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4 Novembre 2005

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Nota: per rapidità di lettura pubblichiamo i nostri commenti inseriti direttamente nella lettera del lettore. Il testo mandato dal lettore è in corsivo blu. Se si desidera leggere la lettera tutta intera cliccare qui per saltare alla versione integra della stessa.

Sig. Lafranchi,

le argomentazioni "scientifiche" (si fa per dire) apportate sono uno standard classico. Sono tutte indirizzate nel nostro sito, e sono tutte truffe. Wow! Esageriamo? Veda lei: la colleghiamo con l'evidenza e, per sua comodità, commentiamo i collegamenti principali. Saremo chiari ed anche un po' offensivi - ma non vediamo altro modo per dire la verità vera.

Buongiorno,

vi scrivo dalla Svizzera... il Canton Ticino ha appena approvato il divieto totale di fumo nei "locali pubblici". Le argomentazioni scientifiche alla base della loro tesi le trovate qui sotto. E' troppo chiedervi di dare una lettura a queste argomentazioni e di fornirmi alcune "tesi contrarie?" Sono titolare del blog http://pinocchio.blogspirit.com e dopo aver preso "filosoficamente" posizione ieri sera, vorrei fare un post per contestare la validità delle loro tesi scientifiche....

Grazie sin d'ora.

Gabriele Lafranchi


2. Malattie legate al fumo passivo

Sulla correlazione tra tabagismo e un gran numero di malattie non sussiste più alcun dubbio. La bibliografia è ampia e gli studi condotti in modo corretto sono concordi nel ritenere il consumo di tabacco responsabile di numerose malattie invalidanti e mortali (si tratta in primo luogo di malattie delle vie respiratorie e del sistema circolatorio, di tumori e di ulcere).

Si noti la terminologia, perché è importante: "correlazione" e "ritenere". In realtà sono stati astuti nel non menzionare ancora "causalità", perché essa è indimostrabile - eppure, senza causalità, si parla solo di ipotesi e opinioni e null'altro. Tra l'altro, noti come immediatamente e intenzionalmente si faccia subito confusione tra fumo attivo ("tabagismo) e passivo. Riteniamo che qui parlino di fumo attivo, ma la confusione tra attivo e passivo è indispensabile in primo luogo per gettare le basi di giustificazione del divieto a livello emozionale. Sia ben chiaro: quanto sopra sul fumo attivo non implica che il fumo attivo non possa causare malattie; praticamente qualsiasi sostanza può causare malattie, e il fumo non è eccezione.

3. Effetti del fumo passivo sui bambini

La maggiore esposizione al fumo in età pediatrica avviene durante la gravidanza, allattamento e prima infanzia. L’esposizione al fumo passivo della madre durante la gravidanza provoca ostruzione bronchiale, iper-reattività bronchiale, ritardo di maturazione polmonare e ridotto peso corporeo alla nascita. Il fumo passivo sembra inoltre giocare un ruolo nella morte improvvisa del neonato. L’esposizione al fumo passivo durante l’infanzia provoca, oltre a irritazione degli occhi, naso e gola, un aumento di tosse, fischi respiratori, asma bronchiale e allergie.

Qui invece si usa la parola "provoca". Ciò è semplicemente falso. Prima di tutto, tutti gli studi sono epidemiologici e quindi per definizione non possono stabilire causalità ("provoca"). Secondo per tutte le regole possibili e note dell'epidemiologia, il "sospetto" di una connessione tra quanto esaminato ed una malattia deve dimostrare un aumento di rischio del 200%. Nessuno degli studi sul fumo passivo eccede invece il 30-40% (vedere tutti gli studi in originale) ed è fatto in totale menefreghismo della metodologia scientifica e statistica, perché contrariamente verrebbe fuori che non c'è dimostrazione che il fumo passivo fa male. Inoltre, tutta l'evidenza sul fumo passivo, indipendentemente dai risultati, è una vera truffa in primo luogo: scienza rottame spesa per scienza vera.

Sulla base di quanto sopra e su null’altro si afferma che è lecito vietare il fumo nei locali pubblici. Si tratta quindi di una doppia truffa: una volta perché si presenta scienza rottame come fosse scienza vera, e un’altra volta perché neanche la scienza rottame dice che il fumo passivo fa male, quindi si da falsa rappresentazione anche di quella. Tenga a mente che nessuna delle "autorità" sanitarie pubbliche o private ha mai accettato un dibattito pubblico sull'attendibilità delle sue basi "scientifiche", perché si sa benissimo che persino una persona qualunque con un minimo di preparazione potrebbe smascherare il più grande "luminare". Perché dunque rischiare quando si è già saldamente al potere politico?

