Cara FORCES,
Sono una buona
fumatrice (un pacchetto abbondante) ed ora sono incinta. Non sono
certa affatto che il fumo faccia male e comunque la cosa non mi ha
mai davvero interessato ... ma ora ho qualche dubbio in più. E anche
qualche senso di colpa (e come non averlo? Mi guardano come fossi
una delinquente!).
Il mio tentativo di smettere o almeno di ridurre non è approdato a
nulla. Ho iniziato a fumare sigarette ultra light. Cosa ne pensate?
Avete un consiglio per me?
Grazie. Chiara
Cara Chiara,
grazie per
averci scritto - e ci perdoni la lunga risposta necessaria, anche
perché l'argomento è di interesse ad altre lettrici. Il suo caso è tipico: fumatrice incinta bombardata
dalla propaganda salutista si sente colpevole e cerca di smettere
perché chi le sta intorno ha pure il cervello lavato
dall'informazione falsa circolata e promossa dalla "salute
pubblica". Non si faccia influenzare.
Prima di
entrare nelle specifiche, le ricordiamo una cosa: per ormai molte
generazioni i bambini sono nati sani e forti anche se le mamme
fumavano. Se il fumo fosse un marcato pericolo per il bambino come
lo è, per esempio, la forte assunzione di alcol, le conseguenze
sarebbero molto diffuse e molto visibili – e, specialmente,
misurabili scientificamente. Lo scrivente nacque (ed è) in
ottima salute e la mamma fumava 20 sigarette al giorno, mentre i
suoi due figli maschio e femmina nacquero, rispettivamente, con un
peso di 4,5 e 4,8 chili e in perfetta salute mentre la mamma fumava
15 sigarette al giorno. Erano così sani, grossi e ben formati che
per il secondo fu necessario un cesareo!
Tenga sempre
in mente che i “pericoli” del fumo durante la gravidanza non sono
provati scientificamente, ma sono solo statistiche
concernenti malattie e difetti che hanno decine di fattori
concomitanti e che sono impossibili da isolare e ricondurre
al fumo. Questo è importante da "assorbire", specialmente per
eliminare i sensi di colpa indotti dalla disinformazione. Ci sono
solo statistiche tendenziose che non sanno cosa hanno
misurato; ma la “salute pubblica” vuol farle credere che il fumo
è una causa certa di danno al nascituro. Quando invitata ad un
dibattito scientifico sull’argomento, la “salute pubblica” ignora
l’invito e continua imperterrita nel suo paternalismo e nello
spaccio di informazione falsa e tendenziosa – il che dovrebbe dirci
qualcosa sull’etica di questa gente.
L'unica cosa vera della propaganda è
che i bimbi delle fumatrici tendono a nascere sotto il peso
considerato ottimale (circa 300 - 400 grammi di meno). Perché?
Il fumo tende a sopprimere l'appetito
(e questa è la ragione per cui chi fuma, maschio o femmina, tende ad
essere più magro). Le donne incinta che fumano quindi mangiano di
meno e in genere statisticamente hanno neonati che pesano
circa il 10% meno di quelli delle non fumatrici. Si noti che
nessuno studio o ricercatore onesto ha mai trovato oggettivamente
che questo calo di peso comporti problemi allo sviluppo,
intelligenza, e così via. Ci sono però degli studi attendibili -
(randomized trials; se è interessata e legge l'inglese
clicchi qui per
leggere la parte di uno che potrebbe concernerle) - che hanno
dimostrato che, inducendo fumatrici incinta a mangiare di più, il
calo del peso nei neonati venga eliminato.
Quindi, se vuole continuare a fumare,
sarebbe d'uopo che lei mangiasse di più, e una dieta varia e ricca.
