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30 Novembre 2005

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Considerazioni varie


Caro Gian Turci,

desidero fare alcune considerazioni sia su quanto ho potuto constatare di persona di recente che sul suo paper sui diritti di proprietà.

Lo scorso weekend ho avuto l'occasione di uscire per ben due sere. Cosa che ormai per me è al livello di un fatto eccezionale, visto che, dall'avvento del divieto, preferisco trascorrere le fredde serate in casa e al caldo, generalmente in compagnia di un buon film o di un ottimo libro, piuttosto che su un marciapiede con le mani intirizzite. Purtroppo però a volte devo sospendere il mio eremitaggio, come ad esempio venerdì, essendo stato invitato alla festa di laurea di una cara amica in un locale. Tralasciando il fatto di quanto mi sembrava ridicolo dovere uscire ogni volta che volevo fumare una sigaretta, la cosa che mi ha depresso di più è stata che non una volta in tutta la serata mi è capitato di sentire qualcuno (a parte il sottoscritto, che però non fa testo) che si lamentasse della situazione!

La sera seguente invece le condizioni erano molto più favorevoli, trattandosi di una cena a casa di un amico. Ebbene, nonostante tra i circa venti presenti c'erano un paio di non fumatori le uniche critiche rivolte all'aria "satura" di fumo sono giunte da alcuni fumatori(!!), i quali si sono poi dichiarati totalmente a favore della legge, così in questo modo riescono a fumare meno...

Ed alla fine ho avuto un'ulteriore conferma a ciò che pensavo già prima, e cioè che, almeno per quanto riguarda l'Italia (ma non credo che all'estero cambi molto), il successo di questi divieti si basa su un diffuso comportamento da gregge. Da una parte i fumatori sottomessi, dall'altra quei non fumatori arroganti che, appoggiati dalla coercizione statale, non sono costretti a scegliere se andare nei locali dove non era consentito fumare, che però generalmente erano deserti, o negli altri, più frequentati ma "invasi" dal fumo.

Del resto si sa, la libertà comporta scelte, rischi e diversità ed è sicuramente più impegnativa di un piatto conformismo.

Vorrei ora passare al secondo argomento, ovvero il suo paper.

Non si tratta di argomentazioni sistematiche e dettagliate, ma solo di qualche commento qua e là.

Innanzitutto per quanto riguarda il discorso sull'esistenza o meno dei diritti di fumare/bere/mangiare e la loro mancanza in qualsivoglia costituzione o documento scritto mi preme far osservare che, almeno da un punto di vista libertario, essi sono compresi nel diritto di proprietà del proprio corpo e dei propri beni e il fatto che essi siano scritti o meno non inficia la loro validità.

Con questo non intendo assolutamente appoggiare la strategia dei SGRs, anzi anch'io ritengo la battaglia sul fumo passivo assolutamente prioritaria.

E' solo che, a mio avviso, non si deve correre il rischio di presentare i due argomenti come contrapposti. Come esempio si può pensare all'iniqua tassazione sul tabacco che deriva da un'ormai sistematica e comunemente accettata violazione da parte degli stati dei diritti di proprietà degli individui.

Un altro punto che mi lascia sempre un po’ diffidente è il continuo riferirsi al tabacco come ad un "prodotto legale". Ora, è indubbio che la cosa sia vera, ma, dal mio punto di vista, tengo ben separati i concetti di legittimo e di legale (il divieto di fumo è sicuramente legale, ma non legittimo!).

Alla fine comunque sono ottimista per il lungo periodo, perché prima o poi la voglia di libertà torna a galla, ma purtroppo credo che per quanto riguardi il presente la battaglia (in ogni caso da sostenere) avrà come risultato il fatto di far sopravvivere certe idee, più che il raggiungimento di risultati concreti per noi.

La ringrazio per l'attenzione.

Cordiali saluti.

N. Barbieri


Caro Sig. Barbieri,

Le sue critiche e osservazioni sono, come sempre, ben ragionate e quindi bene accette.

La responsabilità sul problema dei fumatori o di qualsiasi altro gruppo bersaglio della "salute pubblica" è principalmente dei media, che riportano informazione falsa come se fosse vera perché è originata da varie "autorità". Il "gregge", come giustamente lo chiama lei, include tutti (e particolarmente oggi); e, come tutti i greggi, ha bisogno del capogruppo - che è una bestia anche lui ma che si propone come una bestia "superiore". Mi spiego meglio. Non è che i fumatori in particolare siano gregge - lo saranno anche i grassi, i bevitori, ecc. Guardi che succede agli automobilisti: derubati da multe che sono veri furti (clicca qui e anche qui) e vilipendiati dopo essere tassati a morte, accusati di essere assassini e limitati sempre più – e che fanno? Scendono in piazza? Invadono forse per protesta piazza Colonna a Roma (sede del parlamento) con le loro auto? Certo che no: anzi, la maggioranza di essi è d'accordo con Autovelox, isole pedonali che tra poco si estenderanno a tutta la città, e così via. Ne segue che gli automobilisti hanno ciò che si meritano? Si, ma fino a un certo punto.

