblicità - inclusa magari quella redditizia dei farmaci? Lo stesso vale per la perdita di appoggi politici. Queste sono serie considerazioni. E' una situazione gravissima quella del controllo dei media da parte dei salutisti e delle multinazionali farmaceutiche che hanno alle spalle, e che sono tra le più potenti industrie del mondo. Ecco perché è importante sostenere organizzazioni come la nostra che, a dispetto dell'ostracismo quasi assoluto da parte di media (che RIFIUTANO di vedere le INDISCUTIBILI prove della falsa rappresentazione epidemiologica sul fumo attivo e passivo) riescono comunque sebbene a fatica a diffondere la verità.

Lei avrà capito che non siamo né di destra né di sinistra: infatti non siamo di nessun colore perché libertà e, ahinoi, truffa veramente non ne hanno alcuno. Non stiamo quindi cercando di difendere né Feltri, né altri, ma solo di spiegare ciò che crediamo siano i termini reali del problema per trovare una soluzione.

Scusi la lunga risposta, e grazie per avere scritto.

Cordiali saluti.

Turci

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