In termini approssimativi, bisognerebbe che durante la gravidanza
lei pesasse circa il 10% più del suo peso normale quando non gravida
(a meno che lei non sia obesa di natura). Potrebbe anche considerare
un supplemento di vitamine C, E, e un complesso B ricco in acido
folico. Ne parli magari anche con il suo ginecologo che, se segue il
libretto bianco politico-salutista, potrebbe anche lavarle il
cervello per farla smettere di fumare. Gli (le) faccia presente che
lei non ha intenzione di smettere (è un suo diritto!) e gli faccia
notare che lei è ora informata sulla vera realtà scientifica; quindi
si faccia dare l'integrazione alimentare appropriata.
Anche tra coloro che combattono la scienza rottame antifumo esistono
però coloro che portano avanti una questione di "cortesia materna".
Essi pensano che una donna incinta non dovrebbe fumare o comunque
fumare pochissimo, e lo stesso se allattasse - così come non
dovrebbe prendere caffeina ed altri stimolanti che risulterebbero in
neonati di umore difficile per il tempo necessario a svezzarli dalla
nicotina, caffeina ecc. Ma questo è solo un parere che non
implica l'esistenza di danni per il bimbo.
Approfondiamo
ulteriormente l'argomento. Nella nostra
sezione scientifica
lei può consultare
FUMO E DIFETTI ORGANICI DEL NASCITURO
e
FUMO, GRAVIDANZA E RIPRODUZIONE
che indica (se ci fosse ancora bisogno di ripeterlo) che non esiste alcuna prova scientifica o nemmeno
statistica che il fumo abbia un effetto negativo seriamente
misurabile sul feto. Addirittura, negli USA dati credibili
dimostrano che, a una forte diminuzione delle donne incinta
fumatrici cadute vittima della propaganda "sanitaria" corrisponde un
notevole aumento delle nascite sottopeso e premature
come il grafico a fianco esibisce.
Altri studi
addirittura dimostrano benefici, come:
"La concentrazione di cotinina nelle urine conferma,
in presenza di esposizione al fumo, un ridotto rischio di
Preeclampsia": "Questi risultati, ottenuti usando analisi
di laboratorio, confermano che, in presenza di esposizione al
tabacco, i rischi dello svilupparsi della preeclapsia sono
ridotti." (Am J Obstet Gynecol 1999;181:1192-6.). [La
cotinina è un metabolita del tabacco]
Fumare fa bene
al feto??? Fa male al feto? Soffermiamoci un attimo a considerare
che i termini "fa bene" o "fa male" non significano nulla, in realtà,
a meno che parametri non siano
specificati - e sono solo un trucco retorico tendenzioso per pilotare
opinioni e stimolare emozioni annichilendo la ragione. Bisognerebbe chiedersi prima di tutto
quanto si fuma, e non c’è bisogno di laurea per capire che 60
sigarette (o due litri di birra o cinque tazze di caffè) al giorno mentre incinta non fanno
bene né a mamma né a feto – ma qui si parla di eccessi. Ma nel
campo della normalità (10-20 sigarette al giorno) in realtà non lo
sappiamo, perché gli effetti non si possono misurare.
Guardi lei
stessa l’evidenza visitando le due aree che abbiamo raccomandato
sopra. Differentemente dalla “salute pubblica”, noi
non pontifichiamo o chiediamo di fare atti di fede nell'autorità di
"santoni", ma diamo
accesso all’evidenza scientifica
direttamente ai lettori, perché non è vero che bisogna essere
esperti o medici per leggere gli astratti degli studi; essi sono
scritti appositamente per le persone non specialiste! Però facendole
credere che “bisogna lasciare tutto in mano agli esperti”, la
“salute pubblica” riesce a coprire le sue truffe
intascando miliardi e potere.
“Ma perché”,
potrebbe chiedere lei, “i medici mentirebbero”? Esistono due
categorie di medici.
