DOMANDA PER GLI SPAZI PER CHI FUMA IN AZIENDAGentile avvocato, mi chiamo Fabrizio e da pochi giorni la ditta dove lavoro come impiegato è stata tappezzata con cartelli vietato fumare senza nessun'altra indicazione riguardante norme o altro. Siccome anche l'unico spazio dove non fosse espressamente vietato di fumare (la sala caffè) è stata considerata off-limits per "la sigaretta", Le chiedo se questo sia giusto nei confronti dei dipendenti fumatori che hanno più un solo spazio dove possano fumare in pace senza il timore di essere richiamati. La ringrazio moltissimo per la Sua cortese risposta in merito ad una questione molto delicata come la libertà individuale. Cordiali saluti Fabrizio Gentile Fabrizio, sono Gian Turci da FORCES. L'avvocato non sarà disponibile per i prossimi giorni, così le rispondo io. Ciò che lei chiede, comunque, non ha bisogno di avvocato. Le allego copia della legge, così com'è oggi e finché dura. Essa non fa alcuna menzione di divieto sul posto di lavoro privato. Le azioni della sua ditta, se privata e non statale, sono dunque del tutto arbitrarie. Siccome l'antifumo è praticamente solo basato su truffe ed intenzionali malintesi, coloro cui "da fastidio" il fumo hanno preso l'occasione dell'ultima sparata di Sirchia per "malintendere" la legge e mettere cartelli dappertutto. Molti, e specialmente in Italia, sono impreparati al crollo verticale del diritto di fumare, perché è successo molto rapidamente e differentemente, diciamo, dagli USA dove la cosa si è sviluppata in oltre un decennio. La lotta costì è ancora in corso, e si sta lentamente arrivando a un giro di boa in nostro favore. Bisogna capire che per gli antifumo (professionisti e dilettanti) lo scopo non è "limitare il fumo" come proclamato; tali parole, infatti, sono solo la vaselina per addolcire il dolore. Lo scopo vero è la sistematica, completa eliminazione del fumo con qualsiasi mezzo disponibile: raggiro, intimidazione, prepotenza, repressione - qualsiasi cosa, insomma, che garantisca il "risultato"; dunque se il mezzo non è legale, semplicemente lo si rende tale. Considerazioni come libertà civili, integrità delle istituzioni, accuratezza scientifica e via dicendo sono considerate "casualità tollerabili" nella guerra santa senza quartiere per l’eliminazione del tabacco, e sono un ostacolo alla sua eliminazione, che quindi deve essere rimosso se necessario (sempre). La stragrande maggioranza dei fumatori, già condizionata da anni di disinformazione sul fumo passivo (e attivo!), crede che esso "faccia male" al prossimo, ed offre poca o nulla resistenza. Inoltre, sia il fumatore, sia il non fumatore onesto, vedono ancora la guerra al fumo come una semplice limitazione al "fumo selvaggio", cioè un riposizionamento di zone fumatori e non. Ma questo NON E' il vero programma. Per chiudere questo triste quadro, perfino la nuova legge che obbligherà gli esercenti ad installare condizionatori da 80 metri cubi l'ora (se vogliono i soldi dei clienti fumatori) è una truffa alle percezioni, vale a dire, è transitoria. Ciò è già successo in California, altri stati USA, ed in Canada e in Australia. Dopo che miliardi sono stati spesi per installare condizionatori, è arrivato il divieto totale (anche se ora sta collassando sotto il suo stesso peso in molte aree grazie alla disobbedienza dei fumatori); ciò sulla base DICHIARATA che qualsiasi livello di esposizione al fumo passivo (anche, quindi, una molecola) è nocivo alla salute. Adesso in San Francisco e altrove esistono anche strade "no smoking" (sulla base che, siccome il fumo è "psicologicamente contagioso", non bisogna che bambini e adulti vedano che si fuma), mentre è assolutamente vietato fumare quando si