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16 Febbraio 2004
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Salve. mi sono imbattuto per caso sul vostro sito ed ho letto delle cose su cui mi piacerebbe discutere. Credo che in fondo, come dite, non ci siano spiegazioni valide sul fumo...fa male..fa bene, chi lo sà.. io so soltanto che lavoro in uno studio di registrazione, sono un non fumatore e ogni volta che qualcuno accende una sigaretta comincio a stare male... Proprio oggi mi è capitato che un fumatore, senza chiedere neppure se dava fastidio, da questa mattina alle ore 13.00 fino alle 21.30, ha fumato circa 20 sigarette... Io adesso sono qui davanti al pc con la gola a pezzi perché ho respirato fumo passivo.
Ora questo come lo si spiega?


Esistono mille spiegazioni, ma non siamo certi che lei voglia sentirle tutte. Quindi, menzioniamone solo poche.

1) Prima di tutto anche se lei, da persona intelligente, non è troppo sensibile alla propaganda di stato, ne è affetto come lo siamo del resto tutti noi. E' ovvio che lei 30 anni fa non avrebbe fatto alcun caso a qualcuno che le fumava vicino, come non ci farebbe caso oggi senza la disinformazione martellante. La propaganda disinformativa del ministero della salute ha proprio tale scopo - e gente come Herr Sirchia si vanta pure quando l'odio e l'intolleranza dei non fumatori contro i fumatori crescono.

2) "Gola a pezzi" è un termine molto vago, allora ipotizziamo che le bruci la gola. Che significa? Significa che a lei non piace il fumo (e siamo certi che non è né un fanatico, né un persecutore, né un moralista: lo si vede da come scrive). Ciò significa che le fa male? Anche un limone le brucia la gola per parecchio tempo e le fa pure pungere il naso, ma significa forse che il limone le fa male? Dove separiamo la suggestione dal fatto -- oppure la facciamo semplice e vietiamo tutto perché potrebbe essere che il fumo passivo faccia male, anche se non si può dimostrare?

Un ultimo punto importante: anche se dettato dalla buona cortesia, perché un fumatore deve chiedere se da fastidio, chiedendo quindi l'assoluzione per qualcosa di "implicitamente sbagliato"? Ci pensi bene prima di reagire emozionalmente. Nel frattempo, usiamo un esempio tanto caro agli antifumo -- e ci vorrà perdonare la volgarità che segue.

Tutti facciamo peti; essi sono parte della vita. I peti capitano spesso in presenza di terzi, e certe volte sono grossi, e difficili da contenere; sarà capitato a lei come è capitato a tutti. Ma lei, quando ne lascia andare uno, lo chiede al fumatore (o non) a fianco a lei? "Scusi, le dispiace se scoreggio?..." -- seriamente: lo fa? Certo che no, e tutti abbiamo fatto spesso l'esperienza di essere ammorbati da un peto anonimo altrui (noto anche come "quaglia") nei ristoranti, in auto, in ascensore. Forse lei pensa che bisognerebbe fare una legge anche per quello (in fin dei conti si tratta di metano puro), oppure di chiamare solo maleducato chi scoreggia? In questo caso, siamo un pianeta di maleducati, non le sembra?

Io non voglio perseguitare nessuno, né tantomeno voglio farne una questione politica (come sembra che facciate voi sul sito)

Attenzione: noi ne facciamo una cosa politica perché >è< un assalto politico falsificato come sanitario, e con conseguenze squisitamente politiche: aumento di prezzi, segregazione/emarginazione di masse, retorica di stato, leggi repressive. Secondo lei questa non è politica solo perché è camuffata sotto camici biancastri? Inoltre si ricordi che i fumatori non hanno iniziato questa guerra politica, come non l'hanno iniziata i ciccioni, i bevitori, ecc. Queste sono aggressioni vere e proprie.

Una delle ragioni che FORCES è particolarmente odiata dagli antifumo è proprio questa: che sta organizzando i bersagli dei salutisti in modo politico -- cosa che, se fosse successa 10 anni fa', oggi non saremmo in queste condizioni, e probabilmente lei non ci penserebbe nemmeno al fumo.

... difatti non posso far altro che sperare nel buonsenso delle persone, visto che non appena lavoro in sessioni dove ci sono persone che fumano io mi ammalo...

Di >che cosa< si ammala, Claudio? Ci ammaliamo tutti, ma a meno che lei non possa essere specifico ed anche dimostrare causalità, la sua affermazione suona proprio come chi vuole giustificare intolleranza con malattia. Ve beh che oggi, se chiede alla "salute pubblica", per la sua unghia incarnita le chiedono: "Fuma?" Se dice si, la diagnosi è fatta, e il suo alluce è aggiunto alle statistiche rottame di questi mascalzoni.

Quando si afferma qualcosa, essa va "dimostrata" non con l'annedotica o con l'emozionalità (come fa chi è a corto di argomenti tangibili -- vedi Sirchia e Veronesi -- e se ciò non funziona poi si passa agli insulti come "chi fuma è un idiota"). Si dimostra con causa e effetto quantificabili, verificabili da terzi e ripetibili. Altrimenti si cade nel caso di quel giornalista americano che entrò nei ristoranti a New York con una sigaretta di ceramica con dentro ghiaccio secco, e tutti i paranoici cominciarono a tossire paonazzi perché avevano visto la sigaretta!

E poi perdonatemi... ma secondo voi sono di più i fascisti che perseguitano i fumatori o i fumatori fascisti che fumano senza fregarsene degli altri?

Senza dubbio quelli che perseguitano i fumatori; oltre che fascisti, si tratta in primo luogo di truffatori. Se sono nelle alte sfere della "salute pubblica", essi falsificano e distorgono dati. Se sono persone comuni e non specializzate si parla di truffatori morali perché usano le truffe spacciate dalle alte sfere per mascherare l'odio indotto dalla "salute pubblica" nelle loro deboli menti tramite la propaganda. Visto che finora non c'è prova scientifica (non scienza rottame o studi truccati, che prima o poi sono sempre smascherati) che il fumo -- specialmente quello passivo -- faccia male ad alcuno, ci vada piano a chiamare fascista chi esercita il diritto di fumare in pubblico; potrebbe anche trovare chi non è di buon umore e glielo spiega malamente...

Non è facile l'argomento... anzi, ma direi che l'unica soluzione è, per quel che mi riguarda, libertà per tutti, ma con rispetto del prossimo!

Grazie per l'attenzione, distinti saluti.

Claudio, Napoli

L'argomento certo non è facile, ma ciò che lei dice è interessante: definisca libertà, signor Claudio. E' chiaro che lei non si riferisce alla stessa "libertà" vomitata da quei pagliacci che si autodefiniscono pure antiproibizionisti, giusto?
Libertà è fumare nell'aereo, nel treno, in aeroporto, ed anche negli uffici; giusto è che il buonsenso e la cortesia siano applicati. Ancora meglio è che esistano sezioni separate, così non ci si da fastidio a vicenda. Ci dica, Claudio, in quale aereo, aeroporto o locale statale è stato recentemente dove ha visto qualcuno fumare senza rischiare 250 euro di multa?

Se questo è il suo concetto di "libertà", beh, non è certo il nostro perché non siamo ipocriti. E, visto che la libertà non funziona nello Stato Terapeutico, è arrivato il tempo di farsi rispettare; e visto che le buone non funzionano neppure, bisognerà farlo con le cattive.

Cordiali saluti - e sempre a sua disposizione.

FORCES Italiana
La Redazione


 

 
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