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26 Febbraio 2006

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...Ma di chi è l'aria?


Cara FORCES,

Diversi anni fa frequentavo una importante biblioteca di Parigi (era, credo il 2000). Questa biblioteca aveva un cortile a pianta quadrata con un arco per l'uscita. Mi ricordo che ero uscita a fumare una sigaretta, ma una guardia mi disse che dovevo uscire. Io ero già "uscita" dal palazzo, sopra di me c'era il cielo. Ma lui intendeva che dovevo passare sotto l'arco e andare a fumare in strada, nel marciapiede.

Ieri sono tornata dopo diverso tempo alla biblioteca Archiginnasio di Bologna. Nel 2000 qui si poteva fumare nel corridoio. Poi negarono il permesso, e si poteva fumare giù, nel cortile a pianta quadrata dove c'è l'uscita. Ora non si può fumare neanche in questo cortile, come a Parigi, si deve uscire nel marciapiede della strada. La multa va dai 27euro ai 270 euro circa. Ho scovato lo zampino della regione in merito.

In sostanza: non si può più fumare neanche all'aria aperta. Ma di chi è l'aria?

E.


Cara E.,

bisogna capire lo spirito e le intenzioni degli antifumo e del loro programma di ingegneria sociale.

L'aria nei locali chiusi è una scusa bella e buona (oltre che una truffa). Come antefatto storico alla de-legalizzazione del tabacco, gli antifumo intendono (bisogna ammetterlo: con intelligenza) stabilire prima una consuetudine sociale per la quale tu non puoi fumare se non di nascosto. In altre parole: fumare deve diventare un atto osceno in luogo pubblico – questo sia chiaro. Tu devi avere vergogna di farti vedere a fumare da chicchessia.

Le gang della "salute pubblica" nazionali ed esteri trattano il fumo (e persino la vista dello stesso) come una malattia contagiosa - e ciò è stato reso chiaro ed ufficiale fin dal 1997 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: i comportamenti sono malattie e vanno sradicati come è stato sradicato il vaiolo. Vedere uno che fuma è quindi l'equivalente di essere esposti a un morbo contagioso. La variazione “a delinquere” italiana è stata il divieto per i fumatori di fumare persino in circoli privati e dedicati - perché lo scopo è di disintegrare i fumatori socialmente come se si disintegrasse un focolaio di tubercolosi. Chiaro?...

Si cercherà di implementare la censura della vista del fumo con tutte le scuse possibili: influenza "negativa" dei bambini; censura di scene di fumo nei film, già sostenuta da Sirchia e simili; sporcizia sui marciapiedi e relativi costi di pulizia - già in atto, inclusi lacrimosi lamenti sul "civismo"; la "sofferenza" e il "rischio" dei non fumatori che attraversano le "nuvole di fumo" dei fumatori all'aperto con relativo rischio "di cancro" - e chi più ne ha più ne metta! E' tutto parte del "programma di denormalizzazione sociale del tabacco", come viene già ufficialmente chiamato in Canada.

I “rufio-media” italiani però non ne parlano ancora perché qui è prematuro; ma negli USA è già stato proposto (sostenuto dall’OMS):

  • Mettere fuori legge la vista di chi fuma nelle strade, anche all’aperto, con relative multe.

  • Il licenziamento obbligatorio dell'impiegato fumatore che non accetta di smettere di fumare a casa sua e non si sottopone ai corsi di cessazione farmaceutici.

  • Il divieto di fumo entro 30 metri dagli edifici è già una realtà in diverse città americane.

Quest'anno il tutto varcherà i confini americani grazie al trattato internazionale antifumo dell'OMS, che da tempo ha fatto mafia non solo con le multinazionali farmaceutiche, ma anche con la Banca Mondiale in modo da influenzare in una grande varietà di modi (leggi: negare prestiti o renderli più difficili) quelle nazioni che resistono all'implementazione di programmi antifumo (vedere documento a cui siamo collegati sul sito dell'OMS stessa, pagina 4. Clicca qui per la versione francese e qui per quella spagnola). Si noti anche che il Direttivo della Banca Mondiale è costituito primariamente da pesi massimi dell'industria farmaceutica con cui, guarda caso, l'OMS è partner ufficiale. Ecco come certi colossi farmaceutici pilotano direttamente le politiche sanitarie mondiali e dei Paesi membri dell'OMS (quindi dell'ONU) restando all'esterno delle conseguenze politiche, ma usando miliardi di dollari pubblici dei Paesi membri per sterzare i sistemi sociali verso la creazione di un mercato e di un ambiente sempre più grande per i loro prodotti in nome della "salute", con l'uso della scienza rottame - complici i media e i ministeri della "salute". Naturalmente queste lampanti collusioni e conflitti di interessi, nati con gli antifumo, si estendono a un sempre crescente numero di aree politiche.

È inutile quindi stare a discutere "di chi è l'aria", cara E. Questa gente vuole metterti nella condizione che tu non possa fumare se non violando la legge (inclusa, presto, auto e pure la tua casa). Nel futuro più lontano l’dea è di metterti in galera per possesso di sigarette come ora ci andresti per possesso di eroina (forse peggio). In tal modo smetterai senz'altro di fumare o con l'uso di nicotina farmaceutica o con "terapie" sostitutive. Per la tua salute, naturalmente.

Siamo esaltati? No, siamo informati.

Saluti e buone fumate.

FORCES Italiana
La Redazione


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