4. Effetti del fumo passivo sugli adulti

Molti studi clinici hanno dimostrato una prevalenza più elevata di tumore polmonare, malattie cardio-vascolari, malattie cerebro-vascolari, asma bronchiale e tumori della vie aeree superiori nelle persone esposte al fumo passivo rispetto ai soggetti non esposti. Il fumo passivo è nocivo ovviamente per le donne incinte, futuri nascituri e per i neonati.

Falso. Non hanno dimostrato niente – come infatti dimostra il paragrafo che segue:

Il fumo passivo aumenta del 24% il rischio di cancro polmonare; nei soggetti esposti al fumo passivo sia a domicilio che sul posto di lavoro questo rischio è aumentato del 39%. Occorre ricordare che questo rischio aumenta di oltre il 1000% nel fumatore attivo.

Qui ci si basa sull'ignoranza del lettore: innanzitutto il 24-39% di aumento vuol dire: "lo studio ha fallito di dimostrare l'esistenza del rischio" (si ricordi la regola del 200% dei collegamenti sopra). Quindi chi scrive ciò o è un'ignorante o è un truffatore (che altro c’è di nuovo?...). Circa il 1000% del fumo attivo, invece, ciò è vero - ma nessuna percentuale al mondo, in epidemiologia, può dimostrare causalità - specialmente quando si esaminano malattie multifattoriali. Il cancro polmonare, per esempio, ha oltre 40 fattori concomitanti. Un’elevazione del 1000% indica che, a livello di massa e non individuale, il rischio è 9 volte più alto.

Secondo gli studi citati nel rapporto del Gruppo di lavoro, il fumo passivo aumenta del 25% il rischio di malattia cardio-vascolare e aumenta il rischio di malattia cerebro-vascolare e di tumore della laringe. Esiste inoltre una chiara relazione tra fumo passivo e nuova insorgenza di asma bronchiale, come pure peggioramento di un’asma bronchiale già nota. Per le patologie cerebro-vascolari l’aumento del rischio è del 100%, ovvero del doppio di una persona non esposta al fumo passivo.

Il doppio di nulla è sempre nulla. 100% di aumento (anche se vero) non dimostra l'esistenza del rischio - specialmente con la qualità degli studi a disposizione!

Nel 1991, al fine di stabilire i rapporti tra inquinamento atmosferico e affezioni respiratorie nella popolazione svizzera adulta tra i 18 e 60 anni, per lo studio SAPALDIA (Swiss Study on Air Pollution and Lung Diseases in Adults) sono state interrogate e sottoposte a esame della funzionalità respiratoria 9651 persone in otto località svizzere, tra cui Lugano. Queste persone sono state ricontrollate dieci anni dopo e l’analisi dei dati è in corso. Le informazioni raccolte nel 1991 hanno mostrato che i fumatori passivi soffrono più frequentemente di disturbi respiratori rispetto ai soggetti non esposti al fumo. Il 7% presenta una respirazione sibilante (vs 4%), l’11% tosse cronica (vs 7%), il 7% bronchite cronica (vs 5%). La probabilità di un fumatore passivo di divenire asmatico aumenta del 30% se l’esposizione giornaliera è inferiore a 3 ore e dell’80% se superiore a 3 ore. La probabilità relativa per un fumatore passivo di contrarre tosse cronica aumenta del 70% se la durata dell’esposizione è inferiore a 20 anni e del 130% se superiore a 20 anni. La probabilità relativa per un fumatore passivo di acquisire una bronchite cronica aumenta del 20% in caso di esposizione a domicilio inferiore a 3 ore giornaliere e del 40% se l’esposizione supera le 3 ore. Quando l’esposizione avviene sia a domicilio che sul posto di lavoro la probabilità aumenta rispettivamente del 60% e dell’80%.

Ecco un esempio tipico di truffa epidemiologica. Questi dati, raccolti con la metodologia illustrata qui, hanno credibilità nulla. E' vergognoso (e preoccupante) che le autorità sanitarie si abbassino a tanto per una loro agenda politica.

Nonostante una diluizione più o meno importante, l’aria è contaminata da più di una decina di sostanze sicuramente cancerogene note.

