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INCHIESTE
GIORNALISTICHE |
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Cara FORCES,
Innanzitutto vi faccio gli ovvi
complimenti per il sito, sebbene sia di una tale vastità che,
avendolo scoperto da poco, non sono ancora riuscito a leggere
interamente.
Leggo molte e giuste lamentele e osservazioni sulla difficoltà di
esprimere e comunicare le vostre (nostre) idee.
Mi pongo quindi una domanda : perché il Sig. Vittorio Feltri, che
apprendo fare parte del
Comitato d'Onore
dell'organizzazione, anziché riempire quotidianamente tutte le
pagine del giornale che dirige con fesserie e insulti contro il
centro-sinistra, non ne dedica qualcuna ad una bella inchiesta
giornalistica volta a comunicare e ristabilire la verità
sull'assurda campagna anti-fumo?
Saluti e tenete duro.
Alessio |
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Caro Alessio,
la sua domanda è più che logica. Non abbiamo però per lei una
risposta del tutto logica. Vero è che Libero non è mai stato un
simpatizzante dei divieti di fumo. Vero è pure che Feltri
personalmente si è sempre espresso contro, e talvolta anche fumando
in televisione.
Principalmente penso che si tratti di ignoranza del sig. Feltri su
questo specifico punto. Tale ignoranza è comunissima, e va così: si
crede che effettivamente il fumo attivo sia un flagello, e che
quello passivo, sebbene di meno, lo sia anche lui. In sostanza, si
crede alle
truffe epidemiologiche di base propagandate dalle
"autorità" farma-sanitarie. Però il divieto si scontra con assortiti
principi liberali, e quindi va opposto su tale base, che però in se
stessa è insufficiente. Perché insufficiente? Perché bisogna
aggiungere all'equazione l'inquinamento culturale salutista, che pone
la percezione della salute alla vetta dei valori di Stato -
senz'altro prima della libertà e dell'economia. Una persona come
Feltri (e tantissimi come lui) non ha il tempo fisico di educarsi
come ha fatto, per esempio, Filippo Facci. Educarsi significa
lavorare, e lavorare significa tempo.
Purtroppo, finché non ci si educa sull'argomento non si può
apprezzare in pieno l'importanza fondamentale dello stesso, quindi
lo si mette giù nella scala delle priorità. Anche e soprattutto non
si capisce il problema di base, che è anche il più grave: la truffa
scientifica/statistica come base delle politiche dello Stato (anche
se è doveroso dire che non tutte le statistiche sono truffaldine -
solo la maggior parte, di questi tempi!). Questa mentalità
spaventosamente corrotta ha effetti devastanti per economia, libertà
e istituzioni a livello nazionale e mondiale, ed è alla base non
solo dell'argomento fumo, ma della maggior parte dei "pericoli"
sanitari virtuali di cui si parla oggi.
C'è di più: la mentalità statistica-rottame adottata per il fumo
detta le politiche sanitarie e commerciali. Per esempio: se qualcuno
ha una gamba in cancrena, la decisione di tagliarla o no a spese
della mutua non è più basata sul rapporto medico-paziente UNICO per
quella persona, ma sulla statistica generica: se il 70% dei casi
"dimostra" (con quale "metodologia" è tutto da vedere
- ed è
ASSOLUTAMENTE vietato metterla in questione perché la discussione
è rifiutata a meno che non appartieni già alla mafia che
sostiene la metodologia in primo luogo!!) che c'è un "beneficio" a tagliare la
gamba - via, la gamba parte! Proprio allo stesso modo in cui la
Microsoft stabilisce il marketing: ti vendo una versione di Windows
con 200 bachi (e tu paghi soldi non bacati): guadagno 100 milioni
di dollari, meno 30 milioni per cause legali,
danni causati, cause di pubblicità non veritiera, ecc, ecc, profitto netto 70 milioni:
si può
procedere.
Analogamente lo si fa per la salute e, nella fattispecie, per i
divieti di fumo e la propaganda antialcol e antigrasso: se si sparano 200
campagne di disinformazione attraverso i ministeri della salute, quanta
gente passa dalla Philip Morris alla Pfizer per il rifornimento di
nicotina, contro quanti esercenti vanno in fallimento? E se le
proiezioni fanno vedere un "guadagno", ristoranti e tabaccai possono
tranquillamente andarsene in fallimento - tanto ciò non concerne il
ministero della "salute", giusto?...
Mi scusi, ho divagato. Torniamo a Feltri e ai media in generale. Il secondo punto ha a che
fare con la politica. Quanto si può andare contro l'ordine
costituito - leggi contro Sirchia, ministro della "salute", ergo
Berlusconi? Non dimentichiamoci che sono ormai tanti anni che gli
antifumo disinformano il popolo con incessanti campagne che affermano che
esiste prova scientifica di morti e malattie! Si è quindi creato un
sentimento popolare di odio e di disprezzo, e questa gente compra i
giornali! Si potrebbe rischiare un calo di vendite per diffondere la
verità?... Si potrebbe rischiare di perdere della pubblicità perché
gente che odia il fumo non farebbe più pubblicità - inclusa magari
quella redditizia dei farmaci? Lo stesso vale per la perdita di
appoggi politici. Queste sono serie considerazioni. E' una situazione gravissima quella del controllo
dei media da parte dei salutisti e delle multinazionali
farmaceutiche che hanno alle spalle, e che sono tra le più potenti
industrie del mondo. Ecco perché è importante
sostenere
organizzazioni come la nostra che, a dispetto dell'ostracismo quasi
assoluto da parte di media (che RIFIUTANO di vedere
le INDISCUTIBILI
prove della falsa rappresentazione epidemiologica sul fumo attivo e passivo)
riescono comunque sebbene a fatica a diffondere la verità.
Lei avrà capito che non siamo né di destra né di sinistra: infatti
non siamo di nessun colore perché libertà e, ahinoi, truffa veramente non ne hanno
alcuno. Non stiamo quindi cercando di difendere né Feltri, né altri,
ma solo di spiegare ciò che crediamo siano i termini reali del
problema per trovare una soluzione.
Scusi la lunga risposta, e grazie per avere scritto.
Cordiali saluti.
Turci |
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