aspetta l'autobus: una zaffata di fumo passivo può "fare male" e "dare fastidio", mentre il fumo nero dell’autobus va benissimo. Potrei andare avanti all'infinito, ma penso di essermi spiegato. L'obiettivo DICHIARATO della gang antifumo-farmaceutica internazionale è quello di "far fare al tabacco la stessa fine del vaiolo, e di trattarlo come una malattia infettiva, e i fumatori come dei drogati malati che, essendo vittime dello loro dipendenza, hanno bisogno di cure coatte; non bisogna quindi fare attenzione ai loro argomenti o alle loro proteste, perché non sono loro che parlano, ma la loro droga (o l'industria del tabacco...). Un giorno, ci saranno riconoscenti". Ogni misura moderata dichiarata dallo stato o dagli antifumo è quindi sempre e solo un imbroglio, e va intesa come misura transitoria verso la proibizione assoluta. Non bisogna mai credere agli antifumo, non importa quanto "simpatici" possano apparire; quando sembra che siano disposti al dialogo, è solo una tattica per guadagnare tempo, perché la loro agenda è una, e una sola. Non si aspetti, quindi, alcuna reale misura di accomodamento e di riconoscimento dei nostri sacrosanti diritti. L'unico rimedio possibile e realista è che i fumatori lottino con resistenza passiva, boicottaggio, disobbedienza, facciano continue lamentele (quelle funzionano: guardi i piagnoni antifumo!); e che ci si iscriva a FORCES e si dia alla stessa abbastanza potenza per portare i truffatori antifumo in tribunale, a provare le loro menzogne pseudo-scientifiche anche se sono dei "dottoroni", perché la verità è uguale per tutti. Distribuire i nostri volantini e adesivi, creare sempre più soci, ed illuminare tutti quelli che conosciamo sulla Truffa del Secolo. Allo stesso tempo, i fumatori devono diventare un problema politico ed economico per i mascalzoni che hanno abbracciato questa politica. In breve, TOLLERANZA ZERO per il proibizionismo. Qualsiasi misura minore di quanto sopra avrà effetto zero, ed è facile prevedere, tra pochi anni, l'arresto per possesso di tabacco (succede già ai minorenni in America) e il rifiuto dell'impiego perché si fuma, mentre i dottori ci rifiuteranno le cure dopo che abbiamo pagato i contributi (già in fase avanzata in America, Canada e Australia) - e magari saremo arrestati da un poliziotto che si sarà appena fatto una canna, visto che, invece, quella si la vuol legalizzare perché non fa fumo e non fa male... Ogni considerazione economica è irrilevante all’agenda antifumo, che già usa studi economici fasulli che fanno vedere che il fumo costa di più di quanto lo stato ci faccia sopra, perché quasi tutte le malattie sono falsamente "attribuite" al fumo. Siamo arroganti abbastanza da affermare che vediamo il nostro approccio come l'unica soluzione dinamica ed efficace al problema dell'antifumo che possa portare, alla fine, a soluzioni bilanciate perché basate non su un'astratta giustizia, ma sull'equilibrio di forze fisiche, economiche e politiche capaci di danneggiare seriamente l'un l'altra. Scusi i termini duri e forti, ma o guardiamo in faccia la realtà e AGIAMO di conseguenza, o vivremo lamentandoci l'un con l'altro della "grande ingiustizia", e magari coprendoci di dolci illusioni mentre gli altri ci sodomizzano; allora, tanto vale smettere di fumare, bere, e di godere la nostra breve vita, mentre si mangiano i cibi dettati dalle ricette di stato, e ci si unisce al delirio della folla che sventola il libretto bianco del salutismo, dicendo addio alle nostre libertà in nome della salute. Lo scomodo prezzo della libertà è eterna lotta e vigilanza, e non sottomissione, colpa, inerzia, e deferenza agli altari dei tiranni. Cordiali saluti. Gian Turci FORCES Italiana |