Notare: "cancerogene note" significa "già attribuite al cancro" - ma non  significa che è scientificamente dimostrato che causino il cancro perché (1) la causa(e) del cancro (ogni cancro) è ancora ignota e (2) le conclusioni sono state raggiunte sulla base dell'epidemiologia che - ripetiamolo - per definizione non può dimostrare causalità. Molti pensano che, quando si attribuisce il cancro a qualcosa, si proceda con le stesse basi di certezza scientifica usate, per esempio, per polio o tubercolosi. Ciò è falso.

…e dai gas della combustione e resta pericolosa per la salute.

Non dimostrato! Sebbene non ci siano dubbi che i gas di combustione siano tossici, nelle microquantità del fumo passivo è impossibile stabilire se e quanto lo sono. La filosofia cervellotica è questa: se una tonnellata della sostanza X fa male, un nanogrammo della stessa fa anche male. Ciò è contrario ad ogni realtà tossicologica, che invece dimostra che praticamente ogni sostanza in piccole quantità o non fa nulla o fa anche bene, e che comincia a far male in quantità che eccedono la soglia di pericolo. Questa gente mette sempre la soglia a zero.

Il fumo passivo rappresenta il più importante agente inquinante dell’aria negli ambienti chiusi. Il livello di cotinina - che è il principale metabolita della nicotina - è alto anche nelle urine dei soggetti esposti al fumo passivo, benché non siano fumatori.

La cotinina è una sostanza innocua. Ecco un altro angolo dell'imbroglio. La presenza di cotinina prova solo che c'è stata esposizione al fumo passivo. Ma, visto che non è stato dimostrato che esso fa male nemmeno dalla statistica (lasciamo perdere la scienza), la presenza di cotinina ha significato zero. Questa interpretazione "creativa" di un'evidenza totalmente negativa è una truffa mondiale che prova solo una cosa:  la corruzione e l’idiozia sono arrivate al comando supremo delle entità sanitarie, e hanno creato un consenso popolare dando informazione falsa alla gente.

Da rilevare che recentemente il fumo del tabacco in un ambiente chiuso è stato classificato dal Centre International de Recherche sur le Cancer di Lione nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene più pericolose per l'uomo, annoverato quindi con sostanze come l'amianto, il radon, l'arsenico e altre ancora.

Questo è interessante. La "annoverazione" di cui si parla fu fatta come "ruota di scorta" per la posizione della Environmental Protection Agency, che fu condannata da una corte federale americana per truffa aggravata nel 1998. Nella spiegazione della sua decisione la corte svela la truffa metodologica sul fumo passivo, ordina alla EPA di de-classificarlo come cancerogeno, ed esprime massimo disprezzo per la corruzione e dell'Agenzia.

La EPA aveva usato la STESSA METODOLOGIA del Centre International de Recherche sur le Cancer. Al tempo, non si sapeva ancora se l'appello di questa decisione avrebbe confermato la sentenza della corte federale o no; quindi la gang dell'AIRC creò la "ruota di scorta" per implementare comunque la truffa mondiale in caso di sconfitta negli USA. La ruota di scorta si rivelò poi non necessaria perché la Corte d’Appello USA decise - guarda un po' - che la Corte Federale non aveva l'autorità territoriale, anche se si specificò in tale sentenza che "non si vuole qui entrare nei meriti della scienza"; ciò fu detto perché gli argomenti scientifici della Corte Federale erano semplicemente ineccepibili.

In considerazione del numero di persone esposte e dei danni che produce, il fumo passivo va quindi considerato come un rischio per la salute della popolazione in generale e ciò richiede da parte dello Stato misure adeguate di protezione.

Le uniche misure di protezione che lo Stato dovrebbe prendere è rimuovere truffatori professionali da posizioni di autorità nelle istituzioni sanitarie. Il fatto che i pericoli del fumo passivo siano una truffa è lapalissiano e indiscutibile.

Cordiali saluti.

FORCES Italiana
La Redazione


2. Malattie legate al fumo passivo

Sulla correlazione tra tabagismo e un gran numero di malattie non sussiste più alcun dubbio. La bibliografia è ampia e gli studi condotti in modo corretto sono concordi nel ritenere il consumo di tabacco responsabile di numerose malattie invalidanti e mortali (si tratta in primo luogo di malattie delle vie respiratorie e del sistema circolatorio, di tumori e di ulcere).

