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Per lavoro mi trovavo ad effettuare una ispezione dell'impianto
antincendio di una ditta che lavora materiale altamente
infiammabile. Premetto, sono un non fumatore convinto e, confesso, a
volte sono un po' seccato dal fumo di mia moglie. Presso queste
aziende vige il divieto assoluto di fumare o di usare fiamme libere,
per motivi di sicurezza non è possibile fumare neppure all'aperto.
Chiedo al responsabile della sicurezza, che mi accompagnava nel mio
giro di ispezione, di mostrarmi l'area fumatori perché potessi
verificare il rispetto delle norme antincendio. Questi mi risponde
con aria giuliva che non esiste più un'area fumatori, prima della
legge (Legge Sirchia) c'era un'area predisposta, ma adesso non
sarebbe più a norma ed è stata eliminata. Ridacchiando mi descrive
come operai ed impiegati a fine turno corrano fuori dall'area
aziendale per potersi accendere una sigaretta. Mi scorrono davanti
agli occhi immagini di film dove i nazisti si divertivano a sparare
sui prigionieri nei campi di concentramento.
Rientrato in ufficio cerco il delegato sindacale, gli domando cosa
stiano facendo per i fumatori, mi viene risposto che i fumatori non
sono una categoria, poi c'è una legge nazionale che vieta il fumo
nei luoghi di lavoro. Prendo la tessera dal portafogli e la strappo
con rabbia sotto gli occhi allibiti del sindacalista (fumatore), che
osa chiedermi perché lo faccio. "Lo faccio per i lavoratori, per i
miei figli, per mia moglie, per me stesso.... "
Invito tutti i lavoratori fumatori a stracciare le loro tessere
sindacali non è giusto dare i soldi e fiducia a chi non li tutela.
Le chiedo scusa signor Presidente per il mio sfogo, ringraziandola
per il suo lavoro la saluto.
Gianni |