La prima
concerne quelli “comuni” da cui io e lei andiamo, che
hanno sudato oltre 20 anni per una laurea e poi si dedicano alla
professione col maggior numero di pazienti possibile per compensare
anni di mancati guadagni. Essi sono quindi occupatissimi, e non
hanno certo il tempo di leggere gli studi; si affidano quindi alle riviste
mediche di cui spesso leggono solo i titoli (i pazienti in sala d’attesa le
leggono di più di loro!), fidandosi dell’informazione di riviste che
sono spessissimo finanziate da
gruppi farmaceutici che hanno tutto
l’interesse a vendere medicine – inclusi prodotti da cessazione da
fumo e gli antidepressivi che spesso sono necessari dopo che si è
smesso di fumare:
una vera miniera d’oro sulle spalle delle vittime
consumatrici che le "associazioni consumatori" si guardano bene dal
proteggere perché hanno timore di inimicarsi la superstizione
pubblica e i colossi farmaceutici (inoltre è più facile pappagallare
la verità rivelata invece di educarsi). Infine, il dottore comune,
spesso in buona fede, ti dice di “non fumare”
perché è la cosa conservatrice “da dire” oggigiorno, mentre
attaccare le sigarette permette
anche diagnosi sbrigative perché
ogni male “è colpa del fumo”.
La seconda
categoria di medici è quella dei "grandi" (ovvero "noti", che è
diverso) oncologi, cardiologi, e così
via. Questa gente è perfettamente al corrente delle truffe
statistiche e scientifiche sul fumo: infatti, spesso le scrivono
loro stessi, oltre che parlarne! Per questi medici, quando
appaiono sui media a truffare il popolo, le parcelle delle loro
cliniche aumentano – come aumenta il loro potere politico.
Inoltre, essi appartengono al “jet set” farmaceutico, da cui
traggono immensi guadagni e sono trattati come principi e pagati a
carriole mentre partecipano, tutti spesati e in alberghi a cinque
stelle, a principesche conferenze internazionali (pagate o dai
farmaceutici o dalle tasse dei contribuenti) da cui spesso
pontificano l’ultima associazione statistica senza significato e
senza prova biologica, creando epidemie che non esistono e più o
meno implicitamente promuovendo i prodotti dei loro benefattori.
Questi sono i veri responsabili dell’antifumo,
dell’antigrasso e del controllo "sanitario" sulle nostre vite. Questi
sono i veri venditori di fumo – gente che dovrebbe avere credibilità zero e
talvolta essere
in galera anziché sedere su poltrone ministeriali o essere a capo di
lussuosissime cliniche private. Ciò però non esclude l'esistenza di
fanatici oscurantisti veri, come Sirchia, che vogliono imporre
le loro fedi, risentimenti e valori invertiti con la forza della legge perché si
trovano sulla poltrona giusta al momento giusto.
Ma ora stiamo
divagando, quindi concludiamo. Decida lei, dopo aver visto
l’evidenza, se ne vale la pena di smettere. Siamo certi che vedrà
chi la guarda male in una differente luce d’ora in poi – forse con
risentimento, forse con compassione. Il nostro consiglio finale?
Fumi con moderazione, come del resto bisognerebbe fare per
tutto, nella vita – e buona gravidanza!
FORCES Italiana
La Redazione
P.S. Un’ultima
nota: contrariamente all’ennesima informazione distorta, le
sigarette ultra light SONO meno “tossiche” delle sigarette
forti; ma hanno anche meno nicotina, che è l’innocuo
componente che le fa dire “ho fumato abbastanza”. Quindi stia
attenta perché le “ultra light” tendono a farla accendere più
spesso. In ultima analisi, il corpo è un filtro che ha una certa
capacità di filtrazione: se si eccede tale capacità si fa danno
(accumulazione) altrimenti no. D’altra parte, rinunciare a fumare
significa rinunciare a
certi benefici fisici oltre che psicologici.
A meno che una sigaretta sicura
(esistente ma soppressa dalla stessa
“salute pubblica”) sia resa disponibile al pubblico, è forse meglio
fumare una sigaretta carica di nicotina che tre sigarette leggere –
ma è solo questione di opinioni, perché cambiando l’ordine dei
fattori il prodotto non cambia. Di nuovo, fumare con moderazione è
sempre la cosa migliore.