3. Effetti del fumo passivo sui bambini

La maggiore esposizione al fumo in età pediatrica avviene durante la gravidanza, allattamento e prima infanzia. L’esposizione al fumo passivo della madre durante la gravidanza provoca ostruzione bronchiale, iper-reattività bronchiale, ritardo di maturazione polmonare e ridotto peso corporeo alla nascita. Il fumo passivo sembra inoltre giocare un ruolo nella morte improvvisa del neonato. L’esposizione al fumo passivo durante l’infanzia provoca, oltre a irritazione degli occhi, naso e gola, un aumento di tosse, fischi respiratori, asma bronchiale e allergie.

4. Effetti del fumo passivo sugli adulti

Molti studi clinici hanno dimostrato una prevalenza più elevata di tumore polmonare, malattie cardio-vascolari, malattie cerebro-vascolari, asma bronchiale e tumori della vie aeree superiori nelle persone esposte al fumo passivo rispetto ai soggetti non esposti. Il fumo passivo è nocivo ovviamente per le donne incinte, futuri nascituri e per i neonati.

Il fumo passivo aumenta del 24% il rischio di cancro polmonare; nei soggetti esposti al fumo passivo sia a domicilio che sul posto di lavoro questo rischio è aumentato del 39%. Occorre ricordare che questo rischio aumenta di oltre il 1000% nel fumatore attivo.

Secondo gli studi citati nel rapporto del Gruppo di lavoro, il fumo passivo aumenta del 25% il rischio di malattia cardio-vascolare e aumenta il rischio di malattia cerebro-vascolare e di tumore della laringe. Esiste inoltre una chiara relazione tra fumo passivo e nuova insorgenza di asma bronchiale, come pure peggioramento di un’asma bronchiale già nota. Per le patologie cerebro-vascolari l’aumento del rischio è del 100%, ovvero del doppio di una persona non esposta al fumo passivo.

Nel 1991, al fine di stabilire i rapporti tra inquinamento atmosferico e affezioni respiratorie nella popolazione svizzera adulta tra i 18 e 60 anni, per lo studio SAPALDIA (Swiss Study on Air Pollution and Lung Diseases in Adults) sono state interrogate e sottoposte a esame della funzionalità respiratoria 9651 persone in otto località svizzere, tra cui Lugano. Queste persone sono state ricontrollate dieci anni dopo e l’analisi dei dati è in corso. Le informazioni raccolte nel 1991 hanno mostrato che i fumatori passivi soffrono più frequentemente di disturbi respiratori rispetto ai soggetti non esposti al fumo. Il 7% presenta una respirazione sibilante (vs 4%), l’11% tosse cronica (vs 7%), il 7% bronchite cronica (vs 5%). La probabilità di un fumatore passivo di divenire asmatico aumenta del 30% se l’esposizione giornaliera è inferiore a 3 ore e dell’80% se superiore a 3 ore. La probabilità relativa per un fumatore passivo di contrarre tosse cronica aumenta del 70% se la durata dell’esposizione è inferiore a 20 anni e del 130% se superiore a 20 anni. La probabilità relativa per un fumatore passivo di acquisire una bronchite cronica aumenta del 20% in caso di esposizione a domicilio inferiore a 3 ore giornaliere e del 40% se l’esposizione supera le 3 ore. Quando l’esposizione avviene sia a domicilio che sul posto di lavoro la probabilità aumenta rispettivamente del 60% e dell’80%.

Nonostante una diluizione più o meno importante, l’aria è contaminata da più di una decina di sostanze sicuramente cancerogene note e dai gas della combustione e resta pericolosa per la salute. Il fumo passivo rappresenta il più importante agente inquinante dell’aria negli ambienti chiusi. Il livello di cotinina - che è il principale metabolita della nicotina - è alto anche nelle urine dei soggetti esposti al fumo passivo, benché non siano fumatori.

Da rilevare che recentemente il fumo del tabacco in un ambiente chiuso è stato classificato dal Centre International de Recherche sur le Cancer di Lione nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene più pericolose per l'uomo, annoverato quindi con sostanze come l'amianto, il radon, l'arsenico e altre ancora.

In considerazione del numero di persone esposte e dei danni che produce, il fumo passivo va quindi considerato come un rischio per la salute della popolazione in generale e ciò richiede da parte dello Stato misure adeguate di protezione.


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