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Caro Gian
Turci,
desidero fare
alcune considerazioni sia su quanto ho potuto constatare di persona
di recente che sul suo paper sui diritti di proprietà.
Lo scorso
weekend ho avuto l'occasione di uscire per ben due sere. Cosa che
ormai per me è al livello di un fatto eccezionale, visto che,
dall'avvento del divieto, preferisco trascorrere le fredde serate in
casa e al caldo, generalmente in compagnia di un buon film o di un
ottimo libro, piuttosto che su un marciapiede con le mani
intirizzite. Purtroppo però a volte devo sospendere il mio
eremitaggio, come ad esempio venerdì, essendo stato invitato alla
festa di laurea di una cara amica in un locale. Tralasciando il
fatto di quanto mi sembrava ridicolo dovere uscire ogni volta che
volevo fumare una sigaretta, la cosa che mi ha depresso di più è
stata che non una volta in tutta la serata mi è capitato di sentire
qualcuno (a parte il sottoscritto, che però non fa testo) che si
lamentasse della situazione!
La sera
seguente invece le condizioni erano molto più favorevoli,
trattandosi di una cena a casa di un amico. Ebbene, nonostante tra i
circa venti presenti c'erano un paio di non fumatori le uniche
critiche rivolte all'aria "satura" di fumo sono giunte da alcuni
fumatori(!!), i quali si sono poi dichiarati totalmente a favore
della legge, così in questo modo riescono a fumare meno...
Ed alla fine
ho avuto un'ulteriore conferma a ciò che pensavo già prima, e cioè
che, almeno per quanto riguarda l'Italia (ma non credo che
all'estero cambi molto), il successo di questi divieti si basa su un
diffuso comportamento da gregge. Da una parte i fumatori sottomessi,
dall'altra quei non fumatori arroganti che, appoggiati dalla
coercizione statale, non sono costretti a scegliere se andare nei
locali dove non era consentito fumare, che però generalmente erano
deserti, o negli altri, più frequentati ma "invasi" dal fumo.
Del resto si
sa, la libertà comporta scelte, rischi e diversità ed è sicuramente
più impegnativa di un piatto conformismo.
Vorrei ora
passare al secondo argomento, ovvero il suo paper.
Non si tratta
di argomentazioni sistematiche e dettagliate, ma solo di qualche
commento qua e là.
Innanzitutto
per quanto riguarda il discorso sull'esistenza o meno dei diritti di
fumare/bere/mangiare e la loro mancanza in qualsivoglia costituzione
o documento scritto mi preme far osservare che, almeno da un punto
di vista libertario, essi sono compresi nel diritto di proprietà del
proprio corpo e dei propri beni e il fatto che essi siano scritti o
meno non inficia la loro validità.
Con questo non
intendo assolutamente appoggiare la strategia dei SGRs, anzi anch'io
ritengo la battaglia sul fumo passivo assolutamente prioritaria.
E' solo che, a
mio avviso, non si deve correre il rischio di presentare i due
argomenti come contrapposti. Come esempio si può pensare all'iniqua
tassazione sul tabacco che deriva da un'ormai sistematica e
comunemente accettata violazione da parte degli stati dei diritti di
proprietà degli individui.
Un altro punto
che mi lascia sempre un po’ diffidente è il continuo riferirsi al
tabacco come ad un "prodotto legale". Ora, è indubbio che la cosa
sia vera, ma, dal mio punto di vista, tengo ben separati i concetti
di legittimo e di legale (il divieto di fumo è sicuramente legale,
ma non legittimo!).
Alla fine
comunque sono ottimista per il lungo periodo, perché prima o poi la
voglia di libertà torna a galla, ma purtroppo credo che per quanto
riguardi il presente la battaglia (in ogni caso da sostenere) avrà
come risultato il fatto di far sopravvivere certe idee, più che il
raggiungimento di risultati concreti per noi.
La ringrazio
per l'attenzione.
Cordiali
saluti.
N. Barbieri
Caro Sig.
Barbieri,
Le sue
critiche e osservazioni sono, come sempre, ben ragionate e quindi
bene accette.
La
responsabilità sul problema dei fumatori o di qualsiasi altro gruppo
bersaglio della "salute pubblica" è principalmente dei media, che
riportano informazione falsa come se fosse vera perché è originata
da varie "autorità". Il "gregge", come giustamente lo chiama lei,
include tutti (e particolarmente oggi); e, come tutti i greggi, ha
bisogno del capogruppo - che è una bestia anche lui ma che si
propone come una bestia "superiore". Mi spiego meglio. Non è che i
fumatori in particolare siano gregge - lo saranno anche i grassi, i
bevitori, ecc. Guardi che succede agli automobilisti: derubati da
multe che sono veri furti (clicca
qui
e anche
qui) e vilipendiati dopo essere tassati a morte, accusati di
essere assassini e limitati sempre più – e che fanno? Scendono in
piazza? Invadono forse per protesta piazza Colonna a Roma (sede del
parlamento) con le loro auto? Certo che no: anzi, la maggioranza di
essi è d'accordo con Autovelox, isole pedonali che tra poco
si estenderanno a tutta la città, e così via. Ne segue che gli
automobilisti hanno ciò che si meritano? Si, ma fino a un certo
punto.
