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22 Aprile 2006

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Cernobyl e gli studi di convenienza


Buongiorno a tutti. Brevemente: ieri sera ho visto Super Quark; ho visto per la verità solo la parte finale riguardante il disastro di Cernobyl'. Mi ha stupito il fatto che alla fine si citavano gli studi dell'OMS e dell'ONU sulle conseguenze dell'incidente:in essi risulta ufficiale che le morti direttamente causate dal disastro sono (solo) 47 più 9 bambini. Questo dato è stato contestato dagli ambientalisti come pure la metodologia della ricerca. Tuttavia l'OMS e l'ONU hanno ribadito che i risultati sono "questi e basta".

Ecco un tipico esempio: ambientalisti da una parte e Organizzazione Mondiale della Sanità dall'altra, entrambi con la mentalità del "è così e basta". E' interessante osservare che solo quando comoda esce fuori che la metodologia epidemiologica è contestabile; invece sulla truffa del fumo passivo  - dove la metodologia di rilevamento è ancora più vaga e meno verificabile di quella dell'impatto da radiazioni - essa non si discute da parte di entrambi perché, ancora una volta, "è così e basta".

Mi chiedevo, questo non potrebbe essere uno spunto per fare un paragone tra i dati ufficiali delle morti per fumo di sigaretta e i dati ufficiali delle morti per radioattività? Come è possibile che si parli di un numero impressionante di morti per fumo e di un numero così esiguo di decessi per radioattività? I cittadini che abitavano vicino a Cernobil' sono stati spostati in apposite città a decine di km dalla centrale. Possibile che vivere a 40 km dalla centrale non sortisca effetto letale?

Questo - almeno scientificamente parlando - dipende dall’intensità delle radiazioni che raggiungevano quelle città e dall'esposizione individuale di ognuno tenendo anche in considerazione le previe condizioni di salute e il costrutto fisico individuale. Questo, naturalmente, è impossibile da stabilire per ogni individuo e quindi nel suo complesso con alcun livello di accuratezza. Ma chiaramente l'implicazione indiretta, quando si comparano gli atteggiamenti dell'OMS su radiazioni e su fumo, è che le sigarette fanno ogni anno assai più morti di quanti ne ha fatti Hiroshima e che l’esposizione al fumo è, chissà, forse più dannosa dell'esposizione all'Uranio 235! Cercare la logica in ciò è un'impresa futile perché si tratta di truffa e di propaganda con agende politiche che hanno ben poco a che vedere con la scienza.

Possibile che fumare un pacchetto di sig al dì sia più pericoloso che avere per vicino di casa un mostro come la centrale esplosa? Tenete conto che ieri a Super Quark si è accennato alla difficoltà di mettere in diretta relazione un decesso con gli effetti della radioattività.

Naturalmente che non si può – proprio per le stesse ragioni per cui non si può stabilire una relazione scientificamente diretta tra fumo e tutte le malattie multifattoriali che si dice che il fumo causi. In entrambi i casi si tratta di statistiche e di attribuzioni "uso e consumo" da manipolare a seconda dell'agenda politica di chi ne fa uso.

Forse tutto ciò può svelare la faziosità di questi studi?

Può darsi. La nostra esperienza personale però è che la faziosità di tali studi oggigiorno si può svelare solo in tribunale. Ciò che non si vuole accettare è che - oggi più che mai per via degli espansi campi di conoscenza - le risposte certe che la scienza (quella vera, non l'epidemiologia) può dare sono poche. Ma politiche irresponsabili giocano a mettere la benzina sul fuoco già spontaneo dell'isterismo popolare. Quindi le attribuzioni (non prove) sono "scientifiche" quando avallano le nostre paranoie e preconcetti, ma diventano "contestabili" quando ci vanno contro. Ne segue che un governo che alimenta isterismo e paranoia si comporta in modo "responsabile", mentre uno che cerca di tranquillizzare il popolo mettendo in evidenza la realtà delle cose o fa il "coverup", o è venduto alle appropriate lobby. Leggi: la giuria delle masse non conosce giustizia perché non conosce ragione.

Quindi, ecco che all'antifumo "antinuke" converrà dire che l'OMS ha torto per le radiazioni ma ha ragione per il fumo; il pro-fumo che però è "antinuke" prenderà la posizione che l'OMS ha torto per entrambi; e l'antifumo pro-nucleare ci guadagnerà dicendo che l’OMS ha ragione per tutte e due. Ma la realtà è che nessuno può saperlo perché gli oggetti dell'indagine non sono suscettibili di accurata misurazione, quindi si parla solo di filosofia sull'insufficienza di prove: o ti crocefiggo in caso tu sia colpevole (principio di precauzione, cioè di colpa: l’accusato deve dimostrare che ciò che fa “non fa male”) o ti lascio libero finché la tua colpa non è provata (principio di innocenza: l’accusatore deve dimostrare che l’accusato “fa male”); ma con l’epidemiologia nessuno dei due può veramente provare alcunché. 1 L’epidemiologia delle malattie multifattoriali è quindi una carta matta che si presta a legittimare ogni agenda politica ed ogni interesse particolare con un imprimatur scientifico che non esiste perché l’epidemiologia non è scienza e per definizione non può stabilire causalità. Per tale ragione basare leggi su tale epidemiologia (come nel caso della legge antifumo) dovrebbe essere reso illegale e considerato non etico.

Da canto suo l'OMS si guarda bene dall'ammettere la portata della sua ignoranza (e la sua conseguente arroganza) perché ciò andrebbe contro ai suoi guadagni politici ed economici. Bisogna avere “fede” (cioè credere) nelle “autorità” sanitarie. La funzione delle "fedi" di questo tipo è di colmare il vuoto dell'ignoranza popolare in modo che l'ignorante non senta il bisogno di educarsi e continui, appunto, ad avere "fede" nelle “autorità”, rendendo eterno il circolo vizioso della truffa e della disinformazione.

1 E’ per questa ragione che sono stabilite soglie di tolleranza che, sebbene spesso non esatte, forniscono una referenza. Scientificamente, le soglie di tolleranza esistono per tutto, perché non esiste nulla che faccia male sempre, comunque e a qualunque dose. Però per certi argomenti “scottanti” come il fumo attivo o passivo, per esempio, le soglie di tolleranza sono intenzionalmente non stabilite per far si che qualunque truffatore “anti” possa ingannare impunemente il pubblico suscitando odio e incoraggiando l’ipocondria in nome della “salute pubblica”. Per gente del genere l’unica soglia accettabile è il numero zero – un lampante assurdo scientifico e logico che però nessuno ha il coraggio di denunciare perché pauroso della corruzione istituzionale.


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