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QUALI SONO I SISTEMI DI RICERCA PER
STABILIRE SE UNA SOSTANZA FA MALE?
Gentile redazione,
ho scoperto con grande
interesse ed entusiasmo la vostra verità sul fumo ed altre trovate della
scienza rottame.
Però vorrei sapere in modo più chiaro (per me, sono un po' ignorantella)
quali sono i sistemi di ricerca che stabiliscono se una sostanza, come la
nicotina, fa male o no. E se la combustione della sigaretta (catrame ecc.),
sono comunque nocivi.
Ho seguito i vostri schemi ma non sono riuscita a capirci tanto.
Vi ringrazio e attendo risposta.
Barbara.
Cara Barbara,
grazie per averci scritto. Quando si parla di scienza, non esiste veramente
una verità "nostra" o "altrui", ma i fatti come sono perché dimostrati da
sperimentazione, visto che la scienza è l'opposto di un atto di fede --
anche se chi non ha conoscenza diretta deve fare un atto di fede negli
"esperti"! Va detto subito che per la maggior parte delle cose la certezza
assoluta non esiste, e bisogna accettare che ciò che sappiamo è spesso
tentativo e non definitivo, ed è comunque soggetto a cambi.
Dopo questa doverosa prefazione, vediamo di rispondere al meglio alla sua
domanda. Non esiste prova scientifica conclusiva che stabilisca che la
nicotina faccia "bene" o "male". Esistono solo statistiche approssimate e
piene di errori e di co-fattori difficilissimi (se non impossibili) da
filtrare per cercare di arrivare al prodotto puro, cioè alla verità. Per
quello che ne sappiamo oggi, la nicotina non è cancerogena, e sembra infatti
avere un
ottimo effetto terapeutico contro certe malattie come Alzeimer e Parkinson.
Come si sa questo? Semplicemente osservando che coloro che fumano
contraggono decisamente meno di tali malattie, che sono assai più
comuni nei non fumatori. Per quanto concerne l'assuefazione, quello è -
veramente - un fatto di libera interpretazione. Se lei va matta per il
cioccolato e lo vuole mangiare tutti i giorni, è assuefatta? Chi vuole far
sesso tutti i giorni, è un "sesso-dipendente"? Dove finisca la scelta e
cominci la dipendenza (o se la dipendenza, veramente, esista del tutto) è
assai più una questione di opinioni che di scienza - ma purtroppo, anche ciò
viene sfruttato per propaganda.
Per quanto riguarda i prodotti della combustione (catrami, ecc.) esiste un
rapporto diretto tra la quantità in cui essi sono assunti e le malattie, ma
solo dopo una certa "soglia". Che vuol dire? Che al disotto di un certo
numero giornaliero di sigarette fumate (circa 10), l'osservazione STATISTICA
non indica un aumento delle malattie nei fumatori che si possa considerare
attendibile, o tale aumento è così piccolo da essere impossibile da
osservare o misurare. Oltre alle 10 sigarette si osserva un aumento in
proporzione diretta al consumo: più si fuma, più si rischia. Si noti però
che tale fenomeno si applica letteralmente a TUTTE le sostanze che mettiamo
nel nostro corpo, non solo al tabacco. Per esempio, il vino: un po' di vino
fa anche bene; tanto vino "sovraccarica" vari organi (specialmente il
fegato), e si ha il rischio di malattie. In breve, il troppo
stroppia. In generale, il rischio comincia quando si eccede la
capacità del corpo di utilizzare, filtrare o comunque "ripulire" se stesso
da eccessi di sostanze potenzialmente tossiche (cioè praticamente
tutte).
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CENTRO GARANTITO |
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L'epidemiologia di
malattie con più di un fattore concomitante è,
spessissimo, solo uno sparo nel buio. La scienza rottame ad uso di
propaganda garantisce però che l'epidemiologia faccia sempre centro.
Infatti, ovunque finiscano i proiettili, ci si disegna un bersaglio
attorno, vale a dire, si attribuiscono malattie ai numeri trovati, che però
rappresentano cose impossibili da misurare. Ciò è fatto allo scopo
di ottenere potere politico e sociale, nonché indurre il pubblico ad
accettare tassazione e modifica del comportamento. |
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Ma QUANTO sia troppo per ogni
singola persona non si può quantificare in alcun caso, nonostante ciò
che dice la propaganda, quindi non si può stabilire una soglia universale (e
da ciò proviene l'isterica affermazione dei salutisti che l'unico livello di
esposizione sicuro a qualsiasi sostanza sia zero!). E questa è la
grande limitazione dell'epidemiologia, cioè di quella branca della
statistica (e la statistica NON E' scienza) che si occupa della diffusione
delle malattie. Differentemente dalle scienze esatte (come la fisica, per
esempio) in medicina spesso non si può stabilire una causa-effetto con
affidabile prevedibilità, e spesso si brancola nel buio pesto,
ma oggi è politicamente scorretto ammetterlo perché, come società, abbiamo
licenziato individualismo e valori morali, e scelto che i santoni medici
siano i nuovi, infallibili sacerdoti che stabiliscano la nostra condotta!
Il problema della scienza rottame e della propaganda
salutista è che la prima ignora l'impossibilità di sapere ciò che si è
misurato e non ammette assolutamente che esista una soglia di pericolo sotto
cui una sostanza è innocua o comunque accettabile (ergo le migliaia di
"allarmi" su tutto), e la seconda spaccia la scienza rottame come scienza
vera, cioè come se i pericoli IPOTIZZATI fossero stati dimostrati col rigore
del "sistema di ricerca", come lo chiama lei, ovvero del Metodo Scientifico.
Ciò spaventa e disinforma il popolo (che è ignorante di questa realtà),
inducendolo così ad accettare continue limitazioni di libertà e tasse mentre
si istiga odio e intolleranza... ma questo diventa un discorso politico.
Infatti, il salutismo è politica, e non concerne né la scienza
vera, né la salute vera (per ulteriori delucidazioni, raccomandiamo la
lettura di
"La
gang del controllo ultimo" e di
"Salutismo e libertarismo", entrambi di Gian Turci).
Insomma, per la sigaretta come per qualsiasi sostanza a cui lei possa
pensare, il pericolo aumenta con la quantità assunta. Per non essere esposti
a tali pericoli, non bisogna vivere -- e/o bisogna trasformare la
propria esistenza in un inferno di paure e di apprensioni su tutto e tutti,
oppure bisogna mettersi sotto una campana di vetro ed aspettare di morire in
quel modo -- visto che per la morte la certezza è invece assoluta,
ovvero il rischio è garantito al 100%!
Come spendere l'intervallo tra la nostra nascita e l'inevitabile occorrenza
del Rischio Finale sta a noi. Noi crediamo che sia meglio non ascoltare i
crociati, e di godere in
moderazione mentre si può, senza avvelenarci tale intervallo con isterismi
privati, o indotti dall'industria della paura tra i cui fautori, purtroppo,
ora si annoverano anche i media e il ministero della "salute".
Cordiali saluti.
FORCES Italiana
La Redazione
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