Alla base ci
sono sempre i mass-media, che hanno una sola funzione: instillare
sensi di colpa e di paura giustificandoli con informazione falsa e
tendenziosa per permettere di stringere la morsa sociale mentre si
annichilisce la gente psicologicamente per prevenire la rivolta.
Il punto chiave della strategia è di costruire argomenti
apparentemente razionali enunciati da "autorità" morali o politiche
su basi false o non dimostrate che poi vengono date per scontate. Un
esempio immediato di ciò è la sistematica informazione fasulla che
Veronesi continua a dare sul fumo - di questi giorni dal
forum del Corriere della Sera (se il link è scaduto,
clicca qui) senza che nessuno (tranne noi) si sogni manco di
sbugiardarlo. Eppure, tra le righe, si vede il messaggio che il
divieto (giustificato dalla
truffa
del fumo passivo) ve bene perché fa fumare di meno - e, diamine,
il fumo "è dannoso sempre, in qualsiasi quantità e forma di
assunzione", dice il Veronesi che non può provare
scientificamente che nemmeno una morte o malattia sia causata dal
fumo!!!
Come vede, il
tipo di "rivolta" che si ottiene oggi è che le vittime di una
campagna (esempio, quella antifumo) se la prendano con altre
prospettive vittime mancando clamorosamente il bersaglio :"Il loro
vizio (in questo caso l'alcol, vedi forum Corriere) è peggiore del
mio", con l'implicazione esageratamente idiota che giustizia sarà
fatta quando saranno proibiti entrambi!!!
Definire ciò la guerra dei poveri è essere ottimisti e troppo
educati, perché bisognerebbe davvero chiamarla la guerra degli
idioti.
I problemi di
base (quindi le soluzioni) non sono mai menzionati. Essi sono:
a)
Primariamente, abbandonare la fiducia in proibizione e
repressione, e il supporto di tali metodi contro chi ha valori
diversi dai nostri.
b) Bisogna
avere zero fiducia nei mass-media, e smettere di sostenerli con i
nostri soldi. Personalmente,la mia difesa è che non guardo la TV,
non sento la radio, non compro i giornali, e mi prendo le notizie
dall'Internet dove >>IO<< sono in controllo di ciò che vedo,
sento e leggo.
c) Bisogna
avere assai meno fiducia nelle "autorità" - in particolar modo, in
quelle sanitarie, da cui bisogna esigere (se necessario, tramite
legislazione - ha, ha!) la dimostrazione tangibile della solidità
scientifica dei loro argomenti.
d) Bisogna,
infine, capire che non si può semplicemente obbedire alle leggi
accettando come spiegazione necessaria e sufficiente il semplice
fatto che sono leggi. Leggi a delinquere come quelle sugli
Autovelox, quelle che permettono furti a man salve come il canone
Rai, e quelle che permettono truffe morali, scientifiche e politiche
come quelle sul fumo non solo non vanno obbedite, ma ci si deve
organizzare attivamente e politicamente contro di esse fino alla
loro eliminazione e alla punizione dei responsabili.
Le sue
osservazioni sul nostro paper di posizione sono anche bene accette.
Vorrei solo chiarificare che i diritti di proprietà non sono
contrapposti alla truffa del fumo passivo: ne sono alieni. In altre
parole, è inutile parlare di diritti di proprietà finché il fumo
(specialmente quello passivo) è falsamente ritratto come una grande
minaccia alla Salute Pubblica da parte dei disonesti della "salute
pubblica". Solo quando la nozione che i pericoli del fumo passivo
sono una truffa delle autorità sanitarie sarà entrata nella testa
della gente allora si potrà parlare del resto - e, personalmente,
credo che ciò non sarebbe nemmeno necessario perché il discorso
diventerebbe comunque muto.
Tutto si
riduce, quindi, alla necessità assoluta di educare la gente sulla
verità - cosa che i mass media ben si guardano dal fare per una
miriade di ragioni. Si tratta quindi esclusivamente di una battaglia
mediatica che necessita dello sviluppo di mezzi di
contro-informazione come il nostro, che però abbiano la diffusione
capillare necessaria – quindi l’impatto - per creare una massa
critica di opinione che possa finalmente detronizzare chi ci truffa
e ci dice pure che è "per il nostro bene". Per costruire tale
potenza serve tempo e denaro: le buone intenzioni non bastano. Ecco
perché bisogna supportare organizzazioni come la nostra con fatti
più che con parole. Finché non si arriverà a tale diffusione
capillare dell'informazione, purtroppo non ci sarà nemmeno lo status
quo, ma diventerà sempre peggio - perché la truffa rende a tutti. Lo
abbiamo visto col fumo e lo vedremo con tutto il resto.
Cordiali
saluti.
Turci |