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26 Febbraio 2003
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Reportage esplosivo:
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Multinazionali Farmaceutiche:
GOVERNI IN TASCA, ANTIFUMO IN VENDITA

IL DATABASE CHE SCARDINA 40 ANNI DI TRUFFE E SUPERSTIZIONI SUL FUMO. SEI PRONTO PER LA VERITA'?

THE EVIDENCE

Mille documenti scientifici che la cricca antifumo non vuole che tu conosca, e che espongono 40 anni di truffe e disinformazione sul fumo. Sei pronto per la verità?

QUALI SONO I SISTEMI DI RICERCA PER STABILIRE SE UNA SOSTANZA FA MALE?

Gentile redazione,

ho scoperto con grande interesse ed entusiasmo la vostra verità sul fumo ed altre trovate della scienza rottame.

Però vorrei sapere in modo più chiaro (per me, sono un po' ignorantella) quali sono i sistemi di ricerca che stabiliscono se una sostanza, come la nicotina, fa male o no. E se la combustione della sigaretta (catrame ecc.), sono comunque nocivi.

Ho seguito i vostri schemi ma non sono riuscita a capirci tanto.

Vi ringrazio e attendo risposta.

Barbara.


Cara Barbara,

grazie per averci scritto. Quando si parla di scienza, non esiste veramente una verità "nostra" o "altrui", ma i fatti come sono perché dimostrati da sperimentazione, visto che la scienza è l'opposto di un atto di fede -- anche se chi non ha conoscenza diretta deve fare un atto di fede negli "esperti"! Va detto subito che per la maggior parte delle cose la certezza assoluta non esiste, e bisogna accettare che ciò che sappiamo è spesso tentativo e non definitivo, ed è comunque soggetto a cambi.

Dopo questa doverosa prefazione, vediamo di rispondere al meglio alla sua domanda. Non esiste prova scientifica conclusiva che stabilisca che la nicotina faccia "bene" o "male". Esistono solo statistiche approssimate e piene di errori e di co-fattori difficilissimi (se non impossibili) da filtrare per cercare di arrivare al prodotto puro, cioè alla verità. Per quello che ne sappiamo oggi, la nicotina non è cancerogena, e sembra infatti avere un ottimo effetto terapeutico contro certe malattie come Alzeimer e Parkinson. Come si sa questo? Semplicemente osservando che coloro che fumano contraggono decisamente meno di tali malattie, che sono assai più comuni nei non fumatori. Per quanto concerne l'assuefazione, quello è - veramente - un fatto di libera interpretazione. Se lei va matta per il cioccolato e lo vuole mangiare tutti i giorni, è assuefatta? Chi vuole far sesso tutti i giorni, è un "sesso-dipendente"? Dove finisca la scelta e cominci la dipendenza (o se la dipendenza, veramente, esista del tutto) è assai più una questione di opinioni che di scienza - ma purtroppo, anche ciò viene sfruttato per propaganda.

Per quanto riguarda i prodotti della combustione (catrami, ecc.) esiste un rapporto diretto tra la quantità in cui essi sono assunti e le malattie, ma solo dopo una certa "soglia". Che vuol dire? Che al disotto di un certo numero giornaliero di sigarette fumate (circa 10), l'osservazione STATISTICA non indica un aumento delle malattie nei fumatori che si possa considerare attendibile, o tale aumento è così piccolo da essere impossibile da osservare o misurare. Oltre alle 10 sigarette si osserva un aumento in proporzione diretta al consumo: più si fuma, più si rischia. Si noti però che tale fenomeno si applica letteralmente a TUTTE le sostanze che mettiamo nel nostro corpo, non solo al tabacco. Per esempio, il vino: un po' di vino fa anche bene; tanto vino "sovraccarica" vari organi (specialmente il fegato), e si ha il rischio di malattie. In breve, il troppo stroppia. In generale, il rischio comincia quando si eccede la capacità del corpo di utilizzare, filtrare o comunque "ripulire" se stesso da eccessi di sostanze potenzialmente tossiche (cioè praticamente tutte).

CENTRO GARANTITO

L'epidemiologia di malattie con più di un fattore concomitante è, spessissimo, solo uno sparo nel buio. La scienza rottame ad uso di propaganda garantisce però che l'epidemiologia faccia sempre centro. Infatti, ovunque finiscano i proiettili, ci si disegna un bersaglio attorno, vale a dire, si attribuiscono malattie ai numeri trovati, che però rappresentano cose impossibili da  misurare. Ciò è fatto allo scopo di ottenere potere politico e sociale, nonché indurre il pubblico ad accettare tassazione e modifica del comportamento.

Ma QUANTO sia troppo per ogni singola persona non si può quantificare in alcun caso, nonostante ciò che dice la propaganda, quindi non si può stabilire una soglia universale (e da ciò proviene l'isterica affermazione dei salutisti che l'unico livello di esposizione sicuro a qualsiasi sostanza sia zero!). E questa è la grande limitazione dell'epidemiologia, cioè di quella branca della statistica (e la statistica NON E' scienza) che si occupa della diffusione delle malattie. Differentemente dalle scienze esatte (come la fisica, per esempio) in medicina spesso non si può stabilire una causa-effetto con affidabile prevedibilità, e spesso si brancola nel buio pesto, ma oggi è politicamente scorretto ammetterlo perché, come società, abbiamo licenziato individualismo e valori morali, e scelto che i santoni medici siano i nuovi, infallibili sacerdoti che stabiliscano la nostra condotta!

Il problema della scienza rottame e della propaganda salutista è che la prima ignora l'impossibilità di sapere ciò che si è misurato e non ammette assolutamente che esista una soglia di pericolo sotto cui una sostanza è innocua o comunque accettabile (ergo le migliaia di "allarmi" su tutto), e la seconda spaccia la scienza rottame come scienza vera, cioè come se i pericoli IPOTIZZATI fossero stati dimostrati col rigore del "sistema di ricerca", come lo chiama lei, ovvero del Metodo Scientifico. Ciò spaventa e disinforma il popolo (che è ignorante di questa realtà), inducendolo così ad accettare continue limitazioni di libertà e tasse mentre si istiga odio e intolleranza... ma questo diventa un discorso politico. Infatti, il salutismo è politica, e non concerne né la scienza vera, né la salute vera (per ulteriori delucidazioni, raccomandiamo la lettura di "La gang del controllo ultimo" e di "Salutismo e libertarismo", entrambi di Gian Turci).

Insomma, per la sigaretta come per qualsiasi sostanza a cui lei possa pensare, il pericolo aumenta con la quantità assunta. Per non essere esposti a tali pericoli, non bisogna vivere -- e/o bisogna trasformare la propria esistenza in un inferno di paure e di apprensioni su tutto e tutti, oppure bisogna mettersi sotto una campana di vetro ed aspettare di morire in quel modo -- visto che per la morte la certezza è invece assoluta, ovvero il rischio è garantito al 100%!

Come spendere l'intervallo tra la nostra nascita e l'inevitabile occorrenza del Rischio Finale sta a noi. Noi crediamo che sia meglio non ascoltare i crociati, e di godere in moderazione mentre si può, senza avvelenarci tale intervallo con isterismi privati, o indotti dall'industria della paura tra i cui fautori, purtroppo, ora si annoverano anche i media e il ministero della "salute".

Cordiali saluti.

FORCES Italiana
La Redazione