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UN INCUBO DA FUMATORE

FORCES Italiana solitamente non traduce lettere che sono scritte al forum internazionale, ma questa volta facciamo un'eccezione, perché vogliamo dimostrare ai nostri lettori a che punto di discriminazione, persecuzione e disprezzo si può arrivare quando si permette agli antifumo non solo di disinformare il pubblico, ma anche e specialmente di aizzare la società contro coloro che "osano" portare avanti scelte che sono diventate "incorrect" perché non si confanno più agli interessi dei gruppi lobbystici.

Ecco il caso di una fumatrice americana che la pensa proprio come troppi fumatori italiani: "Io do fastidio qui, quindi vado là", senza offrire la vigorosa opposizione indispensabile per tenere indietro i bigotti e i prevaricatori; ne risulta che il "là" si sposta ogni giorno più lontano, perché il realtà si parla di disprezzo. Allo stesso tempo, questa lettera ci fa vedere gli effetti della campagna di "prevenzione" antifumo che abbiamo appena importato anche nelle nostre scuole dove, in modo subliminale dapprima, e poi sempre più apertamente, si insegnerà ai giovani il disprezzo contro il fumatore, e si incoraggerà l'uso di mezzi immorali per "rivelarne" la presenza.

Gli antifumo italiani spesso affermano che non vogliono fare come gli americani, e che vogliono adottare la linea "soft"; che, semplicemente, loro vogliono (dis)informare il pubblico sui pericoli del fumo. Non credeteci: il programma d'intolleranza contro il tabacco ed il fumatore è lo stesso in tutto il mondo, e così sono i fini: rendere il fumo socialmente inaccettabile, in modo da indurre i fumatori a smettere con i prodotti di cessazione dell'industria farmaceutica -- quella stessa che, in un modo o nell'altro, è dietro a tutte le campagne antifumo, inclusa quella italiana; e quando il "boss" è lo stesso, i dipendenti (non importa che lingua parlino) finiscono tutti per cantare la stessa canzone.

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Cara FORCES,

Ho appena scoperto il vostro sito web e letto ciò che altri hanno scritto. Odio aggiungermi alla lunga lista di persone stufe e perseguitate che scrivono al vostro sito per sfogarsi, ma non so più a chi altri rivolgermi. Come ben sapete la simpatia per i fumatori è un bene ormai difficile da trovare. 

Ho imparato a difendere i miei diritti di fumatrice negli anni. Sebbene io sia educata e rispettata, non tollero che mi si dica in faccia: "Ti odio, fumatrice". Credo di aver avuto la mia buona dose di duri commenti e gestacci da parte di non fumatori di tanto in tanto, ma gli ultimi mesi sono stati i peggiori della mia vita. Non voglio fare del vittimismo, né compiangermi. Scrivo soltanto per informare la gente di ciò che può succedere e che in realtà succede. 

Quanto segue è realmente accaduto a me e alla mia famiglia in un periodo di dieci settimane: 

Lo scorso agosto ero in un negozio con la maggiore delle mie figlie, e stavamo acquistando dei nuovi vestiti per lei per il nuovo anno scolastico. In quel posto bisogna andar fuori a fumare e così facemmo. Eravamo a pochi passi dall'ingresso principale (dove ci sono i posacenere), quando un addetto alla sicurezza ci venne incontro e ci disse: "dovreste stare più lontane da queste porte" e aggiunse che il nostro fumo avrebbe potuto insinuarsi nel negozio; inoltre, i bambini e i non fumatori erano costretti a passare vicino a noi (e al nostro "velenoso" fumo) per entrare nel negozio. Fui un po' sorpresa, ma dissi "okay", e ci spostammo lontano dall'ingresso del negozio; ma nemmeno un minuto più tardi una coppia di cinquantenni ci passò accanto. La donna si fermò e disse: "Penso che sia terribile che genitori come lei permettano ai loro figli di fumare!" Io risposi: "Mi scusi, ma mia figlia ha 18 anni e poi non sono fatti vostri." Quei due si allontanarono. È vero che mia figlia sembra un anno o due più giovane di quello che è, ma a loro cosa importa?! 

