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Buongiorno,
sono Vostra
socia e vorrei porre una domanda. Nonostante i divieti e un “bel”
cartello nella mia stanza in ufficio, all’inizio andavo a fumare
negli scantinati e nei bagni; ma siccome il mio lavoro non mi
consente di assentarmi spesso dalla mia scrivania, ho cominciato a
fumare un po’ di nascosto (si fa per dire) nella mia stanza (da
tenere presente che ci sono i vetri e quindi mi vedono tutti)...
Qualcuno che
mi ha visto, ha avuto da ridire, ma io ho continuato imperterrita.
Ora ho sentito dire che è uscita la legge che ognuno NELLA SUA
STANZA D’UFFICIO può fare quello che vuole… chiedo conferma se è
vero, e posso alleggerirmi di questo peso e stare ancora più
tranquilla… anche se, Vi dico la verità, me ne frego altamente.
Aspetto Vostre
notizie in merito, ringrazio anticipatamente e sentitamente, mentre
cordialmente saluto.
Emiliana
Cara Emiliana,
abbiamo
verificato con i legali e le cose stanno così: è dall’inizio
dell’infame legge Sirchia che lei può fumare nel suo ufficio, a
queste condizioni:
1)
Che nel suo ufficio sia sola, e che il/la sua collega sia un
cittadino di seconda classe come lei, ovvero un fumatore/fumatrice.
2)
Che, sulla porta d’entrata metta il cartello “Vietato
l’accesso al pubblico” che, altrimenti, avrebbe la propria
incolumità messa a repentaglio dai pericoli del fumo passivo, come
dice la legge-truffa.
A questo punto
può anche strappare il cartello “Vietato Fumare” dai muri del suo
ufficio e farlo a pezzi o buttarlo giù dal water – l’unico condotto
a cui esso veramente appartiene visto la frode che esso rappresenta.
Cordiali
saluti.
FORCES
Italiana
La Redazione |