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Lettera ricevuta in data 8 Marzo 2007 - Sono un fumatore, lettore del vostro sito e dipendente della Regione
Emilia-Romagna. Proprio oggi sul sito della Regione:
www.regione.emilia-romagna.it è stato pubblicata la notizia di un
progetto di legge approvato dalla Giunta Regionale per la lotta al
tabagismo, proposto dall’Assessore alla Sanità Giovanni Bissoni. Dovrà
essere sottoposto all’Assemblea Legislativa per l’approvazione definitiva.
Questo progetto di legge è ulteriormente restrittivo delle libertà
personali rispetto alla famigerata legge Sirchia. Secondo gli assessori
regionali la legge Sirchia è troppo elastica sia per quanto concerne le
sanzioni, che per i limiti al divieto di fumare.
Se questa legge andrà in porto sarà vietato anche fumare all’aperto, nelle
pertinenze delle aziende sanitarie, per cui medici, infermieri, pazienti,
operatori sanitari, non potranno più recarsi in cortile a fumarsi una
sigaretta. Poi saranno fatti grossi investimenti di denaro pubblico per
fornire gratuitamente la nicotina farmaceutica e per fare prevenzione
nelle scuole per educare i giovani alla cultura del non fumo.
Voglio ricordare a tutti che Bologna è la patria dell’antifumo, già nel
1991 il sindaco (prematuramente defunto) Renzo Imbeni votò un’ordinanza
che imponeva il divieto di fumare nei luoghi di lavoro e nei locali
pubblici. Ordinanza che venne impugnata ed annullata con una sentenza del
TAR. La Regione Emilia-Romagna già nel 1999 ha promulgato una legge,
anticipando la legge Sirchia, e ha vietato il fumo negli ambienti di sua
proprietà. Ha creato la figura degli Agenti Accertatori antifumo,
dipendenti regionali con licenza di multare altri dipendenti se colti in
flagranza di reato. Nel contempo ha offerto ai dipendenti fumatori la
possibilità di frequentare i corsi di disassuefazione al fumo durante
l’orario di lavoro e pagando il 50% del costo della presetazione. A questo
punto mi chiedo:
1) con che scusa si può vietare il fumo all’aperto? Non si rientra più nel
discorso della tutela della salute dei non fumatori.
2) Come si può spendere denaro pubblico per fornire gratuitamente cure
farmaceutiche per curare una non malattia?
3) Che diritto ha un collega ad elevare una sanzione ad un altro collega,
non si crea forse una disparità in contrasto con lo statuto dei
lavoratori?
4) Che scopo ha investire denaro per instillare nei giovani la cultura del
“non-fumo”, non sarebbe più efficace ignorare il discorso fumo per non
suscitare nei giovani la curiosità verso l’argomento?
Chiudo il discorso ricordando che l’Assessore Giovanni Bissoni in data
7/12\/006 ha inviato una lettera aperta al Presidente del Consiglio Romano
Prodi per sostenere il disegno di legge dell’On. Turco che prevedeva
l’innalzamento del possesso della dose minima di marijuana.
Per cui nella ROSSA REGIONE marijuana si, tabacco no!
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Alfredo |