C'è una rivendita di liquori a due isolati da casa nostra e un market aperto fino alle 23:00 poco più lontano. Mio marito, i miei figli e io ci serviamo da loro da anni. In due diverse occasioni, la maggiore delle mie figlie è andata lì per comprare le sigarette e l'impiegato si è rifiutato di vendergliele. In entrambi i casi hanno detto che la sua patente era falsa e che non credevano che lei avesse 18 anni. Mi sono recata da entrambi per informarli che mia figlia ha 18 anni e che i suoi documenti sono autentici aggiungendo che il loro comportamento è ridicolo.

Il mese scorso, a una settimana dalla riapertura delle scuole, la stessa mia figlia, che sta frequentando l'ultimo anno delle superiori nella stessa scuola che io ho frequentato, fu chiamata in presidenza. C'era ad attenderla anche un poliziotto, e le fu detto che una compagna aveva visto nella sua borsa un pacchetto di sigarette e lo aveva detto all'insegnante. Il poliziotto l'avrebbe portata nel carcere minorile con l'accusa di "minore in possesso di tabacco", e fui convocata personalmente per pagare una multa per "istigazione a delinquere". Ero furiosa, e scoprii che la scuola aveva sequestrato la borsa di mia figlia, così che ella non aveva potuto provare di essere maggiorenne. Una volta chiarito l'equivoco, essi fecero dietrofront, ma il preside disse che non è permesso a nessuno di detenere sigarette sul terreno scolastico, perché la scuola ha un atteggiamento di tolleranza zero verso i fumatori. Okay; mia figlia sa che non si può fumare nel campus e rispetta anche questo regolamento. Io so che lei non è l'unica studentessa fumatrice della scuola, e penso che la scuola stava cercando di far di lei un caso esemplare. Comunque, ciò è successo è imperdonabile. Non hanno mai chiesto scusa. Quando frequentavo la stessa scuola, il bagno delle ragazze era talmente pieno di fumo che non ci si vedeva nemmeno. So che le cose sono cambiate, ma questo è assurdo. 

Sfortunatamente, sono una degli unici due fumatori del mio ufficio. Ho lavorato li' per cinque anni e non ho mai avuto problemi ad andar fuori a fumare. Non ci è mai stato permesso di fumare alle nostre scrivanie, ma andar fuori non è mai stato un inconveniente per me; lavoro dalle 8:00 alle17:00, ed ero solita prendermi una pausa ogni ora per una sigaretta. Non penso sia eccessivo, ma un paio di settimane fa' sono stata ufficialmente rimproverata per prendere "troppe pause". Oggi me ne sono state concesse solo due, alle 10:15 e alle 15:15 più il pranzo, e non mi è permesso uscire in nessun altro momento. Inoltre, se prima potevo fumare fuori dalla porta principale, oggi l'amministrazione dice che la mia azione provoca una cattiva immagine alla ditta, per cui sono costretta a fumare fuori dalla porta posteriore, in piedi vicino alle pattumiere. Da quando è stata fatta la nuova programmazione delle pause, il lavoro mi è diventato insopportabile, non riesco a concentrarmi, sono nervosa e ho mal di testa. Per aggiungere al danno la beffa, ogni volta che tossisco o tiro su col naso o mi schiarisco la gola (come e quanto tutti gli altri), i miei colleghi non fumatori mi dicono: "Ti stai ammalando perché fumi". 

Tutto ciò è successo negli ultimi mesi e non è stato facile da affrontare. Non mi sono mai pentita di essere una fumatrice fino ad ora. Io sono stata umiliata, e mia figlia falsamente accusata. La mia famiglia ed io siamo talmente irati che le parole non possono esprimere ciò che proviamo. Penso che il peggio sia la sensazione di impotenza e la frustrazione che deriva da tutto questo. Ogni parola di incoraggiamento ed ogni consiglio saranno per noi un aiuto molto apprezzato. 

Grazie,

Deborah Lachman