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Salve. mi sono
imbattuto per caso sul vostro sito ed ho letto delle cose su cui mi
piacerebbe discutere. Credo che in fondo, come dite, non ci siano
spiegazioni valide sul fumo...fa male..fa bene, chi lo sà.. io so
soltanto che lavoro in uno studio di registrazione, sono un non
fumatore e ogni volta che qualcuno accende una sigaretta comincio a
stare male... Proprio oggi mi è capitato che un fumatore, senza
chiedere neppure se dava fastidio, da questa mattina alle ore 13.00
fino alle 21.30, ha fumato circa 20 sigarette... Io adesso sono qui
davanti al pc con la gola a pezzi perché ho respirato fumo passivo.
Ora questo come lo si spiega?
Esistono mille spiegazioni, ma non siamo certi che lei voglia sentirle
tutte. Quindi, menzioniamone solo poche.
1) Prima di tutto anche se lei, da persona intelligente, non è troppo
sensibile alla propaganda di stato, ne è affetto come lo siamo del
resto tutti noi. E' ovvio che lei 30 anni fa non avrebbe fatto alcun
caso a qualcuno che le fumava vicino, come non ci farebbe caso oggi
senza la disinformazione martellante. La propaganda disinformativa del
ministero della salute ha proprio tale scopo - e gente come Herr
Sirchia si vanta pure quando l'odio e l'intolleranza dei non fumatori
contro i fumatori crescono.
2) "Gola a pezzi" è un termine molto vago, allora ipotizziamo che le
bruci la gola. Che significa? Significa che a lei non piace il fumo
(e siamo certi che non è né un fanatico, né un persecutore, né un
moralista: lo si vede da come scrive). Ciò significa che le fa male?
Anche un limone le brucia la gola per parecchio tempo e le fa pure
pungere il naso, ma significa forse che il limone le fa male? Dove
separiamo la suggestione dal fatto -- oppure la facciamo semplice e
vietiamo tutto perché potrebbe essere che il fumo passivo
faccia male, anche se non si può dimostrare?
Un ultimo punto importante: anche se dettato dalla buona cortesia,
perché un fumatore deve chiedere se da fastidio,
chiedendo quindi l'assoluzione per qualcosa di "implicitamente
sbagliato"? Ci pensi bene prima di reagire emozionalmente. Nel
frattempo, usiamo un esempio tanto caro agli antifumo -- e ci vorrà
perdonare la volgarità che segue.
Tutti facciamo peti; essi sono parte della vita. I peti capitano
spesso in presenza di terzi, e certe volte sono grossi, e difficili da
contenere; sarà capitato a lei come è capitato a tutti. Ma lei, quando
ne lascia andare uno, lo chiede al fumatore (o non) a fianco a lei?
"Scusi, le dispiace se scoreggio?..." -- seriamente: lo fa? Certo
che no, e tutti abbiamo fatto spesso l'esperienza di essere ammorbati
da un peto anonimo altrui (noto anche come "quaglia") nei ristoranti,
in auto, in ascensore. Forse lei pensa che bisognerebbe fare una legge
anche per quello (in fin dei conti si tratta di metano puro), oppure
di chiamare solo maleducato chi scoreggia? In questo caso, siamo un
pianeta di maleducati, non le sembra?
Io non voglio perseguitare nessuno, né tantomeno voglio farne una
questione politica (come sembra che facciate voi sul sito)
Attenzione: noi ne facciamo una cosa politica perché >è<
un assalto politico falsificato come sanitario, e con conseguenze
squisitamente politiche: aumento di prezzi,
segregazione/emarginazione di masse, retorica di stato, leggi
repressive. Secondo lei questa non è politica solo perché è camuffata
sotto camici biancastri? Inoltre si ricordi che i fumatori non hanno
iniziato questa guerra politica, come non l'hanno iniziata i ciccioni,
i bevitori, ecc. Queste sono aggressioni vere e proprie.
