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14 Ottobre 2003
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VOLETE UN CASO?...

Per me state dicendo un sacco di stupiddaggini!!! Come ben sapete le patologie tumorali e quelle cronico degenerative (obesità, patologie su base aterosclerotica, ecc...) hanno un'origine plurifattoriale. Ciò vuol dire che NON ESISTE una sola causa che provochi la malattia. Lo stesso discorso vale per le patologie provocate dal fumo o meglio le patologie che sono associate al tabagismo. E questo cari signori è stato evidenziato da anni, anzi nel secolo passato alla fine degli anni '60 ed è stato dimostrato che c'è una stretta associazione tra tabagismo e sviluppo di patologie tumorali, prima fra tutte il cancro al polmone.

Quello che voi vorreste fosse dimostrato, ma è la natura che lo impedisce e non l'ottusità del mondo scientifico, è la causa effetto che esiste in natura, questa volta si, tra agente infettante e malattia, esempio: infezione da virus del morbillo e malattia: morbillo. Se poi volete un caso, beh eccolo: mio zio, 40/50 sigarette al giorno per 40 anni e oltre, è morto per tumore polmonare. Ce ne sono centinaia di questi casi, come altre centinaia di casi di fumatori che sono morti di malattie
scarsamente associate con il fumo.

Ma se vogliamo andare più a fondo: anche due soggetti che sono stati infettati da uno  stesso virus o batterio non è assolutamente detto che si ammalino entrambi, questo dipende dall'agente infettante e dal soggetto che in quel momento può resistere all'infezione, tutto dipende dall'interazione tra sistema immunitario e agente microrganismoin quel preciso momento. Molti, e non a torto, lo chiamano "culo" o "fortuna".

Questo per dire che anche nei casi più "classici" delle malattie infettive, dove l'agente patogeno è la causa che provoca l'effetto (malattia), c'è bisogno del concorso di più fattori o concause come le volete chiamare. Ecco perché state cercando, con una scusa, una cosa che non esiste.

Dr. Claudio B.


Caro dottore,

cominciamo dalla fine: le scuse le lasciamo agli antifumo, perché certamente noi non ne abbiamo bisogno. Poi, lei sta fraintendendo. La diatriba non è nella plurifattorialità. Certamente per alcune malattie devono convergere molti fattori. Ne segue che cercare una monocausa in una malattia plurifattoriale è illogico.

La diatriba è nella quantificazione e nell’annedotica. Nel caso di plurifattorialità che convergono in una malattia, la filtrazione statistica degli elementi estranei all’oggetto della ricerca non può essere che basata sull’esperienza o sulle ipotesi del ricercatore individuale (se non quando stabilita a priori da software) – e senz’altro non risponde al vero neanche entro generosi margini di tolleranza. Ergo, dire che in Italia o in qualunque Paese ci sono X morti “da tabagismo” è una truffa in termini - e lei dovrebbe saperlo quanto noi.

Lo stesso ragionamento vale per l’annedotica. Ciò che lei afferma: “mio zio, 40/50 sigarette al giorno per 40 anni e oltre, morto per tumore polmonare”, vale esattamente tanto quanto “mio nonno ha fumato 40/50 sigarette al giorno per 40 anni e oltre, e a novant’anni andava ancora in bicicletta”. Mille portafogli rubati scoperti accanto a mille diverse persone non dimostrano, neanche statisticamente, che abbiamo smascherato mille ladri -- specialmente quando non si può acciuffare nemmeno una persona con le mani nella tasca di un'altra.

Allora che facciamo, la gara di quanti nonni e zii sono sopravvissuti o sono morti per vedere chi ha più ragione?... Questa non si chiama scienza, ma folklore -- per usare termini educati. Nei programmi televisivi sulla "ecatombe da fumo" vediamo splendide coreografie di malati in ospedale circondati da medici con maschera in sottofondo che posano per la telecamera e attrezzature elettroniche (tutte accese perché fanno più effetto, ma senza malato attaccato) mentre l'intervistatore (senza maschera) sputacchia domande come da copione sulla faccia del malato (con ossigeno), che può finalmente dare una colpa alla sua sfortuna. Ma "stranamente", non esistono programmi televisivi su ospizi che facciano vedere i numerosissimi vecchietti di 90 anni e più che ancora si accendono i toscani che hanno cominciato a fumare all'età di 15, perché ciò è contrario all'agenda del farma-stato che, per usare questa volta termini maleducati, ci prende per il culo dando solo l'informazione che serve alle sue agende di ingegneria sociale.

Non vogliamo la prova stile virale perché essa, come giustamente lei ha messo in risalto, non può esistere; inoltre non siamo nemmeno ancora certi dell'eziopatologia del cancro. Ma se la quantificazione è impossibile, allora ci aspettiamo un po’ di onestà dalle autorità sanitarie e dai loro pappagalli dei vari programmi televisivi e TG: “il fumo provoca il cancro” è scientificamente errato, mentre la frase corretta dovrebbe essere: “il fumo è sospettato di provocare il cancro” (e dai ministeri della salute -- che paghiamo a suon di miliardi con le nostre tasse -- dovremmo esigere onestà, rettitudine e accuratezza -- non propaganda).

Ma entrambi sappiamo che una frase realista del genere spaventerebbe ben pochi (che non correrebbero in farmacia a comprare i prodotti di cessazione o gli antidepressivi), in quanto anche le massaie rurali sanno che la lista dei prodotti “cancerogeni” è ormai talmente lunga che si fa prima ad elencare quelli che non lo sono (ancora).

Un'ultima precisazione. Il mondo scientifico non è ottuso, sebbene oggidì sia spesso corrotto. Ma quello politico-sanitario senz'altro è entrambi, esistendo sempre più in funzione di statistiche che disonestamente spaccia come scienza, mentre si tratta solo di... statistiche -- e plurifattoriali, per giunta.

La lasciamo con questo pensiero: l’intelligenza è assai più di chi ammette ignoranza che di chi afferma di avere spiegazioni (per ciò che è ancora ignoto) facendo invece atti di fede.

Saluti.

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