Per me state dicendo
un sacco di stupiddaggini!!! Come ben sapete le patologie tumorali e
quelle cronico degenerative (obesità, patologie su base aterosclerotica,
ecc...) hanno un'origine plurifattoriale. Ciò vuol dire che NON ESISTE una
sola causa che provochi la malattia. Lo stesso discorso vale per le
patologie provocate dal fumo o meglio le patologie che sono associate al
tabagismo. E questo cari signori è stato evidenziato da anni, anzi nel
secolo passato alla fine degli anni '60 ed è stato dimostrato che c'è una
stretta associazione tra tabagismo e sviluppo di patologie tumorali, prima
fra tutte il cancro al polmone.
Quello che voi
vorreste fosse dimostrato, ma è la natura che lo impedisce e non
l'ottusità del mondo scientifico, è la causa effetto che esiste in natura,
questa volta si, tra agente infettante e malattia, esempio: infezione da
virus del morbillo e malattia: morbillo. Se poi volete un caso, beh
eccolo: mio zio, 40/50 sigarette al giorno per 40 anni e oltre, è morto
per tumore polmonare. Ce ne sono centinaia di questi casi, come altre
centinaia di casi di fumatori che sono morti di malattie
scarsamente associate con il fumo.
Ma se vogliamo andare
più a fondo: anche due soggetti che sono stati infettati da uno
stesso virus o batterio non è assolutamente detto che si ammalino
entrambi, questo dipende dall'agente infettante e dal soggetto che in quel
momento può resistere all'infezione, tutto dipende dall'interazione tra
sistema immunitario e agente microrganismoin quel preciso momento. Molti,
e non a torto, lo chiamano "culo" o "fortuna".
Questo per dire che
anche nei casi più "classici" delle malattie infettive, dove l'agente
patogeno è la causa che provoca l'effetto (malattia), c'è bisogno del
concorso di più fattori o concause come le volete chiamare. Ecco perché
state cercando, con una scusa, una cosa che non esiste.
Dr. Claudio B.
Caro dottore,
cominciamo dalla fine: le
scuse le lasciamo agli antifumo, perché certamente noi non ne abbiamo
bisogno. Poi, lei sta fraintendendo. La diatriba non è nella
plurifattorialità. Certamente per alcune malattie devono convergere molti
fattori. Ne segue che cercare una monocausa in una malattia
plurifattoriale è illogico.
La diatriba è nella quantificazione e nell’annedotica. Nel caso di
plurifattorialità che convergono in una malattia, la filtrazione
statistica degli elementi estranei all’oggetto della ricerca non può
essere che basata sull’esperienza o sulle ipotesi del ricercatore
individuale (se non quando stabilita a priori da software) – e
senz’altro non risponde al vero neanche entro generosi margini di
tolleranza. Ergo, dire che in Italia o in qualunque Paese ci sono X morti
“da tabagismo” è una truffa in termini - e lei dovrebbe saperlo quanto
noi.
Lo stesso ragionamento vale per l’annedotica. Ciò che lei afferma: “mio
zio, 40/50 sigarette al giorno per 40 anni e oltre, morto per tumore
polmonare”, vale esattamente tanto quanto “mio nonno ha
fumato 40/50 sigarette al giorno per 40 anni e oltre, e a novant’anni
andava ancora in bicicletta”. Mille portafogli rubati scoperti accanto
a mille diverse persone non dimostrano, neanche statisticamente, che
abbiamo smascherato mille ladri -- specialmente quando non si può
acciuffare nemmeno una persona con le mani nella tasca di un'altra.
Allora che facciamo, la gara di quanti nonni e zii sono sopravvissuti o
sono morti per vedere chi ha più ragione?... Questa non si chiama scienza,
ma folklore -- per usare termini educati. Nei programmi televisivi
sulla "ecatombe da fumo" vediamo splendide coreografie di malati in
ospedale circondati da medici con maschera in sottofondo che posano per la
telecamera e attrezzature elettroniche (tutte accese perché fanno più
effetto, ma senza malato attaccato) mentre l'intervistatore (senza
maschera) sputacchia domande come da copione sulla faccia del malato (con
ossigeno), che può finalmente dare una colpa alla sua sfortuna. Ma
"stranamente", non esistono programmi televisivi su ospizi che facciano
vedere i numerosissimi vecchietti di 90 anni e più che ancora si accendono
i toscani che hanno cominciato a fumare all'età di 15, perché ciò è
contrario all'agenda del farma-stato che, per usare questa volta termini
maleducati, ci prende per il culo dando solo l'informazione che
serve alle sue agende di ingegneria sociale.
Non vogliamo la prova stile virale perché essa, come giustamente lei ha
messo in risalto, non può esistere; inoltre non siamo nemmeno ancora certi
dell'eziopatologia del cancro. Ma se la quantificazione è impossibile,
allora ci aspettiamo un po’ di onestà dalle autorità sanitarie e dai loro
pappagalli dei vari programmi televisivi e TG: “il fumo provoca il
cancro” è scientificamente errato, mentre la frase corretta
dovrebbe essere: “il fumo è sospettato di provocare il cancro”
(e dai ministeri della salute -- che paghiamo a suon di miliardi con le
nostre tasse -- dovremmo esigere onestà, rettitudine e accuratezza -- non
propaganda).
Ma entrambi sappiamo che una frase realista del genere spaventerebbe ben
pochi (che non correrebbero in farmacia a comprare i prodotti di
cessazione o gli antidepressivi), in quanto anche le massaie rurali sanno
che la lista dei prodotti “cancerogeni” è ormai talmente lunga che si fa
prima ad elencare quelli che non lo sono (ancora).
Un'ultima precisazione. Il mondo scientifico non è ottuso, sebbene oggidì
sia spesso corrotto. Ma quello politico-sanitario senz'altro è entrambi,
esistendo sempre più in funzione di statistiche che disonestamente spaccia
come scienza, mentre si tratta solo di... statistiche -- e
plurifattoriali, per giunta.
La lasciamo con questo pensiero: l’intelligenza è assai più di chi ammette
ignoranza che di chi afferma di avere spiegazioni (per ciò che è ancora
ignoto) facendo invece atti di fede.
Saluti.
FORCES Italiana