Una delle ragioni che FORCES è particolarmente odiata dagli antifumo è
proprio questa: che sta organizzando i bersagli dei salutisti in
modo politico -- cosa che, se fosse successa 10 anni fa', oggi non
saremmo in queste condizioni, e probabilmente lei non ci penserebbe
nemmeno al fumo.
... difatti non posso far altro che sperare nel buonsenso delle
persone, visto che non appena lavoro in sessioni dove ci sono persone
che fumano io mi ammalo...
Di >che cosa< si ammala, Claudio? Ci ammaliamo tutti, ma
a meno che lei non possa essere specifico ed anche dimostrare
causalità, la sua affermazione suona proprio come chi vuole
giustificare intolleranza con malattia. Ve beh che oggi, se chiede
alla "salute pubblica", per la sua unghia incarnita le chiedono:
"Fuma?" Se dice si, la diagnosi è fatta, e il suo alluce è aggiunto
alle statistiche rottame di questi mascalzoni.
Quando si afferma qualcosa, essa va "dimostrata" non con l'annedotica
o con l'emozionalità (come fa chi è a corto di argomenti tangibili --
vedi Sirchia e Veronesi -- e se ciò non funziona poi si passa agli
insulti come "chi fuma è un idiota"). Si dimostra con causa e effetto
quantificabili, verificabili da terzi e ripetibili. Altrimenti si cade
nel caso di quel giornalista americano che entrò nei ristoranti a New
York con una sigaretta di ceramica con dentro ghiaccio secco, e tutti
i paranoici cominciarono a tossire paonazzi perché avevano visto la
sigaretta!
E poi perdonatemi... ma secondo voi sono di più i fascisti che
perseguitano i fumatori o i fumatori fascisti che fumano senza
fregarsene degli altri?
Senza dubbio quelli che perseguitano i fumatori; oltre che fascisti,
si tratta in primo luogo di truffatori. Se sono nelle alte sfere della
"salute pubblica", essi falsificano e distorgono dati. Se sono persone
comuni e non specializzate si parla di truffatori morali perché usano
le truffe spacciate dalle alte sfere per mascherare l'odio indotto
dalla "salute pubblica" nelle loro deboli menti tramite la propaganda.
Visto che finora non c'è prova scientifica (non scienza rottame o
studi truccati, che prima o poi sono sempre smascherati) che il fumo
-- specialmente quello passivo -- faccia male ad alcuno, ci vada piano
a chiamare fascista chi esercita il diritto di fumare in pubblico;
potrebbe anche trovare chi non è di buon umore e glielo spiega
malamente...
Non è facile l'argomento... anzi, ma direi che l'unica soluzione è,
per quel che mi riguarda, libertà per tutti, ma con rispetto del
prossimo!
Grazie per
l'attenzione, distinti saluti.
Claudio, Napoli
L'argomento certo non è facile, ma ciò che lei dice è interessante:
definisca libertà, signor Claudio. E' chiaro che lei non si
riferisce alla stessa "libertà" vomitata da quei pagliacci che si
autodefiniscono pure antiproibizionisti, giusto?
Libertà è fumare nell'aereo, nel treno, in aeroporto, ed anche negli
uffici; giusto è che il buonsenso e la cortesia siano applicati.
Ancora meglio è che esistano sezioni separate, così non ci si da
fastidio a vicenda. Ci dica, Claudio, in quale aereo, aeroporto o
locale statale è stato recentemente dove ha visto qualcuno fumare
senza rischiare 250 euro di multa?
Se questo è il suo concetto di "libertà", beh, non è certo il nostro
perché non siamo ipocriti. E, visto che la libertà non funziona nello
Stato Terapeutico, è arrivato il tempo di farsi rispettare; e visto
che le buone non funzionano neppure, bisognerà farlo con le cattive.
Cordiali saluti - e sempre a sua disposizione.
FORCES Italiana
La Redazione
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