Alla base ci sono sempre i mass-media, che hanno una sola funzione: instillare sensi di colpa e di paura  giustificandoli con informazione falsa e tendenziosa per permettere di stringere la morsa sociale mentre si  annichilisce la gente psicologicamente per prevenire la rivolta. Il punto chiave della strategia è di costruire argomenti apparentemente razionali enunciati da "autorità" morali o politiche su basi false o non dimostrate che poi vengono date per scontate. Un esempio immediato di ciò è la sistematica informazione fasulla che Veronesi continua a dare sul fumo - di questi giorni dal forum del Corriere della Sera (se il link è scaduto, clicca qui) senza che nessuno (tranne noi) si sogni manco di sbugiardarlo. Eppure, tra le righe, si vede il messaggio che il divieto (giustificato dalla truffa del fumo passivo) ve bene perché fa fumare di meno - e, diamine, il fumo "è dannoso sempre, in qualsiasi quantità e forma di assunzione", dice il Veronesi che non può provare scientificamente che nemmeno una morte o malattia sia causata dal fumo!!!

Come vede, il tipo di "rivolta" che si ottiene oggi è che le vittime di una campagna (esempio, quella antifumo) se la prendano con altre prospettive vittime mancando clamorosamente il bersaglio :"Il loro vizio (in questo caso l'alcol, vedi forum Corriere) è peggiore del mio", con l'implicazione esageratamente idiota che giustizia sarà fatta quando saranno proibiti entrambi!!! Definire ciò la guerra dei poveri è essere ottimisti e troppo educati, perché bisognerebbe davvero chiamarla la guerra degli idioti.

I problemi di base (quindi le soluzioni) non sono mai menzionati. Essi sono:

a) Primariamente, abbandonare la fiducia in proibizione e repressione, e il supporto di tali metodi contro chi ha valori diversi dai nostri.

b) Bisogna avere zero fiducia nei mass-media, e smettere di sostenerli con i nostri soldi. Personalmente,la mia difesa è che non guardo la TV, non sento la radio, non compro i giornali, e mi prendo le notizie dall'Internet dove >>IO<< sono in controllo di ciò che vedo, sento e leggo.

c) Bisogna avere assai meno fiducia nelle "autorità" - in particolar modo, in quelle sanitarie, da cui bisogna esigere (se necessario, tramite legislazione - ha, ha!) la dimostrazione tangibile della solidità scientifica dei loro argomenti.

d) Bisogna, infine, capire che non si può semplicemente obbedire alle leggi accettando come spiegazione necessaria e sufficiente il semplice fatto che sono leggi. Leggi a delinquere come quelle sugli Autovelox, quelle che permettono furti a man salve come il canone Rai, e quelle che permettono truffe morali, scientifiche e politiche come quelle sul fumo non solo non vanno obbedite, ma ci si deve organizzare attivamente e politicamente contro di esse fino alla loro eliminazione e alla punizione dei responsabili.

Le sue osservazioni sul nostro paper di posizione sono anche bene accette. Vorrei solo chiarificare che i diritti di proprietà non sono contrapposti alla truffa del fumo passivo: ne sono alieni. In altre parole, è inutile parlare di diritti di proprietà finché il fumo (specialmente quello passivo) è falsamente ritratto come una grande minaccia alla Salute Pubblica da parte dei disonesti della "salute pubblica". Solo quando la nozione che i pericoli del fumo passivo sono una truffa delle autorità sanitarie sarà entrata nella testa della gente allora si potrà parlare del resto - e, personalmente, credo che ciò non sarebbe nemmeno necessario perché il discorso diventerebbe comunque muto.

Tutto si riduce, quindi, alla necessità assoluta di educare la gente sulla verità - cosa che i mass media ben si guardano dal fare per una miriade di ragioni. Si tratta quindi esclusivamente di una battaglia mediatica che necessita dello sviluppo di mezzi di contro-informazione come il nostro, che però abbiano la diffusione capillare necessaria – quindi l’impatto - per creare una massa critica di opinione che possa finalmente detronizzare chi ci truffa e ci dice pure che è "per il nostro bene". Per costruire tale potenza serve tempo e denaro: le buone intenzioni non bastano. Ecco perché bisogna supportare organizzazioni come la nostra con fatti più che con parole. Finché non si arriverà a tale diffusione capillare dell'informazione, purtroppo non ci sarà nemmeno lo status quo, ma diventerà sempre peggio - perché la truffa rende a tutti. Lo abbiamo visto col fumo e lo vedremo con tutto il resto.

Cordiali saluti.

Turci


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