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5 Giugno 2004
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Il COMITATO D'ONORE di FORCES International

Carissimi,

sono (ero?) iscritto all'Associazione Fumatori Cortesi, augurandomi che assumesse qualche iniziativa concreta per tutelare i fumatori, di cui purtroppo non vedo traccia. Peraltro, anche nel vostro sito rintraccio solo molte utili informazioni; ma se non sbaglio niente di più. Vi sottopongo comunque il messaggio che oggi ho inviato al Presidente dell'Associazione Fumatori Cortesi, augurandomi che almeno voi raccogliate l'invito.

Se non passiamo all'azione, la situazione, già pesante, diventerà statunitense, cioè persecutoria.

Cordiali saluti,

Fulvio


Caro Fulvio,

grazie della sua gentile lettera. Effettivamente, l'Associazione Fumatori sembra essere sparita... almeno dall'Internet; non sappiamo il perché.

Prendiamo atto della sua lettera. Ma da ciò che dice vediamo che è necessaria qualche spiegazione che, naturalmente, si applica solo a noi, perché non possiamo presumere di parlare per altri.

Perché non si passa all'azione, chiede lei? Domanda semplice dalla risposta complessa. Innanzitutto, la rimandiamo a una lettera della posta di FORCES Fumatori: CHI ha interesse a perseguitarli?

Dopo che l'avrà letta - e su quella base - le diamo la conclusione prima della spiegazione: perché non ci sono soldi. Il problema di chi si batte contro le truffe sanitario-epidemiologiche è che la gente, nella sua infinita inerzia, non prende l’argomento proibizionista sul serio finché non lo sente direttamente sulla sua pelle, e specialmente nel borsellino. Poi dice: "Ma che schifo! Cos'è successo?"...

Le sue osservazioni sui suoi colleghi circa fumatori e la legge sono tutte giuste. Ma non è ancora successo. Bisognerà che succeda quello che è successo in Canada, Stati Uniti, Irlanda... che una buona parte dei fumatori se ne stia a casa e non vada più nei ristoranti e nei bar. I grandi media che leccano i piedi dei truffatori "sanitari" non ce lo dicono, ma in Irlanda, per esempio e secondo il Pub Association, c'è stato un calo del 40% degli incassi da quando è cominciato il divieto pochi mesi fa. In Canada le bancarotte sono a catena in ogni area dove il divieto sia applicato, così una contea lo mette, una lo toglie... in un'altalena di stupidità senza fine, spinta solo dalla forza economica, e senza mai risolvere il problema di base: togliere il potere a chi fa i divieti con ogni mezzo necessario.

Che bisognerebbe fare? Noi lo sappiamo benissimo:

  1. Prima di tutto, cominciare a mettere mano al portafoglio e sostenere al massimo organizzazioni come la nostra, che non cercano di parlare attorno al problema, ma vogliono prenderlo di petto.

  1. Secondo, cominciare a mettere mano alla propria agenda, e dedicare un certo numero di ore alla settimana all'attivismo in modo affidabile e costante - ore che noi potremmo coordinare - e a procacciare nuovi membri paganti per l'associazione.

  1. Terzo, come aziende, mettere anche mani al portafoglio e dare a noi e non alle associazioni di categoria (che, come i media, leccano i piedi al ministero della "salute") l'equivalente della quota associativa. Siccome siamo non-profit, la si può persino decurtare dalle tasse.

  1. Quarto - e una volta che sufficiente denaro è raccolto - espandere la potenza di comunicazione dell'associazione con mezzi indipendenti in modo che sia conosciuta a livello di massa (troppo pochi italiani sanno ancora di FORCES!), per poi organizzare manifeste ed incisive azioni di lotta volte a danneggiare lo stato - proprio come fanno le associazioni sindacali. Solo il danno economico spingerà i fanatici della "salute pubblica" a prestare attenzione.

  1. Quinto, portare il ministero della salute in tribunale sulla truffa del fumo passivo -- che è una truffa vera, non un argomento retorico – ed è dimostrabile davanti ad ogni corte legale. Ripetiamo: il ministero della "salute" vieta il fumo sulla base di una truffa statistica e falsamente rappresenta al popolo l'evidenza alla mano.

Quando tutti questi passi saranno implementati - senza compromessi e senza arruffianamenti - allora si che i mascalzoni salutisti cominceranno a venire a miti consigli. PRIMA, NO. Forse ci sbagliamo, ma abbiamo l'impressione che un fondamentale errore di giudizio sia alla base della sua ex-membership all'Associazione Fumatori, che forse è stata vittima di un comune errore fatale: non si combattono fanatici dalla schiuma alla bocca con "Tolleranza e Cortesia", ma con calci in bocca.

Nel lento frattempo che questa consapevolezza cresce, chi ha un ristorante soffrirà le conseguenze:

  •             di fidarsi delle associazioni di categoria che paga senza che difendano i suoi veri e tangibili interessi; stessa cosa sta succedendo con le rivendite di tabacchi.

  •            di fregarsene (per ora) di creare un ambiente ospitale e favorevole ai fumatori.

  •            di sostenere il divieto di fumo nei locali pubblici perché “a me non piace il fumo”; presto, si spera, scopriranno che “ai fumatori non piace il divieto”.

  •            di fregarsene di educarsi su come è truffato dalla "salute pubblica" e quindi di difendersi.

  •            di essere limitato di vista abbastanza da credere che ciò che succede oggi si fermerà con il fumo; può già cominciare invece a pensare su come ridurre le porzioni ed anche i bicchieri di birra e di vino per i pochi clienti rimasti visto che, senz'altro, si sarà già conformato pure alla legge sulle bustine di zucchero, antefatto al controllo obbligatorio delle dosi di zucchero col cappuccino e il caffè della gente - per il suo bene, s'intende.

  •            di essere un coniglio che, allo stesso tempo, ha paura di - e crede nella - "autorità" che dovrebbe essere invece sua serva, visto che la paga col suo sudato denaro.

Pensiamo di essere stati chiari. “Armiamoci e partite” è bello e comodo da dire ma non risolve nulla, proprio come lamentarsi. E finché non vedranno la forza, i fanatici della “salute”, che hanno il potere esecutivo in mano, non si degneranno nemmeno di fare attenzione, fregandosene altamente delle bancarotte e del malumore della gente che opprimono e truffano; intanto, controllano anche le statistiche, quindi i media di regime ci diranno che il divieto è un successo, proprio come è già accaduto in altri Paesi.

Esagerazione?... Complottismo?... Si aspetti e si vedrà; nel frattempo, si soffra.

Cordiali saluti.

FORCES Italiana
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