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Buongiorno,
dato per
scontato che, al giorno d'oggi, il concetto di "dipendenza" fisica
e/o psicologica è diventato un tabù intoccabile e al quale si deve
credere fideisticamente volevo chiedervi informazioni a proposito
dei metodi scientifici" che dovrebbero verificare il "potere" di
una sostanza .
Per quanto mi
riguarda la cosa mi rende piuttosto scettico, è solo che, quando
salta fuori questo argomento in qualche discussione, mi piacerebbe
saper smontare l'ennesimo dogma con un po' di scienza (come
solitamente mi capita di fare con il fumo passivo).
Cordiali saluti.
Nicola
Caro Nicola,
pensiamo che
lei si riferisca alla "potenza assuefacente" di una sostanza. La
difficoltà non è tanto nel definire il potere, ma piuttosto nel
definire "assuefazione". Di per se, assuefazione significa
semplicemente il fatto di ripetere un certo abito di continuo,
volontariamente oppure obbligatoriamente. Varie funzioni corporee -
respirare, dormire, eccetera - sono obbligatorie e senza possibilità
di scelta tranne il suicidio. Il magiare e bere offrono moltissime
scelte, e noi italiani potremmo dirci assuefatti alla pasta
asciutta, al grana, e pochi di noi concepirebbero un pranzo o cena
senza un bicchier di vino.
Certuni sono
assuefatti ai dolci, alla cioccolata, al caffè, alla gomma da
masticare, senza che nessuno possa vederci un atto negativo al punto
da invocare un' intervento correttivo ufficiale. Non parliamo poi
della curiosa assuefazione dei diabetici all' insulina, e delle
innumerevoli persone assuefatte a farmaci assai meno essenziali di
quest'ultima, farmaci imposti da una professione medica aggravata da
intricati conflitti d' interesse.
Il tutto per
arrivare a dire che un'assuefazione può diventare problematica
quando sia cronicamente psicotossica e porti a continue e deleterie
conseguenze personali e sociali, quali sono palesi, per esempio, per
l'uso smodato e cronico di narcotici e simili sostanze. Da notare
che l'uso ricreativo casuale di queste sostanze non rientra nella
definizione né di assuefazione, né di deleterie conseguenze. Quindi
una definizione moralmente e di fatto negativa di "assuefazione"
rimane specifica, ristretta, e carica di coloriture culturali.
La "potenza"
di sostanze che possano sostenere un’assuefazione reprimibile varia
ovviamente da persona a persona, ed è semplicemente legata alla
quantità della sostanza che sia necessaria, al tipo di effetto
prodotto e ricercato dagli individui affetti, e alla rapidità con
cui l' effetto venga prodotto. Su questa base si dice, ad esempio,
che l'eroina inalata come vapore sia più potente della cocaina in
quanto a capacità assuefacente, ma una qualsiasi valutazione di tale
potenza rimane del tutto qualitativa e non misurabile su una scala
di applicabilità generale e scientificamente giustificabile.
Speriamo di
essere stati sufficientemente chiari.
Grazie del suo
interesse e cordiali saluti.
FORCES
Il Comitato Scientifico |